Abbiamo incontrato Cillian Lohan, relatore del parere del CESE sul Coinvolgimento dei giovani UE-Regno Unito, per chiedergli quali sono i potenziali vantaggi di un programma per la mobilità giovanile, proposto dalla Commissione europea e sostenuto dal CESE. Il programma faciliterebbe - per i giovani del Regno Unito e dell'UE - la vita, lo studio e il lavoro rispettivamente nell'UE o nel Regno Unito. Ora che il Regno Unito ha respinto la proposta di accordo a livello dell'UE sulla libera circolazione dei giovani, esistono altre possibilità di ripristinare i collegamenti interrotti dalla Brexit? E se sì, quali?

Abbiamo incontrato Cillian Lohan, relatore del parere del CESE sul Coinvolgimento dei giovani UE-Regno Unito, per chiedergli quali sono i potenziali vantaggi di un programma per la mobilità giovanile, proposto dalla Commissione europea e sostenuto dal CESE. Il programma faciliterebbe - per i giovani del Regno Unito e dell'UE - la vita, lo studio e il lavoro rispettivamente nell'UE o nel Regno Unito. Ora che il Regno Unito ha respinto la proposta di accordo a livello dell'UE sulla libera circolazione dei giovani, esistono altre possibilità di ripristinare i collegamenti interrotti dalla Brexit? E se sì, quali?

Il 24 aprile il CESE ha ospitato nei suoi locali una proiezione del film ucraino "20 giorni a Mariupol", vincitore dell'Oscar 2024 nella categoria Miglior documentario.

Il 24 aprile il CESE ha ospitato nei suoi locali una proiezione del film ucraino "20 giorni a Mariupol", vincitore dell'Oscar 2024 nella categoria Miglior documentario.

Il film è il racconto dei venti drammatici giorni vissuti nel febbraio e marzo 2022 dal regista, il giornalista Mstyslav Chernov, e dai suoi colleghi mentre documentavano il feroce assedio di Mariupol, importante porto ucraino sul Mar d'Azov, da parte delle forze russe. Chernov e la sua équipe, che lavoravano per l'Associated Press, sono stati gli ultimi corrispondenti stranieri a rimanere nella città prima che venisse occupata dai russi. Le loro foto e riprese strazianti, tra cui quelle dei massicci bombardamenti su un reparto di maternità e sul teatro di Mariupol trasformati in rifugi per i bambini, hanno fatto il giro del mondo, testimoniando gli orrori inflitti dall'esercito invasore russo alla popolazione civile ucraina.

Oltre all'Academy Award, "20 giorni a Mariupol" ha vinto molti altri prestigiosi riconoscimenti, tra cui il premio britannico BAFTA per il miglior documentario e il premio del pubblico per il cinema mondiale - categoria Documentario assegnato al Sundance Film Festival. 

Alla proiezione hanno partecipato il Presidente del CESE Oliver Röpke e alcuni ospiti illustri, tra i quali S.E. Vsevolod Chentsov, capo della missione dell'Ucraina presso l'UE, e Yevhen Tuzov, uno dei protagonisti del film.

"Dobbiamo tenere sempre a mente il nostro solenne dovere di testimoni della Storia. Questo documentario reca un chiaro messaggio: dobbiamo mostrare al mondo quello che può fare l'odio. Non dimentichiamo i sacrifici compiuti dal popolo ucraino, né la resilienza di cui ha dato prova di fronte alle avversità. La prospettiva che l'Ucraina diventi uno Stato membro dell'UE non è solo un'attestazione e una testimonianza dei nostri valori comuni, ma accende anche un faro di speranza per un futuro più luminoso", ha dichiarato il Presidente del CESE Oliver Röpke

