Per la nostra rubrica "Una domanda a...", abbiamo chiesto Emilie Prouzet, membro del Comitato economico e sociale europeo (CESE) e relatore del parere del CESE sul tema "Competitività a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030" che cosa serve per garantire la competitività a lungo termine nell'UE. L'adozione del parere è prevista per la sessione plenaria di marzo. 

Per la nostra rubrica "Una domanda a...", abbiamo chiesto Emilie Prouzet, membro del Comitato economico e sociale europeo (CESE) e relatore del parere del CESE sul tema "Competitività a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030" che cosa serve per garantire la competitività a lungo termine nell'UE. L'adozione del parere è prevista per la sessione plenaria di marzo. 

A cura del gruppo Datori di lavoro del CESE

Da quando il mercato interno è stato creato, l'armonizzazione e il riconoscimento reciproco delle norme hanno consentito alle aziende di vendere i loro prodotti in un mercato che serve oltre 450 milioni di persone. Il mercato unico, a cui è riconducibile il 61 % degli scambi commerciali tra imprese all'interno dell'UE, è alla base della prosperità economica dell'Europa, andando quindi a vantaggio dei cittadini, dei consumatori, dei lavoratori e delle imprese. Secondo le stime della Commissione europea, il 25 % del prodotto interno lordo dell'UE è generato dal mercato interno.

A cura del gruppo Datori di lavoro del CESE

Da quando il mercato interno è stato creato, l'armonizzazione e il riconoscimento reciproco delle norme hanno consentito alle aziende di vendere i loro prodotti in un mercato che serve oltre 450 milioni di persone. Il mercato unico, a cui è riconducibile il 61 % degli scambi commerciali tra imprese all'interno dell'UE, è alla base della prosperità economica dell'Europa, andando quindi a vantaggio dei cittadini, dei consumatori, dei lavoratori e delle imprese. Secondo le stime della Commissione europea, il 25 % del prodotto interno lordo dell'UE è generato dal mercato interno.

Nuovi sviluppi, come la trasformazione digitale e la transizione verso un'economia a minore intensità di carbonio e più sostenibile, impongono tuttavia nuovi aggiustamenti, similmente a quanto richiesto dall'evolversi dei bisogni dei consumatori, dei lavoratori e delle imprese e dalle nuove congiunture geopolitiche.

Affinché il mercato unico possa continuare ad avere successo, occorre apportare miglioramenti in vari settori, tra cui la politica energetica e industriale europea, l'Unione dell'energia e l'unione bancaria. Bisogna altresì prevedere un quadro più favorevole per le imprese - siano esse grandi o piccole - e un sostegno pubblico maggiore al progetto europeo, oltre a servizi pubblici più efficienti e a infrastrutture migliori per l'informatica, l'energia e i trasporti.

Poiché nella prima metà del 2024 due ex Presidenti del Consiglio dei ministri italiani pubblicheranno due relazioni d'importanza capitale (la prima relazione sarà redatta da Enrico Letta e verterà sul futuro del mercato unico, mentre la seconda sarà preparata da Mario Draghi e sarà incentrata sul futuro della competitività europea), il gruppo Datori di lavoro del CESE ha riassunto le proprie idee su come assicurare un futuro di successo al mercato interno nel documento di una pagina intitolato "Il mercato unico del futuro".

Per leggere il documento, cliccare qui: europa.eu/!TVmdYg

Al ritmo attuale, un terzo degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) non sarà raggiunto dall'UE entro il 2030. È quanto emerge dalla 5a edizione della relazione sullo sviluppo sostenibile in Europa (Europe Sustainable Development Report). La relazione, elaborata di concerto con la società civile, evidenzia la stagnazione e la regressione in termini di obiettivi ambientali e sociali riscontrate in numerosi paesi d'Europa ed esacerbate dalle molteplici crisi susseguitesi dal 2020. Tra gli OSS figurano la riduzione della povertà, la sconfitta della fame, la salute, l'istruzione di qualità, la parità di genere, l'azione per il clima e la pulizia dell'acqua.

