Intelligenza artificiale a favore dei lavoratori

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Per l'edizione di quest'anno di Your Europe, Your Say! (La vostra Europa, la vostra opinione!, YEYS), il CESE ha ricevuto centinaia di candidature da scuole secondarie di tutta l'UE, dei paesi candidati e del Regno Unito. 

Per l'edizione di quest'anno di Your Europe, Your Say! (La vostra Europa, la vostra opinione!, YEYS), il CESE ha ricevuto centinaia di candidature da scuole secondarie di tutta l'UE, dei paesi candidati e del Regno Unito.

Gli organizzatori hanno esaminato e valutato attentamente tutte le candidature, selezionando 36 scuole secondarie che parteciperanno a YEYS 2025 il 13 e 14 marzo!

Quest'anno quasi 100 studenti e 37 insegnanti parteciperanno a questo evento faro annuale del CESE dedicato ai giovani. L'edizione 2025 di YEYS, intitolata Dare voce ai giovani, durerà un giorno e mezzo e si concentrerà appunto sul ruolo che i giovani possono svolgere nel plasmare un futuro resiliente. L'idea è infatti quella di mettere i giovani in condizione di partecipare all'azione civica e di concorrere attivamente alle iniziative di democrazia partecipativa nella loro comunità e al di là di essa.

Mentre il CESE si prepara ad accogliere tutti i partecipanti a YEYS, i membri del Comitato visiteranno le scuole selezionate all'inizio del 2025 per un incontro e uno scambio di idee con i partecipanti prima dell'evento principale.

Le sessioni di apertura e di chiusura del 14 marzo 2025 saranno trasmesse in diretta streaming. Il link per seguire l'evento sarà pubblicato sul sito web del CESE, nella pagina ufficiale di YEYS 2025, La vostra Europa, la vostra opinione! 2025 | CESE, dove figurano anche ulteriori informazioni e aggiornamenti sull'evento.

Il 23 gennaio il CESE ospiterà la proiezione di "Flow", uno dei film in lizza per l'edizione 2025 del Premio LUX del pubblico per il cinema europeo.

Il 23 gennaio il CESE ospiterà la proiezione di "Flow", uno dei film in lizza per l'edizione 2025 del Premio LUX del pubblico per il cinema europeo.

Diretto dal regista lettone Gints Zilbalodis, questo film d'animazione osannato dalla critica è frutto di una coproduzione tra Lettonia, Francia e Belgio, e ha ottenuto riconoscimenti a livello mondiale, vincendo il Golden Globe per il miglior film d'animazione e premi di spicco a festival quali l'Annecy International Animation Film Festival, i New York Film Critics Circle Awards e gli European Film Awards.

Segui il viaggio di Gatto, un felino solitario sopravvissuto a un'alluvione post-apocalittica, mentre naviga su un'imbarcazione di salvataggio attraverso una nuova realtà e impara a collaborare con altri compagni del mondo animale.

L'evento fa parte della serie di proiezioni cinematografiche in corso al CESE, organizzata in collaborazione con il Premio LUX del pubblico per il cinema europeo del Parlamento europeo, con l'obiettivo di promuovere la diversità culturale e stimolare il dialogo su questioni sociali urgenti.

In questo momento vengono distribuite in tutta Europa migliaia di copie dell'ultima edizione del Passaporto per la democrazia europea, il popolare opuscolo del CESE. Per caso ti stai chiedendo se la pubblicazione è disponibile anche in formato elettronico? La risposta è sì! 

In questo momento vengono distribuite in tutta Europa migliaia di copie dell'ultima edizione del Passaporto per la democrazia europea, il popolare opuscolo del CESE. Per caso ti stai chiedendo se la pubblicazione è disponibile anche in formato elettronico? La risposta è sì! 

La versione online interattiva del Passaporto per la democrazia europea, con video, quiz, mappe e molto altro ancora, è già disponibile in 13 lingue ufficiali dell'UE, e altre versioni linguistiche sono in preparazione. Dai un'occhiata e scopri come puoi davvero cambiare le cose! 

