a cura di Cláudia Pinto, Forum europeo della gioventù 

Il Forum europeo della gioventù, la più grande piattaforma delle organizzazioni giovanili in Europa che da dieci anni si batte per tirocini di qualità, aderisce all'appello del CESE a vietare i tirocini non retribuiti. La nostra ospite speciale, Cláudia Pinto, membro del Forum europeo della gioventù, analizza l'ultima proposta della Commissione volta a migliorare la qualità dei tirocini nell'UE e ne elenca tutte le carenze, pur considerandola un importante passo avanti.

a cura di Cláudia Pinto, Forum europeo della gioventù 

Il Forum europeo della gioventù, la più grande piattaforma delle organizzazioni giovanili in Europa che da dieci anni si batte per tirocini di qualità, aderisce all'appello del CESE a vietare i tirocini non retribuiti. La nostra ospite speciale, Cláudia Pinto del Forum europeo della gioventù, analizza l'ultima proposta della Commissione volta a migliorare la qualità dei tirocini nell'UE e ne elenca tutte le carenze, pur considerandola un importante passo avanti.

Oggi la ricerca di un lavoro per i giovani si riduce spesso a una serie di tirocini non retribuiti. Qual è la promessa? Che i tirocini non retribuiti costituiscono un punto di accesso al mercato del lavoro, in quanto consentono ai giovani di accedere alle reti e offrono loro nuove esperienze di apprendimento. 

È evidente che un tirocinio non retribuito non assicura l'indipendenza finanziaria. Come è possibile fare la spesa e pagare l'affitto e tutte le bollette che si accumulano quando si lavora gratuitamente? 

I tirocini non retribuiti sono una forma di sfruttamento dei giovani sul mercato del lavoro. Essi rafforzano l'esclusione sociale, in quanto lavorare gratuitamente è possibile solo per coloro che possono permetterselo e, di conseguenza, i giovani provenienti da contesti svantaggiati sono esclusi fin dalle prime fasi. La situazione è aggravata dal fatto che i tirocini non retribuiti stanno sostituendo i posti di lavoro di primo livello, contribuendo in tal modo a rendere il mercato del lavoro ancora più precario. 

Il Forum europeo della gioventù si batte per tirocini di qualità da dieci anni. Negli ultimi due anni abbiamo portato avanti attivamente la campagna "Potete permettervi di lavorare gratuitamente?", chiedendo una direttiva che vieti i tirocini non retribuiti sul mercato del lavoro in tutti gli Stati membri dell'UE. 

A marzo dell'anno scorso la Commissione europea ha infine pubblicato la sua proposta per migliorare la qualità dei tirocini nell'Unione europea, che prevede l'adozione di una direttiva. Si tratta di un passo importante nella giusta direzione, che è stato possibile grazie all'instancabile attività di sensibilizzazione portata avanti dai giovani in tutto il nostro continente. Purtroppo, nonostante i progressi realizzati, la direttiva non garantisce chiaramente tirocini retribuiti sul mercato del lavoro. 

La principale preoccupazione del Forum europeo della gioventù in merito al testo proposto è che esso si limita ad affrontare un unico aspetto del problema. In effetti, invece di concentrarsi su tutti i tirocini proposti sul mercato del lavoro, esamina solo la questione dei tirocini fittizi, vale a dire dei veri posti di lavoro camuffati sotto forma di tirocini allo scopo di abbassare le condizioni di lavoro, in particolare la retribuzione. Quello che propone la Commissione europea è una direttiva di applicazione che esercita una forte pressione sugli ispettorati del lavoro, già sottofinanziati e oberati di lavoro. 

Il Forum europeo della gioventù è pertanto molto preoccupato per l'attuazione concreta della direttiva e per il modo in cui i diritti dei giovani possono essere garantiti nella pratica. In sostanza, la proposta non conferisce diritti ai tirocinanti, ma definisce piuttosto quello che i tirocini non dovrebbero essere. Essa prevede un principio di non discriminazione dei tirocinanti. Tuttavia, il Forum europeo della gioventù è preoccupato per il modo in cui gli Stati membri potrebbero recepire la direttiva nella legislazione nazionale, lasciando eventualmente ai datori di lavoro la possibilità di continuare a sfruttare i giovani. 

