Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) prende l'iniziativa di sostenere, dalla prospettiva della società civile, i valori fondativi dei Giochi olimpici di Parigi del 2024.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) prende l'iniziativa di sostenere, dalla prospettiva della società civile, i valori fondativi dei Giochi olimpici di Parigi del 2024.

Nell'instabile panorama geopolitico attuale, il CESE lancia simbolicamente la proposta di una tregua durante lo svolgimento dei Giochi, tenendo fede ai tre valori di base dell'olimpismo che sono l'eccellenza, il rispetto e l'amicizia. La società civile organizzata ha sostenuto l'ideale di costruire un mondo pacifico e migliore educando i giovani attraverso l'attività sportiva praticata senza discriminazioni di alcun tipo, in uno spirito di amicizia, solidarietà e fair play.

Oliver Röpke, Presidente del CESE, ha dichiarato: "Le Olimpiadi incarnano lo spirito di unità e di pace, superando le frontiere e riunendo persone di ogni estrazione sociale. Nel difendere questi valori, il nostro auspicio è ispirare la nascita di un movimento globale per la pace e la solidarietà."

Laurenţiu Plosceanu, vicepresidente del CESE responsabile per la Comunicazione, ha aggiunto: '"Con questa iniziativa intendiamo sostenere i valori dello sport, che sono e rimangono senza tempo. I valori che difendiamo hanno il potere di cambiare il mondo e di unire le persone e i paesi."

Krzysztof Pater, vicepresidente del CESE responsabile per il Bilancio, ha dichiarato: "I Giochi olimpici di Parigi sono la dimostrazione che tutti, senza alcuna discriminazione, hanno il diritto di partecipare a questa grande celebrazione dello sport. Le persone con disabilità offrono uno straordinario esempio agli spettatori di tutto il mondo, mettendo in risalto i valori di coraggio, determinazione e uguaglianza."

Dimitris Dimitriadis, ex Presidente del Comitato e presidente della sezione Relazioni esterne del CESE, ha osservato: "La tregua olimpica, o "Ekecheiria" in greco antico, oggi cadrebbe più che mai a proposito. Dobbiamo rilanciare l'idea di una tregua e metterla in pratica, come una speranza che sia di ispirazione per l'umanità e favorisca la pace e il dialogo."

Giulia Barbucci, ex vicepresidente del CESE responsabile per il Bilancio e membro del Comitato, ha sottolineato: "Per la prima volta nella storia ai Giochi olimpici di Parigi parteciperà un pari numero di atleti e di atlete. Dobbiamo però ricordare che la parità nella partecipazione non è l'uguaglianza, e che per raggiungere questo obiettivo nello sport la strada è ancora lunga."

Isabel Caño Aguilar, ex vicepresidente del CESE responsabile per la Comunicazione e membro del Comitato, ha concluso: "Il mio auspicio è che alle Olimpiadi di Parigi siano equamente rappresentate tutte le categorie di disabilità, in particolare le persone con disabilità intellettive, e che abbiano il diritto di partecipare alla competizione e di essere tutelate!". (mt)

Nella sessione plenaria del CESE dello scorso luglio è stato adottato anche il parere sul tema Digitalizzazione dell'energia: bilanciare le opportunità e i rischi per i consumatori europei.

Nella sessione plenaria del CESE dello scorso luglio è stato adottato anche il parere sul tema Digitalizzazione dell'energia: bilanciare le opportunità e i rischi per i consumatori europei. 

Nel parere, che è stato elaborato dal membro del CESE Kęstutis Kupšys, si sottolinea che l'energia dovrebbe rimanere economicamente accessibile, adattabile e di facile utilizzo per i consumatori. Digitalizzare l'energia non significa che i sistemi debbano essere "esclusivamente digitali". 