In occasione del 20° anniversario del gruppo di collegamento del CESE, i fondatori e gli attuali membri del gruppo hanno chiesto misure attive per difendere la democrazia europea, lo spazio pubblico aperto e un'Europa giusta.

In occasione del 20° anniversario del gruppo di collegamento del CESE, i fondatori e gli attuali membri del gruppo hanno chiesto misure attive per difendere la democrazia europea, lo spazio pubblico aperto e un'Europa giusta.

L'11 dicembre il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha ospitato un evento celebrativo del 20° anniversario del suo gruppo di collegamento con le reti europee della società civile, l'unico organo permanente per il dialogo politico e la cooperazione strutturata tra le organizzazioni della società civile (OSC) e le istituzioni dell'UE. In questi suoi vent'anni di attività, il gruppo di collegamento ha svolto un ruolo importante nel dare più forza alla voce della società civile organizzata e nel portare le sue preoccupazioni all'ordine del giorno delle istituzioni europee. Il gruppo riunisce 45 reti della società civile attive a livello europeo, che incarnano pienamente i principi sanciti dall'articolo 11 del Trattato sull'Unione europea.

"Celebrare i vent'anni del gruppo di collegamento del CESE significa rendere omaggio non soltanto ai suoi notevoli risultati, ma anche ai partenariati duraturi che hanno plasmato e continuano a plasmare la democrazia partecipativa in Europa. In questi vent'anni il gruppo di collegamento è diventato una piattaforma dinamica, che amplifica le voci della società civile e promuove la cooperazione tra diversi portatori d'interesse. Guardando al futuro, continuiamo a restare uniti per rafforzare i valori democratici, ampliare lo spazio civico e costruire un'Europa che sia realmente al servizio di tutti i suoi cittadini", ha affermato il Presidente del CESE Oliver Röpke nel suo discorso di apertura dell'evento.

"Il nostro non è stato un percorso facile", ha poi spiegato Brikena Xhomaqi, copresidente del gruppo di collegamento, "ma abbiamo imparato a confidare gli uni negli altri. Il mio auspicio è che continueremo a rafforzare la nostra cooperazione per combattere insieme a favore di una strategia europea coerente per la società civile".

Intervenendo all'evento del CESE, Katarina Barley, vicepresidente del Parlamento europeo e responsabile dei rapporti di tale istituzione con le OSC, ha dichiarato che "da parte nostra, come Parlamento europeo, siamo pronti a rafforzare la nostra cooperazione con il gruppo di collegamento. Abbiamo infatti bisogno di una cooperazione sempre più strutturata con le organizzazioni della società civile.  Insieme, dobbiamo fare di più per sventare le minacce alla democrazia nell'Unione europea, che sono oggi più gravi di quanto siano mai state nella storia dell'UE", aggiungendo che "se il gruppo di collegamento non ci fosse, bisognerebbe inventarlo".

All'evento che ha celebrato il ventennale del gruppo di collegamento hanno partecipato oltre cento invitati, tra cui diverse personalità di spicco del settore della società civile. Tra questi figuravano anche esponenti di OSC della Serbia e della Moldova, in linea con la politica del CESE di invitare a partecipare alle proprie attività rappresentanti di paesi candidati all'adesione all'UE. Hanno presenziato all'evento anche quattro ex presidenti del CESE: Staffan Nilsson, Henri Malosse, Luca Jahier e George Dassis. In particolare Jahier ha sottolineato che il CESE ha la responsabilità di istituire e mantenere una piattaforma per il dialogo civile, mentre Dassis ha affermato che "la cosa più importante è conseguire la pace, e per raggiungere tale obiettivo dobbiamo essere forti e restare uniti".

