Il ripensamento strategico del mercato unico dell'UE è ormai una necessità. "Il mondo non è più quello di 30 anni fa: il mercato unico deve essere adattato al nuovo panorama internazionale", ha dichiarato l'ex capo del governo italiano Enrico Letta, intervenendo in un dibattito nella seduta plenaria del CESE del 20 marzo scorso.

Il ripensamento strategico del mercato unico dell'UE è ormai una necessità. "Il mondo non è più quello di 30 anni fa: il mercato unico deve essere adattato al nuovo panorama internazionale", ha dichiarato l'ex capo del governo italiano Enrico Letta, intervenendo in un dibattito nella seduta plenaria del CESE del 20 marzo scorso.

Presentando l'idea fondamentale alla base della sua relazione ad alto livello sul futuro del mercato unico, Letta, che attualmente presiede l'Istituto Jacques Delors, ha sottolineato che il futuro mercato unico deve avere un inquadramento geopolitico e deve essere imperniato sull'autonomia strategica dell'Europa e su pilastri quali la difesa, le telecomunicazioni, l'energia e le finanze.

"Il panorama geopolitico è ormai completamente diverso da quello di 30 anni fa. Oggi il compito dell'UE è valutare le conseguenze che questo nuovo scenario mondiale ha sul mercato unico e sul suo futuro. Il mercato unico ha bisogno di un nuovo approccio che includa anche questioni come la difesa e l'allargamento", ha affermato l'ex premier.

Da parte sua, il Presidente del CESE Oliver Röpke ha sottolineato che il successo del mercato unico non può essere misurato solo in termini economici, ma deve anche consistere nel rispondere alle attese, e assicurare il benessere, dei cittadini europei: "al CESE riteniamo che il mercato unico riguardi essenzialmente le persone, e che diritto alla libera circolazione significhi anche libertà di rimanere dove si è".

Letta ha anch'egli fatto notare che il mercato unico riguarda e serve le persone. E ha osservato che la competitività economica deve andare di pari passo con la protezione sociale, e che il diritto di spostarsi e quello di restare sono parti di una medesima libertà, spiegando che "in alcuni paesi la fuga di cervelli sta avendo un impatto devastante. Dobbiamo affrontare la questione della libertà di restare o di ritornare nel proprio paese. Oggi, infatti, partire significa acquistare un biglietto di sola andata, e questo incide sulla competitività e crea un grande problema in Europa". (mp)

L'8 marzo 2024 il Comitato economico e sociale europeo e la Commissione europea hanno tenuto un convegno sul tema Le malattie rare nell'UE: azione comune volta a plasmare il futuro delle reti di riferimento europee (ERN) (riunione di avvio dell'azione comune JARDIN) a Bruxelles. L'obiettivo era lanciare un'iniziativa europea congiunta sulle malattie rare per integrare le ERN nei sistemi sanitari nazionali, costruendo nel contempo un fronte comune tra le istituzioni dell'UE, i paesi europei, le organizzazioni della società civile, le associazioni di pazienti, gli scienziati, i medici e i dirigenti ospedalieri.

L'8 marzo 2024 il Comitato economico e sociale europeo e la Commissione europea hanno tenuto un convegno sul tema Le malattie rare nell'UE: azione comune volta a plasmare il futuro delle reti di riferimento europee (ERN) (riunione di avvio dell'azione comune JARDIN) a Bruxelles. L'obiettivo era lanciare un'iniziativa europea congiunta sulle malattie rare per integrare le ERN nei sistemi sanitari nazionali, costruendo nel contempo un fronte comune tra le istituzioni dell'UE, i paesi europei, le organizzazioni della società civile, le associazioni di pazienti, gli scienziati, i medici e i dirigenti ospedalieri.