Parallelamente a una proposta di direttiva, la Commissione europea ha anche proposto una nuova raccomandazione del Consiglio volta ad aggiornare il quadro di qualità per i tirocini, estendendo il suo campo di applicazione a tutti i tipi di tirocini e includendovi dei principi relativi all'accesso alla retribuzione e alla protezione sociale. È fantastico ritrovare questi principi in una proposta, anche se purtroppo la raccomandazione del Consiglio non è vincolante. 

Il Forum europeo della gioventù continuerà a difendere i diritti dei giovani e a lottare per condizioni di lavoro eque. Invitiamo il Consiglio europeo e il Parlamento europeo a rafforzare il testo e a garantire che non vi siano lacune che potrebbero permettere che si continui a sfruttare i giovani. Per maggiori dettagli sulla proposta di direttiva potete leggere il nostro articolo "Two Steps Forward One Step Back" [Due passi avanti, un passo indietro].

Cláudia Pinto dirige le attività di sensibilizzazione del Forum europeo della gioventù sulla transizione dei giovani dall'istruzione al mercato del lavoro, seguendo con particolare attenzione le politiche volte a migliorare la qualità dei tirocini in Europa. Grazie alle sue esperienze e competenze in materia di politica sociale e del lavoro europea, in precedenza ha lavorato presso la Confederazione europea dei sindacati indipendenti.

Controllo degli investimenti esteri nell'Unione

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Quadro fiscale per i soggetti dell'economia sociale

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Rafforzamento della sicurezza della ricerca

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di Christophe Préault, direttore del sito di informazione Touteleurope.eu

Alle elezioni europee del 2024, il partito di estrema destra francese Rassemblement National si è accaparrato il favore nei sondaggi, conseguendo il miglior risultato della sua storia. Si è inoltre aggiudicato più di un terzo dei voti degli elettori di età inferiore a 35 anni. Il nostro invitato speciale Christophe Préault, caporedattore di "Toute l'Europe", analizza il successo del Rassemblement National e del suo leader Jordan Bardella, originario della periferia di Parigi, di soli 28 anni e onnipresente su TikTok.

 

di Christophe Préault, direttore del sito di informazione Touteleurope.eu

Alle elezioni europee del 2024, il partito di estrema destra francese Rassemblement National si è accaparrato il favore nei sondaggi, conseguendo il miglior risultato della sua storia. Si è inoltre aggiudicato più di un terzo dei voti degli elettori di età inferiore a 35 anni. Il nostro invitato speciale Christophe Préault, caporedattore di "Toute l'Europe", analizza il successo del Rassemblement National e del suo leader Jordan Bardella, originario della periferia di Parigi, di soli 28 anni e onnipresente su TikTok.

Alle elezioni europee di giugno 2024, il Rassemblement National (RN) ha conseguito un risultato senza precedenti nella sua storia, allettando più di un terzo degli elettori (31,4 %). Il partito di estrema destra si colloca in vetta alla classifica in quasi tutte le fasce di età e categorie socioprofessionali e fa rimescolare così le carte elettorali. Ciò vale, in particolare, per i giovani, presso i quali la lista di Jordan Bardella ha attratto il 32 % dei voti degli elettori nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni e ha conquistato più di 10 punti (il 26 %) nella categoria di votanti di età compresa tra i 18 e i 24 anni rispetto alle elezioni europee del 2019.

Sono molteplici i fattori che spiegano questa forza di attrazione esercitata dall'RN nei confronti dei giovani. In primo luogo occorre menzionare la personalità di Jordan Bardella, capolista per le elezioni europee e presidente del partito, che si presenta in contrasto con la politica tradizionale. Per i giovani, dice le cose come stanno, ha un comportamento retto e sembra sincero in un contesto segnato da diffidenza nei confronti del mondo politico. Anche il suo percorso personale suscita un impulso di identificazione: è figlio della classe media, cresciuto nella periferia di Parigi (dipartimento della Senna-Saint-Denis), non ha frequentato scuole prestigiose, né ha conseguito un titolo universitario, ma dispone solo di un diploma di maturità. È così che incanta questa gioventù più popolare, che si pone domande sul proprio futuro e si sente trascurata, se non abbandonata.