I consumatori devono rimanere la priorità assoluta e bisogna preservare le modalità tradizionali del fare impresa. L'UE deve compiere passi avanti nello sviluppo di strumenti digitali facili da utilizzare che rispondano a esigenze diverse e promuovano la parità di accesso ai servizi energetici digitali. 

Gli utenti, tuttavia, dovrebbero comunque poter scegliere tariffe, contratti e servizi al cliente in modalità "pre-digitale". "La digitalizzazione dell'energia offre delle opportunità, ma comporta anche delle sfide. Dobbiamo lavorare insieme per garantire che la transizione verso l'energia digitale sia inclusiva, sicura e realmente vantaggiosa per tutti i consumatori europei, trasformando i punti di forza in opportunità", ha dichiarato Kupšys

Il recente guasto informatico, che ha gettato nel caos i trasporti e le imprese in tutto il mondo, ha reso evidente quanto sia importante non dipendere eccessivamente dalla tecnologia. 

I vantaggi del passaggio all'energia digitale non devono far dimenticare l'altra faccia della medaglia, cioè i rischi e le sfide. Per questo motivo, la protezione dei consumatori e il sostegno ai lavoratori devono rimanere ai primi posti dell'agenda. 

È importante non solo creare norme dinamiche in materia di protezione dei consumatori che siano adattate ai nuovi contesti e ai nuovi partecipanti al settore, ma anche offrire ai lavoratori programmi di formazione e di riqualificazione, oltre a un'assistenza finanziaria. (mp)

Alla sessione plenaria di luglio del CESE si è tenuto un dibattito con il ministro ungherese per gli Affari dell'Unione europea János Bóka, il quale ha presentato le priorità principali del semestre di presidenza ungherese del Consiglio dell'UE.

Alla sessione plenaria di luglio del CESE si è tenuto un dibattito con il ministro ungherese per gli Affari dell'Unione europea János Bóka, il quale ha presentato le priorità principali del semestre di presidenza ungherese del Consiglio dell'UE. 

L'Ungheria assume la presidenza di turno in un momento delicato per l'Europa, in una fase di transizione politica all'interno delle istituzioni e di sfide senza precedenti per l'Unione. "La presidenza ungherese del Consiglio nella seconda metà del 2024 si colloca in un periodo di crisi su vari fronti", ha dichiarato il ministro Bóka. "Oggi siamo alle prese con una guerra in corso nel vicinato dell'UE, una competitività europea in calo, crescenti tensioni nelle nostre relazioni commerciali, sfide demografiche, una migrazione incontrollata e prospettive sempre più magre per gli agricoltori europei". 

Nel sottolineare che il CESE vanta una lunga esperienza di proficua cooperazione con le presidenze di turno del Consiglio, il Presidente del CESE Oliver Röpke si è soffermato sulla missione delle istituzioni in quanto custodi dei valori europei: "Il nostro Comitato è impegnato a collaborare strettamente con la presidenza ungherese per garantire che l'UE intervenga su quelle che i cittadini europei considerano come le priorità più urgenti da affrontare. Saremo vostri partner insostituibili, ma anche critici aperti e costruttivi. La società civile si esprime con voce forte, e noi faremo in modo che sia ascoltata." 

Alcuni membri del CESE hanno espresso preoccupazione in merito alla posizione dell'Ungheria sulla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, al rispetto dello Stato di diritto nell'UE e alla riduzione dello spazio concesso alla società civile ungherese. János Bóka ha ribattuto che la presidenza ungherese ha piena consapevolezza delle proprie responsabilità e aderisce sia alla posizione comune dell'UE sull'Ucraina sia al rispetto dello Stato di diritto e dei valori europei. La presidenza ungherese ha già preso contatto con il CESE chiedendogli di elaborare dieci pareri esplorativi. Maggiori informazioni sulle attività del Comitato durante il semestre di presidenza ungherese sono disponibili sul sito web del CESE. (mp)

Sono stati annunciati i finalisti dell'edizione 2024 dei Premi dell'UE per la produzione biologica: si tratta di 24 progetti, suddivisi in otto categorie, che rappresentano 12 Stati membri dell'UE. La proclamazione dei vincitori avverrà nel corso di una cerimonia che si terrà a Bruxelles il prossimo 23 settembre, in concomitanza con le celebrazioni annuali per la Giornata europea della produzione biologica.

