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The EESC brings together representatives from all areas of organised civil society, who give their independent advice on EU policies and legislation. The EESC's326 Members are organised into three groups: Employers, Workers and Various Interests.
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Nel corso di un convegno svoltosi in Estonia è stato sottolineato che l'idrogeno a basso tenore di carbonio è una componente essenziale della transizione energetica, e può rendere possibile tale transizione se ci sono le infrastrutture e i finanziamenti per svilupparne il potenziale.
In una dichiarazione comune firmata il 14 novembre 2024, Baiba Miltoviča, presidente della sezione Trasporti, energia, infrastrutture e società dell'informazione (TEN) del CESE, e Andres Jaadla, relatore del parere del CdR sul tema degli alloggi, esortano le istituzioni europee ad adottare con urgenza delle misure per far uscire l'Unione europea dall'attuale crisi degli alloggi. Accolgono inoltre con favore la nomina di un commissario europeo per l'Energia e l'edilizia abitativa, che avrà il compito di presentare il primo piano europeo per alloggi a prezzi accessibili.
La prossima Commissione dovrà essere la Commissione dell'allargamento. Il Forum ad alto livello sull'allargamento, organizzato dal Comitato economico e sociale europeo (CESE), è giunto alla conclusione che la questione non è se procedere o no all'allargamento, bensì come farlo nel modo giusto. Al forum hanno partecipato il Presidente del CESE Oliver Röpke, il commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali Nicolas Schmit e diversi ministri degli Stati membri dell'UE e dei paesi candidati all'allargamento.
La prossima Commissione dovrà essere la Commissione dell'allargamento. Il Forum ad alto livello sull'allargamento, organizzato dal Comitato economico e sociale europeo (CESE), è giunto alla conclusione che la questione non è se procedere o no all'allargamento, bensì come farlo nel modo giusto. Al forum hanno partecipato il Presidente del CESE Oliver Röpke, il commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali Nicolas Schmit e diversi ministri degli Stati membri dell'UE e dei paesi candidati all'allargamento.
In concomitanza con la sua sessione plenaria di ottobre, il CESE ha organizzato insieme alla Commissione europea un forum ad alto livello sull'allargamento. Più di 140 rappresentanti della società civile dei paesi candidati all'adesione si sono riuniti per la prima volta. La principale conclusione dei partecipanti è stata chiara: la società civile e le parti sociali, spesso ignorate nel processo di adesione, devono avere un ruolo centrale nel processo di allargamento.
Il Presidente Röpke ha sottolineato: "Non si tratta solo di ampliare l'UE, ma di preparare i futuri Stati membri a contribuire attivamente a dare forma all'Unione, garantendo che siano pienamente attrezzati per affrontare le sfide future. Attraverso la collaborazione con la società civile, le federazioni dei datori di lavoro e i sindacati, stiamo creando le basi necessarie per un'Europa più inclusiva e più forte".
Il dibattito ha evidenziato che bisogna mantenere lo slancio che accompagna attualmente l'allargamento, un processo nella cui realizzazione la Commissione svolgerà un ruolo cruciale durante il mandato 2024-2029.
Un altro fondamentale messaggio emerso dal dibattito riguarda l'importanza di un'integrazione graduale, prevedibile e basata sul merito, in cui i progressi siano riconosciuti e ricompensati con reali prospettive di adesione.
Il commissario europeo Schmit ha sottolineato il ruolo essenziale della società civile, affermando che: "Un efficiente dialogo sociale bipartito e tripartito, e il coinvolgimento delle parti sociali, in quanto componenti dell'economia sociale di mercato, sono elementi fondamentali nel contesto dell'adesione all'UE".
Il sottosegretario di Stato al Lavoro e agli affari sociali della Germania Rolf Schmachtenberg ha osservato: "Gli aspetti sociali e concernenti il lavoro sono essenziali per il successo dell'adesione all'UE. Chi vuole migliorare la vita di tutti i cittadini, creare opportunità e combattere le disuguaglianze sociali ha bisogno di politiche occupazionali efficaci, buone condizioni di lavoro e sistemi di sicurezza sociale funzionanti, con interlocutori sociali forti".