Se è riuscito ad affascinare gli elettori tra i 18 e i 34 anni, ciò è anche dovuto al fatto che lo stesso Jordan Barella è giovane. A 28 anni, conosce perfettamente il linguaggio di questa generazione e lo sa utilizzare. È inoltre interessante osservare che, nel 2017, era Emmanuel Macron a interpretare questa gioventù trionfante, seppure in un altro strato della società.

L'RN fa altresì leva sulla personalità del proprio leader e su un'immagine ampiamente coltivata attraverso i social media. Jordan Bardella risulta essere onnipresente su TikTok, che svolge un ruolo importante nella sua strategia elettorale, in un'epoca in cui i giovani non si informano più mediante i canali mediatici tradizionali. La sua popolarità è in continua crescita (1,6 milioni di follower). Egli non parla di riforme dei trattati europei, di Ucraina o di Green Deal. Al contrario, mette in scena soprattutto la propria vita quotidiana, esprime gli auguri per la Festa della mamma, gira video nel proprio ufficio e durante i vari spostamenti... Naviga cavalcando le onde delle tendenze attuali, esprimendosi su argomenti in voga al momento. Lui stesso lancia delle sfide ai "gamer", ossia i giovani (e meno giovani) appassionati di videogiochi.

La distanza sempre più marcata che si crea tra le nuove generazioni e il mondo politico tradizionale rafforza la sua immagine, la sua posizione e il discorso populista, in un contesto in cui le preoccupazioni degli elettori hanno cambiato direzione rispetto alle elezioni europee del 2019. La lotta dei giovani per le questioni ambientali nel 2019 si è spostata dirigendosi verso altre tematiche, altrettanto toccanti, ma radicate nella vita quotidiana. Oggi è l'incertezza – legata all'immigrazione – e il potere di acquisto a destare preoccupazione. Il partito di estrema destra si afferma traendo la linfa vitale da tale rabbia, approfittando del sentimento di una generazione che si considera lesa. La classe politica, nel suo complesso, non ha tenuto sufficientemente conto delle conseguenze della crisi di COVID-19 nel 2020. La pandemia di COVID-19 ha decisamente aggravato e messo in luce le diseguaglianze già esistenti in relazione ai giovani francesi ed europei sul mercato del lavoro, ma altresì in termini di accesso all'istruzione, con una maggiore difficoltà a proseguire gli studi, o semplicemente a seguire un percorso di formazione in un momento in cui la completa digitalizzazione si presenta come la soluzione per eccellenza.

Pertanto, anziché preoccuparsi dell'RN, occorre innanzitutto prestare attenzione agli elettori di tale partito, in particolare ai giovani del ceto medio. È necessario fornire a questi ultimi risposte chiare, concrete e allineate alle loro preoccupazioni: la crescente violenza nella società, il venir meno dei servizi pubblici nelle zone rurali, le difficoltà a trovare un posto di lavoro o a seguire una formazione adeguata e la sensazione di trovarsi di fronte a un'immigrazione incontrollata. Per i partiti politici tradizionali, ciò significa dunque scendere dal piedistallo e preoccuparsi di coloro che passano regolarmente inosservati, che non destano alcun interesse, in quanto poco politicizzati e impegnati. In tale battaglia – bisogna ammetterlo – l'Unione europea è poco visibile, nonostante i numerosi programmi dedicati ai giovani, all'istruzione, al sostegno all'occupazione e alla lotta contro il lavoro precario. Sicuramente l'Erasmus, promuovendo la mobilità e le esperienze per una popolazione più diversificata (tirocinanti, disoccupati), costituisce una prima risposta, ma evidentemente oggi non basta. Proporre una soluzione vuol dire anche porsi IL giusto interrogativo relativo alla gestione della migrazione, un argomento centrale e controverso delle nostre società. Si tratta di un tema tuttora discusso, malgrado la recente adozione del patto europeo sull'immigrazione e l'asilo.