Sono stati annunciati i finalisti dell'edizione 2024 dei Premi dell'UE per la produzione biologica: si tratta di 24 progetti, suddivisi in otto categorie, che rappresentano 12 Stati membri dell'UE. La proclamazione dei vincitori avverrà nel corso di una cerimonia che si terrà a Bruxelles il prossimo 23 settembre, in concomitanza con le celebrazioni annuali per la Giornata europea della produzione biologica. 

Questo concorso a premi, arrivato alla terza edizione, ricompensa i progetti che sono innovativi e sostenibili e che apportano un valore aggiunto significativo alla produzione e al consumo di alimenti biologici. Esso offre ai vincitori una vetrina in cui possono presentare le loro buone pratiche a un pubblico più ampio. 

I Premi dell'UE per la produzione biologica sono assegnati dalla Commissione europea, dal Comitato economico e sociale europeo, dal Comitato europeo delle regioni, da Copa-Cogeca e IFOAM Organics Europe, dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'UE. La giuria del concorso si compone di sette membri, uno per ciascuno degli enti organizzatori. 

I finalisti, suddivisi per categoria di premio, sono i seguenti: 

  • per la migliore agricoltrice biologica: Blagovesta Vasilieva (Bulgaria), Caroline Devillers (Belgio), Reinhild Frech-Emmelmann (Austria) 
  • per il migliore agricoltore biologico: Gianpaolo Mancini (Italia), Tommi Hasu (Finlandia), Benny Schöpf (Germania) 
  • per la migliore regione biologica: Consorzio intermunicipale dell'Alto Tâmega e Barroso (Portogallo), Castiglia-La Mancia (Spagna), Savo meridionale (Finlandia) 
  • per la migliore città biologica: BioStadt Bremen (Germania), Cascais (Portogallo), Las Rozas (Spagna) 
  • per il miglior "biodistretto" biologico: Distretto del cibo Monregalese (Italia), Bioregione di São Pedro do Sul (Portogallo), Biodistretto del Sörmland (Svezia) 
  • per la migliore PMI di trasformazione alimentare biologica: Biologon GmbH (Austria), Gino Girolomoni Cooperativa Agricola (Italia), Organic veggie food GmbH (Germania) 
  • per il miglior rivenditore di alimenti biologici: BIOGAST GmbH (Austria), Coolanowle Organic Meats (Irlanda), SAiFRESC (Spagna) 
  • per il miglior ristorante / servizio di ristorazione biologico: B2 Bio pur GmbH (Germania), Biohotel St. Daniel (Slovenia), Kalf & Hansen (Svezia). 

Nell'UE 17 milioni di ettari (pari al 10,5 % dei terreni agricoli dell'UE nel 2022) sono coltivati con colture biologiche e l'obiettivo - stabilito nel Green Deal europeo - consiste nell'arrivare a destinare all'agricoltura biologica il 25 % dei terreni agricoli dell'Unione entro il 2030. È essenziale sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica e far aumentare la domanda di alimenti biologici da parte dei consumatori. I Premi dell'UE per la produzione biologica, istituiti nel 2022 nel quadro del piano d'azione per lo sviluppo della produzione biologica, assegnano un riconoscimento all'eccellenza lungo tutta la catena del valore del biologico, dall'agricoltura ai servizi di ristorazione, migliorando la visibilità e la conoscenza delle pratiche biologiche. (ks)

Il CESE chiede alla Commissione di porre il tema dei prestatori di assistenza informale tre le priorità politiche e di istituire una piattaforma per lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri.