I sistemi sanitari dell'UE faticano a fornire un'assistenza di alta qualità ed efficace sotto il profilo dei costi quando si tratta di malattie complesse rare o a bassa incidenza che colpiscono la vita quotidiana di circa 30 milioni di europei. Per questo motivo è importante sfruttare il potenziale delle ERN, le reti virtuali dei prestatori di assistenza sanitaria in tutta Europa, che facilitano le discussioni sulle malattie e le condizioni complesse o rare che richiedono cure altamente specializzate e conoscenze e risorse concentrate.

L'azione comune JARDIN è un progetto che integra le ERN nei sistemi sanitari nazionali e si adopera per renderle sostenibili. Sviluppa percorsi nazionali per i pazienti collegati alle ERN, reti di riferimento nazionali che rispecchiano e integrano le ERN e strutture per i pazienti non diagnosticati.

Il progetto, che coinvolge i 27 Stati membri dell'UE, la Norvegia e l'Ucraina, è coordinato dall'Austria e dispone di un finanziamento totale di 18,75 milioni di EUR (15 milioni di EUR dall'UE e 3,75 milioni di EUR dagli Stati membri) per un periodo di tre anni. I risultati attesi da JARDIN, comprese le raccomandazioni, i modelli e le relazioni di progetti pilota concreti, dovrebbero consistere nell'adozione di piani nazionali più efficaci per le malattie rare negli Stati membri dell'UE. (mp)

Il nostro voto conta!

Care lettrici e cari lettori,

dall'inizio della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, diversi fattori stanno avendo un forte impatto sull'Europa, mettendo alla prova le nostre democrazie e comportando gravi conseguenze sul piano sociale, politico e finanziario in ogni Stato membro e nella stessa Unione. Eppure, sono sempre stato convinto che nei momenti di difficoltà i cittadini europei debbano rimanere uniti, fianco a fianco, determinati a tracciare insieme la via da percorrere e a plasmare l'Europa che desiderano per il loro futuro e per le generazioni a venire, scegliendo con il proprio voto la nuova leadership europea.

Il nostro voto conta!

Care lettrici e cari lettori,

dall'inizio della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, diversi fattori stanno avendo un forte impatto sull'Europa, mettendo alla prova le nostre democrazie e comportando gravi conseguenze sul piano sociale, politico e finanziario in ogni Stato membro e nella stessa Unione. Eppure, sono sempre stato convinto che nei momenti di difficoltà i cittadini europei debbano rimanere uniti, fianco a fianco, determinati a tracciare insieme la via da percorrere e a plasmare l'Europa che desiderano per il loro futuro e per le generazioni a venire, scegliendo con il proprio voto la nuova leadership europea.

Poiché le imminenti elezioni europee avranno una grande influenza sulla rotta dell'UE nei prossimi cinque anni, il CESE ha unito le forze con il Parlamento europeo firmando un memorandum d'intesa sulla cooperazione in vista delle elezioni, che si terranno tra il 6 e il 9 giugno 2024.

L'esperienza dimostra che l'affluenza alle urne per le elezioni europee è inferiore rispetto a quella per le elezioni nazionali. Per questo motivo, il CESE sarà molto attivo nel sensibilizzare i cittadini in merito alle prossime elezioni europee. Mobilitando la nostra rete di 90 milioni di persone – organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori e altre organizzazioni della società civile – possiamo contribuire ad aumentare l'affluenza alle urne.

Sono state già messe in atto una serie di misure, a cominciare dalla Settimana della società civile (dal 4 al 7 marzo 2024), cui hanno preso parte oltre 800 rappresentanti di organizzazioni della società civile e di gruppi giovanili riunitisi per discutere delle prossime elezioni e del futuro dell'UE.

In una risoluzione adottata nella sessione plenaria di marzo il CESE ha lanciato ai cittadini europei un appello ad andare a votare. È stata creata un'apposita pagina web, all'insegna dello slogan #USAILTUOVOTO (#USEYOURVOTE), in cui trovare attività, eventi e iniziative realizzate dai membri e dal personale del CESE. Le attività di sensibilizzazione organizzate a livello locale dai membri svolgeranno un ruolo chiave!