Christophe Préault è giornalista, direttore di Touteleurope.eu, sito di informazione educativa sul funzionamento e le politiche dell'Unione europea. Vanta una lunga esperienza nell'ambito dei temi di attualità, in particolare a livello europeo ed economico. Dopo essersi diplomato presso l'Istituto di studi politici di Bordeaux e aver completato il ciclo di Alti studi europei presso la Scuola nazionale di amministrazione (ENA), dirige oggi il sito Touteleurope.eu e interviene regolarmente in qualità di moderatore di dibattiti e conferenze su temi europei.

Abbiamo bisogno di un'Europa in cui la voce dei giovani conta

Il neoeletto Parlamento europeo terrà la sua prima seduta plenaria a luglio. Sebbene, a seguito delle elezioni di giugno, vi sia ancora una maggioranza pro-democratica, l'ascesa delle forze di estrema destra ed euroscettiche è fonte di preoccupazioni. È inoltre emerso il crescente interesse che i partiti di estrema destra suscitano nelle generazioni più giovani, che chiaramente non sono immuni dalla loro avanzata. È giunto il momento per le forze democratiche di assumersi le proprie responsabilità, lavorare insieme e dare prova di un chiaro impegno a favore di un'Europa forte, in cui la voce dei giovani conta.

Abbiamo bisogno di un'Europa in cui la voce dei giovani conta

Il neoeletto Parlamento europeo terrà la sua prima seduta plenaria a luglio. Sebbene, a seguito delle elezioni di giugno, vi sia ancora una maggioranza pro-democratica, l'ascesa delle forze di estrema destra ed euroscettiche è fonte di preoccupazioni. È inoltre emerso il crescente interesse che i partiti di estrema destra suscitano nelle generazioni più giovani, che chiaramente non sono immuni dalla loro avanzata. È giunto il momento per le forze democratiche di assumersi le proprie responsabilità, lavorare insieme e dare prova di un chiaro impegno a favore di un'Europa forte, in cui la voce dei giovani conta.

Se vogliamo un'Europa resiliente, sostenibile e proiettata verso il futuro, è essenziale coinvolgere i giovani nell'elaborazione delle politiche dell'Unione. Dobbiamo moltiplicare gli sforzi al fine di integrare pienamente la voce dei giovani negli impegni assunti a livello dell'UE. Le elezioni non dovrebbero essere l'unico momento in cui viene dato valore alle loro opinioni; per questo motivo il Comitato economico e sociale europeo si batte affinché i giovani possano far sentire la propria voce in maniera sistematica e regolare. 

Aprire le porte del CESE ai giovani, compresi coloro provenienti dai paesi candidati, è una delle priorità del mio mandato. Nel maggio 2024 il Comitato è diventato la prima istituzione dell'Unione ad applicare alle sue raccomandazioni politiche la valutazione d'impatto dell'UE dal punto di vista dei giovani, uno strumento concepito per garantire che le proposte formulate vadano a beneficio dei giovani. Applicando tale valutazione ai propri pareri, il Comitato si assicura che le politiche tengano conto del punto di vista dei giovani, che sia preso in considerazione l'impatto che esse avrebbero su di loro e che i potenziali effetti negativi che si ripercuoterebbero su di loro vengano mitigati. 

L'introduzione della valutazione d'impatto dell'UE dal punto di vista dei giovani è stata preceduta da un progetto pilota volto a valutare il suo funzionamento nella pratica. A tal fine abbiamo collaborato con i giovani di tutta Europa e non solo, che hanno partecipato alle nostre riunioni e hanno contribuito all'elaborazione di pareri. È stato stimolante vedere il loro impegno e la loro dedizione, nonché le competenze che hanno dimostrato di possedere e le brillanti idee che hanno espresso. È stato quindi pubblicato l'invito a presentare entro il 30 giugno le candidature per la valutazione d'impatto dal punto di vista dei giovani ufficiale condotta dal CESE. Desidero ringraziare tutti i rappresentanti dei giovani che hanno partecipato al progetto pilota e i membri del gruppo Gioventù del CESE per il loro impegno a trasformare la valutazione d'impatto in realtà. 

