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The EESC brings together representatives from all areas of organised civil society, who give their independent advice on EU policies and legislation. The EESC's326 Members are organised into three groups: Employers, Workers and Various Interests.
The EESC has six sections, specialising in concrete topics of relevance to the citizens of the European Union, ranging from social to economic affairs, energy, environment, external relations or the internal market.
A cura del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE
Il 25 marzo, dalle 14:30 alle 18:00 CET, il gruppo Organizzazioni della società civile del CESE terrà a Bruxelles un convegno inteso a esaminare in che modo l'UE nel suo insieme e i singoli Stati membri possano lavorare per un dialogo civile e una democrazia partecipativa sostenibili ed efficaci.
A cura del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE
Il 25 marzo, dalle 14:30 alle 18:00 CET, il gruppo Organizzazioni della società civile del CESE terrà a Bruxelles un convegno inteso a esaminare in che modo l'UE nel suo insieme e i singoli Stati membri possano lavorare per un dialogo civile e una democrazia partecipativa sostenibili ed efficaci.
Al convegno interverranno tra gli altri le seguenti personalità esterne:
Pedro Silva Pereira, vicepresidente del Parlamento europeo, supplente della Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola per i contatti con le organizzazioni della società civile che rappresentano i cittadini
S.E. Willem van de Voorde, rappresentante permanente del Belgio presso l'Unione europea.
Nel corso del convegno saranno presentate due recenti iniziative:
una lettera aperta, redatta su impulso del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE e di Civil Society Europe e sottoscritta da 156 firmatari provenienti da 26 Stati membri dell'Unione, nella quale si invitano le principali istituzioni dell'UE ad adottare misure concrete per dare vita a un dialogo franco, trasparente e regolare con le organizzazioni della società civile in tutti gli ambiti d'intervento delle politiche europee.
Il convegno, che offrirà l'occasione di riflettere sui modi di attuare le misure proposte da queste e da altre iniziative, oltre a riunire i rappresentanti dei soggetti istituzionali pertinenti si rivolge anche a un uditorio più ampio;
sarà infatti aperto alla partecipazione del pubblico: basterà registrarsi per potervi partecipare attivamente, in loco oppure a distanza, dato che l'evento sarà trasmesso in streaming.
Per avere ulteriori informazioni, conoscere il programma indicativo del convegno, registrarsi e seguire l'evento in streaming, si prega di consultare la pagina Internet dedicata.
a cura di Antonello Pezzini, delegato della commissione consultiva per le trasformazioni industriali del CESE ed ex membro del gruppo Datori di lavoro del CESE
a cura di Antonello Pezzini, delegato della commissione consultiva per le trasformazioni industriali del CESE ed ex membro del gruppo Datori di lavoro del CESE
Lo scorso gennaio il commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton, ha ribadito la necessità di consolidare un mercato interno della difesa per garantire la nostra sicurezza. "Abbiamo iniziato fornendo munizioni all'Ucraina", ha dichiarato Breton. "Ora dobbiamo ampliare questo approccio per includere un programma industriale europeo di difesa su larga scala in grado di sostenere l'espansione della base industriale europea e sviluppare le infrastrutture necessarie per proteggere le aree contese."
Il CESE ha avuto l'opportunità di ribadire, in più occasioni, la necessità di sostenere il lancio di un Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa (EDIDP), con l'obiettivo di realizzare un sistema inter-operativo integrato di difesa comune.
Questo obiettivo appare quanto mai urgente, visto l'attuale scenario geopolitico che ci induce a potenziare l'autonomia strategica di difesa dell'Europa e a sviluppare una solida base industriale e tecnologica comune.
Occorre che l'EDIDP sia inquadrato in una visione strategica industriale comune, che sappia procedere verso una integrazione effettiva di produttori e utilizzatori europei, con la partecipazione di almeno tre Stati membri.
Emerge e acquista spazio la necessità di un dialogo strutturato a livello europeo, in sinergia e coordinamento con la NATO e un consiglio dei ministri della Difesa, in grado di fornire una guida politica duratura e un forum comune per la consultazione e l'adozione di decisioni.
