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The EESC brings together representatives from all areas of organised civil society, who give their independent advice on EU policies and legislation. The EESC's326 Members are organised into three groups: Employers, Workers and Various Interests.
The EESC has six sections, specialising in concrete topics of relevance to the citizens of the European Union, ranging from social to economic affairs, energy, environment, external relations or the internal market.
Le candidature per gli eventi associati alla Settimana verde saranno aperte tra il 4 e il 17 marzo, e gli eventi si svolgeranno tra il 29 maggio e il 1º settembre.
Le candidature per gli eventi associati alla Settimana verde saranno aperte tra il 4 e il 17 marzo, e gli eventi si svolgeranno tra il 29 maggio e il 1º settembre.
Ogni anno la Settimana verde dell'UE è accompagnata da centinaia di eventi associati in tutta Europa e oltre, organizzati da varie istituzioni, ONG, rappresentanti delle imprese, università, scuole, amministrazioni locali, regionali e nazionali ed altri partner.
Il tema di questi eventi nel 2024 sarà la resilienza idrica. L'obiettivo è stimolare una discussione a livello europeo sul presente e sul futuro dell'acqua nell'UE, ponendo l'accento sulla sensibilizzazione e sulla promozione di soluzioni positive e collaborative.
Sono ben accetti tutti i tipi di eventi, dai seminari ai dibattiti pubblici, dalle mostre alle iniziative di sensibilizzazione per le famiglie. Le attività possono svolgersi a livello locale, regionale, nazionale o europeo. Maggiori informazioni, compreso il calendario della procedura di presentazione ed esame delle candidature, sono disponibiliqui.
Dato che il Blue Deal dell'UE è una delle iniziative faro del CESE, la scelta di questo tema per gli eventi associati rappresenta una buona occasione per far conoscere le proposte presentate nell'ottobre scorso dal CESE nella sua dichiarazione per un Blue Deal dell'UE, in cui invoca una nuova e ambiziosa strategia idrica per l'Europa, che sia alla pari con il Green Deal europeo. (gb)
L'Europa è in ritardo in termini di competitività e deve affrontare le carenze del suo mercato unico con urgenza, ma facendo in modo di apportare benefici sia alle imprese che ai cittadini.
L'Europa è in ritardo in termini di competitività e deve affrontare le carenze del suo mercato unico con urgenza, ma facendo in modo di apportare benefici sia alle imprese che ai cittadini.
Alla sessione plenaria del CESE di gennaio si è svolto un dibattito sulla competitività europea e il futuro del mercato interno. Il parere del CESE al centro di tale dibattito è stato richiesto dalla presidenza belga del Consiglio dell'UE, che si è impegnata a utilizzare i sei mesi del suo mandato per concentrarsi sulla competitività e sul mercato unico. Il parere contribuirà inoltre alla relazione ad alto livello di Enrico Letta sul futuro del mercato unico, che sarà presentata al Consiglio europeo di marzo.
Il CESE sottolinea che il mercato interno deve affrontare le sfide di un mondo molto diverso da quello per il quale è stato creato negli anni '90 del secolo scorso. L'UE è pertanto soggetta a molteplici pressioni: mantenere condizioni di parità mentre sovvenziona le sue industrie per contribuire a finanziare la transizione verde; trattenere i posti di lavoro in Europa sia pure garantendo la competitività delle imprese; assicurarsi le materie prime applicando al tempo stesso le norme in materia di lavoro e di ambiente.
La relatrice Sandra Parthie ha dichiarato: "Il mercato unico ha contribuito a fare dell'UE uno dei principali blocchi commerciali del mondo, ma questa importante posizione non è destinata a durare. Ciò che proponiamo nel nostro parere è concentrarsi sullo sviluppo di una politica industriale europea che non sia la somma di 27 politiche industriali nazionali, ma piuttosto una visione realmente europea del nostro potenziale industriale".
Intervenendo nel corso del dibattito, il direttore generale di Business Europe Markus Beyrer ha affermato: "Abbiamo un problema di competitività. Stiamo restando indietro rispetto ai nostri concorrenti globali, e il mercato unico è uno degli strumenti a nostra disposizione per rimediare a questa situazione. L'obiettivo è produrre il margine necessario per alimentare il modello europeo come lo conosciamo, compresi gli aspetti sociali".
Ludovic Voet, segretario confederale della Confederazione europea dei sindacati (CES), ha sottolineato che il contratto sociale europeo è la base del mercato unico e deve essere rafforzato, e ha aggiunto che "nel nostro sistema competitivo, le imprese devono pagare salari equi, offrire buoni posti di lavoro ed evitare di danneggiare l'ambiente. L'Europa deve mantenere lo slancio necessario per una transizione verde che sia anche giusta".
