In un parere adottato nella sessione plenaria di marzo, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) sottolinea che l'energia eolica è una componente fondamentale della transizione verde, ed evidenzia la necessità di ampliare e modernizzare le reti energetiche, di introdurre criteri socio-ambientali nelle aste e di garantire un'ampia partecipazione dei cittadini.

Il CESE ha adottato una risoluzione in cui invita i cittadini dell'UE a votare alle elezioni europee. I tre relatori della risoluzione – i membri del CESE Christa Schweng, Cinzia del Rio e Ioannis Vardakastanis, in rappresentanza rispettivamente dei gruppi Datori di lavoro, Lavoratori e Organizzazioni della società civile – si sono rivolti all'unisono ai cittadini europei affinché esercitino il loro diritto democratico di votare ed eleggere rappresentanti che si impegnino per un'Europa unita, democratica, sostenibile e sociale. Per la rubrica "Una domanda a ..." abbiamo chiesto a ciascun relatore qual è la posta in gioco in questa elezione e perché tutti gli aventi diritto dovrebbero recarsi alle urne a giugno.

Il CESE ha adottato una risoluzione in cui invita i cittadini dell'UE a votare alle elezioni europee. I tre relatori della risoluzione – i membri del CESE Christa Schweng, Cinzia del Rio e Ioannis Vardakastanis, in rappresentanza rispettivamente dei gruppi Datori di lavoro, Lavoratori e Organizzazioni della società civile – si sono rivolti all'unisono ai cittadini europei affinché esercitino il loro diritto democratico di votare ed eleggere rappresentanti che si impegnino per un'Europa unita, democratica, sostenibile e sociale. Per la rubrica "Una domanda a ..." abbiamo chiesto a ciascun relatore qual è la posta in gioco in questa elezione e perché tutti gli aventi diritto dovrebbero recarsi alle urne a giugno.

Christa Schweng, ex Presidente del CESE e membro del gruppo Datori di lavoro

Le elezioni europee sono l'evento che consente ai cittadini europei di decidere chi guiderà la nostra Unione nei prossimi cinque anni. Questa volta le elezioni si svolgeranno in un contesto geopolitico in radicale mutamento, caratterizzato dalla guerra ingiustificata contro l'Ucraina sulla soglia di casa nostra. Paesi che in precedenza erano nemici stanno formando nuove alleanze e stanno diventando ostili al nostro modo di vivere. Lo stato della democrazia è quanto meno preoccupante, dato che si può osservare un arretramento delle democrazie a livello mondiale. Lo Stato di diritto e la libertà di stampa sono in declino, per citare solo due degli indicatori più comuni. In tutta Europa assistiamo a crescenti attacchi contro le democrazie liberali. In diversi Stati membri i valori europei fondamentali sono stati indeboliti, gli spazi della società civile limitati e le libertà dei media compresse.

La disinformazione e le notizie false provocano divisioni nella nostra società e portano alla sfiducia e all'odio.

L'UE si fonda sui valori comuni di democrazia, difesa dei diritti umani, libertà di espressione, Stato di diritto, tolleranza, giustizia, non discriminazione, uguaglianza, solidarietà e partecipazione democratica. Questi valori non dovrebbero mai essere dati per scontati; devono essere consolidati, difesi e protetti in permanenza.

Le elezioni europee rappresentano un'opportunità per dimostrare che teniamo alla democrazia e ai nostri valori fondamentali, ed è per questo che è importante che noi europei esercitiamo il nostro diritto di voto.

Cinzia Del Rio, membro del gruppo Lavoratori

Chiediamo ai cittadini di andare a votare per l'Europa, per il progetto europeo, per un'Europa più integrata e solidale. L'Unione europea si fonda su valori e principi, sullo Stato di diritto, sui diritti e sulla partecipazione, tutti fattori non negoziabili, in quanto rappresentano le fondamenta della nostra democrazia e sono gli elementi chiave del nostro modello di crescita inclusiva e sostenibile. E dobbiamo rendere sicure le nostre fondamenta democratiche.