L'Unione ha bisogno dei giovani. Per questo motivo le istituzioni dell'UE devono seguire l'esempio del CESE al fine di costruire un'Europa in cui i giovani hanno voce in capitolo. Mentre il nuovo Parlamento europeo prenderà forma nel prossimo mese e la Commissione europea si preparerà per il suo nuovo mandato in autunno, il CESE continuerà a promuovere maggiori investimenti nei giovani. È giunto il momento di fare di più! 

Colgo l'occasione dell'inizio dell'estate per ringraziare calorosamente tutti i colleghi che hanno permesso al nostro Comitato di raggiungere un'ulteriore grande pietra miliare.

Oliver RÖPKE 

Presidente del CESE

In questo numero: 

  • Porre fine allo sfruttamento dei tirocinanti, di Nicoletta Merlo 
  • Riflettori puntati sui giovani nell'UE: il test Giovani, l'iniziativa pionieristica promossa dal Comitato, sta diventando sempre più importante 
  • In che modo il Rassemblement National fa leva sul voto dei giovani in Francia, di Christophe Préault, Touteleurope.eu
  • Come rimanere in contatto con la generazione di TikTok?, di Rieke Smit, Social News Daily/ #UseTheNews
     

In questo numero: 

  • Porre fine allo sfruttamento dei tirocinanti, di Nicoletta Merlo 
  • Riflettori puntati sui giovani nell'UE: il test Giovani, l'iniziativa pionieristica promossa dal Comitato, sta diventando sempre più importante 
  • In che modo il Rassemblement National fa leva sul voto dei giovani in Francia, di Christophe Préault, Touteleurope.eu
  • Come rimanere in contatto con la generazione di TikTok?, di Rieke Smit, Social News Daily/ #UseTheNews 
     

di Nicoletta Merlo 

I tirocini rappresentano un percorso che consente ai giovani di familiarizzarsi con il mondo del lavoro, a fini di orientamento e formazione. Anche grazie al programma della garanzia europea per i giovani, hanno fatto registrare uno sviluppo notevole in tutta Europa. La raccomandazione del Consiglio del 2014 su un quadro di qualità per i tirocini ha fornito agli Stati membri orientamenti preziosi per l'attuazione di questo strumento.

di Nicoletta Merlo 

I tirocini rappresentano un percorso che consente ai giovani di familiarizzarsi con il mondo del lavoro, a fini di orientamento e formazione. Anche grazie al programma della garanzia europea per i giovani, hanno fatto registrare uno sviluppo notevole in tutta Europa. La raccomandazione del Consiglio del 2014 su un quadro di qualità per i tirocini ha fornito agli Stati membri orientamenti preziosi per l'attuazione di questo strumento. 

Purtroppo nel corso del tempo si sono verificati abusi e distorsioni nelle modalità di svolgimento dei tirocini, con un aumento dei casi di sfruttamento di giovani tirocinanti, che sono stati utilizzati per sostituire i lavoratori come manodopera a basso costo senza accesso a garanzie adeguate e alla protezione sociale. 

Per questo motivo, il CESE condivide l'obiettivo della Commissione europea di migliorare il quadro di qualità per i tirocini in tutta Europa, in particolare per quanto riguarda il rafforzamento dei contenuti di apprendimento e formazione e la lotta contro l'abuso e l'uso improprio dei tirocini. 

Le due proposte della Commissione, che comprendono una raccomandazione del Consiglio aggiornata e una direttiva, affrontano però solo alcune delle questioni aperte e presentano alcuni aspetti problematici: 

  • fanno riferimento in modo indiscriminato a tutte le forme di tirocinio, non tenendo adeguatamente conto delle differenze esistenti tra i vari tipi di tirocinio e le loro finalità o le loro diverse applicazioni negli Stati membri; 
  • non sono previste le misure necessarie per prevenire l'uso improprio dei tirocini a monte, così come mancano norme vincolanti per migliorare gli standard di qualità; 
  • per quanto riguarda la proposta di direttiva, il campo di applicazione limitato ai soli tirocinanti che sono considerati lavoratori o che hanno un rapporto di lavoro – come avviene in meno della metà degli Stati membri – limita la gamma dei beneficiari e rischia di non conseguire i risultati attesi. 