Il CESE chiede alla Commissione di porre il tema dei prestatori di assistenza informale tre le priorità politiche e di istituire una piattaforma per lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri.

Nella sessione plenaria di luglio il CESE ha adottato un parere in cui chiede l'adozione di misure aggiuntive, a livello sia dell'UE che degli Stati membri, per proteggere meglio i caregiver informali e riconoscere il loro contributo essenziale alla società.

Tra le misure invocate figurano l'istituzione da parte della Commissione europea di una piattaforma per lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri, la fornitura di servizi di assistenza di base comunitaria accessibili e di elevata qualità per alleviare l'onere che grava sui caregiver familiari, e la messa a disposizione di servizi di sollievo. È inoltre fondamentale che i prestatori di assistenza possano accedere a condizioni di lavoro flessibili, in modo da non essere costretti a lasciare il lavoro per prendersi cura dei familiari.

Il relatore del parere Pietro Barbieri ha sottolineato che "il CESE è pronto a dare voce a un gruppo di persone che nella nostra società sono per lo più invisibili: i prestatori di assistenza informale. Queste persone sono spesso costrette a lasciare il lavoro, perdendo così il loro reddito e molti dei loro diritti. I prestatori di assistenza informale svolgono la loro attività nell'ombra. È giunto il momento di puntare i riflettori sui loro sforzi".

Il CESE invita gli Stati membri ad adottare misure adeguate per garantire che la decisione di ricorrere all'assistenza informale sia volontaria, che si affrontino le disparità di genere, che i prestatori di assistenza informale possano mantenere la loro occupazione e la loro retribuzione grazie a condizioni di lavoro più flessibili e possano facilmente reinserirsi nel mercato del lavoro se sono stati costretti a lasciarlo. È importante garantire loro un adeguato equilibrio tra attività professionale e vita privata.

La prestazione di assistenza informale non grava nella stessa misura sugli uomini e sulle donne. Un'enorme percentuale di prestatori di assistenza informale è costituita da donne, di cui circa il 70 % si occupa di figli, coniugi o fratelli. Oltre a essere esposte a rischi più elevati di burnout e disturbi psicofisici, queste donne sono minacciate da un grave rischio di povertà. "Il nostro è uno dei migliori sistemi di protezione sociale al mondo, ma in molti casi fa affidamento sul corpo, sulle braccia e sulla forza di volontà delle donne", ha aggiunto.

Per poter monitorare l'impatto delle norme e dei regolamenti pertinenti è essenziale disporre di dati qualitativi e quantitativi descrittivi delle effettive condizioni di vita dei prestatori di assistenza informale. Il CESE sollecita l'adozione di ulteriori strategie di ricerca, in particolare con la cooperazione di Eurofound e con il coinvolgimento delle parti interessate.

Quasi la metà degli oltre tre milioni di tirocinanti nell'UE non riceve alcun compenso e quasi un terzo non ha accesso alla protezione sociale.

Quasi la metà degli oltre tre milioni di tirocinanti dell'UE non riceve alcun compenso e quasi un terzo non ha accesso alla protezione sociale

Lo scorso luglio si è svolto al CESE un dibattito ad alto livello su come migliorare la legislazione europea sui tirocini, nel corso del quale si sono levati gli appelli della società civile e delle organizzazioni giovanili a porre fine alla diffusa pratica dei tirocinanti che lavorano senza alcun compenso e non beneficiano della protezione sociale né di altri diritti sociali e del lavoro.

Nel dibattito che si è tenuto alla sessione plenaria con il commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali Nicolas Schmit, il Comitato ha espresso apprezzamento per le ultime proposte presentate dalla Commissione per migliorare i tirocini in Europa: la direttiva sui tirocini e il quadro di qualità rafforzato per i tirocini.