Al ritmo attuale, un terzo degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) non sarà raggiunto dall'UE entro il 2030. È quanto emerge dalla 5a edizione della relazione sullo sviluppo sostenibile in Europa (Europe Sustainable Development Report). La relazione, elaborata di concerto con la società civile, evidenzia la stagnazione e la regressione in termini di obiettivi ambientali e sociali riscontrate in numerosi paesi d'Europa ed esacerbate dalle molteplici crisi susseguitesi dal 2020. Tra gli OSS figurano la riduzione della povertà, la sconfitta della fame, la salute, l'istruzione di qualità, la parità di genere, l'azione per il clima e la pulizia dell'acqua.

Per far fronte a questa situazione, sono state proposte dieci azioni politiche decisive volte ad evitare di raggiungere punti critici irreversibili sul piano ambientale e sociale. All'urgenza di tale situazione è stato dato grande rilievo nel corso di un evento organizzato congiuntamente dalla sezione Agricoltura, sviluppo rurale e ambiente (NAT) del Comitato economico e sociale europeo (CESE) e dalla Rete delle Nazioni Unite per le soluzioni di sviluppo sostenibile (SDSN). La relazione sullo sviluppo sostenibile in Europa punta a guidare l'UE nel suo cammino verso un rafforzamento della sua leadership in materia di OSS in vista delle elezioni europee del giugno prossimo e del Vertice del futuro, convocato dal Segretario generale delle Nazioni Unite nel settembre successivo.

Gli oratori intervenuti all'evento hanno sottolineato la necessità di un'azione immediata prima del 2030 per evitare punti critici irreversibili. Camilla Brückner, dell'ufficio ONU/UNDP di Bruxelles, Zakia Khattabi, ministra federale belga per il Clima, e Petra Petan, della Commissione europea, hanno sottolineato l'importanza di mantenere gli impegni presi con l'Agenda 2030 e l'accordo di Parigi sul clima.

La relazione e le dieci azioni prioritarie rivolte ai partiti politici, al prossimo Parlamento europeo, alla nuova formazione della Commissione europea, al Consiglio europeo e agli Stati membri sono state presentate dal vicepresidente dell'SDSN Guillaume Lafortune. L'invito ad agire, firmato congiuntamente dal CESE e dall'SDSN, esorta i leader europei a impegnarsi a favore di un Patto europeo per il futuro che sia verde, sociale e internazionale. Peter Schmidt, presidente della sezione NAT del CESE, ha voluto sottolineare che i prossimi sei anni saranno fondamentali per far progredire l'Agenda 2030, mettendo in risalto l'impegno del CESE a spingere le istituzioni dell'UE verso il conseguimento degli OSS e un coinvolgimento significativo della società civile. L'invito ad agire è inteso a guidare i leader europei verso un Patto europeo onnicomprensivo, in linea con gli obiettivi verdi e sociali che il CESE sollecita da anni. (ks)

© EU/EESC

Guardando alle elezioni europee del giugno 2024, che porranno le basi per il futuro dell'Europa, il CESE, in quanto partner istituzionale della società civile, sta organizzando la sua prima Settimana della società civile, che sarà intitolata Mobilitiamoci per la democrazia!

Vuoi partecipare?

Guardando alle elezioni europee del giugno 2024, che porranno le basi per il futuro dell'Europa, il CESE, in quanto partner istituzionale della società civile, sta organizzando la sua prima Settimana della società civile, che sarà intitolata Mobilitiamoci per la democrazia!

Vuoi partecipare?

Coinvolgeremo persone di varie età e provenienti da contesti diversi, tra cui giovani, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni dell'UE, per intavolare un vivace dibattito su questioni che incidono sulla nostra vita quotidiana e sul futuro dell'Europa. Discuteremo delle varie minacce e sfide ai valori democratici, nonché di ciò che la società civile si aspetta dai futuri leader europei. Le proposte che emergeranno saranno poi integrate nella risoluzione che il CESE adotterà in vista delle elezioni europee e nelle sue raccomandazioni politiche specifiche.