Il 4 maggio tutte le istituzioni dell'UE apriranno le loro porte ai visitatori per promuovere la partecipazione democratica alle elezioni, celebrando l'anniversario della dichiarazione Schuman. Inoltre, il 26 maggio la squadra "Run For Europe", formata da nostri colleghi amanti della corsa, parteciperà alla 20 chilometri di Bruxelles al fine di promuovere la campagna "Usa il tuo voto". Non dimentichiamo che più persone votano, più la democrazia si rafforza. Più persone votano, maggiore è la legittimità delle decisioni prese. Ora più che mai è importante che i cittadini, e soprattutto i giovani, vadano a votare. Tramite il loro voto, possono fare la differenza e dare un "volto" all'Europa – un volto di cui saranno orgogliosi.

Poiché questa campagna riguarda l'interesse generale dei cittadini europei, la società civile può svolgervi un ruolo cruciale, in particolare al fine di sensibilizzare le persone in merito all'importanza delle elezioni e incoraggiarle a votare.

Il mio invito è quello di lavorare insieme: contattiamo cittadini e organizzazioni della società civile a tutti i livelli (europeo, nazionale e regionale), stabiliamo con loro un dialogo vero, prestiamo loro ascolto e facciamo sapere ai nostri leader politici quali sono le aspettative delle organizzazioni dei milioni di cittadini che rappresentiamo nei confronti dei nuovi eurodeputati e della nuova Commissione per i prossimi cinque anni.

Il nostro voto conta! #USAILTUOVOTO

Con i miei più rispettosi saluti,

Laurenţiu Plosceanu vicepresidente responsabile della Comunicazione

a cura del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE

La categoria Libere professioni del CESE terrà l'8a edizione della Giornata europea delle libere professioni il 7 maggio 2024, dalle ore 10:30 alle ore 16:00, a Bruxelles.

a cura del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE

La categoria Libere professioni del CESE terrà l'8a edizione della Giornata europea delle libere professioni il 7 maggio 2024, dalle ore 10:30 alle ore 16:00, a Bruxelles.

Invitiamo i lettori a partecipare al dibattito sul tema di quest'anno: il sostegno alla professione per il Blue Deal europeo. Insieme a rappresentanti di spicco della Commissione europea, del Parlamento europeo e degli Stati membri, andremo alla ricerca di soluzioni per far fronte alle crescenti sfide in materia di risorse idriche.

L'acqua è una risorsa vitale, ma sempre più scarsa. Con l'aumento della popolazione mondiale, aumenta la domanda di acqua. Quasi due terzi dei cittadini europei ritengono che la qualità e/o la quantità dell'acqua disponibile nel loro paese costituisca un grave problema. I cambiamenti climatici sono destinati ad incidere ulteriormente sulla disponibilità, sulla qualità e sulla quantità dell'acqua. Se non si interviene, la scarsità e la povertà idrica potrebbero interessare fasce via via più ampie della società civile in tutto il mondo, con implicazioni di vasta portata per la sicurezza alimentare, l'ambiente, la salute umana e la stabilità economica, sociale e politica.

Nel corso del convegno, che si è già affermato come una piattaforma interessante e pertinente per le maggiori categorie professionali d'Europa, discuteremo su come le libere professioni possano contribuire a trovare soluzioni innovative per mettere in atto il Blue Deal europeo e per attenuare le sfide in materia di risorse idriche che l'Europa e il mondo intero si troveranno ad affrontare negli anni e nei decenni a venire.