Nelle disposizioni normative devono essere assicurati: un equilibrio tra paesi grandi e paesi piccoli, una quota del 20 % di partecipazione delle imprese minori, azioni formative di personale qualificato e di nuovi profili professionali, la riqualificazione del personale in esubero o obsoleto.
È il momento di ampliare e rafforzare questo approccio, per includere un programma industriale di difesa europeo su larga scala in grado di sostenere l'espansione della base industriale europea, con lo sviluppo di "prodotti a duplice uso", ossia prodotti, inclusi il software e le tecnologie, che possono avere un utilizzo sia civile sia militare e comprendono i prodotti che possono essere impiegati per la progettazione, lo sviluppo, la produzione o l'uso di armi, chimiche o biologiche, e dei loro vettori.
Per la versione integrale dell'articolo di Antonello Pezzini si rimanda al notiziario del gruppo Datori di lavoro: https://europa.eu/!yKMPTk.
Nel corso di un dibattito con Dubravka Šuica, vicepresidente della Commissione europea e commissaria per la Democrazia e la demografia, il CESE ha chiesto la definizione di una strategia per il dialogo civile quale primo passo verso il rafforzamento del ruolo della società civile e della partecipazione dei cittadini al processo di elaborazione delle politiche dell'UE.
Nel corso di un dibattito con Dubravka Šuica, vicepresidente della Commissione europea e commissaria per la Democrazia e la demografia, il CESE ha chiesto la definizione di una strategia per il dialogo civile quale primo passo verso il rafforzamento del ruolo della società civile e della partecipazione dei cittadini al processo di elaborazione delle politiche dell'UE.
Nel parere si sottolinea che è necessario rafforzare quanto prima l'attuazione dell'articolo 11 del Trattato sull'Unione europea (TUE), in virtù del quale le istituzioni condividono la responsabilità di assicurare che la società civile organizzata partecipi attivamente all'elaborazione della legislazione dell'UE.
Questa attuazione rafforzata darebbe seguito alle conclusioni della Conferenza sul futuro dell'Europa, un'iniziativa di portata storica e un importante esercizio democratico nel cui ambito si è svolta una serie di dibattiti guidati dai cittadini su questioni di diretto interesse per la loro vita quotidiana.
"Possiamo trovarci tutti d'accordo sulla necessità che si presti ascolto alla voce dei cittadini anche al di là dei periodi di consultazioni elettorali. Tutti noi, al lavoro nelle istituzioni e negli altri organi dell'UE, dobbiamo riuscire a coinvolgere meglio la società civile in un dialogo denso di contenuti che non si limiti alla semplice informazione e consultazione", ha sottolineato il Presidente del CESE Oliver Röpke.
Costruire un'Unione più trasparente, più inclusiva e più democratica richiede un impegno civico più forte e un solido partenariato tra le istituzioni dell'UE e gli organi di governo a livello nazionale. "I nostri sforzi congiunti faranno sì che l'UE rimanga un faro che irradia speranza e un modello di democrazia partecipativa per il mondo intero", è il messaggio della commissaria europea Šuica.
Il relatore Pietro Barbieri ha evidenziato come "con questo parere il CESE inviti le istituzioni europee a compiere un passo avanti concreto, e cioè ad adottare una strategia per il dialogo civile che dia attuazione a un piano d'azione e a un accordo interistituzionale che coinvolga tutti i livelli dell'UE. L'impegno del CESE è il segnale di una necessità urgente che non tollera rinunce né rinvii".
La correlatrice del parere Miranda Ulens ha aggiunto: "Abbiamo già adottato buone pratiche in materia di dialogo sociale. Le proposte che abbiamo presentato garantiranno che si possa dare ascolto anche ai punti di vista di altre organizzazioni legittime e rappresentative. Costruiamo un'Europa autentica e democratica per i suoi cittadini! #TogetherStrong! [#FortiInsieme!]" (ll)
Promuovere una crescita inclusiva a lungo termine attraverso riforme e investimenti
In un convegno ad alto livello, il CESE, la casa della società civile organizzata dell'UE, ha lanciato l'allarme: la penuria di alloggi dignitosi e a prezzi accessibili è motivo di crescente preoccupazione, in particolare per i gruppi vulnerabili e i giovani, e l'Unione europea deve mobilitare le risorse necessarie per affrontare questa emergenza.