In questo numero:

  • La #CivSocWeek è in arrivo! Si terrà dal 4 al 7 marzo.
  • Per Emilie Prouzet, il cammino da seguire sarà tracciato dalla competitività a lungo termine e da una mappatura dei fattori e degli attori pertinenti
  • Ana Gomes: L'ascesa dell'estrema destra in Europa – le cause e le misure necessarie per sconfiggerla
  • Ucraina, due anni dopo

In questo numero:

  • La #CivSocWeek è in arrivo! Si terrà dal 4 al 7 marzo.
  • Per Emilie Prouzet, il cammino da seguire sarà tracciato dalla competitività a lungo termine e da una mappatura dei fattori e degli attori pertinenti
  • Ana Gomes: L'ascesa dell'estrema destra in Europa – le cause e le misure necessarie per sconfiggerla
  • Ucraina, due anni dopo

A cura di Pietro Vittorio BARBIERI

L'adozione di un parere sul tema del dialogo civile non può mettere la parola fine al processo, anche se rappresenta indubbiamente un passo avanti di fondamentale importanza, visto che il testo è stato elaborato su richiesta della presidenza belga del Consiglio dell'UE e potrebbe quindi essere inserito nell'agenda di lavoro dell'Unione europea.

A cura di Pietro Vittorio BARBIERI

L'adozione di un parere sul tema del dialogo civile non può mettere la parola fine al processo, anche se rappresenta indubbiamente un passo avanti di fondamentale importanza, visto che il testo è stato elaborato su richiesta della presidenza belga del Consiglio dell'UE e potrebbe quindi essere inserito nell'agenda di lavoro dell'Unione europea.

Più che illustrare il parere, è probabilmente più utile comprendere l'iter della sua elaborazione. Il dialogo civile è prima di tutto un'agorà in cui i cittadini possono discutere dei loro programmi e obiettivi, e dove le parti interessate istituzionali e non istituzionali si incontrano su un piano di parità.

Oggi più che mai è necessario difendere la democrazia rappresentativa dai tentativi illiberali di minarla. Le diverse forme in cui si incarna il populismo suscitano profonda preoccupazione, poiché stanno erodendo lo spazio riservato alla partecipazione civile. Ecco perché dare attuazione all'articolo 11 del TUE è al contempo essenziale e urgente. All'epoca in cui tale articolo fu redatto, si aveva ben chiara l'idea che la democrazia liberale richiede la partecipazione dei corpi intermedi, come le parti sociali e le organizzazione della società civile. Questi organismi trasmettono le opinioni e i punti di vista dei cittadini: imprenditori a capo di grandi aziende o di PMI, lavoratori, professionisti, consumatori, appartenenti a minoranze quali migranti, persone con disabilità e Rom, e anche tutti coloro che partecipano alle attività di associazioni europee e internazionali di difesa dei diritti umani. "La libertà, la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto sono tra i valori fondanti dell'Unione europea. Questi valori sono sanciti dai Trattati europei e definiscono la nostra identità. Eppure negli ultimi anni sono stati oggetto di forti pressioni. L'Europa ha dovuto far fronte a crisi senza precedenti, che hanno amplificato le disuguaglianze sociali ed economiche, mettendo a dura prova la fiducia dei cittadini dell'UE nelle istituzioni democratiche", ha affermato il nuovo Presidente del CESE Oliver Röpke nel suo discorso di insediamento. Il dialogo civile ha un'importanza cruciale nel dare risposte a queste sfide e, come sottolineato dal nuovo Presidente riferendosi al CESE in quanto parte integrante dell'architettura istituzionale dell'UE, le porte delle istituzioni europee devono rimanere sempre aperte per ascoltare i messaggi che i cittadini vogliono farci pervenire.

Il dibattito in seno al gruppo di studio incaricato di redigere il parere è stato un buon esempio di dialogo civile, nel quale ciascun partecipante ascolta il punto di vista dell'altro e tutti insieme arrivano a un consenso sulla formulazione, il contenuto e le finalità del testo.

Abbiamo definito di comune accordo una serie di richieste da sottoporre all'attenzione delle istituzioni europee al fine di rafforzare il dialogo civile, con l'obiettivo di raggiungere un accordo interistituzionale che serva da base per una strategia e un piano d'azione.

Si tratta di un progresso, un passo avanti come tanti altri che il CESE ha compiuto dal 1999 grazie ai dibattiti interni che si sono svolti tra le diverse entità che rappresenta. Tuttavia, ora occorre attuare e sostenere questa iniziativa e instradarla lungo il cammino verso l'adozione da parte dell'Unione europea.