Un servizio di interpretazione simultanea sarà disponibile in inglese, tedesco e italiano. Il convegno sarà aperto al pubblico, che potrà partecipare di persona o online. In entrambi i casi è richiesta la registrazione preventiva,

entro il 2 maggio 2024, sulla pagina appositadel CESE.

a cura del gruppo Lavoratori del CESE

Le cooperative e le comunità energetiche sono fondamentali per il buon esito della transizione verde. Eppure la Commissione non attribuisce loro la dovuta importanza nel suo piano d'azione per l'energia eolica in Europa, nel quale essa sembra ignorare la crescente opposizione a nuovi parchi eolici.

a cura del gruppo Lavoratori del CESE

Le cooperative e le comunità energetiche sono fondamentali per il buon esito della transizione verde. Eppure la Commissione non attribuisce loro la dovuta importanza nel suo piano d'azione per l'energia eolica in Europa, nel quale essa sembra ignorare la crescente opposizione a nuovi parchi eolici.

In ottobre la Commissione europea ha presentato il piano d'azione europeo per l'energia eolica volto a garantire che la transizione verso l'energia pulita vada di pari passo con la competitività industriale e che l'energia eolica continui a essere uno dei fiori all'occhiello dell'Europa.

L'energia eolica, che genera più di un terzo dell'energia elettrica rinnovabile in Europa – e oltre il 17 % della produzione totale di elettricità –, è un tassello fondamentale della futura produzione di energia elettrica a zero emissioni nette.

Tuttavia, nel suo piano d'azione, la Commissione sembra ignorare la crescente opposizione alla creazione di nuovi parchi eolici, che trova espressione nelle proteste di vari gruppi, dai difensori del paesaggio agli ecologisti, con reazioni del tipo "NIMBY": si faccia pure ovunque, ma non vicino a casa mia.

Le cooperative e le comunità, che portano avanti un processo locale guidato dai cittadini e possono assumere un ruolo di protagonisti del cambiamento, sono fondamentali per superare questa opposizione e garantire che i benefici della transizione siano ampiamente condivisi. Inoltre, è su di esse che bisogna fare affidamento se si vuole davvero che la produzione di energia da fonti rinnovabili porti a un nuovo sistema più decentrato di produzione di energia elettrica.

Il piano d'azione della Commissione è concentrato invece unicamente sulle grandi imprese, il che pregiudicherà il processo di diffusione dell'eolico, riducendone l'accettazione e ponendo a rischio la transizione stessa. La Commissione dovrebbe riconsiderare la portata del suo piano d'azione integrando la partecipazione dei cittadini nel pilastro 7 di tale piano.

Essa dovrebbe garantire che i bandi d'asta non siano esclusivamente orientati ai prezzi e tengano conto, invece, delle preoccupazioni in materia di ambiente, salute e sicurezza sul lavoro e di contrattazione collettiva, come il CESE ha recentemente raccomandato nel suo parere sull'argomento.

©UN Women

In marzo il CESE ha partecipato alla 68a sessione - svoltasi a New York - della commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile (Commission on the Status of Women - CSW68), il principale organismo internazionale e intergovernativo impegnato nella lotta per la parità di genere.

In marzo il CESE ha partecipato alla 68a sessione - svoltasi a New York - della commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile (Commission on the Status of Women - CSW68), il principale organismo internazionale e intergovernativo impegnato nella lotta per la parità di genere.

Era la prima volta che il CESE partecipava al più grande incontro annuale delle Nazioni Unite dedicato all'emancipazione femminile - un evento che quest'anno verteva in particolare sul tema dell'eradicazione della povertà femminile. Dando voce alla società civile europea nella sua lotta per la parità di genere, il CESE ha contribuito al dibattito su questo tema con una dichiarazione in cui indica dieci linee d'azione per l'emancipazione economica e la protezione sociale delle donne.

La delegazione del CESE era guidata dal Presidente Oliver Röpke, che ha fatto della parità di genere una priorità essenziale del suo lavoro e della sua presidenza. "Il CESE" - ha dichiarato il Presidente Röpke - vanta una lunga storia di sostegno alle politiche che, a livello europeo e mondiale, promuovono la parità di genere e lottano contro le disuguaglianze economiche e sociali cui donne e ragazze devono ancor oggi far fronte. Questa, però, è la prima volta che il CESE, grazie al quale la società civile europea parla con una sola voce, porta questo suo lavoro al più alto livello possibile: quello della lotta comune per garantire la parità di genere in tutto il mondo. La povertà non è neutrale dal punto di vista del genere, né può esserlo la nostra risposta".