Nel parere del CESE figura la proposta di nominare un commissario per i servizi di interesse economico generale (SIEG) nella prossima Commissione, con un piano quinquennale per lo sviluppo di SIEG sicuri, di buona qualità e sostenibili. Tali servizi rappresentano il 25 % del PIL dell'UE e il 20 % dell'occupazione totale e comprendono settori chiave quali i trasporti, l'energia, le comunicazioni, l'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari. Sono inoltre molto importanti anche nel settore dell'assistenza sanitaria e dei servizi sociali. (dm)
Le preoccupazioni e il benessere dei cittadini e dei lavoratori devono sempre essere al centro del processo decisionale politico. Si tratta di fattori umani importanti di cui occorre tenere conto, poiché è l'unico modo per garantire condizioni di vita dignitose. L'adozione di politiche che garantiscano tali condizioni a tutti consente di accrescere la fiducia e rafforzare l'accettazione generalizzata delle misure politiche attuali e future, oltre a evitare la disillusione popolare che crea un terreno fertile per il populismo e l'estremismo di destra.
Queste preoccupazioni sono state alla base della definizione delle priorità del gruppo Lavoratori per il periodo 2023-2025, che invitano chiaramente i futuri leader dell'UE ad adottare un'agenda progressista imperniata su una dimensione più sociale e umana. Dopo decenni di crisi, i cui costi sono stati sostenuti in modo inequivocabile dai cittadini e dai lavoratori europei, ci auguriamo che il dibattito europeo possa tornare a orientarsi verso ciò che conta veramente: il progresso sociale.
Le nostre priorità definiscono la visione del gruppo Lavoratori di un'Europa che non è solo sociale e sostenibile, ma che difende anche lo Stato di diritto, i diritti umani, la parità di genere, la solidarietà e la diversità. Abbiamo bisogno di un'Europa che dia priorità alla lotta contro la disuguaglianza, la povertà e l'emergenza climatica, assicuri una duplice transizione verde e digitale giusta e garantisca un lavoro dignitoso per tutti. Si tratta del modo migliore per dare forza alla nostra democrazia e alla nostra società, e a tutti gli individui che ne fanno parte. Auspichiamo che si tenga conto di questa nostra visione.
Revisione della direttiva 92/106/CEE sul trasporto intermodale
Nella sessione plenaria di gennaio il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha affrontato il tema dell'impatto dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale sulla pace, la sicurezza e la difesa. Il Comitato sottolinea l'urgente necessità di investire nella formulazione di risposte resilienti a queste sfide globali.
Nella sessione plenaria di gennaio il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha affrontato il tema dell'impatto dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale sulla pace, la sicurezza e la difesa. Il Comitato sottolinea l'urgente necessità di investire nella formulazione di risposte resilienti a queste sfide globali.
Considerato che la missione fondamentale del progetto dell'UE è promuovere e preservare la pace, l'Europa deve intensificare gli sforzi di costruzione della pace.
Nel parere il CESE sottolinea che la promozione della pace è indissolubilmente legata al mantenimento e alla promozione dei diritti fondamentali e della democrazia. Pertanto, il Comitato ritiene che sia indispensabile continuare a integrare il nesso tra clima e sicurezza nelle politiche esterne dell'UE, creando interfacce proattive tra le istituzioni responsabili delle relazioni esterne e della coesione interna dell'Unione e i servizi di sicurezza e difesa degli Stati membri. L'espressione "nesso tra clima e sicurezza" si riferisce agli effetti dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale sulla pace, la sicurezza e la difesa.
Ozlem Yildirim, membro del CESE e relatrice del parere, ha dichiarato: "Il CESE propone anche delle misure specifiche per anticipare gli eventi in maniera efficace, in particolare investendo in risposte resilienti, preparando i processi decisionali alle tensioni future e soprattutto definendo una vera strategia in materia a livello dell'UE. Anche il fatto che tutte le parti rispettino in maniera rapida ed efficace gli impegni climatici è un importante strumento di prevenzione!"
La proposta della Commissione europea tiene conto del nesso tra clima e sicurezza. Tuttavia, il CESE ritiene che il documento non riesca a definire chiaramente il perimetro geografico, politico e militare della questione, poiché non prende in considerazione la natura evolutiva di questo nesso, in un momento in cui la situazione si sta deteriorando e rischia di creare gravi tensioni tra gli Stati membri. Il nesso tra clima e sicurezza deve essere oggetto di un dialogo specifico e permanente tra la Commissione e gli Stati membri. (at)