L'ospite a sorpresa di questa edizione è la diplomatica e politica portoghese Ana Gomes, membro del Partito socialista portoghese. Ana Gomes si occupa di temi quali il pericolo del populismo, l'ascesa dei partiti di estrema destra e la necessità di combattere questi fenomeni e difendere i valori europei.

L'ospite a sorpresa di questa edizione è la diplomatica e politica portoghese Ana Gomes, membro del Partito socialista portoghese. Ana Gomes si occupa di temi quali il pericolo del populismo, l'ascesa dei partiti di estrema destra e la necessità di combattere questi fenomeni e difendere i valori europei.

Diplomatica di carriera dal 1980, Ana Gomes ha svolto numerose funzioni, ricoprendo cariche anche presso le Nazioni Unite a Ginevra e a New York. Nel 1999 è stata a capo della Rappresentanza di interessi portoghese e poi, fino al 2003, ambasciatrice a Giacarta, dove ha svolto un ruolo attivo nel processo che ha portato all'indipendenza di Timor Leste e nel ripristino delle relazioni diplomatiche tra Portogallo e Indonesia. 

Deputata al Parlamento europeo dal 2004 al 2019, è stata particolarmente attiva in seno al Parlamento europeo nell'ambito delle relazioni esterne, dei diritti umani, della sicurezza e difesa, dello sviluppo internazionale, della parità di genere e della lotta contro l'evasione fiscale, il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

Nel 2021 si è candidata come esponente del Partito socialista alle elezioni presidenziali contro il presidente uscente Marcelo Rebelo de Sousa, riuscendo a conquistare il secondo posto e posizionandosi davanti al candidato del partito di estrema destra, Chega.

Oggi porta avanti il suo impegno politico come attivista per i diritti umani, l'integrità e la trasparenza nella vita pubblica, e sostenitrice della lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. Conduce inoltre un programma televisivo settimanale di attualità sul canale televisivo portoghese SIC Notícias (Il parere di Ana Gomes).

Siamo lieti di ospitare il contributo del membro del CESE Pietro Vittorio Barbieri, il quale ha condiviso con noi il suo punto di vista sull'importanza del dialogo civile e di far sì che esso abbia il posto che gli spetta nell'agenda europea.

Siamo lieti di ospitare il contributo del membro del CESE Pietro Vittorio Barbieri, il quale ha condiviso con noi il suo punto di vista sull'importanza del dialogo civile e di far sì che esso abbia il posto che gli spetta nell'agenda europea.

Abbiamo chiesto a Tetyana Ogarkova, una giornalista ucraina che vive a Kiev, di cogliere per noi attraverso un'immagine-simbolo la situazione odierna dell'Ucraina, a due anni dall'invasione russa iniziata il 24 febbraio 2022. Ogarkova ha scelto di inviarci una foto che ha scattato mentre viaggiava nel paese per sostenere le truppe ucraine. Ecco la foto che vuole condividere con i nostri lettori e di cui vuole raccontare la storia.

Abbiamo chiesto a Tetyana Ogarkova, una giornalista ucraina che vive a Kiev, di cogliere per noi attraverso un'immagine-simbolo la situazione odierna dell'Ucraina, a due anni dall'invasione russa iniziata il 24 febbraio 2022. Ogarkova ha scelto di inviarci una foto che ha scattato mentre viaggiava nel paese per sostenere le truppe ucraine. Ecco la foto che vuole condividere con i nostri lettori e di cui vuole raccontare la storia.

Tetyana Ogarkova ha un dottorato in letteratura conseguito presso l'Università Paris XII Val-de-Marne e insegna all'Università Mohyla di Kiev. Lavora come giornalista e dirige il dipartimento per le relazioni con i media internazionali dell'Ukraine Crisis Media Center. Vive a Kiev.

© Tetyana Ogarkova

Una casa in rovina nel villaggio di Vremivka, nei pressi di Nova Novosilka, l'epicentro della controffensiva ucraina dell'estate 2023.

Una casa in rovina nel villaggio di Vremivka, nei pressi di Nova Novosilka, l'epicentro della controffensiva ucraina dell'estate 2023.

In questi villaggi della steppa ucraina, situati all'intersezione di tre regioni (quelle di Donetsk, di Dnipropetrovsk e di Zaporizhzhia) e lontano dalle grandi città, vivono i discendenti dei greci del Ponto fatti trasferire qui dalla Crimea fin dal XVIII secolo. Gli abitanti hanno resistito all'offensiva russa del 2022, ma il prezzo da pagare è stata la distruzione completa degli edifici da parte dell'artiglieria nemica. In questo luogo strategico, che potrebbe rappresentare la chiave di volta per liberare le coste del Mare d'Azov, l'Ucraina mantiene la posizione, a due anni dall'inizio dell'invasione russa.