Oggi l'Europa ha nuove sfide da affrontare:

  • deve far fronte a un contesto geopolitico frammentato e caratterizzato da conflitti, con nuovi attori e concorrenti economici e politici a livello mondiale;
  • deve sostenere la triplice transizione verde, digitale e demografica, nonché i cambiamenti tecnologici, l'innovazione e lo sviluppo dell'IA con un approccio incentrato sulla persona, coinvolgendo nel contempo i giovani in tali processi;
  • deve sviluppare una politica industriale comune europea rinnovata, insieme a nuovi strumenti finanziari comuni;
  • deve garantire gli investimenti sociali per attuare pienamente il pilastro europeo dei diritti sociali, migliorare la coesione sociale, creare posti di lavoro di qualità e combattere la povertà, le disuguaglianze e l'esclusione sociale.

Nessun paese europeo può fare tutto questo da solo. Invitiamo i cittadini a esercitare il loro diritto di voto per garantire una maggiore integrazione dell'Unione europea, al fine di poter costruire una pace duratura, impegnarsi per essa e sostenere il nostro modello economico e sociale.

Ioannis Vardakastanis, membro del gruppo Organizzazioni della società civile

Le prossime elezioni del Parlamento europeo sono estremamente importanti per il futuro della nostra Unione e del nostro continente nel suo complesso. La posta in gioco è l'essenza stessa dell'UE: la nostra unità, la democrazia, la competitività, la sostenibilità e la giustizia sociale. È fondamentale che i cittadini dell'UE esercitino il loro diritto di voto, in quanto il Parlamento dà forma direttamente all'UE di domani.

L'UE simboleggia la cooperazione e le opportunità, garantendo pace, democrazia, inclusività e prosperità. Tuttavia i mutamenti che i cittadini devono affrontare – tra cui l'aumento del costo della vita e dei costi energetici, i cambiamenti climatici e i conflitti – hanno ingenerato negli europei una crescente insicurezza; queste sfide richiedono soluzioni paneuropee unitarie.

Il nazionalismo non offre alcuna risposta. Abbiamo bisogno di collaborazione, di solidarietà e di un dialogo civile efficace per affrontare tali questioni e mantenere i nostri valori democratici. L'UE deve inoltre assumere un ruolo guida a livello mondiale, promuovendo la pace, il multilateralismo e la protezione dell'ambiente. La transizione verso un'economia verde e digitale è indispensabile. L'inclusività è fondamentale. Tutti i cittadini devono essere messi in condizione di partecipare alla definizione del loro futuro. In quanto membri del Comitato economico e sociale europeo, siamo impegnati per questi principi. Il vostro voto è fondamentale per plasmare il futuro della nostra Unione. Uniamoci per un'UE democratica, competitiva, sostenibile e sociale. Il vostro voto è importante: usatelo per dar vita a futuro europeo più luminoso!

Il testo della risoluzione è disponibile sulla pagina web speciale del CESE dedicata alle elezioni europee.

In questo numero diamo spazio a Carlos Trindade, membro del CESE e relatore del parere sul tema Salvaguardare la democrazia dalla disinformazione. Alla vigilia delle elezioni europee Trindade descrive i danni che la disinformazione può arrecare alla democrazia e ci dà indicazioni su come combatterla se vogliamo vivere in una vera democrazia.

In questo numero diamo spazio a Carlos Trindade, membro del CESE e relatore del parere sul tema Salvaguardare la democrazia dalla disinformazione. Alla vigilia delle elezioni europee Trindade descrive i danni che la disinformazione può arrecare alla democrazia e ci dà indicazioni su come combatterla se vogliamo vivere in una vera democrazia.

Aperte le candidature per la 3ª edizione dei premi dell'UE per la produzione biologica, il bando si chiuderà il 12 maggio 2024.

Aperte le candidature per la 3ª edizione dei premi dell'UE per la produzione biologica, il bando si chiuderà il 12 maggio 2024.

I premi dell'UE per la produzione biologica rappresentano un riconoscimento ai diversi attori della catena del valore della produzione biologica che hanno dato vita a progetti innovativi, sostenibili e stimolanti, capaci di creare un reale valore aggiunto per la produzione e il consumo di alimenti biologici.

La cerimonia di premiazione è prevista il 23 settembre 2024, Giornata europea della produzione biologica.

Per partecipare, occorre presentare la candidatura online entro il 12 maggio 2024, ore 23:59:59 CEST.