Le linee d'azione elencate nella dichiarazione del CESE sintetizzano le posizioni del Comitato sul tema della CSW68, con l'obiettivo di promuovere la parità di genere, combattere la povertà e rafforzare le istituzioni attraverso una prospettiva di genere, in linea con le priorità dell'Unione europea. Tra le altre, tali linee d'azione comprendono la protezione delle donne da ogni tipo di violenza, la garanzia di servizi sanitari accessibili, l'equa rappresentanza delle donne nel mercato del lavoro, il sostegno alla leadership femminile e la garanzia di pari opportunità attraverso l'istruzione.

"Tra un anno, spero di poter affermare che la presenza del CESE alla CSW68 ha contribuito a dare maggior forza a tutte queste richieste. Abbiamo il diritto e il dovere di essere critici. Abbiamo bisogno delle voci critiche della società civile, dei portatori d'interesse, delle ONG e delle istituzioni che lavorano a questo obiettivo collettivo e condiviso: rendere l'Europa e il mondo più equi. Possiamo e dobbiamo indicare la strada da percorrere", ha aggiunto il Presidente Röpke. Alla CSW68, la delegazione del CESE faceva parte della più ampia delegazione dell'Unione europea - rappresentata nel suo insieme dalla presidenza del Consiglio dell'UE - nella quale il Comitato aveva lo status di osservatore insieme al Parlamento europeo. Oltre al Presidente del CESE, la nostra delegazione comprendeva i seguenti membri: Christa Schweng, Mariya Mincheva, Cinzia del Rio, Maria Nikolopoulou, Chiara Corazza e Sif Holst, presidente del gruppo Parità del CESE. (ll)

Partecipa alla Giornata porte aperte del CESE il 4 maggio!

Segnati sul calendario la data di sabato 4 maggio 2024, quando, come ogni anno, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) accoglierà i visitatori per la Giornata porte aperte dell'UE, che si svolgerà a livello interistituzionale. Sarà sia un'occasione per celebrare la democrazia europea e focalizzare l'attenzione sulle prossime elezioni europee di giugno, sia un'opportunità per conoscere l'UE, dialogare con la società civile e scoprire in che modo la tua voce e il tuo voto possono plasmare il futuro dell'Europa.

Partecipa alla Giornata porte aperte del CESE il 4 maggio!

Segnati sul calendario la data di 4 maggio 2024, quando, come ogni anno, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) accoglierà i visitatori per la Giornata porte aperte dell'UE, che si svolgerà a livello interistituzionale. Sarà sia un'occasione per celebrare la democrazia europea e focalizzare l'attenzione sulle prossime elezioni europee di giugno, sia un'opportunità per conoscere l'UE, dialogare con la società civile e scoprire in che modo la tua voce e il tuo voto possono plasmare il futuro dell'Europa.

Perché visitare il CESE nella Giornata porte aperte?

