La transizione verde dei trasporti per via d'acqua deve tenere conto della salute della popolazione

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ritiene che l'inverdimento delle attività fluviali e portuali dovrebbe tenere conto dell'impatto sulla salute e sulla qualità di vita della popolazione locale e dei lavoratori. A tal fine, gli operatori portuali e dei trasporti dovrebbero collaborare con le amministrazioni locali e regionali per ripensare i collegamenti tra città, porti e mezzi di trasporto.

L'inverdimento del trasporto marittimo e fluviale deve tenere conto della salute e della qualità di vita delle persone che vivono e lavorano in prossimità delle rotte di navigazione e dei porti. È questa l'idea di fondo del parere elaborato da Pierre Jean Coulon e adottato dal CESE nella sessione plenaria di febbraio.

Nel parere, il CESE affronta la dimensione sociale delle questioni legate al trasporto marittimo locale e regionale, presentando alcune raccomandazioni che sono parte integrante di una futura valorizzazione dell'economia blu, e affiancandosi alle conclusioni di altri due pareri, di recente adozione, sulle iniziative legislative FuelEU Maritime (TEN/751) e NAIADES III (TEN/752).

Intervenendo a margine della plenaria, Coulon ha dichiarato che occorre un approccio innovativo e sostenibile che combini obiettivi verdi e in materia di salute. Per raggiungere lo scopo ultimo, nel trasporto marittimo si rende necessaria un'intensa cooperazione con tutti i portatori di interessi del settore e della relativa catena di approvvigionamento. Lo stesso vale per il necessario interesse per la creazione di terminali intermodali, che consenta lo sviluppo del trasporto sulle vie navigabili interne nelle città, contribuendo al miglioramento della qualità di vita.

Tener conto dell'impatto delle attività fluviali e portuali sulla salute

Il 75 % circa del trasporto merci dell'UE avviene per via marittima. Le reti in costruzione e le future interconnessioni consentiranno di potenziare ulteriormente il trasporto per vie navigabili interne, sfruttando questo modo di trasporto dalle emissioni di carbonio sempre più esigue, che può essere ottimizzato grazie alla multimodalità, in particolare nei porti e specialmente nel periodo post-COVID.

Di qui l'estrema importanza di trovare un equilibrio tra gli aspetti economici, sociali e ambientali attraverso un approccio integrato. Le autorità portuali e gli operatori dei trasporti dovrebbero collaborare con le amministrazioni locali e regionali per ripensare i collegamenti tra città, porti e mezzi di trasporto.

Le infrastrutture future dovranno tenere conto delle preoccupazioni per la salute di chi vive e lavora nelle zone limitrofe, dove si riscontrano problemi legati alla qualità dell'aria e all'inquinamento acustico. A tale proposito, la Commissione dovrebbe prestare particolare attenzione e riferirsi a studi validi sulle ripercussioni delle attività fluviali e portuali sulla salute.

La formazione del personale e flotte nuove e più sostenibili al centro dell'attenzione

Tra gli ulteriori aspetti da affrontare figurano la formazione del personale, le questioni relative alle prospettive occupazionali, la disparità di trattamento tra donne e uomini e i profondi cambiamenti indotti dalla digitalizzazione e dall'automazione delle professioni.

Il successo della transizione verde dipende dall'introduzione di una formazione continua per i lavoratori. Il settore marittimo risente di una carenza di competenze, che rende difficile coprire i posti e mantenere i lavoratori nel settore, la cui mancanza di attrattiva dipende tra l'altro dal fatto che la navigazione marittima non è più considerata come una grande occasione per vedere il mondo.

Inoltre, la presenza delle donne nel trasporto marittimo è ancora relativamente esigua. Le donne sono sottorappresentate in questo settore, e le aspettative di miglioramento sono scarse. Il CESE ritiene che questa situazione debba cambiare. Gli sviluppi tecnologici derivanti dall'inverdimento del settore dovrebbero stimolare la creazione di posti di lavoro e modificare la percezione del trasporto marittimo in modo da trasformare i posti di lavoro tradizionali in mare in posti di lavoro a valore aggiunto sulla terraferma, consentendo così l'assunzione di un maggior numero di donne.

Il rinnovo delle flotte è indispensabile, inoltre, per ridurre la dipendenza del trasporto per vie navigabili interne dai combustibili fossili, ridurre il consumo di energia e trovare modi per utilizzare energie più pulite. Questo settore consta per lo più di piccoli battellieri e PMI, che si trovano oggi in una difficile situazione economica (perdita di fatturato dell'ordine di circa 2,7 miliardi di EUR e riduzione di almeno il 70 % del trasporto passeggeri). Il rinnovo della flotta richiederebbe l'accettazione sociale da parte dei battellieri, che si può ottenere solo conquistandone la fiducia mediante investimenti e un sostegno finanziario a lungo termine.