Economia circolare: "Ripartire con nuovo slancio verso lo sviluppo sostenibile"

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La crisi della Covid-19 ha creato le condizioni affinché i prodotti e i servizi circolari diventino la norma in Europa, osserva il CESE. In un recente parere sul nuovo piano d'azione dell'UE per l'economia circolare, il CESE esorta i legislatori a garantire che l'economia circolare trovi un posto e risorse nel "piano verde" generale per la ripresa dell'Europa.

La crisi della Covid-19 può offrire una grande opportunità per ripartire con un nuovo slancio verso lo sviluppo sostenibile, afferma Antonello Pezzini, relatore del parere del CESE sul nuovo piano d'azione dell'UE per l'economia circolare, adottato nella sessione plenaria di luglio.

La visione di far sì che i prodotti e servizi circolari diventino la norma, che era alla base del piano presentato dalla Commissione europea già a marzo quando la Covid-19 si profilava all'orizzonte, sta diventando più tangibile con l'evolversi della crisi. Con il nuovo piano d'azione, l'economia circolare può davvero diventare un pilastro del Green New Deal, spiega il relatore.

Il piano d'azione fa proprie gran parte delle raccomandazioni formulate dal CESE già nel suo parere del 2016 sul primo pacchetto di misure per l'economia circolare, in particolare in settori quali la progettazione ecocompatibile, la riparabilità, l'obsolescenza prematura e le materie prime secondarie, e viene quindi accolto con grande favore. Tuttavia, secondo il CESE, saranno necessarie anche misure più ampie.

Il lato non vincolante dell'economia circolare

Una vera e propria cultura dell'economia circolare ha bisogno di sostegno, sottolinea il CESE. Ci dovrebbe essere uno spostamento della tassazione dal lavoro alle risorse e ai prodotti importati che non rispettano i principi dell'economia circolare. La ricchezza dovrebbe essere misurata attraverso criteri che vanno al di là del PIL.

Gli attuali sistemi di calcolo del PIL (basati sulla spesa, sulla produzione o sul reddito) sono espressione della vecchia mentalità del "prendi-produci-usa-getta". Il CESE propone di includere nuovi elementi a quelli sull'andamento economico, come per esempio:

  • creare sistemi solidali per una società inclusiva;
  • vivere entro i limiti del pianeta; e
  • equa ripartizione dei beni.

Secondo il CESE, gli aspetti meno vincolanti, come l'educazione, saranno fondamentali per promuovere la nuova mentalità e incoraggiare le persone a cambiare le loro abitudini e i loro comportamenti quotidiani.

Il CESE sollecita inoltre a far sì che la pubblicità sia incoraggiata a perdere la sua caratterizzazione consumistica e a presentare i beni durevoli e riutilizzabili come beni di valore per i consumatori e la società.

Il futuro della piattaforma europea delle parti interessate per l'economia circolare

La piattaforma europea delle parti interessate per l'economia circolare, istituita congiuntamente dal CESE e dalla precedente Commissione europea, potrebbe sostenere molte delle misure delineate nel nuovo piano d'azione.

La piattaforma è un'iniziativa interistituzionale lanciata dal CESE e dalla Commissione nel 2017. Questo triennio ha visto l'organizzazione congiunta di tre convegni annuali che hanno richiamato numerosi partecipanti, l'istituzione di un gruppo di coordinamento che ha realizzato 50 iniziative e la creazione un sito web che ha ricevuto oltre 230 000 visite e che raccoglie più di 350 buone pratiche, 33 strategie e un repertorio di conoscenze contenente oltre 200 pubblicazioni. La piattaforma ha una presenza attiva sui social media con oltre 2 400 follower su Twitter e ha recentemente creato un profilo su LinkedIn.

Il CESE auspica che la piattaforma, volta a incoraggiare lo scambio di conoscenze e di know-how in materia di economia circolare, prosegua pertanto la sua attività nel quadro del nuovo piano e diventi un punto di riferimento per gli attori dell'economia circolare in Europa. Essa ha di fatto appena pubblicato un invito a manifestare interesse per un gruppo di coordinamento per il nuovo mandato che inizierà nell'autunno 2020.

La piattaforma dell'economia circolare svolge una funzione di primo piano nell'attuazione dell'economia circolare e nella definizione delle politiche in tutta l'UE, assumendo un ruolo di guida molto forte in questo settore, ha aggiunto il correlatore del parere Cillian Lohan. Siamo fiduciosi che anche in futuro continuerà a svolgere un ruolo prezioso.

Contesto

Il nuovo piano d'azione per l'economia circolare (CEAP), proposto dalla Commissione europea nel marzo 2020, illustra una serie di nuove iniziative che interessano l'intero ciclo di progettazione e di vita dei prodotti, per consentire sia ai singoli cittadini che alle imprese di svolgere un ruolo nell'economia circolare.

Si tratta di circa 35 azioni nell'arco di un triennio (da metà 2020 a metà 2023) per:

  • far sì che i prodotti sostenibili diventino la norma nell'Unione;
  • responsabilizzare i consumatori, garantendo loro l'accesso a informazioni attendibili e un vero e proprio "diritto alla riparazione";
  • incentrare l'attenzione sui settori che utilizzano più risorse e che presentano un elevato potenziale di circolarità, quali l'elettronica e le TIC, le batterie e i veicoli, gli imballaggi, la plastica, i prodotti tessili, la costruzione e l'edilizia, i rifiuti.

Attualmente, solo l'8,6 % delle attività mondiali funziona conformemente a principi di circolarità.

Secondo il Forum economico mondiale, nel 2019 oltre 92 miliardi di tonnellate di materiali sono stati estratti e trasformati, contribuendo a circa la metà delle emissioni globali di CO2. In base ai dati dell'UNDP, l'estrazione e la trasformazione delle risorse causa oltre il 90 % della perdita di biodiversità a livello mondiale.

Le imprese e i consumatori riconoscono sempre più i danni causati dai modelli economici lineari, che dipendono fortemente dal consumo di risorse e prevedono il ricorso a tecniche di obsolescenza prematura, spingendo le persone ad acquistare costantemente nuovi prodotti.

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