  • L'edificio Jacques Delors - Esplora l'edificio emblematico del CESE nella rue Belliard, il centro nevralgico della società civile organizzata in Europa. Vieni a vedere in prima persona come i rappresentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori, degli ambientalisti, dei consumatori e di altri gruppi contribuiscano all'elaborazione delle politiche dell'UE.
  • Apprendimento interattivo - Partecipa a discussioni animate con i membri del CESE su temi che ti stanno a cuore. Scopri come il dialogo sociale dà forma alla legislazione dell'UE e come la tua voce può essere ascoltata. 
  • Attività per tutte le età - Approfitta di un'atmosfera vivace con ottima musica dal vivo, giochi interattivi che mettono alla prova le tue conoscenze dell'UE e attività di face painting per i più piccoli. Ricevi un omaggio commemorativo o una tua caricatura e cattura la giornata con un'esperienza divertente in una cabina fotografica.
  • Discussioni approfondite - Scopri dal punto di vista degli addetti ai lavori qual è il ruolo del CESE nel plasmare un'Europa sostenibile, prospera e inclusiva per tutti. Approfitta della possibilità di partecipare a discussioni brevi e mirate con i membri del CESE su temi di tuo particolare interesse. Si tratta di un'opportunità unica per acquisire preziose esperienze dal vivo su come vengono elaborate le politiche europee.
  • Il potere della società civile - Scopri come funziona il CESE e come riesce a colmare il divario tra i cittadini e l'UE. Ascolta voci diverse che si uniscono a difesa della giustizia sociale, della protezione dell'ambiente e di molto altro ancora, per un'Unione europea più forte.

Una festa su due ruote!

Ci sarà anche una sorpresa: un gruppo di ciclisti arriverà al CESE proprio il 4 maggio! E sarà composto da membri del CESE e da altri attivisti che si saranno impegnati a pedalare per 500 km dalla Francia a Bruxelles, allo scopo di sensibilizzare i cittadini in merito alle elezioni europee. Vieni con noi ad accoglierli al loro arrivo al CESE e a scoprire di più sulla loro incredibile impresa, sul loro viaggio e sulle sfide che hanno dovuto affrontare lungo il percorso.

Più di una semplice visita: una vera e propria esperienza

La Giornata porte aperte del CESE è la tua occasione per entrare in contatto con l'Europa, celebrare la democrazia e scoprire il potere della società civile. Che tu sia europeista convinto, euroscettico o semplice curioso, troverai comunque delle attività che fanno per te. Vieni quindi ad esplorare, apprendere e vivere un'esperienza nel cuore della democrazia europea!

Continua a seguirci per maggiori informazioni

Non occorre alcuna registrazione prima della visita. Pubblicheremo maggiori informazioni su attività specifiche e momenti salienti nelle prossime settimane. Seguici sui social media e visita il nostro sito web (www.eesc.europa.eu/openday) per gli aggiornamenti.

Non perdere questa opportunità unica per vivere l'UE in prima persona! (cg)

#EuropeDay #UsaIlTuoVoto

Il 27 febbraio scorso i Presidenti del Comitato economico e sociale europeo (CESE) Oliver Röpke e del Parlamento europeo (PE) Roberta Metsola hanno firmato un memorandum d'intesa sulla cooperazione in vista delle elezioni europee.

Il 27 febbraio scorso i Presidenti del Comitato economico e sociale europeo (CESE) Oliver Röpke e del Parlamento europeo (PE) Roberta Metsola hanno firmato un memorandum d'intesa sulla cooperazione in vista delle elezioni europee.

Scopo del partenariato è approfondire la cooperazione tra le due istituzioni per fare campagna per le prossime elezioni europee, contrastare la manipolazione delle informazioni e convincere un maggior numero di elettori - soprattutto quelli che solitamente non votano o che avranno ora diritto di voto per la prima volta - a recarsi alle urne.

Nel memorandum, il CESE e il PE hanno convenuto, tra l'altro, di intensificare la loro cooperazione nelle attività di comunicazione sulle elezioni, di coordinarsi tra loro per organizzare alcuni eventi (ad esempio la Giornata porte aperte o la Settimana della società civile) e di condividere informazioni sui siti web "insieme-per.eu" e "Cosa fa per me l'Europa".

Il Presidente del CESE Oliver Röpke ha dichiarato: "Queste elezioni europee saranno una cartina di tornasole della democrazia europea. Il CESE può essere la piattaforma per la mobilitazione della società civile a sostegno della nostra democrazia. Saluto oggi con grande piacere la firma di questo memorandum d'intesa con il Parlamento europeo, che ci consentirà di avere un ruolo più attivo nell'imminenza delle elezioni e di dialogare con gli elettori per aumentare l'affluenza alle urne. Il CESE e il Parlamento europeo sono partner e alleati".

