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The EESC brings together representatives from all areas of organised civil society, who give their independent advice on EU policies and legislation. The EESC's326 Members are organised into three groups: Employers, Workers and Various Interests.
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Nella sessione plenaria dello scorso dicembre il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha tenuto un dibattito sulla democrazia in Africa cui hanno partecipato i rappresentanti del Consiglio economico, sociale e culturale dell'Unione africana (ECOSOCC dell'UA). Il CESE e l'ECOSOCC hanno convenuto che la società civile è la forza trainante per la riuscita di un partenariato tra l'UE e l'Africa che sia fondato sulla parità e che promuova il dialogo civile e sociale.
Nella sessione plenaria dello scorso dicembre il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha tenuto un dibattito sulla democrazia in Africa cui hanno partecipato i rappresentanti del Consiglio economico, sociale e culturale dell'Unione africana (ECOSOCC dell'UA). Il CESE e l'ECOSOCC hanno convenuto che la società civile è la forza trainante per la riuscita di un partenariato tra l'UE e l'Africa che sia fondato sulla parità e che promuova il dialogo civile e sociale.
Nel dibattito tenutosi in sessione plenaria, in cui è stato anche adottato il parere sul tema Democrazia in Africa: situazione attuale e prospettive future - Quale ruolo può svolgere il CESE?, il Comitato ha ribadito il suo impegno a favore del rafforzamento del partenariato strategico con l'Unione africana, sostenendo l'iniziativa di una collaborazione volta a promuovere i valori della democrazia, il dialogo inclusivo e lo sviluppo sostenibile. Nel luglio 2024 il CESE e l'ECOSCOCC dell'UA hanno infatti firmato un memorandum d'intesa.
Kyeretwie Osei, capo della sezione Programmi presso l'ECOSOCC dell'UA, ha spiegato nel suo intervento a nome del Presidente dell'ECOSOCC Khalid Boudali che "abbiamo davanti a noi un lavoro importante di costruzione istituzionale finalizzato a consolidare le istituzioni democratiche in tutto il continente africano, e a tal fine dobbiamo assicurarci di riuscire a stimolare un clima di buon governo contrastando la corruzione, se non eliminandola del tutto, e creando spazi in cui i cittadini possano esprimersi. La società civile è il fulcro di questo obiettivo".
Il Presidente del CESE Oliver Röpke ha sottolineato che "la cooperazione con l'ECOSOCC dell'UA è fondamentale per promuovere il ruolo della società civile in Africa. La società civile dovrebbe essere parte integrante del processo decisionale e affrontare con decisione le sfide all'orizzonte, come i cambiamenti climatici, lo sviluppo sostenibile e la migrazione".
Il CESE, che esamina queste sfide nel suo parere, ritiene di poter contribuire, assieme ai rappresentanti riconosciuti delle piattaforme della società civile africana, a promuovere i valori democratici, a difendere i diritti umani e a sostenere i regimi democratici in Africa.
Secondo Carlos Trindade, membro del CESE e relatore del parere, l'approccio europeo allo sviluppo della democrazia in Africa dovrebbe basarsi su un rapporto tra pari, in cui si tenga conto della complessità del continente in termini di sviluppo economico, differenze interne e interessi geopolitici.
Sifa Chiyoge Buchekabiri, direttrice regionale e amministratrice delegata dell'Alleanza cooperativa internazionale-Africa (ICA-Africa), si è soffermata sull'importanza dell'emancipazione femminile nel continente africano. "È essenziale promuovere l'emancipazione femminile, in quanto le donne sono spesso la colonna portante della famiglia. Pertanto, con la loro emancipazione non aiutiamo soltanto singole persone, ma intere comunità".
A cura del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE
Una maggiore digitalizzazione nel settore delle costruzioni e dell'edilizia abitativa e il coinvolgimento degli attori dell'economia sociale nei servizi di fornitura di alloggi possono contribuire ad affrontare le attuali sfide relative all'accessibilità economica e alla sostenibilità degli alloggi in Europa. Poiché l'alloggio non è solo una necessità, ma anche un diritto umano, secondo un recente convegno del CESE è necessaria una risposta paneuropea alle varie sfide poste in questo campo.
A cura del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE
Una maggiore digitalizzazione nel settore delle costruzioni e dell'edilizia abitativa e il coinvolgimento degli attori dell'economia sociale nei servizi di fornitura di alloggi possono contribuire ad affrontare le attuali sfide relative all'accessibilità economica e alla sostenibilità degli alloggi in Europa. Poiché l'alloggio non è solo una necessità, ma anche un diritto umano, secondo un recente convegno del CESE è necessaria una risposta paneuropea alle varie sfide poste in questo campo.
Séamus Boland, presidente del gruppo Organizzazioni della società civile, ha sottolineato che l'accesso a un alloggio adeguato costituisce un diritto umano che richiede un approccio paneuropeo. Ha evidenziato il legame tra l'aumento dei prezzi degli alloggi e i livelli di povertà, affermando che "la fornitura di alloggi economicamente accessibili e sostenibili è fondamentale per l'eliminazione della povertà".
Boland ha inoltre dichiarato che "la strategia dell'UE contro la povertà e il piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili proposto dalla Presidente eletta della Commissione europea devono far parte di un approccio politico intersettoriale per porre fine alla povertà. Esso deve coinvolgere le organizzazioni della società civile durante l'intero processo di concezione, attuazione e monitoraggio delle soluzioni. Gli alloggi sostenibili devono essere esaminati in una prospettiva più ampia che comprenda l'efficienza delle risorse, la circolarità, la resilienza, l'adattamento e l'accessibilità economica".