"Freedom is just another word for nothing left to lose…" [Libertà è solo un'altra parola per dire che non hai più niente da perdere], sono le parole di "Me and Bobby McGee", una canzone country molto popolare scritta da Kris Kristofferson nel 1969 e interpretata da molti artisti, da Janis Joplin a Kenny Rogers. Ma oggi, in Europa, a differenza del testo della canzone, libertà significa che abbiamo molto da perdere se non lottiamo per difenderla. Specialmente in Ungheria.

"Freedom is just another word for nothing left to lose…" [Libertà è solo un'altra parola per dire che non hai più niente da perdere], sono le parole di "Me and Bobby McGee", una canzone country molto popolare scritta da Kris Kristofferson nel 1969 e interpretata da molti artisti, da Janis Joplin a Kenny Rogers. Ma oggi, in Europa, a differenza del testo della canzone, libertà significa che abbiamo molto da perdere se non lottiamo per difenderla. Specialmente in Ungheria.

Ci si abitua presto alle cose belle, e non ci si guarda indietro per apprezzare conquiste come la libertà di viaggio, la libertà di stampa, la libertà di lavoro o la libertà di studio in tutta Europa. Le persone della mia generazione (sono un boomer nato alla fine degli anni 1950, quando l'Ungheria faceva ancora parte del Patto di Varsavia) ricordano bene la lunga strada che ci ha condotto alla libertà di oggi, dalla caduta del muro di Berlino all'adesione dell'Ungheria all'UE, la famiglia delle nazioni libere, nel 2004. Ci sono voluti quattordici anni dalla caduta del comunismo fino a che il nostro paese, insieme a Cechia, Slovacchia e Polonia, è riuscito a entrare nell'UE. Oggi mi sembra che da quattordici anni l'Ungheria a poco a poco regredisca e resti indietro, passando da una situazione in cui era all'avanguardia delle libertà civili e della libertà di stampa, all'inizio degli anni Novanta, fino ad arrivare al populismo, all'autocrazia e alla dittatura costituzionale di oggi, il che rappresenta di per sé una contraddizione.

Il governo di Budapest ha praticamente dichiarato guerra ai valori comuni europei: la sua narrazione addita "Bruxelles" come il nemico e dipinge l'UE come il diavolo in persona. Questa situazione va avanti da quasi 14 anni e dimostra la difficoltà di sostenere qualsiasi campagna filoeuropea, da parte dell'opposizione (o di ciò che ne resta) o della società civile e delle ONG (anche in questo caso, di ciò che ne resta). Noi però non ci arrendiamo – non intendiamo lasciare che i valori europei siano gettati alle ortiche solo perché alcuni politici ungheresi hanno deciso di ballare al ritmo di una musica che viene da lontano, forse dal Cremlino.

I recenti sondaggi in Ungheria mostrano che quasi il 68-70 % della popolazione in età di voto ancora sostiene, e sfrutta, i vantaggi connessi all'Unione europea e ai valori comuni europei. Il punto è se queste stesse persone saranno disposte ad andare a votare in massa il 9 giugno 2024. In Ungheria, le elezioni europee si svolgono lo stesso giorno delle elezioni comunali e, con il malcontento che cresce nel paese, le prospettive non appaiono negative. Un voto di protesta contro le politiche del governo sarà anche un voto a favore dell'Europa.

Mihály Hardy è un giornalista ungherese, caporedattore di Klubrádió

Su invito della presidenza belga del Consiglio dell'UE, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha formulato raccomandazioni di cruciale importanza per stimolare la coesione sociale, gestire il debito e dare priorità agli investimenti nell'assistenza sanitaria e nell'occupazione in ogni parte d'Europa. Il CESE ha in particolare espresso la preoccupazione che le ristrettezze dei bilanci possano rallentare i progressi nella lotta contro la povertà e i cambiamenti climatici.

Su invito della presidenza belga del Consiglio dell'UE, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha formulato raccomandazioni di cruciale importanza per stimolare la coesione sociale, gestire il debito e dare priorità agli investimenti nell'assistenza sanitaria e nell'occupazione in ogni parte d'Europa. Il CESE ha in particolare espresso la preoccupazione che le ristrettezze dei bilanci possano rallentare i progressi nella lotta contro la povertà e i cambiamenti climatici.