Se non avete potuto partecipare all'evento, potete comunque trovare qui, nella pagina web dedicata, la registrazione degli interventi, la dichiarazione congiunta della presidenza del gruppo di collegamento, il video riassuntivo, le immagini e il comunicato stampa relativi alla celebrazione.  (lm)

L'ultima pubblicazione del Comitato economico e sociale europeo (CESE) presenta una serie di 11 resoconti delle sue realizzazioni più recenti

L'ultima pubblicazione del Comitato economico e sociale europeo (CESE) presenta una serie di 11 resoconti delle sue realizzazioni più recenti.

Queste storie di successo illustrano l'impegno profuso dal CESE per garantire che le principali questioni economiche e sociali – individuate dalle parti sociali e dalla società civile – siano discusse e affrontate a livello europeo.

Mostrano inoltre come il Comitato, attraverso i suoi lavori consultivi, influisca sulla legislazione dell'UE e ne monitori la corretta attuazione.

Per saperne di più sugli 11 resoconti o per scaricarli, si può consultare la pagina dedicata del nostro sito web: Le più recenti realizzazioni del CESE | CESE.

Per ricevere invece copie cartacee (in inglese e in francese), vi invitiamo a scriverci all'indirizzo email vipcese@eesc.europa.eu.

Se vuole sopravvivere, l'UE deve saper comunicare in modo efficace, soprattutto nell'attuale contesto di disinformazione dilagante, di rapida diffusione dell'intelligenza artificiale e di aumento delle tendenze autoritarie. Per raggiungere tutti i cittadini, la comunicazione sull'UE deve arrivare al livello locale.

Se vuole sopravvivere, l'UE deve saper comunicare in modo efficace, soprattutto nell'attuale contesto di disinformazione dilagante, di rapida diffusione dell'intelligenza artificiale e di aumento delle tendenze autoritarie. Per raggiungere tutti i cittadini, la comunicazione sull'UE deve arrivare al livello locale.

Rebranding Europe ["Ridefinire l'immagine dell'Europa"], il nuovo libro dello specialista in comunicazione e scrittore Stavros Papagianneas, getta le basi per una discussione critica sul ruolo dell'UE sulla scena mondiale, che vede l'Europa a un crocevia: di fronte all'aggressione russa contro l'Ucraina, che sta entrando nel suo terzo anno, alla guerra in Medio Oriente e a una serie di sfide geopolitiche ed economiche.

La presentazione del libro si è svolta il 3 dicembre presso il Residence Palace a Bruxelles, alla presenza del vicepresidente del CESE responsabile per la Comunicazione Laurenţiu Plosceanu, che ha partecipato al dibattito sul posizionamento dell'Europa in uno scenario mondiale turbolento e sulla necessità che l'UE comunichi i suoi valori in modo efficace.

"L'UE si trova a un momento di svolta. Per garantire il suo futuro, l'Europa deve comunicare una visione chiara e convincente ai suoi cittadini e al mondo. Non è una questione di politica, ma di fiducia, di identità e di uno scopo condiviso", ha spiegato Papagianneas.

I partecipanti al dibattito hanno sottolineato che una comunicazione efficace non è una semplice possibilità, ma una necessità per la sopravvivenza stessa dell'UE, in particolare nell'epoca contemporanea della disinformazione, dell'intelligenza artificiale e di un crescente autoritarismo. L'Europa deve assumere un ruolo di guida nella promozione della democrazia e dei diritti umani. La funzione dei media è essenziale nel plasmare la sfera pubblica europea, come ha riconosciuto Colin Stevens, caporedattore di EU Reporter e moderatore del dibattito. "Noi dei media dobbiamo insistere sul fatto che l'Europa riguarda tutti. È una cosa che dobbiamo fare tutti i giorni", ha dichiarato.

Gli esperti concordano sul fatto che è molto difficile combattere la disinformazione o le "fake news" alla fonte, in particolare con il diffondersi dell'intelligenza artificiale. La contromisura più efficace consiste nel rafforzare la resilienza della popolazione.