Nel corso dell'evento è stato inoltre presentato il nuovo studio del CESE sul tema, commissionato dal gruppo Organizzazioni della società civile, che esamina le possibili soluzioni strategiche per conseguire alloggi sostenibili e a prezzi accessibili in tutta l'UE e si sofferma su due tendenze emergenti: la digitalizzazione e il coinvolgimento degli attori dell'economia sociale nella fornitura di alloggi. Lo studio passa in rassegna le iniziative innovative realizzate in sei Stati membri, valutandone il potenziale per un'applicazione più ampia in tutta Europa.
Maggiori informazioni sulle raccomandazioni politiche a medio e lungo termine formulate nello studio del CESE sono disponibili qui.
António Costa, nuovo Presidente del Consiglio europeo, ha colto l'occasione del suo primo intervento al Comitato economico e sociale europeo (CESE) per delineare le sue priorità fondamentali per l'UE. Ha posto l'accento sulla competitività quale fondamento della prosperità dell'Europa, sottolineando l'importanza di coniugarla con i diritti sociali per costruire un futuro sostenibile. Il Presidente del CESE Oliver Röpke gli ha fatto eco affermando che "la competitività deve essere al servizio dei molti e non dei pochi".
António Costa, nuovo Presidente del Consiglio europeo, ha colto l'occasione del suo primo intervento al Comitato economico e sociale europeo (CESE) per delineare le sue priorità fondamentali per l'UE. Ha posto l'accento sulla competitività quale fondamento della prosperità dell'Europa, sottolineando l'importanza di coniugarla con i diritti sociali per costruire un futuro sostenibile. Il Presidente del CESE Oliver Röpke gli ha fatto eco affermando che "la competitività deve essere al servizio dei molti e non dei pochi".
Nel suo intervento alla plenaria del CESE pochi giorni dopo il suo insediamento, avvenuto il 1º dicembre scorso, Costa ha invocato un'azione collettiva urgente. "Siamo sulla buona strada. Abbiamo fatto la diagnosi, abbiamo proposte ambiziose, ma dobbiamo avere la volontà politica. Dobbiamo concentrare la nostra attenzione sulla crescita, sull'occupazione e su un'Europa sociale, in modo che la giovane generazione di oggi possa guardare indietro e dire: questo è stato il momento in cui ci siamo assicurati la prosperità."
La competitività e riforme su misura sono al centro dell'agenda del Presidente Costa: ha proposto di rinnovare il mercato unico, di ridurre le regolamentazioni superflue e di investire nelle competenze e nell'innovazione per rafforzare l'economia europea. "Abbiamo bisogno di imprese forti, non perché siano meno costose, ma perché innovano con idee e con una forza lavoro qualificata", ha dichiarato. Costa ha inoltre chiesto riforme basate sui risultati, ispirate al NextGenerationEU: "Si tratta di sana logica per il futuro". Ha esortato gli Stati membri ad affrontare il prossimo bilancio dell'UE con apertura.
"La competitività non è solo una questione di obiettivi economici, ma anche di creazione di opportunità per tutti gli europei e di promozione della resilienza", ha aggiunto Röpke. "La crescita economica deve andare di pari passo con il progresso sociale, garantendo che nessuno sia lasciato indietro."
Costa ha elogiato il ruolo del CESE nel promuovere il dialogo sociale, definendolo "il modello europeo" per entrare in contatto con i cittadini. "Il dialogo sociale ci consente di trovare soluzioni sostenibili attraverso la costante negoziazione tra i diversi rappresentanti delle nostre società. Si tratta di un fattore essenziale, soprattutto in questo momento", ha dichiarato.
Il dibattito in sessione plenaria ha toccato temi centrali come gli alloggi, la migrazione e i costi dell'energia: questioni che Costa considera prioritarie. Per parte sua, Röpke ha sottolineato la necessità di soluzioni pratiche, mettendo in rilievo l'importanza di investire nell'istruzione, nella riqualificazione, negli alloggi a prezzi accessibili e nella transizione verde. "Il CESE è pienamente impegnato a far sentire la voce della società civile nel processo di definizione di un'Europa inclusiva, resiliente e preparata alle sfide del futuro." (gb)
Garantire il sostegno alle imprese dell'economia sociale in linea con le norme in materia di aiuti di Stato, di Giuseppe Guerini
Proiezione al CESE del film bielorusso Under the Grey Sky — intervista alla regista Mara Tamkovich
Il nuovo patto sulla migrazione e l'asilo rischia di mettere a dura prova il progetto europeo di Camille le Coz, MPI Europe
Tombe anonime alle frontiere esterne dell'Europa di Barbara Matejčić
Rifugiati siriani:
— L'approccio dell'UE ai rimpatri di siriani — una svolta nella politica europea in materia di migrazione di Alberto-Horst Neidhardt, EPC
— I paesi dell'UE non devono costringere i rifugiati siriani a rientrare nel loro paese nell'attuale contesto di instabilità di Jean-Nicolas Beuze, UNHCR
Il futuro dell'offerta e della tariffazione dell'energia elettrica nell'UE
Verso una strategia marittima dell'UE: orientarsi verso il futuro attraverso politiche di investimento coordinate, iniziative legislative, il dialogo sociale e il coinvolgimento della società civile
Alla sessione plenaria di dicembre il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha organizzato per la prima volta un Forum sull'edilizia abitativa, nel corso del quale ha insistito sull'urgente necessità di disporre di alloggi dignitosi, sostenibili ed economicamente accessibili in tutta l'Unione europea. L'evento ha riunito varie parti interessate ad alto livello per discutere l'attuale crisi degli alloggi ed esplorare possibili soluzioni.