Il CESE ha la formulato le sue raccomandazioni nel parere intitolato Promuovere una crescita inclusiva a lungo termine attraverso riforme e investimenti, che nella sessione plenaria di marzo i suoi membri hanno prima adottato e poi discusso in un dibattito ad alto livello con il commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali Nicolas Schmit e la ministra belga delle Pensioni e dell'integrazione sociale Karine Lalieux.

Nel parere il CESE ha posto l'accento sulla necessità di allineare tra loro i quadri pertinenti già in essere, quali il semestre europeo e il pilastro europeo dei diritti sociali. Da parte loro, gli oratori intervenuti nel dibattito hanno sottolineato che occorre spingere più in là l'Europa sociale e affrontare questioni urgenti quali il divario pensionistico di genere e l'inclusione digitale. Il convegno ad alto livello sul pilastro europeo dei diritti sociali, che si terrà a breve in Belgio, è un'ulteriore dimostrazione dell'impegno del CESE a promuovere l'attuazione di questo strumento.

Le proposte del Comitato sottolineano l'importanza di impiegare in modo efficiente le risorse finanziarie, di coinvolgere le parti sociali e la società civile nei processi decisionali e di garantire una duplice transizione verde e digitale giusta. L'inclusività è un tema centrale, così come la massimizzazione dell'impatto degli investimenti sociali in parallelo con la promozione della stabilità economica e della coesione sociale nell'UE. (tk)

L'ospite a sorpresa di questo numero è Danuta Hübner, deputata al Parlamento europeo e membro del PPE, che ci elencherà tutti i motivi che rendono le elezioni del 2024 una vera e propria battaglia per l'Europa e che devono spingere i partiti politici a farsi carico della grande responsabilità di incoraggiare i loro potenziali elettori a recarsi alle urne. Nel 2024 non possiamo permetterci di lasciare ad altri la scelta di chi ci rappresenterà nelle decisioni a livello europeo: questa volta la posta in gioco è troppo grande.

L'ospite a sorpresa di questo numero è Danuta Hübner, deputata al Parlamento europeo e membro del PPE, che ci elencherà tutti i motivi che rendono le elezioni del 2024 una vera e propria battaglia per l'Europa e che devono spingere i partiti politici a farsi carico della grande responsabilità di incoraggiare i loro potenziali elettori a recarsi alle urne. Nel 2024 non possiamo permetterci di lasciare ad altri la scelta di chi ci rappresenterà nelle decisioni a livello europeo: questa volta la posta in gioco è troppo grande. 

Ogni cinque anni i cittadini europei si recano alle urne per eleggere i loro rappresentanti al Parlamento europeo, l'unica istituzione dell'Unione europea a elezione diretta. Quest'anno saranno eletti 720 deputati, che prenderanno parte ai lavori della decima legislatura. Nel corso del loro mandato quinquennale i deputati svolgeranno un ruolo decisivo non solo per plasmare l'Europa, le sue istituzioni e le sue politiche, ma anche per definire il suo ruolo in uno scenario mondiale polarizzato e per affermare il suo impegno a favore di valori comuni.

Ogni cinque anni i cittadini europei si recano alle urne per eleggere i loro rappresentanti al Parlamento europeo, l'unica istituzione dell'Unione europea a elezione diretta. Quest'anno saranno eletti 720 deputati, che prenderanno parte ai lavori della decima legislatura. Nel corso del loro mandato quinquennale i deputati svolgeranno un ruolo decisivo non solo per plasmare l'Europa, le sue istituzioni e le sue politiche, ma anche per definire il suo ruolo in uno scenario mondiale polarizzato e per affermare il suo impegno a favore di valori comuni.

Tutte le consultazioni elettorali sono importanti, perché costituiscono il fondamento della democrazia. Sappiamo però che non basta indire elezioni per avere un sistema democratico. È sufficiente guardarsi intorno per vedere governi democraticamente eletti che, nell'esercitare i loro poteri democratici, distorcono lo Stato di diritto. Le consultazioni elettorali, anche se organizzate in modo corretto e nel rispetto delle libertà, non rappresentano l'unica garanzia di un sistema democratico, così come non sono l'unico fattore a determinare la democrazia. È per questo motivo che gli elettori dovrebbero impegnarsi attivamente nelle consultazioni.