"'20 giorni a Mariupol' ci offre uno spaccato, spaventoso ma essenziale, delle sofferenze causate dall'aggressione russa. Sono orgoglioso di poter affermare che il nostro Comitato è rimasto saldamente al fianco dell'Ucraina e della sua dinamica e vitale società civile in questo difficile periodo, e la vostra presenza questa sera è estremamente importante", ha sottolineato il vicepresidente del CESE responsabile per la Comunicazione Laurențiu Plosceanu. Il CESE sostiene risolutamente l'Ucraina e la sua società civile fin dal primo giorno della guerra di aggressione della Russia contro tale paese e ha rafforzato la propria cooperazione con le organizzazioni della società civile ucraina attraverso la piattaforma della società civile UE-Ucraina. Ha creato un "polo" ucraino, mettendo uno spazio di lavoro a disposizione delle organizzazioni ucraine della società civile di stanza in Belgio. Ha lanciato l'iniziativa dei "membri di paesi candidati all'adesione", grazie alla quale condivide le proprie specifiche competenze con queste organizzazioni. Lo scorso novembre una delegazione ad alto livello del CESE, guidata dal Presidente Röpke, si è recata in visita in Ucraina, dove ha incontrato la ministra dell'Economia Yuliia Svyrydenko, rappresentanti della Verokhna Rada (il Parlamento ucraino) ed esponenti della società civile ucraina. I membri della delegazione hanno reso omaggio alle vittime ucraine del conflitto presso alcuni memoriali di guerra sul territorio del paese. 

La proiezione del documentario - un'iniziativa del membro lettone del CESE Andris Gobiņš - ha mostrato ancora una volta la solidarietà della società civile europea nei confronti dell'Ucraina e del suo popolo. Il pubblico ha avuto anche l'occasione di visitare una mostra fotografica dedicata all'assedio di Mariupol, allestita a margine dell'evento principale e organizzata in collaborazione con l'associazione Ukra-Bel.

Benvenuti al podcast del CESE "The Grassroots View". Nell'imminenza delle elezioni europee 2024, passiamo in rassegna le speranze e le preoccupazioni di tre gruppi le cui voci sono spesso inascoltate dai responsabili politici: le persone con disabilità, gli anziani e i giovani.

Benvenuti al podcast del CESE "The Grassroots View". Nell'imminenza delle elezioni europee 2024, passiamo in rassegna le speranze e le preoccupazioni di tre gruppi le cui voci sono spesso inascoltate dai responsabili politici: le persone con disabilità, gli anziani e i giovani. 

I nostri ospiti sono Milan Šveřepa, presidente di Inclusion Europe, che affronta il tema dell'accessibilità delle elezioni europee 2024. La giovane attivista e influencer Nina Skočak ci racconta, invece, qual è la posta in gioco per i suoi coetanei. Heidrun Mollenkopf, presidente della piattaforma AGE, che sostiene la popolazione anziana, ci spiega se gli anziani si sentono coinvolti nei dibattiti elettorali, oppure abbandonati e completamente ignorati dai politici. Il vicepresidente del CESE responsabile della comunicazione Laurențiu Plosceanu ci parla, infine, di quanto il CESE sta facendo per continuare a dar voce alla società civile, garantendo che le categorie più vulnerabili non siano messe da parte o emarginate. 

Ascolta il nostro podcast, fai buon uso del tuo voto e dai voce al tuo pensiero. Crea l'Europa che vuoi!

Di Cillian Lohan 

La circolazione delle persone nell'UE ha apportato molteplici benefici a tutti i soggetti coinvolti. La circolazione dei giovani è stata particolarmente importante, perché ha consentito loro di immergersi in culture europee diverse e di sperimentare lo stile di vita di altri paesi europei. Ha inoltre permesso loro di comprendere che abbiamo molto in comune. Visitare un altro paese per motivi di lavoro o studio ci aiuta a comprendere la nostra comune natura umana. A prescindere dalla lingua utilizzata, dal regime alimentare seguito o dal clima della regione in cui ci troviamo, sono tante le cose che ci accomunano: le relazioni con la famiglia e gli amici, le speranze e le lotte, le sfide e le opportunità.