Plosceanu ha segnalato che "è giunto il momento di ascoltare le persone più che di parlare con loro. I cittadini vogliono maggiore coinvolgimento e maggiore partecipazione". Ha sottolineato inoltre l'importanza di cooperare con la stampa regionale e ha esortato le istituzioni dell'UE a sviluppare partenariati con i media regionali e a invitare i giornalisti delle testate regionali a Bruxelles. Ha infine dichiarato che l'Europa deve arrivare al livello locale, al livello dei cittadini.

Poiché la stragrande maggioranza degli europei pensa dapprima a livello locale, poi regionale e quindi nazionale, e solo alla fine europeo, la comunicazione sull'Europa deve adattarsi a questa realtà riconoscendo che, per raggiungere i cittadini, le narrazioni devono essere locali, regionali e nazionali. (mt)

Nel 2025 abbiamo la responsabilità condivisa di costruire un'Europa più forte

In questo inizio d'anno, la presidenza polacca del Consiglio dell'Unione europea mette in rilievo l'urgenza delle complesse sfide che caratterizzano il presente e il futuro dell'Europa e segnala la determinazione ad affrontarle. Nell'ambito del tema generale della sicurezza, la leadership della Polonia promette di fungere da guida nel corso di un anno che sarà fondamentale per la resilienza, la coesione e i progressi dell'UE.

Nel 2025 abbiamo la responsabilità condivisa di costruire un'Europa più forte

In questo inizio d'anno, la presidenza polacca del Consiglio dell'Unione europea mette in rilevo l'urgenza delle complesse sfide che caratterizzano il presente e il futuro dell'Europa e segnala la determinazione ad affrontarle. Nell'ambito del tema generale della sicurezza, la leadership della Polonia promette di fungere da guida nel corso di un anno che sarà fondamentale per la resilienza, la coesione e i progressi dell'UE.

Le priorità delineate dalla presidenza polacca riflettono un approccio globale alla sicurezza nelle sue molteplici dimensioni. La sicurezza interna, specie per quanto riguarda la protezione delle frontiere e il contrasto della disinformazione, vede in primo piano l'esigenza di vigilare contro le minacce emergenti. La sicurezza esterna si concentrerà sul rafforzamento delle capacità di difesa, sulla promozione dell'innovazione e sull'accelerazione del lavoro diretto a realizzare l'allargamento per garantire la stabilità nel nostro vicinato. Nel frattempo, la sicurezza economica, energetica, alimentare e sanitaria rimarrà essenziale per garantire l'indipendenza dell'Europa e il benessere dei suoi cittadini.

Al Comitato economico e sociale europeo (CESE) siamo pronti a sostenere pienamente l'agenda della nuova presidenza, sfruttando il nostro peculiare ruolo di portavoce della società civile. Il CESE contribuirà attivamente alle discussioni su come salvaguardare la competitività dell'Europa, garantendo nel contempo che nessuno sia lasciato indietro nella triplice transizione, verde, digitale ed economica, che ci troviamo ad affrontare.

Quest'anno si caratterizza anche per un rinnovamento politico, con l'avvio del mandato di una nuova Commissione europea. Si presenta così una nuova opportunità di definire quadri strategici e attuare iniziative in linea con le aspettative dei cittadini europei. Il CESE darà il suo contributo a questa nuova fase, garantendo che le prospettive della società civile e delle parti sociali siano al centro del processo decisionale dell'UE.

Guardando in avanti al 2025, siamo coscienti della responsabilità, che è anche nostra, di costruire un'Europa più forte e più inclusiva. Il CESE continuerà a promuovere lo Stato di diritto, lo sviluppo sostenibile e la coesione sociale, facendo in modo che i contributi della società civile definiscano le priorità dell'agenda dell'UE. Insieme alla presidenza polacca ci adopereremo per affrontare le pressanti sfide di questo periodo, aprendo nel contempo la strada a un'Europa sicura, competitiva e unita per le generazioni a venire.