Il CESE ha tuttavia esortato i colegislatori a rafforzare queste proposte per lottare contro l'uso improprio dei tirocini come fonte di manodopera a buon mercato o in sostituzione di regolari posti di lavoro al livello di base. Ha ricordato che è importante corrispondere ai tirocinanti un equo compenso e anche un'indennità che copra le loro spese di sostentamento per la durata del tirocinio.

Il Presidente del CESE Oliver Röpke ha dichiarato che "i tirocini sono uno strumento fondamentale per permettere ai giovani di avere un'esperienza diretta del mondo del lavoro. Dobbiamo fare in modo che nessun giovane sia tagliato fuori da queste opportunità a causa di difficoltà finanziarie. Ecco perché chi svolge un periodo di tirocinio deve ricevere un'equa retribuzione. Dobbiamo affrontare il problema dei tirocini che sfruttano i tirocinanti in Europa, e ringrazio la Commissione per le sue proposte volte a conseguire questo obiettivo."

Il commissario Schmit ha aggiunto che "i tirocini possono essere, per i giovani, un ottimo modo di fare una prima esperienza lavorativa, acquisire nuove competenze e costruire una rete di contatti. Ma è necessario che siano di buona qualità: in altre parole, il tirocinio deve perseguire un obiettivo di apprendimento ben preciso, deve essere retribuito e prevedere un tutoraggio e un orientamento per aiutare il tirocinante nella transizione verso il mondo del lavoro".

Nel parere sul tema Direttiva sui tirocini e quadro di qualità rafforzato per i tirocini, il CESE ha messo l'accento sul ruolo chiave svolto dalle autorità competenti nella lotta contro i rapporti di lavoro regolari camuffati da tirocini. Le parti sociali possono avere un ruolo decisivo in questa azione di contrasto, in linea con le prassi esistenti a livello nazionale.

"È essenziale migliorare il quadro di qualità per i tirocini in tutta Europa, in particolare per quanto riguarda il rafforzamento dei contenuti di apprendimento e formazione e la lotta contro l'abuso e l'uso improprio dei tirocini. Chiediamo quindi alla Commissione di migliorare le proposte che ha presentato sul tema, in modo da garantire il raggiungimento di questi obiettivi", ha concluso la relatrice del parere Nicoletta Merlo. (ll)

 

Il CESE ha lanciato un preallarme in merito all'impatto del prossimo allargamento dell'Unione sul settore agricolo. Questa ulteriore espansione dell'UE si colloca in un contesto di importanti sfide globali: dai mutamenti geopolitici ai cambiamenti climatici fino alle transizioni nelle politiche energetiche e ambientali. Il CESE sottolinea quanto sia importante che i nuovi paesi si preparino e aderiscano ai valori dell'UE in modo scrupoloso.

Il CESE ha lanciato un preallarme in merito all'impatto del prossimo allargamento dell'UE sul settore agricolo. Questa ulteriore espansione dell'UE si colloca in un contesto di importanti sfide globali: dai mutamenti geopolitici ai cambiamenti climatici fino alle transizioni nelle politiche energetiche e ambientali. Il CESE sottolinea quanto sia importante che i nuovi paesi si preparino e aderiscano ai valori dell'UE in modo scrupoloso. 

Nella sessione plenaria di luglio il CESE ha adottato un parere in cui sottolinea la complessità del processo di allargamento, evidenziando che è necessario garantirne la preparazione e la sostenibilità, nonché assicurare un sostegno equilibrato al settore agricolo sia negli attuali Stati membri che nei paesi candidati. L'allargamento mira a rafforzare l'autonomia strategica dell'UE e a ridurre l'impatto ambientale dell'agricoltura. In passato, però, gli allargamenti hanno prodotto risultati contrastanti, andando spesso a vantaggio delle aziende agricole più grandi anziché di quelle più piccole situate in contesti rurali. 