Il memorandum definisce alcuni settori specifici in cui la cooperazione tra le due istituzioni dovrebbe essere mantenuta e rafforzata nel periodo precedente le elezioni europee del giugno 2024. (kn/ll)

Abbiamo parlato con il giornalista franco-georgiano Régis Genté dei temi che destano le maggiori preoccupazioni in vista delle elezioni europee: l'ascesa dell'estrema destra, la scarsa motivazione dei giovani elettori e la disinformazione. Esperto politico dell'area post-sovietica, Régis Genté collabora con i media tradizionali a Radio France Internationale, France 24 TV e Le Figaro.

Abbiamo parlato con il giornalista franco-georgiano Régis Genté dei temi che destano le maggiori preoccupazioni in vista delle elezioni europee: l'ascesa dell'estrema destra, la scarsa motivazione dei giovani elettori e la disinformazione. Esperto politico dell'area post-sovietica, Régis Genté collabora con i media tradizionali a Radio France Internationale, France 24 TV e Le Figaro.

CESE Info: Ritiene che l'ascesa dei partiti di estrema destra in tutta Europa avrà un impatto sul risultato delle elezioni europee?

Non sono certo un esperto per quanto riguarda l'estrema destra in Europa, ma guardando agli ultimi sondaggi condotti nel mio paese (la Francia) devo riconoscere che l'estrema destra raccoglie ampi consensi. Le elezioni europee rappresentano uno strumento politico che consente ai cittadini europei di esprimere o trasmettere ai loro politici un messaggio sul proprio paese. I cittadini europei pensano innanzitutto alla situazione politica interna e solo dopo alla situazione generale dell'Europa. Quindi sì, i partiti di estrema destra avranno probabilmente un impatto su queste elezioni, in un contesto in cui da molte parti viene messo in discussione il rapporto tra sovranità e integrazione europea.

Secondo lei, i giovani sono motivati a recarsi alle urne per le elezioni europee?

La mia risposta è quella di un comune cittadino che vive in un territorio post-sovietico da 22 anni, ma anche quella di qualcuno che parla spesso con i giovani europei. Non mi sembrano molto motivati ad andare a votare, tendenza che si può osservare anche in Georgia, dove vivo. Lì i giovani sono politicizzati, ma non si schierano a favore di un partito di governo o di uno di opposizione. Vogliono impegnarsi nella vita politica del loro paese, ma si rifiutano di votare perché nessuno dei partiti e dei loro leader li rappresenta realmente. È una posizione interessante che io rispetto, perché può aprire le porte a una trasformazione della politica che vada al di là della democrazia rappresentativa e dei partiti. Nel frattempo, però, lascia il campo della politica ai politici e alle varie forze politiche... senza i giovani.

Quanto può incidere la disinformazione sulle scelte degli elettori nelle prossime elezioni europee?

La disinformazione avrà successo se il suo bersaglio sarà debole, e in questo caso il bersaglio siamo noi europei. La disinformazione russa non crea i problemi: sfrutta quelli esistenti. E tutti comprendiamo che in questo momento le nostre società stanno attraversando una profonda crisi politica e morale. Ciò significa che, purtroppo, c'è un terreno favorevole perché la disinformazione sia efficace. Io tuttavia ritengo che, in quanto europei e cittadini del mondo, oggi siamo tutti più preparati e abbiamo più esperienza nel gestire le notizie sui social media. Abbiamo imparato molto negli ultimi dieci anni. Siamo più capaci di filtrare le notizie sulle piattaforme dei social media, in quanto sappiamo che esse sono il terreno privilegiato per la manipolazione e le fake news. Non dobbiamo essere troppo pessimisti, perché in passato questo pessimismo ha già fatto di noi delle vittime della disinformazione. Le società non sono più così ingenue, e i cittadini sono consapevoli del fatto che alcuni paesi e altri attori politici possono utilizzare i social network per manipolare l'opinione pubblica. Direi che sui social media è attiva solo una minoranza di persone: la grande maggioranza della popolazione media, formata da persone informate, spesso non si esprime. E questo numero significativo di cittadini non crede certo a tutte le falsità che vengono scritte sui social media.