Nel corso del dibattito la ministra del Lavoro, dell'occupazione e del dialogo sociale del Montenegro Naida Nišić ha sottolineato l'importanza del forum ad alto livello quale piattaforma di dialogo che consente al Montenegro di valutare i progressi compiuti.
Niki Kerameus, ministra del Lavoro e della sicurezza sociale della Grecia, ha sottolineato: "È stato per me un grande privilegio partecipare a questa importante discussione sull'allargamento dell'UE e sul ruolo essenziale delle parti sociali nel dar forma al futuro dei diritti sociali e del lavoro europei".
La viceministra dell'Economia, della cultura e dell'innovazione dell'Albania Olta Manjani ha affermato: "L'Albania si sta adoperando per incrementare la sua presenza nelle istituzioni, nei comitati e nei gruppi di lavoro dell'UE, e la creazione del comitato consultivo misto con il CESE rientra nell'ambito di questi sforzi".
Il CESE si è sempre pronunciato a favore dell'allargamento dell'UE. Nel 2024 ha lanciato un progetto pilota, denominato Iniziativa dei membri di paesi candidati all'adesione, che consente alla società civile dei paesi candidati di contribuire ai lavori del CESE. L'iniziativa dimostra come il coinvolgimento attivo della società civile dei paesi candidati rafforzi il processo di allargamento. (mt)
In Europa il potenziale dell'energia geotermica è molto poco utilizzato, e l'Unione europea dovrebbe decidere quanto prima di adottare una strategia europea per questa energia volta a sfruttarne tutti i vantaggi.
In Europa il potenziale dell'energia geotermica è molto poco utilizzato, e l'Unione europea dovrebbe decidere quanto prima di adottare una strategia europea per questa energia volta a sfruttarne tutti i vantaggi.
Nella sessione plenaria di ottobre il CESE ha assunto una posizione molto netta sul tema dell'energia. In un parere a cura di Zsolt Kükedi e Thomas Kattnig, il Comitato sottolinea che la produzione di energia geotermica genera pochissime emissioni di gas ad effetto serra e può svolgere un ruolo chiave nella transizione verde dell'UE, riducendo la dipendenza dell'Europa dai combustibili fossili e facilitandone il processo di decarbonizzazione.
"L'energia geotermica può dare un utile contributo al conseguimento degli obiettivi di neutralità climatica dell'UE per il 2050", ha affermato il relatore Kükedi. "Il potenziale di questa energia rimane tuttora inutilizzato, e la Commissione europea dovrebbe adoperarsi fin da subito per elaborare una strategia globale che ne sfrutti le risorse", ha aggiunto il correlatore Kattnig.
Il CESE osserva che gli investimenti nelle centrali geotermiche non daranno i risultati auspicati senza un sostegno finanziario a livello nazionale: per essere più precisi, serviranno finanziamenti e incentivi pubblici per attrarre gli investimenti iniziali e ridurre i rischi che essi comportano.
È anche importante sottolineare che i cambiamenti nella politica energetica o nelle sue modalità di finanziamento potrebbero incidere sull'attrattiva economica dei progetti nel settore della geotermia.
La costruzione di centrali geotermiche comporta dei rischi che occorre individuare con precisione, soprattutto quelli legati agli impatti ambientali. Ecco perché è fondamentale che questo processo abbia luogo con la partecipazione delle comunità locali, in modo da ottenere una maggiore accettazione da parte dei cittadini.
Tuttavia, i benefici ambientali e climatici dell'energia geotermica sono superiori ai rischi, in quanto si tratta di una delle fonti di energia rinnovabile più efficaci in termini di utilizzo del suolo, sfruttamento delle risorse e riduzione della dipendenza dalle importazioni. (mp)