European Economic
and Social Committee
La presidenza danese del Consiglio dell'UE lavorerà per "un'Europa forte in un mondo che cambia"
Nella sessione plenaria di luglio del Comitato economico e sociale europeo (CESE) si è tenuto un dibattito sulle priorità politiche della presidenza in carica del Consiglio dell'Unione europea, con due obiettivi fondamentali: l'UE deve farsi carico della propria sicurezza e rafforzare la propria competitività.
La sicurezza e la competitività saranno le due priorità principali della presidenza danese del Consiglio dell'Unione europea, che ha avuto inizio il 1º luglio e si concluderà il 31 dicembre 2025.
L'Europa attraversa oggi un periodo di cambiamenti significativi, caratterizzato da incertezza, concorrenza globale e un aumento dei conflitti in diversi campi. "Abbiamo bisogno di un'Europa forte, competitiva e verde, un'Europa che sia capace di farsi carico della propria sicurezza ma anche di innovare e competere a livello globale. Il sostegno all'Ucraina e i passi avanti nel processo di allargamento saranno due punti fondamentali", ha dichiarato la ministra danese per gli Affari europei Marie Bjerre nel suo intervento alla sessione plenaria del CESE del 16 luglio.
Da parte sua, il Presidente del CESE Oliver Röpke ha sottolineato che "il semestre di presidenza danese coincide con uno snodo decisivo per l'Europa. Le sue priorità in materia di sicurezza, competitività e transizione verde sono strettamente allineate con le principali preoccupazioni del CESE. Siamo pronti a mettere a disposizione le nostre competenze concrete e a far risuonare le diverse voci della società civile organizzata dell'UE a sostegno di un'Europa resiliente, basata sui valori e connessa con i suoi cittadini".
Il Presidente Röpke ha precisato che il Comitato, su richiesta della presidenza danese, ha in preparazione 11 pareri esplorativi, tra cui un testo sulle competenze verdi e gli istituti professionali. La ministra Bjerre ha ringraziato il CESE per il suo sostegno e aggiunto che l'obiettivo della presidenza danese del Consiglio è esercitare una leadership responsabile, agire mantenendo un fronte unito e produrre risultati tangibili per l'Unione.
Il programma della presidenza danese del Consiglio
All'insegna dello slogan "Un'Europa forte in un mondo che cambia", la presidenza danese del Consiglio lavorerà per un'UE sicura, competitiva e verde:
1) Un'UE sicura
L'Unione europea deve assumere una maggiore titolarità della propria sicurezza e della sicurezza euro-atlantica e collaborare strettamente con la NATO e con i suoi alleati. L'UE deve quindi sviluppare la propria capacità di difesa al più tardi entro il 2030 e rafforzare l'industria e la produzione europee in questo settore.
Per quanto riguarda la guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, continuare a fornire sostegno all'Ucraina rimane una priorità assoluta. Nel contempo, un allargamento dell'Unione basato sul merito è una necessità geopolitica e, per l'Ucraina, la prospettiva dell'adesione all'UE è una questione esistenziale. Il processo di allargamento rimanda anche alla salvaguardia e alla difesa dei valori democratici europei comuni, come lo Stato di diritto, valori che oggi, di fronte all'avanzare delle forze autoritarie, sono sottoposti a una sempre maggiore pressione in tutto il mondo.
2) Un'UE competitiva e verde
La seconda priorità della presidenza danese sarà realizzare un'Europa competitiva e verde. In un mondo contraddistinto da una più accesa rivalità a livello globale, è importante promuovere la competitività dell'UE attraverso un'azione collettiva, che deve andare di pari passo con la transizione verde.
La relazione di Mario Draghi sulla competitività dell'UE individua una serie di punti deboli che richiedono un'azione immediata e urgente, ad esempio la semplificazione delle norme e una riduzione significativa degli oneri per le imprese, i cittadini e le pubbliche autorità.
Per assicurare la competitività a lungo termine dell'UE, la transizione verde deve continuare a perseguire obiettivi ambiziosi. A questo proposito, l'UE deve conservare un ruolo guida nell'azione per l'ambiente e il clima, anche stabilendo, prima che si tenga la COP 30, un obiettivo ambizioso per il 2040.
L'Unione deve inoltre rendersi indipendente dall'energia russa ed espandere le proprie infrastrutture energetiche per garantire la circolazione transfrontaliera di energia verde a basso costo. Infine, in materia di bilancio, la presidenza danese intende definire un percorso ambizioso e finanziariamente responsabile per i negoziati sul quadro finanziario pluriennale dell'UE.
La posizione della società civile organizzata dell'UE
Nel corso del dibattito, intervenendo a nome del gruppo Datori di lavoro del Comitato, la presidente della sezione Mercato unico, produzione e consumo (INT) del CESE Sandra Parthie ha dichiarato: "Oggi l'Europa non ha bisogno dell'ennesimo programma di lavoro. Ha bisogno di azione. E il vostro semestre di presidenza giunge in un momento decisivo. I 20 milioni di imprese che rappresentiamo non chiedono favori, ma condizioni favorevoli per poter essere competitive. La Danimarca può dare il suo contributo su tre punti fondamentali: 1. dalla semplificazione a una cultura del 'legiferare meglio'; 2. arrestare la 'fuga' dell'innovazione; 3. trovare una giustificazione economica per l'intero settore 'verde'".
Soffermandosi sulla situazione dei lavoratori, e in particolare sulle loro condizioni di lavoro, Dorthe Andersen, vicepresidente del gruppo Lavoratori del CESE, ha ricordato che "le nostre preoccupazioni devono concentrarsi sulla garanzia di una concorrenza leale, di buone condizioni di lavoro e della parità di trattamento dei lavoratori migranti. In Danimarca abbiamo un buon modello di mercato del lavoro. La presidenza danese potrebbe contribuire a dare nuovo slancio al dialogo sociale europeo".
Séamus Boland, presidente del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE, ha espresso la sentita convinzione che la presidenza danese sia profondamente in sintonia con le preoccupazioni e le aspirazioni della società civile organizzata: "Il programma che avete definito prende atto della complessità delle sfide che l'Europa deve affrontare, e lo fa in uno spirito di dialogo e di apertura che apprezziamo molto. Accogliamo inoltre con grande piacere il riconoscimento del ruolo centrale che svolgono i cittadini e la società civile nel plasmare il futuro dell'Europa. Potete contare sul nostro impegno a collaborare con voi per costruire un'Europa più sostenibile, più giusta e più vicina ai suoi cittadini".
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