Oliver RÖPKE

Presidente del CESE

Il diritto all'alloggio deve essere riconosciuto in quanto diritto fondamentale, garantendo abitazioni dignitose e sostenibili a tutti i cittadini europei, compresi i giovani e gli appartenenti a gruppi vulnerabili.

Il diritto all'alloggio deve essere riconosciuto in quanto diritto fondamentale, garantendo abitazioni dignitose e sostenibili a tutti i cittadini europei, compresi i giovani e gli appartenenti a gruppi vulnerabili.

È questo il forte appello lanciato dal Forum del CESE sull'edilizia abitativa, la cui prima edizione si è tenuta in occasione della seduta del 5 dicembre 2024 dell'ultima sessione plenaria. Il dibattito, nel corso del quale è stato adottato un parere sull'argomento, ha potuto contare sulla partecipazione di oratori di spicco.

In seguito alla nomina di Dan Jørgensen quale commissario europeo per l'Energia e l'edilizia abitativa, il Presidente del CESE Oliver Röpke ha espresso il proprio compiacimento per la storica decisione di istituire un portafoglio ad hoc per la questione degli alloggi in seno alla nuova Commissione. Röpke ha affermato che "avere un alloggio è un diritto fondamentale, non un privilegio, e non possiamo accettare che fasce vulnerabili della popolazione siano escluse dal soddisfacimento di questo bisogno essenziale. In questo periodo in cui una grave crisi abitativa colpisce quasi tutti gli Stati membri, sottolineo che è necessario e urgente fare in modo che alloggi economicamente accessibili, sostenibili e dignitosi diventino una realtà per tutti".

Nell'invocare una nuova prospettiva che consideri l'alloggio come una delle infrastrutture fondamentali per la società, al pari della sanità e dell'istruzione, Bent Madsen, presidente di Housing Europe, ha dichiarato: "Accogliamo con soddisfazione l'opinione espressa dal nuovo commissario per l'Edilizia abitativa quando sostiene che il nostro approccio dovrebbe basarsi su valori, regole e investimenti. Nel nostro ruolo di cooperativa pubblica e di fornitori di alloggi sociali, siamo pronti a dare dimostrazione di come si debbano garantire ai nostri cittadini e alle nostre società le abitazioni di cui hanno bisogno."

Nel parere sul tema Edilizia sociale nell'UE - alloggi dignitosi, sostenibili ed economicamente accessibili, elaborato da Thomas Kattnig e Rudolf Kolbe, il CESE riconosce che nel settore dell'edilizia abitativa si deve constatare un fallimento del mercato. Occorre porvi rimedio migliorando le condizioni quadro - ad esempio i dati, il coordinamento, le procedure di approvazione e le norme sulla pianificazione dell'utilizzo del territorio -, introducendo un diritto fondamentale all'alloggio, erogando finanziamenti sufficienti, attuando l'approccio "Prima la casa" (Housing First) per le persone senza fissa dimora e riservando maggiore attenzione al tema della sostenibilità e alle esigenze dei giovani. (mp)

di Thomas Kattnig

L'aumento degli affitti, i prezzi degli immobili saliti alle stelle e i salari che non riescono a tenere il passo con l'inflazione fanno sì che gli alloggi siano diventati inaccessibili per un numero sempre maggiore di persone. La crisi degli alloggi nell'Unione europea è un dato di fatto.

Questa situazione comporta un aumento della spesa sanitaria, perdite di produttività, danni ambientali e conseguenze economiche negative dovute al calo del potere d'acquisto.

di Thomas Kattnig

L'aumento degli affitti, i prezzi degli immobili saliti alle stelle e i salari che non riescono a tenere il passo con l'inflazione fanno sì che gli alloggi siano diventati inaccessibili per un numero sempre maggiore di persone. La crisi degli alloggi nell'Unione europea è un dato di fatto.

Questa situazione comporta un aumento della spesa sanitaria, perdite di produttività, danni ambientali e conseguenze economiche negative dovute al calo del potere d'acquisto.