Dal mio punto di vista, per migliorare la qualità dei tirocini, occorre innanzitutto fissare i criteri minimi di qualità per ciascun tipo di tirocinio, limitandone l'utilizzo a monte. Tali criteri dovrebbero fornire salvaguardie di base e porre un forte accento sulla formazione, nonché sull'impegno a contrastare tutti i casi di abuso con misure adeguate, anche rafforzando il sistema di ispezione. 

Inoltre, al fine di rendere l'esperienza di tirocinio accessibile a tutti – sebbene non si possa parlare genericamente di salari, poiché nella maggior parte dei casi i tirocinanti non sono considerati lavoratori e il tirocinio è considerato per lo più al di fuori del contesto lavorativo – sarebbe importante porre fine ai tirocini non retribuiti attraverso un'indennità obbligatoria che non solo sia parametrizzata sulla base dei compiti e delle responsabilità che il tirocinio comporta, ma tenga conto anche delle eventuali spese che i tirocinanti devono sostenere per svolgere tale esperienza. 

Infine, occorre dedicare maggiore attenzione al ruolo che possono svolgere le parti sociali nell'attuazione del regolamento a livello nazionale nonché nel monitoraggio e nel controllo dell'uso di questo strumento.

a cura di Rieke Smit, redattrice di Social News Daily/ #UseTheNews

La nostra ospite speciale è una giovane giornalista, Rieke Smit di #UseTheNews, un'iniziativa dell'agenzia di stampa tedesca DPA che si concentra sul consumo di notizie da parte della Generazione Z e cerca di migliorare la loro alfabetizzazione mediatica. A fronte di dati che mostrano che meno di un terzo dei giovani tra i 18 e i 24 anni è interessato alle notizie e che il 23 % di essi riceve le notizie esclusivamente da TikTok, Rieke scrive su come raggiungere la Generazione Z non solo su TikTok ma anche su altre piattaforme di social media - e su come farli interessare a notizie importanti che riguardano direttamente le loro vite.

a cura di Rieke Smit, redattrice di Social News Daily/ #UseTheNews

La nostra ospite speciale è una giovane giornalista, Rieke Smit di #UseTheNews, un'iniziativa dell'agenzia di stampa tedesca DPA che si concentra sul consumo di notizie da parte della Generazione Z e cerca di migliorare la loro alfabetizzazione mediatica. A fronte di dati che mostrano che meno di un terzo dei giovani tra i 18 e i 24 anni è interessato alle notizie e che il 23 % di essi riceve le notizie esclusivamente da TikTok, Rieke scrive su come raggiungere la Generazione Z non solo su TikTok ma anche su altre piattaforme di social media - e su come farli interessare a notizie importanti che riguardano direttamente le loro vite.

Stiamo perdendo una generazione, almeno così sembra. Non riusciamo più a raggiungere la generazione Z con le notizie. Meno di un terzo dei giovani tra i 18 e i 24 anni è interessato alle notizie. Sotto i 18 anni, la percentuale è ancora più alta. 

Questo fenomeno in generale non è nuovo. Ormai tutti hanno sentito parlare di stanchezza da notizie e della tendenza a evitarle. A ciò si aggiunge la crescente importanza assunta da influencer e piattaforme che offrono brevi video, soprattutto tra i giovani, come conferma l'ultima relazione di Digital News Report dell'Istituto Reuters per lo studio del giornalismo. 

I giovani consumano sempre meno notizie perché faticano a trovarne di attendibili su piattaforme come TikTok, ma anche perché non capiscono cosa esse abbiano a che fare con la loro vita. Questa osservazione è stata formulata in uno dei nostri studi di #UseTheNews da una ragazza di 16 anni e mette in prospettiva questa tendenza allarmante. La domanda principale è: come possiamo raggiungere la generazione di TikTok? 