Di Cillian Lohan 

La circolazione delle persone nell'UE ha apportato molteplici benefici a tutti i soggetti coinvolti. La circolazione dei giovani è stata particolarmente importante, perché ha consentito loro di immergersi in culture europee diverse e di sperimentare lo stile di vita di altri paesi europei. Ha inoltre permesso loro di comprendere che abbiamo molto in comune. Visitare un altro paese per motivi di lavoro o studio ci aiuta a comprendere la nostra comune natura umana. A prescindere dalla lingua utilizzata, dal regime alimentare seguito o dal clima della regione in cui ci troviamo, sono tante le cose che ci accomunano: le relazioni con la famiglia e gli amici, le speranze e le lotte, le sfide e le opportunità. 

Sono questi scambi tra i paesi che creano una società di adulti con un atteggiamento solidale e comprensivo nei confronti degli altri. Non vediamo più i cittadini europei dei paesi vicini come stranieri, bensì come amici. 

Non dovremmo sottovalutare il ruolo di tutto questo nel mantenimento della pace e della stabilità nel nostro continente. La circolazione dei giovani è la pietra angolare degli attuali rapporti di cooperazione e collaborazione.

È in questo contesto che ho proposto un parere d'iniziativa sulla mobilità dei giovani e le relazioni tra i giovani nell'UE post-Brexit. Con i miei colleghi, il personale e i membri abbiamo proceduto a un'ampia consultazione dei gruppi interessati, nel cui quadro rappresentanti dell'UE e del Regno Unito si sono incontrati online e di persona, hanno fatto circolare dei sondaggi e si sono scritti per e-mail. Il nostro lavoro ha ricevuto ampio sostegno alla sessione plenaria del CESE, con una maggioranza schiacciante in favore. 

Le istituzioni europee hanno quindi reagito con un'ampia offerta di programmi di mobilità migliorati per i giovani del Regno Unito, la cui risposta di prima battuta è stata un rifiuto, ma continueremo ad adoperarci per mostrare i vantaggi per tutte le parti.

Sottolineiamo che programmi quali Erasmus+ o Europa creativa non sono a beneficio esclusivo degli studenti universitari o di chi studia a tempo pieno. Queste iniziative dell'UE consentono ai giovani di ogni estrazione sociale di accedere a programmi ed esperienze di scambio difficili da realizzare altrimenti.

I costi e la redditività possono essere calcolati in termini puramente economici, ma questo costituisce solo un aspetto del valore. Il valore reale della mobilità e degli scambi risiede nell'esperienza maturata assieme e nella comprensione reciproca. Un continente dinamico e multiculturale ha bisogno dell'interazione e della circolazione delle persone. Il CESE continuerà a insistere in tal senso. Proseguiamo la collaborazione con la società civile del Regno Unito non solo per seguire nella pratica i principi che proclamiamo, ma anche al fine di dare l'esempio. 

Abbiamo un memorandum d'intesa con la Civil Society Alliance UK e un memorandum d'intesa a parte con il Forum consultivo scozzese sull'Europa (in collaborazione con l'ex membro del CESE Irene Oldfather). Intendiamo proseguire e rafforzare questo lavoro. Il settore giovanile ha dato prova di leadership in periodi agitati, tra l'altro in materia di azione per il clima. Dobbiamo collaborare a livello istituzionale per fornire loro tutti gli strumenti di cui hanno bisogno al fine di ampliare il loro lavoro, nonché per mettere a profitto l'energia dei giovani per un futuro più luminoso per tutti.

Piano europeo di lotta contro il cancro - Fattori di spinta per la sicurezza dell'approvvigionamento di radioisotopi per uso medico

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Strategia industriale europea della difesa

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AS

Comunicazione sulla gestione industriale del carbonio

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Industria della produzione di droni: studio di caso per l'autonomia strategica

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AS

Programma per l'industria europea della difesa

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AS

Di Stefano Mallia, presidente del gruppo Datori di lavoro del Comitato economico e sociale europeo

Con l'esperienza degli ultimi due decenni e sette ondate di allargamento dall'inizio del progetto europeo, è forse il caso di celebrare l'anniversario del grande allargamento del 2004 con fatti e cifre, per prevenire controversie emotive alla vigilia delle elezioni europee di giugno.