Il 20 marzo scorso, il CESE ha adottato una risoluzione in cui invita i cittadini europei a esercitare il loro diritto democratico di voto e a partecipare alle imminenti elezioni europee.

Il 20 marzo scorso il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha adottato una risoluzione in cui invita i cittadini europei a esercitare il loro diritto democratico di voto e a recarsi alle urne in occasione delle imminenti elezioni europee.

"Abbiamo certo attraversato tempi difficili, ma nessuno può negare che l'Unione europea abbia garantito pace, democrazia, prosperità economica e progresso sociale ai suoi Stati membri e ai cittadini europei. Grazie all'Unione, siamo liberi di lavorare, studiare e fare affari in tutti gli Stati membri", afferma il CESE nella risoluzione.

"Il nazionalismo, il populismo e le soluzioni a livello di singoli Stati non sono le risposte giuste. Lo sono invece la collaborazione, la cooperazione e la convergenza", segnala il CESE, sottolineando che nessun paese dell'UE può far fronte da solo a sfide quali l'aumento dell'inflazione, le guerre, la migrazione o l'emergenza climatica.

La risoluzione è stata adottata nella sessione plenaria di marzo del CESE, al termine di un dibattito sul tema Le elezioni europee del 2024 attraverso la lente della società civile, al quale hanno partecipato attivisti della società civile e i consigli economici e sociali nazionali di Francia e Bulgaria.

Il CESE ha dichiarato di voler mobilitare la sua rete di almeno 90 milioni di persone in tutta l'UE e fare in modo che gli europei vadano ai seggi per decidere chi li rappresenterà al Parlamento europeo nei prossimi cinque anni.

Il Presidente del CESE Oliver Röpke ha affermato in sessione plenaria che le organizzazioni rappresentate dai membri del CESE hanno profonde radici nelle società civili nazionali: "Possiamo raggiungere tutti, possiamo far votare le persone e dobbiamo farlo. È nostro dovere morale".

Il CESE ha inoltre unito le forze con il Parlamento europeo per contribuire ad aumentare l'affluenza alle urne, solitamente molto più bassa rispetto alle elezioni nazionali, soprattutto in alcuni Stati membri.

Il Presidente del CESE ha sottolineato che, in un contesto caratterizzato dall'arretramento della democrazia in diversi paesi del mondo e in alcuni Stati membri dell'UE, la posta in gioco appare particolarmente elevata nelle elezioni del 2024.

"Queste elezioni non costituiscono la soluzione miracolosa per porre fine ai nostri problemi, dissolvere i nostri timori o alleviare le preoccupazioni dei cittadini, bensì uno strumento legittimo per esprimere i nostri desideri, esigere un futuro migliore e chiamare i responsabili politici a rispondere delle loro azioni", ha dichiarato Röpke.

Intervenendo in sessione plenaria, i tre relatori della risoluzione e membri del CESE, Christa Schweng, Cinzia del Rio e Ioannis Vardakastanis, in rappresentanza rispettivamente dei gruppi Datori di lavoro, Lavoratori e Organizzazioni della società civile del CESE, hanno espresso raccomandazioni convergenti ai cittadini europei affinché facciano uso del loro voto ed eleggano rappresentanti che si impegnino per un'Europa unita, democratica, sostenibile e sociale.

In luglio il CESE adotterà un'altra risoluzione che sarà incentrata sulle richieste della società civile al neoeletto Parlamento europeo e alla Commissione.(ll)