In primo luogo, dobbiamo essere presenti sulle piattaforme che frequentano, con notizie, prospettive e informazioni di base. Poi, dobbiamo dimostrare ai giovani perché è così importante per la loro vita informarsi. Allo stesso tempo, come per caso, così facendo rafforziamo la loro alfabetizzazione mediatica. 

Questo è anche l'obiettivo dell'iniziativa #UseTheNews e del team editoriale di Social News Daily, che ha lanciato quest'anno "L'anno delle notizie" al fine di rafforzare la società e la democrazia con una maggiore alfabetizzazione alle notizie, soprattutto tra gli adolescenti e i giovani adulti. 

Social News Daily affronta questo tema con notizie su TikTok, Instagram e YouTube. Notizie sui social media? Come funziona? Utilizzando i metodi già noti ai creatori di contenuti ben prima di noi: ci si può truccare, cucinare o fare una passeggiata e parlare comunque di argomenti seri. È esattamente quello che facciamo noi di SND, ma con le notizie. 

Adattarsi alle abitudini di visione dei consumatori: questo è ciò che stiamo sperimentando. Il tutto suddividendo argomenti enormi in video di 40 secondi e chiedendosi perché questo sia importante per una sedicenne di oggi. 

Inoltre, utilizziamo gli acchiappaclick, pur tenendo conto degli standard giornalistici. Per quale motivo? Perché su TikTok avete solo due secondi per attirare l'attenzione di qualcuno. Se il vostro video non è abbastanza accattivante in questi pochi istanti, nessuno lo guarderà. Quindi iniziamo con una domanda provocatoria o un fatto insolito - catturando l'attenzione degli spettatori con l'acchiappaclick - ma forniamo comunque le risposte alla fine del video. Le persone vi si soffermano e fruiscono incidentalmente di contenuti giornalistici. È tutto qui?

È sufficiente essere un mezzo di informazione sui social media? La risposta breve è no. È necessario che ci siano più punti di contatto tra i giovani e i giornalisti. Si tratta di rafforzare la fiducia nei media e rendere il giornalismo trasparente. Ad esempio, incoraggiando gli insegnanti a promuovere le competenze mediatiche a scuola o intensificando i contatti tra le classi e le redazioni, come stiamo facendo con i nostri "progetti modello" e i "newscamp" di #UseTheNews. 

Perché solo se ci facciamo trovare dove vanno giovani, nelle scuole, nei festival, sui social media e se ci confrontiamo con loro sulle fake news, sui mezzi di comunicazione e sul loro significato c'è la possibilità di raggiungere nuovamente la Generazione Z con le notizie. 

TikTok: https://www.tiktok.com/@social.news.daily 

UsetheNews Kanal: https://www.instagram.com/usethenews2024/?hl=de 

In qualità di redattore di turno, Rieke si occupa del lavoro editoriale quotidiano di Social News Daily (SND). Dal 2021 è nel team di #UseTheNews svolgendo vari ruoli. Attualmente è responsabile della pianificazione, del coordinamento e dell'approvazione dei contributi di SND. Dopo aver conseguito la laurea triennale e magistrale in giornalismo e aiuti umanitari, ha svolto un tirocinio presso la FUNKE Zentralredaktion.

#UseTheNews (UTN), un'iniziativa dell'agenzia di stampa tedesca DPA, approfondisce le competenze mediatiche dei giovani. Con l'aiuto dell'Istituto Leibniz per la ricerca sui media, in un laboratorio incentrato sull'alfabetizzazione alle notizie e in uno spazio dedicato all'informazione sui social vengono sviluppati formati di notizie innovativi. Inoltre, l'UTN fornisce agli insegnanti laboratori e materiali. Il progetto è sostenuto da numerosi partner del settore dei media, dell'istruzione e della ricerca, con un consiglio di amministrazione composto da note personalità mediatiche e politiche.

Direttiva sui tirocini e quadro di qualità rafforzato per i tirocini

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