Dal 4 marzo 2024 sono aperte le candidature per la terza edizione dei Premi dell'UE per la produzione biologica.

Dal 4 marzo 2024 sono aperte le candidature per la terza edizione dei Premi dell'UE per la produzione biologica.

I Premi dell'UE per la produzione biologica ricompensano ogni anno le eccellenze nella catena del valore del biologico. Quest'anno la cerimonia di premiazione si terrà il 23 settembre 2024, Giornata europea della produzione biologica.

Saranno assegnati in totale otto premi nelle sette categorie previste, come riconoscimento a diversi attori della catena del valore del biologico per l'eccellenza dei loro progetti innovativi e sostenibili, che servono da stimolo ed esempio e creano un reale valore aggiunto per la produzione e il consumo biologici. La prima edizione dei Premi dell'UE per la produzione biologica si è svolta nel 2022. (ks)

Analisi annuale della crescita sostenibile 2024

Document Type
AS

Care lettrici e cari lettori,

le prossime elezioni europee sono fondamentali per l'UE, impegnata a contrastare l'allarmismo euroscettico e di estrema destra. Questa consultazione elettorale disegnerà il panorama politico dell'UE e definirà un ruolo attivo e inclusivo per i cittadini e le organizzazioni della società civile.

Le prossime elezioni europee sono fondamentali per l'UE, impegnata a contrastare l'allarmismo euroscettico e di estrema destra. Questa consultazione elettorale disegnerà il panorama politico dell'UE e definirà un ruolo attivo e inclusivo per i cittadini e le organizzazioni della società civile.

In questo contesto, il CESE, la casa della società civile organizzata, terrà dal 4 al 7 marzo 2024 la prima edizione della Settimana della società civile: Mobilitiamoci per la democrazia!.

Vi parteciperanno persone di ogni età e provenienza: giovani, giornalisti di tutti gli Stati membri dell'UE, e rappresentanti delle organizzazioni della società civile, delle parti interessate e delle istituzioni europee, che daranno vita a discussioni animate, in cui sarà evidenziato il contributo della società civile alle questioni sociali, politiche ed economiche che incidono sulla nostra vita quotidiana.

Poiché la democrazia inizia con la partecipazione, questo nuovo evento faro del CESE combinerà cinque importanti iniziative:

  • le Giornate della società civile, un'occasione per i cittadini di esprimere le loro aspettative su temi cruciali per le nostre democrazie;
  • l'incontro annuale ad alto livello sull'iniziativa dei cittadini europei (ICE), in cui gli organizzatori di future ICE definiranno il loro prossimo obiettivo legislativo;
  • l'evento La vostra Europa, la vostra opinione! (Your Europe, Your Say!) (YEYS!), destinato ai giovani e unico nel suo genere, inteso ad avvicinare l'UE a giovani di tutti gli Stati membri dell'Unione e anche oltre, coinvolgendo giovani rappresentanti dei paesi candidati all'adesione e del Regno Unito;
  • Il Premio per la società civile, un riconoscimento assegnato a progetti creativi e innovativi senza scopo di lucro per il sostegno che offrono alle persone affette da problemi di salute mentale;
  • da ultimo, ma non per importanza, il seminario dei giornalisti, con partecipanti di tutti gli Stati membri dell'UE, che avranno così un'esperienza diretta dell'attività del Comitato e ne riferiranno nei rispettivi paesi.

La nostra Settimana della società civile offrirà al momento opportuno alla società civile organizzata e ai cittadini una sede per esprimersi su questioni essenziali per la nuova legislatura europea, e soprattutto incoraggerà la partecipazione degli elettori e promuoverà un atteggiamento filoeuropeo.

I contributi provenienti dalla Settimana della società civile e dai suoi partecipanti confluiranno in una risoluzione che illustrerà i principali messaggi della società civile per un'Europa più democratica in vista delle elezioni europee. 

La invito a unirsi a noi in questo importante sforzo, contribuendo alle nostre discussioni e incoraggiando i cittadini e le associazioni a prendere parte alle elezioni europee. Non perda questa opportunità! Per l'UE è necessario che i suoi cittadini esprimano le loro opinioni e siano presenti.

Laurenţiu Plosceanu

Vicepresidente responsabile della comunicazione