 La #CivSocWeek riunirà cinque importanti iniziative del CESE:

  • le Giornate della società civile – un evento faro annuale che mette in evidenza l'ampia gamma di contributi provenienti dalla società civile organizzata alla costruzione di un'UE maggiormente in linea con le aspettative dei cittadini su questioni cruciali per le nostre società democratiche. L'obiettivo è quello di incoraggiare un maggiore coinvolgimento della società civile nel progetto europeo a tutti i livelli;
  • la Giornata dell'iniziativa dei cittadini europei – un convegno annuale ad alto livello che offre un forum e una piattaforma in cui gli organizzatori di ICE già registrate o future e le parti interessate possono scambiare informazioni, condividere esperienze e presentare al pubblico le loro attività relative a determinate ICE;
  • La vostra Europa, la vostra opinione! (Your Europe, Your Say!) (YEYS) – l'evento dedicato ai giovani che avvicina i giovani - degli Stati membri, ma anche dei paesi candidati e del Regno Unito - all'Unione europea, stimolandoli a esercitare il loro diritto democratico di voto. Articolata in sessioni di consultazione dinamiche, offre ai suoi giovani partecipanti la possibilità di prendere parte a dibattiti, ne stimola la collaborazione e li incoraggia a raggiungere un consenso;
  • il Premio per la società civile - il riconoscimento annuale che premia iniziative efficaci, innovative e creative di singoli o di organizzazioni della società civile, e che quest'anno è dedicato ai progetti a sostegno del benessere mentale - individuale o collettivo - in Europa;
  • il seminario per i giornalisti – un evento che offre a giornalisti degli Stati membri l'opportunità di partecipare alle discussioni sullo stato della democrazia nell'Unione e sulle prossime elezioni europee e di osservare da vicino il lavoro del Comitato.

Partecipa anche tu e lasciati ispirare dai nostri workshop e dai nostri dibattiti di orientamento ad alto livello condotti da esperti! Fai sentire la tua voce su questioni chiave per la nuova legislatura europea ed entra in contatto con associazioni della società civile e con agenti di cambiamento di ogni parte d'Europa!

Consulta la pagina web #CivSocWeek e passa la parola!

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) sta elaborando una visione per la politica agricola comune (PAC) dopo il 2027 al fine di garantire la resilienza e la sostenibilità dell'agricoltura europea. Su incarico della presidenza belga del Consiglio dell'UE, il CESE ha formulato un parere, adottato in gennaio, in cui sottolinea la necessità di un quadro politico stabile e a lungo termine che promuova la produzione alimentare sostenibile, l'autonomia strategica aperta e lo sviluppo rurale.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) sta elaborando una visione per la politica agricola comune (PAC) dopo il 2027 al fine di garantire la resilienza e la sostenibilità dell'agricoltura europea. Su incarico della presidenza belga del Consiglio dell'UE, il CESE ha formulato un parere, adottato in gennaio, in cui sottolinea la necessità di un quadro politico stabile e a lungo termine che promuova la produzione alimentare sostenibile, l'autonomia strategica aperta e lo sviluppo rurale.

Il settore agricolo dell'UE, composto per il 94,8 % da aziende a conduzione familiare, si trova ad affrontare tutta una serie di sfide, tra cui un calo dei redditi, la diminuzione del numero di aziende agricole, difficoltà di ricambio generazionale e un notevole esodo di lavoratori. Nonostante la riduzione degli stanziamenti di bilancio per la PAC (meno del 25 % nel 2021), il CESE chiede che i finanziamenti destinati a tale politica siano commisurati ai suoi obiettivi di sostenibilità. Si raccomanda di passare dal sostegno di base al reddito ad incentivi finanziari per i servizi ambientali e sociali, garantendo una certa flessibilità alle piccole aziende agricole a conduzione familiare durante un periodo di transizione.

Le preoccupazioni relative a un tenore di vita equo per gli agricoltori dell'UE, esacerbate dall'inflazione, dalla volatilità del mercato dell'energia e dai cambiamenti climatici, evidenziano la necessità di riformare la PAC. Il CESE auspica che tali sfide siano affrontate nella PAC post-2027, che dovrebbe concentrarsi sulla garanzia di condizioni di lavoro dignitose, promuovere un'alimentazione più sana, ridurre gli sprechi alimentari e regolamentare i mercati alimentari. Si propone di includere componenti anticicliche e un sostegno alla produzione di energia rinnovabile per attenuare l'impatto degli aumenti dei prezzi dell'energia e delle interruzioni dell'approvvigionamento. Tra le misure suggerite per contrastare le condizioni climatiche estreme e consentire agli agricoltori di far fronte alle sfide, vi è il rafforzamento dei regimi assicurativi di partenariato pubblico/privato e il sostegno agli investimenti nell'innovazione e nelle tecnologie digitali.