In quanto portavoce della società civile organizzata, il CESE ritiene necessario agire con urgenza per rimediare al fallimento del mercato nel settore dell'edilizia abitativa. Invita pertanto la Commissione a collaborare con il Parlamento europeo, gli Stati membri e la società civile per elaborare un pacchetto completo di misure dell'UE che definisca le condizioni quadro e sancisca il diritto all'alloggio, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Accoglie quindi con favore la nomina di un commissario per l'Energia e l'edilizia abitativa e l'annuncio che nei prossimi cento giorni sarà presentato un piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili. Abbiamo bisogno, tra l'altro, di un registro a livello dell'UE per la trasparenza delle operazioni immobiliari, di un coordinamento più razionale, di procedure di autorizzazione più efficienti, di una migliore pianificazione del territorio, di terreni a prezzi accessibili per gli alloggi sociali, di maggiori investimenti nelle ristrutturazioni e nelle costruzioni rispettose del clima e del programma "Prima la casa" (Housing First), in modo da garantire nuovamente sicurezza e prospettive alle persone senza fissa dimora. Chiediamo che l'alloggio sia riconosciuto come un diritto fondamentale e non come una merce, integrandolo nel diritto primario dell'UE.

Al tempo stesso, concordiamo con la relazione Letta secondo cui l'accesso agli alloggi sociali deve essere definito in modo più ampio nella normativa in materia di aiuti di Stato.

Il CESE chiede inoltre un aumento significativo del sostegno finanziario per l'edilizia residenziale sociale. In primo luogo, gli investimenti pubblici nell'edilizia sociale devono essere esclusi dall'applicazione delle regole sul debito del patto di stabilità e crescita. In secondo luogo, gli imprenditori immobiliari senza scopo di lucro e le cooperative, come pure gli enti locali, dovrebbero poter ottenere prestiti a lungo termine a tasso di interesse zero grazie alla piattaforma di investimento prevista a tal fine o direttamente dalla Banca europea per gli investimenti.

Gli alloggi dati in locazione a breve termine, che costituiscono un problema in molte grandi città europee, riducono ulteriormente il numero delle abitazioni disponibili. Per far fronte a questo fenomeno abbiamo bisogno di un pacchetto di strumenti a livello dell'UE che comprenda, tra l'altro, una tassa sugli alloggi vacanti e massimali degli affitti, e che consenta agli Stati membri di adottare misure adeguate.

Occorre inoltre prestare particolare attenzione alla necessità di a) soddisfare le esigenze abitative dei giovani attraverso programmi mirati come Housing First for Youth - HF4Y (Prima la casa per i giovani) e b) includere le persone con disabilità.

Per garantire che gli alloggi siano non solo economicamente accessibili ma anche sostenibili, la ristrutturazione e la riqualificazione degli immobili dovrebbero essere considerate prioritarie rispetto alla costruzione di edifici nuovi. Per facilitare tali ristrutturazioni, chiediamo di combinare misure obbligatorie e misure di accompagnamento al fine di garantire azioni per il clima eque. È necessario prevedere strumenti di finanziamento che consentano a chiunque, indipendentemente dalla propria situazione finanziaria, di realizzare ristrutturazioni termiche ed energetiche. Allo stesso tempo occorre stabilire degli obblighi per i proprietari di beni immobili, in particolare per coloro che li danno in locazione, al fine di tutelare gli inquilini da aumenti eccessivi degli affitti dovuti a un trasferimento dei costi da parte dei padroni di casa.

Infine, sottolineiamo che la crisi abitativa non solo incide negativamente sulla qualità di vita dei cittadini europei, ma minaccia anche il buon funzionamento del mercato interno dell'UE. È quindi necessario adottare una strategia dell'UE in materia di alloggi che permetta di incrementare l'offerta di abitazioni, introdurre misure volte a ridurre i costi di costruzione, contribuire a migliorare le competenze della forza lavoro, aumentare la produttività e migliorare le prestazioni ambientali del settore dell'edilizia.