Gli ultimi cinque anni sono stati caratterizzati da una serie di sfide che hanno quasi messo in discussione l'esistenza stessa dell'Unione europea. Abbiamo dovuto affrontare la Brexit e le sue conseguenze, a cui si sono poi aggiunte la pandemia di COVID-19 e l'invasione brutale ed efferata dell'Ucraina da parte della Russia, con le relative sfide economiche, tra cui la crisi energetica e l'impennata dell'inflazione. Abbiamo affrontato tutti questi sconvolgimenti inattesi senza desistere dal nostro obiettivo fondamentale di realizzare la duplice transizione verso un'economia verde e digitale competitiva. Il modificarsi del contesto geopolitico ha spinto l'UE e i paesi partner democratici a imporre pesanti sanzioni alla Russia, ad agire per non correre più il rischio di dipendere dalla Cina e a cementare come mai prima le relazioni con gli Stati Uniti. L'Unione ha inoltre dato avvio al primo programma per l'industria europea della difesa, che porterà i suoi frutti negli anni a venire.

Le elezioni del 2024 saranno una vera e propria battaglia per l'Europa. La campagna elettorale dovrà rispondere alle aspettative dei cittadini, il cui ruolo nel processo decisionale europeo va rispettato. Non c'è alcun dubbio che temi come la migrazione, i cambiamenti climatici e il sostegno all'Ucraina nella difesa del suo territorio dall'aggressione russa riguardano tutti noi che abbiamo a cuore la libertà, la democrazia e la pace. I candidati eletti non dovranno lesinare gli sforzi per assicurare l'effettivo rilancio della politica di allargamento. Nei dibattere con i candidati sul compito che li attende per i prossimi cinque anni, bisogna far loro capire che, se eletti, dovranno tenere presente che l'Unione europea fa parte di un mondo che si sta sfaldando, diviso tra democrazie e regimi autoritari. Il 2024 è un anno di elezioni in tutto il mondo: saranno 4 miliardi le persone chiamate alle urne in un gran numero di paesi.

Noi europei presteremo grande attenzione alla scelta che i cittadini statunitensi faranno quando voteranno per eleggere il loro Presidente. Le relazioni transatlantiche sono un tema importante nei dibattiti elettorali europei. Gli esponenti politici europei e i loro partiti devono adoperarsi senza sosta per dialogare con i cittadini e incoraggiarli a far sentire la loro voce, perché l'incertezza geopolitica rende tale partecipazione più importante che mai. I candidati alle elezioni militano all'interno di partiti politici che hanno spesso posizioni diverse su questioni d'importanza fondamentale per la nostra vita. Possiamo avere voce in capitolo e imprimere un segno sul futuro dell'Europa – ossia sul nostro futuro – solo se noi, i cittadini, prendiamo parte ai dibattiti con i candidati e andiamo poi a votare. Talvolta proviamo rabbia e frustrazione, ma è proprio per questo che la nostra partecipazione attiva al dialogo preelettorale con i partici politici è così importante.

Nel 2019, per la prima volta nella storia, l'affluenza alle elezioni europee ha superato di poco la barra del 50 %, ed è stato il voto dei giovani europei che ha contribuito ad aumentare la percentuale di affluenza. Da un lato, è una buona notizia che la metà delle persone aventi diritto di voto si sia recata alle urne ma, dall'altro, questo significa che l'altra metà ha disertato le elezioni. Nel 2024 non possiamo permetterci di lasciare ad altri la scelta di chi ci rappresenterà nell'iter decisionale e legislativo europeo. La scarsa affluenza riduce la legittimità di coloro che risultano eletti e ne pregiudica il ruolo in seno al Parlamento europeo. I partiti politici hanno la grande responsabilità di incoraggiare i loro potenziali elettori a recarsi alle urne.

Da decenni gli europei considerano il proprio governo nazionale come il loro rappresentante nell'UE. Le elezioni del 2024 offrono l'opportunità per dimostrare il reale potere del Parlamento europeo in quanto portavoce dei cittadini. Anche in queste elezioni ci saranno persone che avranno per la prima volta il diritto di votare, e in cinque Stati membri saranno giovani di 16 anni. I giovani si aspettano dai politici cose diverse; lo abbiamo capito durante la Conferenza sul futuro dell'Europa e lo vediamo adesso negli incontri di follow-up organizzati dalla Commissione europea. I responsabili politici dovrebbero vedere nelle prossime elezioni europee un'opportunità per dare inizio al cammino che forgerà una nuova generazione di elettori e una nuova classe politica, promuoverà un'educazione politica trasparente e rafforzerà l'identità europea e la fiducia dei cittadini.