In preparazione delle elezioni del Parlamento europeo del 2024, il CESE sottolinea la necessità di orientare la PAC in modo da rispondere all'evoluzione delle esigenze della società e dell'agricoltura.  Evidenzia l'importanza di coinvolgere le parti interessate, di concedere una maggiore flessibilità agli Stati membri e di semplificare i processi amministrativi per la definizione e l'adeguamento dei piani strategici. In ultima analisi, il CESE prefigura una PAC che trovi un equilibrio tra la garanzia della sicurezza alimentare, la protezione dell'ambiente e la promozione del benessere degli agricoltori europei di fronte alle sfide globali. (ks)

Strategia per la competitività a lungo termine

Document Type
AS

A cura del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE

Lo scorso 24 gennaio la società civile europea ha inviato una lettera aperta alle Presidenti della Commissione europea e del Parlamento europeo, nonché alla presidenza belga del Consiglio dell'Unione europea. I firmatari della lettera hanno esortato le tre principali istituzioni dell'Unione europea (UE) coinvolte nel processo decisionale dell'UE ad adottare misure concrete per attuare un dialogo franco, trasparente e costante con le organizzazioni della società civile, come previsto dall'articolo 11 del Trattato sull'Unione europea.

A cura del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE

 

Lo scorso 24 gennaio la società civile europea ha inviato una lettera aperta alle Presidenti della Commissione europea e del Parlamento europeo, nonché alla presidenza belga del Consiglio dell'Unione europea. I firmatari della lettera hanno esortato le tre principali istituzioni dell'Unione europea (UE) coinvolte nel processo decisionale dell'UE ad adottare misure concrete per attuare un dialogo franco, trasparente e costante con le organizzazioni della società civile, come previsto dall'articolo 11 del Trattato sull'Unione europea, in tutti i settori d'intervento.

La lettera aperta è stata redatta su iniziativa del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE e di Civil Society Europe, e contiene proposte specifiche per l'attuazione. La lettera ha ottenuto il sostegno di un totale di 156 firmatari, provenienti da 26 Stati membri, tra cui figurano 39 reti europee, 85 organizzazioni nazionali e 60 membri del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE.

Nonostante le disposizioni giuridiche, il dialogo civile rimane frammentario e non strutturato tra le istituzioni dell'UE. Per questo motivo i firmatari della lettera aperta #EUCivilDialogueNow invitano le istituzioni dell'UE a:

  • dare vita a un accordo interistituzionale sul dialogo civile;
  • istituire, all'interno di ciascuna istituzione, posti di dirigenti responsabili dei rapporti con la società civile;
  • stimolare e promuovere una maggiore cooperazione tra gli attori civici e sociali.

Questi sforzi devono dare seguito alle raccomandazioni della Conferenza sul futuro dell'Europa. Come primo passo, i firmatari hanno proposto una comunicazione della Commissione europea sul rafforzamento del dialogo civile al livello dell'UE.

La lettera aperta è disponibile in 24 lingue all'indirizzo: https://www.eesc.europa.eu/it/agenda/our-events/events/eu-civil-dialogue-now/open-letter.

Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa che annuncia l'invio della lettera aperta, disponibile in 24 lingue all'indirizzo: https://www.eesc.europa.eu/it/agenda/our-events/events/eu-civil-dialogue-now.

L'appello del Comitato economico e sociale europeo a favore di un Blue Deal dell'UE sta raccogliendo sempre maggiore sostegno presso i responsabili politici e la società civile, grazie al crescente riconoscimento dell'urgenza di affrontare la carenza idrica e al potenziale del Blue Deal di fornire una soluzione globale.