Tutto ciò è stato messo in evidenza dal relatore del parere Stoyan Tchoukanov, il quale ha osservato che gli allargamenti precedenti, per quanto vantaggiosi sul piano generale, non hanno prodotto benefici per le zone rurali e i piccoli agricoltori, e ha quindi posto l'accento sulla necessità di gestire attentamente il sistema agricolo onde evitare perturbazioni. 

Per contrastare la potenziale diffusione di informazioni errate e garantire un'integrazione agevole, il CESE raccomanda di raccogliere dati in modo esaustivo e di monitorare le riforme agricole. I paesi candidati dovranno adattarsi all'evoluzione della politica agricola comune (PAC), che è ora incentrata sui servizi ecosistemici piuttosto che sugli aiuti tradizionali. L'allargamento dovrebbe portare a un aumento considerevole della superficie agricola dell'UE, specie con l'adesione dell'Ucraina, che da sola farebbe aumentare di un quarto tale superficie. 

Il CESE raccomanda un approccio di integrazione graduale, con dotazioni di bilancio specifiche per sostenere i rami più colpiti del settore agricolo e in particolare le PMI. Le future riforme della PAC dovrebbero concentrarsi sulla sostenibilità, sostituendo le sovvenzioni per ettaro con incentivi basati sui benefici ambientali e sociali. 

Nel complesso, il CESE chiede un processo di allargamento attento e ben sostenuto per garantire che tutti gli Stati membri ne traggano vantaggio e che le pratiche agricole dell'UE rimangano sostenibili ed eque in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche.

Il CESE ha criticato l'attuale piano della Commissione europea sui materiali avanzati per la mancanza di finanziamenti, di obiettivi quantificabili e di indicatori di sostenibilità. Nel parere sulla comunicazione della Commissione in materia, il Comitato raccomanda una strategia globale tesa ad assicurare all'UE la leadership mondiale in questo settore chiave.

Il CESE ha criticato l'attuale piano della Commissione europea sui materiali avanzati per la mancanza di finanziamenti, di obiettivi quantificabili e di indicatori di sostenibilità. Nel parere sulla comunicazione della Commissione in materia, il Comitato raccomanda una strategia globale tesa ad assicurare all'UE la leadership mondiale in questo settore chiave. 

"I materiali avanzati sono fondamentali per l'industria, la crescita economica e la sostenibilità nell'UE. Abbiamo bisogno di indicatori di sostenibilità in tutti i processi di produzione e dobbiamo garantire le competenze adeguate e una manodopera qualificata", ha dichiarato Anastasis Yiapanis, relatore del parere. 

Il Comitato avverte che il piano della Commissione manca dell'ambizione e degli obiettivi specifici necessari per garantire la leadership industriale dell'UE. Il correlatore Gerardo Luis Arroyo Herranz sottolinea l'assenza di obiettivi quantificabili, di scadenze e di indicatori chiave di prestazione. Il CESE chiede un approccio strategico e ambizioso per rafforzare le capacità dell'UE relative ai materiali avanzati e propone di includere l'assistenza sanitaria tra i settori strategici a causa del suo significativo impatto industriale. 

Una raccomandazione essenziale è quella di realizzare la transizione verso un'economia circolare per ridurre la dipendenza dalle materie prime. Ciò richiede una cooperazione rafforzata tra l'industria, il mondo accademico e i responsabili politici, investimenti sostanziali nella ricerca e nello sviluppo, come pure la creazione delle competenze. "In assenza di lavoratori adeguatamente qualificati, ogni azione rischia di fallire. L'UE deve attuare programmi di miglioramento delle competenze e di riqualificazione per l'attuale forza lavoro, unitamente a iniziative di istruzione e formazione professionale", ha dichiarato Arroyo Herranz

Il CESE ritiene che i 250 milioni di EUR proposti per il settore dei materiali avanzati nell'ambito di Orizzonte Europa siano insufficienti, e chiede finanziamenti più consistenti, incentivi fiscali e procedure burocratiche semplificate per stimolare gli investimenti e l'innovazione. Un aspetto che desta preoccupazione è anche la necessità di garantire un approvvigionamento stabile di materie prime critiche. 

