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The EESC brings together representatives from all areas of organised civil society, who give their independent advice on EU policies and legislation. The EESC's326 Members are organised into three groups: Employers, Workers and Various Interests.
The EESC has six sections, specialising in concrete topics of relevance to the citizens of the European Union, ranging from social to economic affairs, energy, environment, external relations or the internal market.
Nella sessione plenaria di aprile del CESE si è tenuto un dibattito sull'insieme di misure per la difesa della democrazia adottate dalla Commissione europea. I membri del Comitato hanno espresso delle riserve in merito al calendario e all'approccio di questo pacchetto, in particolare per quanto riguarda la lotta all'influenza da parte di attori stranieri. Il CESE ha rilevato che il pacchetto non solo non è efficace, ma potrebbe persino andare a detrimento degli spazi civici in Europa.
Nella sessione plenaria di aprile del CESE si è tenuto un dibattito sull'insieme di misure per la difesa della democrazia adottate dalla Commissione europea. I membri del Comitato hanno espresso delle riserve in merito al calendario e all'approccio di questo pacchetto, in particolare per quanto riguarda la lotta all'influenza da parte di attori stranieri. Il CESE ha osservato che il pacchetto non solo non è efficace, ma potrebbe persino andare a detrimento degli spazi civici in Europa.
A giudizio del CESE, benché l'intento dichiarato sia quello di migliorare la trasparenza e la responsabilità democratica in Europa, le misure previste dal pacchetto per la difesa della democrazia sono gravemente lacunose. Il Comitato rileva che il pacchetto arriva troppo tardi per poter avere un reale impatto sulle elezioni europee del giugno 2024 e non tiene conto delle raccomandazioni per il rafforzamento della democrazia europea formulate a suo tempo dallo stesso CESE.
Nel suo intervento, il Presidente del CESE Oliver Röpke ha sottolineato che "quando parliamo di 'pericoli' per le nostre democrazie, è importante evidenziare la risposta forte e risoluta dell'UE e i risultati ottenuti dalla Commissione in carica in materia di difesa della democrazia, dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto. Il CESE ha inoltre prestato ascolto alle preoccupazioni espresse da numerosi attori della società civile su quelli che essi considerano i rischi del pacchetto. Dobbiamo trovare un approccio comune che alla difesa della democrazia associ tutte le garanzie necessarie a salvaguardare lo spazio civico."
Pur sostenendo gli obiettivi di trasparenza della proposta di direttiva sulle attività di lobbying esercitate per conto di paesi terzi, il CESE si oppone fermamente ai metodi prospettati, mettendo in guardia contro le conseguenze indesiderate che potrebbero avere sugli spazi civici. Christian Moos, relatore del parere del CESE sul Pacchetto per la difesa della democrazia, ha dichiarato: "Riteniamo pericolosa questa direttiva, che somiglia tanto a una legge sugli "agenti stranieri" e potrebbe anche risultare stigmatizzante per le ONG. È evidente che la proposta nella sua forma attuale dovrebbe essere ritirata, poiché rischia di aggravare il problema della riduzione degli spazi civici in Europa: un risultato, questo, che non può certo essere nelle intenzioni della Commissione."
Il correlatore José Antonio Moreno Díaz si dice scettico quanto al fatto che le misure del pacchetto siano in grado di affrontare le cause profonde dell'erosione della democrazia all'interno dell'UE. Restringendo la visuale alle minacce esterne, il pacchetto trascura i tentativi insidiosi di destabilizzare le nostre democrazie europee dall'interno e, quindi, crea un pericoloso angolo cieco.
La Commissione ha preso atto delle preoccupazioni espresse circa l'impatto del pacchetto sulle ONG, ma ritiene che vi siano adeguate garanzie. (gb)
A cura del gruppo Organizzazioni della società civile
Per il nuovo mandato, le organizzazioni della società civile propongono di affrontare le sfide nell'immediato e nel lungo periodo, di attuare correttamente le politiche dell'UE esistenti e di rafforzare i valori dell'Unione. In cima all'elenco delle loro priorità figurano anche il dialogo civile strutturato e un'agenda sociale forte.
