Conferenza sul futuro dell'Europa: la parola ai consigli economici e sociali

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I consigli economici e sociali (CES) saranno un asse portante della partecipazione democratica alla conferenza sul futuro dell'Europa, senza la quale ogni tentativo di riforma sarà destinato al fallimento: è questo il filo conduttore degli interventi pronunciati da alcune personalità di primo piano della scena francese ed europea in occasione di una videoconferenza svoltasi lo scorso 9 settembre tra Parigi e Bruxelles.

L'evento, organizzato dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) e dal Consiglio economico, sociale e ambientale (CESA) francese, aveva per tema "La conferenza sul futuro dell'Europa e il ruolo dei consigli economici e sociali".

Nel suo intervento di apertura il Presidente del CESE Luca Jahier ha ricordato il nuovo contesto in cui si terrà la conferenza sul futuro dell'Europa, per effetto della pandemia di Covid-19 e dello storico accordo messo a punto dall'Europa per affrontare la crisi che ne è seguita.

Jahier ha sottolineato che i CES, il cui ruolo è uscito rafforzato da questa crisi inversamente a quanto successo con la crisi del 2008, non dovranno limitarsi a partecipare formalmente ai lavori della conferenza sul futuro dell'Europa, ma dovranno contribuirvi attivamente con proposte concrete.

"La pandemia ha ulteriormente evidenziato la necessità di fornire con urgenza risposte decise in campo economico e sociale. I CES e il CESE conoscono le realtà imprenditoriali e sociali e, quindi, sono pienamente legittimati a presentare proposte per il modello economico, sociale e ambientale di domani". Il Presidente del CESE ha inoltre affermato che "la società civile, che ha sempre sostenuto il progetto europeo, non mancherà certamente questo appuntamento con l'Europa a cui ha fatto riferimento Ursula Von Der Leyen".

Patrick Bernasconi, Presidente del CESA, ha chiuso i lavori del convegno ricordando la piena disponibilità del CES che presiede a riflettere, assieme agli enti omologhi, sul modo migliore per replicare su scala europea il successo della convezione dei cittadini per il clima.

Il Presidente del CESA si è detto "convinto che la diffidenza insinuatasi nelle nostre società democratiche verrà smorzata con il coinvolgimento dei cittadini al processo decisionale pubblico, e i CES sono un consesso particolarmente adatto a questo scopo, perché sono un consesso istituzionale, cioè operano da tramite tra i cittadini e le autorità pubbliche".

Clément Beaune, Sottosegretario di Stato agli affari europei del governo francese, ha sottolineato la capacità del CESA di rinnovare i metodi di lavoro democratici attraverso la convenzione dei cittadini per il clima.

"Avete dimostrato di poter dare spazio a dibattiti di nuovo tipo e molto aperti, tra cittadini, su temi che preoccupano tutti in Europa. È proprio lo spirito della conferenza sul futuro dell'Europa. Il CESA e gli altri CES europei si trovano in una posizione migliore rispetto a chiunque per organizzare e strutturare i lavori dei gruppi di cittadini che, a mio avviso, devono essere il tratto distintivo di questa conferenza". Secondo Clément Beaune, "il CESA, che è ancora in via di riorganizzazione, deve essere al centro di questa riflessione che sta per iniziare a livello europeo".

Klára Dobrev, Vicepresidente del Parlamento europeo, è intervenuta sulla necessità di evitare gli errori del passato, in particolare il fallimento dei referendum sul progetto di costituzione europea, il cui insuccesso è dovuto a un dibattito troppo incentrato su questioni di natura istituzionale.

A suo avviso, questa volta sarà necessario mettere al primo posto le preoccupazioni dei cittadini europei (i flussi migratori, il clima, l'economia, secondo un'indagine condotta da Eurobarometro nel 2019, e ora anche la salute), senza tuttavia perdere di vista le questioni istituzionali, perché le prime sono inseparabili dalle seconde. Basti pensare all'incapacità dell'Europa di pesare sulla scena politica internazionale e al fatto che troppe decisioni in seno al Consiglio dell'UE sono prese all'unanimità.

Come raggiungere questo obiettivo? I CES possono essere dei partner fondamentali proprio nella riflessione sugli aspetti pratici: "Siete le organizzazioni più vicine ai cittadini che vogliamo coinvolgere in questo dibattito. Non lasciate questo compito[dmar1]  soltanto al Parlamento europeo, alla Commissione o al Consiglio. Attivatevi il più possibile, mobilitate tutti i livelli politici, tutti gli attori - la società civile, i datori di lavoro, i sindacati. Non spetta a me dirvi come. Sapete meglio di chiunque a chi dovete rivolgervi, di cosa bisogna parlare, quali domande occorre porre", ha aggiunto la vicepresidente del PE.

Enrico Letta, Presidente dell'Istituto Jacques Delors e direttore della Scuola per gli affari internazionali dell'Istituto di studi politici di Parigi, ha osservato che la conferenza si apre in un contesto più favorevole rispetto a quando ne fu lanciata l'idea dal Presidente francese Emmanuel Macron nel marzo 2019. La crisi della Covid-19 ha riportato l'Europa al centro dei dibattiti, delle aspettative e delle speranze dei cittadini europei. Ora ci si deve impegnare per far sì che i cittadini non abbiano più l'impressione di non avere alcuna influenza sull'Europa, quando la loro vita e il loro lavoro ne sono così influenzati.

Nel segnalare che i CES figurano tra i canali migliori (assieme al Parlamento europeo e alle forme di democrazia diretta) per coinvolgere i cittadini, Enrico Letta ha indicato cinque direttrici (di cui le prime tre emerse dalle riflessioni in seno all'Istituto Delors) per i lavori della conferenza sul futuro dell'Europa:

  • l'apertura alla partecipazione esterna deve essere regolata e precisata;
  • la conferenza deve operare puntando a un obiettivo essenziale e lavorando su proposte concrete;
  • bisogna adoperare un linguaggio semplice;
  • non ci si deve limitare al "politicamente corretto": se ci si fosse limitati al "politicamente corretto", non si sarebbe arrivati alle obbligazioni che saranno al centro dello strumento dell'Unione europea per la ripresa;
  • è necessario che i giovani europei trovino la loro collocazione, perché i giovani sono il futuro dell'Europa.

In un videomessaggio Dubravka Šuica, Vicepresidente della Commissione per la Democrazia e la demografia, ha incoraggiato i CES a portare avanti i lavori, senza attendere l'avvio ufficiale della conferenza per preparare il loro contributo.

Il dibattito si è tenuto nel quadro della riunione annuale dei presidenti e dei segretari generali dei consigli economici e sociali che si è svolta lo scorso 9 settembre, dalle ore 15:00 alle ore 18:30, e che ha avuto per tema "Le sfide della moderna democrazia partecipativa in un'Europa in via di costruzione: un primo contributo dei consigli economici e sociali e delle istituzioni analoghe alla conferenza sul futuro dell'Europa". L'evento, che è stato organizzato dal CESA e che doveva inizialmente svolgersi a Parigi, si è tenuto in forma di videoconferenza per effetto della situazione sanitaria legata alla pandemia di Covid-19.

Le conclusioni della riunione annuale dei consigli economici e sociali saranno trasmesse ai presidenti delle istituzioni europee e ai governi nazionali.

Per maggiori informazioni rivolgersi a:
Daniela Marangoni
Servizio stampa del CESE
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