L'appello del Comitato economico e sociale europeo a favore di un Blue Deal dell'UE sta raccogliendo sempre maggiore sostegno presso i responsabili politici e la società civile, grazie al crescente riconoscimento dell'urgenza di affrontare la carenza idrica e al potenziale del Blue Deal di fornire una soluzione globale.

In un recente evento svoltosi al Comitato economico e sociale europeo (CESE), le principali parti interessate si sono incontrate per discutere del Blue Deal e del suo potenziale di trasformazione delle pratiche di gestione delle risorse idriche in tutto il continente, con particolare attenzione ai bacini idrografici.

"Ci troviamo di fronte a una crisi idrica di proporzioni mai viste", ha dichiarato il Presidente del CESE Oliver Röpke. Facendo riferimento alle prossime elezioni europee di giugno, ha poi osservato che l'acqua è un tema che riguarda ogni singolo cittadino. "In che modo i responsabili decisionali dell'UE affronteranno la questione dell'acqua e le sfide che ci attendono? È giunto il momento di porre queste domande".

La deputata al Parlamento europeo Pernille Weiss, facendo eco alle richieste di una soluzione globale, si è espressa a favore di un fondo dedicato alla transizione idrica, inteso a sostenere le imprese e le comunità nel passaggio a pratiche idriche sostenibili. Il relatore speciale delle Nazioni Unite Pedro Arrojo-Agudo ha sottolineato che la carenza idrica e i cambiamenti climatici non conoscono frontiere e ha invitato l'UE ad assumere un ruolo guida nello sviluppo di una soluzione globale alla crisi idrica.

L'invito del CESE a lanciare un Blue Deal europeo ha ottenuto un riscontro da parte di un'ampia gamma di parti interessate, tra cui la Compagnie Nationale du Rhône (CNR), una società francese di interesse pubblico che gestisce il fiume Rodano. Eric Divet, direttore delle risorse idriche di tale società, ha illustrato i risultati positivi da essa ottenuti nella gestione sostenibile delle risorse idriche, compresi gli sforzi per ripristinare le zone umide, migliorare la biodiversità dei fiumi e adattarsi ai cambiamenti climatici.

Nei prossimi mesi la Commissione europea dovrebbe presentare la sua iniziativa per la resilienza idrica. Il CESE è pronto a collaborare con le istituzioni dell'UE e le parti interessate per garantire che le sue proposte per un Blue Deal europeo figurino tra le priorità della prossima Commissione europea. (gb)

Le candidature per gli eventi associati alla Settimana verde saranno aperte tra il 4 e il 17 marzo, e gli eventi si svolgeranno tra il 29 maggio e il 1º settembre.

Le candidature per gli eventi associati alla Settimana verde saranno aperte tra il 4 e il 17 marzo, e gli eventi si svolgeranno tra il 29 maggio e il 1º settembre.

Ogni anno la Settimana verde dell'UE è accompagnata da centinaia di eventi associati in tutta Europa e oltre, organizzati da varie istituzioni, ONG, rappresentanti delle imprese, università, scuole, amministrazioni locali, regionali e nazionali ed altri partner.  

Il tema di questi eventi nel 2024 sarà la resilienza idrica. L'obiettivo è stimolare una discussione a livello europeo sul presente e sul futuro dell'acqua nell'UE, ponendo l'accento sulla sensibilizzazione e sulla promozione di soluzioni positive e collaborative.  

Sono ben accetti tutti i tipi di eventi, dai seminari ai dibattiti pubblici, dalle mostre alle iniziative di sensibilizzazione per le famiglie. Le attività possono svolgersi a livello locale, regionale, nazionale o europeo. Maggiori informazioni, compreso il calendario della procedura di presentazione ed esame delle candidature, sono disponibiliqui

Dato che il Blue Deal dell'UE è una delle iniziative faro del CESE, la scelta di questo tema per gli eventi associati rappresenta una buona occasione per far conoscere le proposte presentate nell'ottobre scorso dal CESE nella sua dichiarazione per un Blue Deal dell'UE, in cui invoca una nuova e ambiziosa strategia idrica per l'Europa, che sia alla pari con il Green Deal europeo.  (gb)

Risoluzione alternativa delle controversie

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AS