Il CESE esorta la Commissione e gli Stati membri a elaborare un piano per migliorare la preparazione dell'UE alle emergenze. Questo piano dovrebbe, in particolare, aumentare la sovranità dell'UE in materia di generazione di energia, produzione alimentare e idrica ed estrazione di materie prime.

Visto che l'inverno si avvicina e che il costo dell'energia preoccupa i cittadini, il CESE vuole che l'Unione europea migliori la sua resilienza per far fronte a crisi future.

In un parere d'iniziativa adottato all'ultima sessione plenaria il CESE ha sottolineato la propria convinzione che sia necessario integrare in tutte le politiche energetiche continui miglioramenti per aumentare la resilienza dei sistemi energetici rispetto alle emergenze naturali, politiche o di altro tipo.

Questo approccio dovrebbe riguardare l'intera catena di produzione, compresi le attività di ricerca e sviluppo, il trattamento dei materiali, la progettazione, la fabbricazione, l'installazione, l'avvio e la manutenzione degli impianti all'interno del mercato unico dell'UE. L'autonomia contribuirebbe a eliminare la povertà energetica e la disoccupazione.

Il relatore del parere, Paul Rübig, ha inoltre chiesto di sostenere i cittadini e i consumatori che desiderano investire nella propria produzione ed efficienza energetica: "Abbiamo bisogno di campagne di informazione, incentivi fiscali e sovvenzioni, e dobbiamo costruire nuove infrastrutture di trasporto in tutto il mercato interno, ma anche al di fuori dell'Unione europea".

Il CESE chiede inoltre che si garantisca l'approvvigionamento di materie prime critiche quali il rame, il litio, il cobalto e le terre rare attraverso nuove strategie del mercato unico in materia di estrazione e riciclaggio. Raccomanda infine di salvaguardare le fonti di petrolio, carbone, gas, uranio, acqua, alimenti e mangimi, e di elaborare piani per il razionamento dell'energia, degli alimenti, dell'acqua e delle strutture igienico-sanitarie.