A cura del gruppo Organizzazioni della società civile
Per il nuovo mandato, le organizzazioni della società civile propongono di affrontare le sfide nell'immediato e nel lungo periodo, di attuare correttamente le politiche dell'UE esistenti e di rafforzare i valori dell'Unione. In cima all'elenco delle loro priorità figurano anche il dialogo civile strutturato e un'agenda sociale forte.
Il 16 aprile il gruppo Organizzazioni della società civile del CESE ha organizzato un convegno sul tema Costruire insieme l'UE che vogliamo. L'evento ha riunito rappresentanti delle organizzazioni della società civile a livello nazionale ed europeo che hanno discusso le loro priorità politiche alla luce delle prossime elezioni del Parlamento europeo e della firma della dichiarazione interistituzionale di La Hulpe sul pilastro europeo dei diritti sociali.
Nel suo intervento di apertura del convegno, Séamus Boland, presidente del gruppo Organizzazioni della società civile, ha deplorato il fatto che molti rappresentanti politici dei principali partiti nazionali rifuggano dal discutere dell'UE con gli elettori. Di conseguenza, gli elettori non capiscono perché l'UE sia necessaria e perché la politica dell'UE non sempre rispecchi ciò che per loro conta. Questa situazione ha determinato un pericoloso scollamento tra i cittadini e l'UE e potrebbe portare molte persone a votare per i partiti estremisti. "Ora è urgente che i politici nazionali ed europei discutano con i cittadini in un dibattito aperto sui problemi che l'UE si trova ad affrontare e su ciò che si dovrebbe fare per risolverli. Solo così possiamo convincerli che l'UE lavora per molti e continua a creare opportunità per tutti."
Le conclusioni e le raccomandazioni del convegno – consultabili e condivisibili cliccando su questo link – sono incentrate sui seguenti temi:
perché le elezioni del Parlamento europeo del 2024 sono importanti: l'UE a un punto di svolta;
costruire insieme l'UE che vogliamo: un'UE democratica e inclusiva di giustizia e protezione sociali;
costruire insieme l'UE che vogliamo: un'economia sostenibile basata su transizioni eque e posti di lavoro di qualità;
porre la società civile, i cittadini e i giovani al centro dell'Europa di domani.
Le conclusioni e le raccomandazioni confluiranno in una risoluzione del CESE, che sarà adottata nel luglio 2024, contenente proposte politiche per il nuovo Parlamento europeo e la nuova Commissione europea.
Se siete interessati all'arte belga, non perdetevi la mostra Before our very eyes, ossia Sotto i nostri occhi, visitabile fino al 28 giugno presso la sede del CESE, Atrium 6 dell'edificio Jacques Delors, Rue Belliard 99.
Se siete interessati all'arte belga, non perdetevi la mostra Before our very eyes, ossia Sotto i nostri occhi, visitabile fino al 28 giugno presso la sede del CESE, Atrium 6 dell'edificio Jacques Delors, Rue Belliard 99.
Attraverso le loro foto, i tre artisti – fotografi, grafici e designer – mostrano la bellezza del quotidiano. Before our very eyes sussurra "una poesia umana selvaggia e soave in cui si mescolano i generi e le persone".
La mostra è stata organizzata dai membri belgi del CESE, assistiti da un équipe di coordinatori, nel quadro della presidenza belga del Consiglio dell'UE, che terminerà il 1º luglio 2024. Per gli organizzatori, la presidenza rappresenta un'opportunità per presentare il know-how del loro paese e promuovere la cultura belga in Europa e all'estero. (ll)
Nella sessione plenaria di aprile del Comitato economico e sociale europeo, Maive Rute, direttrice generale aggiunta della DG Mercato interno della Commissione, e Oliver Röpke, Presidente del CESE, hanno sottolineato che il rafforzamento della competitività dell'UE è fondamentale per aumentare la crescita e il benessere della nostra economia e della nostra società.