Di Stefano Mallia, presidente del gruppo Datori di lavoro del Comitato economico e sociale europeo

Con l'esperienza degli ultimi due decenni e sette ondate di allargamento dall'inizio del progetto europeo, è forse il caso di celebrare l'anniversario del grande allargamento del 2004 con fatti e cifre, per prevenire controversie emotive alla vigilia delle elezioni europee di giugno.

Questi tre anni di guerra in Ucraina hanno collocato la questione dell'allargamento in cima all'agenda geopolitica europea. Il rapido conferimento dello status di paese candidato a Ucraina, Moldova, Bosnia-Erzegovina e Georgia, nonché il tanto atteso avvio dei negoziati di adesione con Macedonia del Nord e Albania, sono altrettante svolte positive per una politica che si trova in una fase di stallo da anni.

Per garantire che questo nuovo slancio venga mantenuto, occorre mettere in chiaro le poste in gioco per l'economia.

Naturalmente la democratizzazione e lo Stato di diritto sono principi intoccabili, così come l'approccio meritocratico del processo di allargamento, che non consente scorciatoie. Ma, a conti fatti, bisogna anche rassicurare i cittadini circa i potenziali vantaggi economici e in termini di prosperità per la prossima generazione di europei.

Se l'esperienza del passato offre indicazioni sul futuro, allora possiamo affermare senza dubbio che le ragioni economiche a favore dell'allargamento sono inoppugnabili. Durante il processo formale di preadesione, svoltosi dal 1994 al 2004, il volume degli scambi commerciali tra i vecchi e i nuovi Stati membri è quasi triplicato e quello tra i nuovi Stati membri è aumentato di cinque volte. Dall'avvio del processo di adesione al 2008, l'UE-15 di allora è cresciuta in media del 4 % all'anno, e l'adesione ha contribuito per metà a questa crescita, generando 3 milioni di nuovi posti di lavoro tra il 2002 e il 2008.

La pandemia di COVID-19 e la guerra in Ucraina hanno dimostrato che l'UE deve ripensare la sua resilienza economica, in particolare nel contesto della doppia transizione verde e digitale. Il piano REPowerEU prevede un aumento della produzione europea di energia rinnovabile. La normativa sull'industria a zero emissioni nette e la normativa sulle materie prime critiche dispongono che il 40 % delle catene del valore delle materie prime e delle catene del valore verdi sia trasferito nell'Unione europea. I paesi candidati all'adesione, e in particolar modo l'Ucraina, possono svolgere un ruolo importante, garantendo una maggiore sicurezza economica.

Per quanto riguarda le risorse naturali, l'Ucraina detiene le maggiori riserve di gas in Europa dopo la Norvegia. Tale paese figura poi tra i principali produttori europei di energia idroelettrica, e potrebbe ulteriormente accrescere la produzione energetica da tale fonte, nonché da altre fonti di energia "verde" come l'energia eolica, quella solare e la biomassa. L'Ucraina è stata inoltre un'importante esportatrice di metalli e possiede depositi di litio e terre rare, che sono fondamentali per le industrie verdi e digitali.

In più l'industria agricola ucraina è una delle più grandi al mondo. La sua integrazione nel mercato unico accrescerebbe di molto la sicurezza alimentare dell'UE.

I vantaggi di una maggiore partecipazione al mercato unico sono evidenti anche per quanto riguarda i paesi dei Balcani occidentali. A titolo indicativo, dall'adesione all'UE nel 2013 ad oggi il PIL della Croazia è aumentato costantemente, il che si traduce in redditi più elevati per i suoi cittadini, con un aumento medio del PIL pro capite del 67 % (da 10 440 EUR nel 2013 a oltre 17 240 EUR).

Il percorso verso l'adesione all'UE di fino a nove nuovi membri sarà tortuoso, ma non ci sono alternative: se l'UE vuole essere una potenza globale, deve prima essere un leader nel suo stesso continente.