La strategia di comunicazione del Parlamento europeo per le elezioni europee del 2024 punta a sensibilizzare chi tende ad astenersi e chi potrà votare per la prima volta, creando sinergie (ad esempio, con i media, le ONG, le imprese e i singoli cittadini) e sostenendo l'impegno civico delle persone e organizzazioni europee che, indipendentemente dal loro orientamento politico, mettono l'accento sull'importanza di andare a votare.

Siamo già testimoni di ingerenze esterne nelle elezioni europee e di operazioni ibride che hanno lo scopo di disinformare e di distruggere la fiducia nelle istituzioni e nei responsabili politici, oltre a divulgare narrazioni divisive. Gli interventi di questo tipo aumenteranno man mano che la data delle elezioni si avvicina, si moltiplicheranno nei giorni del voto e proseguiranno patologicamente nella fase post-elettorale. Le leggi contro la disinformazione vanno applicate, ma le azioni a livello nazionale ed europeo non saranno sufficienti. Ci sarà bisogno di finanziamenti significativi a sostegno di un approccio che coinvolga tutta la società per smascherare la disinformazione e i suoi autori, perché questi intrighi si ripercuotono sulla vita quotidiana dei popoli e sulle loro scelte strategiche.

La posta in gioco di queste elezioni è il destino della democrazia, della libertà e della sicurezza. Andare a votare è importante.

Danuta Hübner, deputata al Parlamento europeo (gruppo PPE)

Sempre più europei temono di non essere in grado di reperire alloggi dignitosi e a prezzi per loro accessibili, e di ritrovarsi esposti ai seguenti rischi: alloggi inadeguati, pressioni finanziarie, insicurezza abitativa e persino deprivazione abitativa. Il problema degli alloggi economicamente inaccessibili può infatti ripercuotersi sulla salute e sul benessere delle persone, comportare disuguaglianze in termini di condizioni di vita e di opportunità e tradursi in costi sanitari maggiori, minore produttività e danni ambientali.

Sempre più europei temono di non essere in grado di reperire alloggi dignitosi e a prezzi per loro accessibili, e di ritrovarsi esposti ai seguenti rischi: alloggi inadeguati, pressioni finanziarie, insicurezza abitativa e persino deprivazione abitativa. Il problema degli alloggi economicamente inaccessibili può infatti ripercuotersi sulla salute e sul benessere delle persone, comportare disuguaglianze in termini di condizioni di vita e di opportunità e tradursi in costi sanitari maggiori, minore produttività e danni ambientali.

Un convegno, organizzato di recente dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) a Bruxelles, ha lanciato un chiaro avvertimento: la crisi degli alloggi in Europa si sta aggravando e sta provocando una serie di effetti collaterali.

Secondo un recente studio di Eurofound, la crisi abitativa colpisce in particolare i giovani, impedendo loro di uscire dalla famiglia di origine. L’età in cui almeno il 50 % delle persone nell’UE viveva fuori dalla casa dei genitori è aumentata da 26 a 28 anni tra il 2007 e il 2019. Tra il 2010 e il 2019 Spagna, Croazia, Italia, Cipro, Belgio, Grecia e Irlanda hanno registrato i maggiori aumenti del numero di persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni che vivevano con i genitori.

In questi ultimi anni il CESE ha cercato di richiamare l'attenzione sul problema della penuria di alloggi, che interessa tutta l'UE. Nel 2020 il Comitato ha adottato un parere sul tema Accesso universale a un alloggio dignitoso, sostenibile ed economicamente accessibile sul lungo periodo, elaborato dai membri Raymond Hencks e András Edelényi, e ha raccomandato l'adozione di un piano d'azione europeo in materia di alloggi.

Con le raccomandazioni formulate in questo convegno, il CESE intende dare impulso politico al dibattito e garantire che la crisi degli alloggi nell'UE figuri nell'agenda 2024-2029 del nuovo Parlamento europeo e della nuova Commissione. L'Unione europea deve mobilitare le risorse necessarie per far fronte alla carenza di disponibilità di alloggi dignitosi e a prezzi accessibili. (mp)