Unione dell'energia - per il CESE è tempo di accelerare i progressi

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Nella sua relazione di valutazione sullo stato di avanzamento dell'Unione europea dell'energia, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) avverte che è essenziale accelerare gli sviluppi delle politiche energetiche e chiede alla Commissione europea di adottare una serie di misure specifiche sul piano economico, sociale e ambientale.

L'Unione dell'energia deve compiere rapidi progressi per essere in grado di affrontare le sfide e raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo. Nella relazione informativa intitolata Valutazione dell'Unione europea dell'energia - La dimensione sociale e socioculturale della transizione energetica, elaborata da Christophe Quarez e adottata nella sessione plenaria di luglio, il CESE ha fatto il punto sui progressi compiuti nel 2019 per quanto riguarda l'Unione dell'energia e ha sottolineato che vi sono ancora margini di miglioramento su diversi fronti.

Nel corso del dibattito Quarez ha insistito sul fatto che è tempo di adottare le misure necessarie. In Europa 50 milioni di famiglie vivono in condizioni di povertà energetica, il che è inaccettabile. Noi sosteniamo il Green Deal e la sua dimensione sociale; tuttavia, l'attuale stato di avanzamento dell'Unione dell'energia impone all'Unione europea di accelerare i progressi, di avviare un dialogo efficace sull'energia con tutti i soggetti coinvolti e di adottare misure volte a garantire ai cittadini dell'UE un'informazione di qualità sulle soluzioni energetiche pulite.

A tale proposito il Comitato formula una serie di proposte. Tra le priorità figurano, in primo luogo, la definizione chiara del concetto di povertà energetica e, in secondo luogo, l'introduzione di un ambizioso obiettivo annuo del 3 % per la ristrutturazione degli edifici. Il Comitato invita pertanto la Commissione europea ad elaborare proposte che definiscano la povertà energetica e stabiliscano indicatori comuni a livello dell'UE e, allo stesso tempo, sostiene le iniziative dell'UE e degli Stati membri volte ad adottare strategie di ristrutturazione ambiziose che prevedano di ristrutturare il 3 % degli edifici ogni anno, facilitando in tal modo l'innovazione e creando un gran numero di posti di lavoro a livello locale.

Il CESE sottolinea inoltre l'importanza di offrire una formazione di qualità ai lavoratori e di rendere il settore energetico più attraente per i giovani europei. Più specificamente, l'UE e i suoi Stati membri dovrebbero sostenere le start-up dell'economia pulita, che sono state particolarmente colpite dalla pandemia di Covid-19 e dalla conseguente crisi.

Infine, per quanto riguarda i combustibili fossili, il Comitato sostiene le iniziative dell'UE volte ad anticipare e attenuare le inevitabili conseguenze economiche e sociali dell'abbandono del carbone, in particolare sfruttando il potenziale della piattaforma per le regioni carbonifere in fase di transizione. A tale riguardo, la Commissione europea deve creare delle sinergie con altre iniziative dell'UE, in particolare le missioni di ricerca e innovazione (R&I) dell'UE sulle città climaticamente neutre, coinvolgendo le comunità dell'energia per valutare in che modo il loro potenziale di innovazione possa essere messo al servizio di una transizione energetica rapida, equa e democratica. La Commissione europea dovrebbe anche garantire che le direttive dell'UE in materia di comunità energetiche siano correttamente recepite nel diritto nazionale, in modo da essere pienamente riconosciute in ciascuno degli Stati membri dell'UE.

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