A tale riguardo, il CESE raccomanda di rafforzare la capacità interna dell'UE e diversificare le fonti, anche creando partenariati con la Corea del Sud e gli Stati Uniti e stipulando contratti a lungo termine con paesi più piccoli, in modo da attenuare le perturbazioni nelle forniture. (gb)

Le elezioni europee hanno dimostrato che vi è ancora una solida maggioranza a favore dell'Europa, ma anche che gli elettori di tutta l'UE chiedono risposte politiche e legislative urgenti alle sfide sollevate in campagna elettorale. Il rischio, altrimenti, è che la maggioranza europeista perda sostegno, in quanto i cittadini potrebbero sempre più voltare le spalle alle forze politiche tradizionali.

Le elezioni europee hanno dimostrato che vi è ancora una solida maggioranza a favore dell'Europa, ma anche che gli elettori di tutta l'UE chiedono risposte politiche e legislative urgenti alle sfide sollevate in campagna elettorale. Il rischio, altrimenti, è che la maggioranza europeista perda sostegno, in quanto i cittadini potrebbero sempre più voltare le spalle alle forze politiche tradizionali. 

Nella sessione plenaria di luglio il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha ospitato un dibattito sullo stato della democrazia in Europa, con la partecipazione della Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e dei rappresentanti dei gruppi politici della nuova Eurocamera. 

Nel suo intervento, il Presidente del CESE Oliver Röpke ha dichiarato che "le elezioni europee di giugno sono state un campanello d'allarme: dopo questi risultati, è nostro dovere riflettere sullo stato attuale della democrazia. Siamo uniti nella convinzione che l'Unione europea sia l'unica risposta possibile, in grado di realizzare una forma di democrazia che migliora visibilmente la qualità della vita in tutta Europa". 

Al fine di consolidare il sostegno alla democrazia in Europa, l'UE, come ha sottolineato Roberta Metsola, deve dimostrare che la politica è ancora il principale fattore di cambiamento positivo nelle società e nelle comunità. "I datori di lavoro, i lavoratori e la società civile sono indispensabili per costruire l'Europa in tutte le nostre città, piccole e grandi, e nelle nostre regioni. Perché è lì che l'Europa prende forma, ed è lì che la democrazia diventa azione concreta".

Nel dibattito con i rappresentanti dei gruppi politici, Željana Zovko, vicepresidente del Partito popolare europeo (PPE), il gruppo più numeroso al Parlamento europeo, ha affermato che il suo gruppo si aspetta che le politiche avviate durante il precedente mandato siano portate avanti. Per parte sua, Ana Catarina Mendes, vicepresidente del gruppo Socialisti e Democratici (S&D), ha dichiarato che è essenziale concentrarsi sull'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e sulla lotta alla povertà. Dan Barna, vicepresidente del gruppo Renew, ha esortato invece la nuova Commissione europea a difendere lo Stato di diritto utilizzando più efficacemente gli strumenti esistenti. Kira-Marie Peter-Hansen, vicepresidente del gruppo Verdi/ALE, è intervenuta sull'importanza di mantenere il Green Deal quale politica fondamentale dell'UE. Infine, Martin Schirdewan, copresidente del gruppo della Sinistra, ha precisato che il suo gruppo chiederà alla nuova Commissione di affrontare i costi della crisi abitativa. (mt)

Il recente guasto informatico, che ha gettato nel caos i trasporti e le imprese in tutto il mondo, ha reso evidente quanto sia importante non dipendere eccessivamente dalla tecnologia. I vantaggi del passaggio all'energia digitale non devono far dimenticare l'altra faccia della medaglia, cioè i rischi e le sfide. La protezione dei consumatori e il sostegno ai lavoratori devono rimanere ai primi posti dell'agenda.