Strategia per la competitività a lungo termine

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A cura del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE

Lo scorso 24 gennaio la società civile europea ha inviato una lettera aperta alle Presidenti della Commissione europea e del Parlamento europeo, nonché alla presidenza belga del Consiglio dell'Unione europea. I firmatari della lettera hanno esortato le tre principali istituzioni dell'Unione europea (UE) coinvolte nel processo decisionale dell'UE ad adottare misure concrete per attuare un dialogo franco, trasparente e costante con le organizzazioni della società civile, come previsto dall'articolo 11 del Trattato sull'Unione europea.

A cura del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE

 

Lo scorso 24 gennaio la società civile europea ha inviato una lettera aperta alle Presidenti della Commissione europea e del Parlamento europeo, nonché alla presidenza belga del Consiglio dell'Unione europea. I firmatari della lettera hanno esortato le tre principali istituzioni dell'Unione europea (UE) coinvolte nel processo decisionale dell'UE ad adottare misure concrete per attuare un dialogo franco, trasparente e costante con le organizzazioni della società civile, come previsto dall'articolo 11 del Trattato sull'Unione europea, in tutti i settori d'intervento.

La lettera aperta è stata redatta su iniziativa del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE e di Civil Society Europe, e contiene proposte specifiche per l'attuazione. La lettera ha ottenuto il sostegno di un totale di 156 firmatari, provenienti da 26 Stati membri, tra cui figurano 39 reti europee, 85 organizzazioni nazionali e 60 membri del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE.

Nonostante le disposizioni giuridiche, il dialogo civile rimane frammentario e non strutturato tra le istituzioni dell'UE. Per questo motivo i firmatari della lettera aperta #EUCivilDialogueNow invitano le istituzioni dell'UE a:

  • dare vita a un accordo interistituzionale sul dialogo civile;
  • istituire, all'interno di ciascuna istituzione, posti di dirigenti responsabili dei rapporti con la società civile;
  • stimolare e promuovere una maggiore cooperazione tra gli attori civici e sociali.

Questi sforzi devono dare seguito alle raccomandazioni della Conferenza sul futuro dell'Europa. Come primo passo, i firmatari hanno proposto una comunicazione della Commissione europea sul rafforzamento del dialogo civile al livello dell'UE.

La lettera aperta è disponibile in 24 lingue all'indirizzo: https://www.eesc.europa.eu/it/agenda/our-events/events/eu-civil-dialogue-now/open-letter.

Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa che annuncia l'invio della lettera aperta, disponibile in 24 lingue all'indirizzo: https://www.eesc.europa.eu/it/agenda/our-events/events/eu-civil-dialogue-now.

L'appello del Comitato economico e sociale europeo a favore di un Blue Deal dell'UE sta raccogliendo sempre maggiore sostegno presso i responsabili politici e la società civile, grazie al crescente riconoscimento dell'urgenza di affrontare la carenza idrica e al potenziale del Blue Deal di fornire una soluzione globale.

L'appello del Comitato economico e sociale europeo a favore di un Blue Deal dell'UE sta raccogliendo sempre maggiore sostegno presso i responsabili politici e la società civile, grazie al crescente riconoscimento dell'urgenza di affrontare la carenza idrica e al potenziale del Blue Deal di fornire una soluzione globale.

In un recente evento svoltosi al Comitato economico e sociale europeo (CESE), le principali parti interessate si sono incontrate per discutere del Blue Deal e del suo potenziale di trasformazione delle pratiche di gestione delle risorse idriche in tutto il continente, con particolare attenzione ai bacini idrografici.

"Ci troviamo di fronte a una crisi idrica di proporzioni mai viste", ha dichiarato il Presidente del CESE Oliver Röpke. Facendo riferimento alle prossime elezioni europee di giugno, ha poi osservato che l'acqua è un tema che riguarda ogni singolo cittadino. "In che modo i responsabili decisionali dell'UE affronteranno la questione dell'acqua e le sfide che ci attendono? È giunto il momento di porre queste domande".

La deputata al Parlamento europeo Pernille Weiss, facendo eco alle richieste di una soluzione globale, si è espressa a favore di un fondo dedicato alla transizione idrica, inteso a sostenere le imprese e le comunità nel passaggio a pratiche idriche sostenibili. Il relatore speciale delle Nazioni Unite Pedro Arrojo-Agudo ha sottolineato che la carenza idrica e i cambiamenti climatici non conoscono frontiere e ha invitato l'UE ad assumere un ruolo guida nello sviluppo di una soluzione globale alla crisi idrica.

L'invito del CESE a lanciare un Blue Deal europeo ha ottenuto un riscontro da parte di un'ampia gamma di parti interessate, tra cui la Compagnie Nationale du Rhône (CNR), una società francese di interesse pubblico che gestisce il fiume Rodano. Eric Divet, direttore delle risorse idriche di tale società, ha illustrato i risultati positivi da essa ottenuti nella gestione sostenibile delle risorse idriche, compresi gli sforzi per ripristinare le zone umide, migliorare la biodiversità dei fiumi e adattarsi ai cambiamenti climatici.

Nei prossimi mesi la Commissione europea dovrebbe presentare la sua iniziativa per la resilienza idrica. Il CESE è pronto a collaborare con le istituzioni dell'UE e le parti interessate per garantire che le sue proposte per un Blue Deal europeo figurino tra le priorità della prossima Commissione europea. (gb)

Le candidature per gli eventi associati alla Settimana verde saranno aperte tra il 4 e il 17 marzo, e gli eventi si svolgeranno tra il 29 maggio e il 1º settembre.

Le candidature per gli eventi associati alla Settimana verde saranno aperte tra il 4 e il 17 marzo, e gli eventi si svolgeranno tra il 29 maggio e il 1º settembre.

Ogni anno la Settimana verde dell'UE è accompagnata da centinaia di eventi associati in tutta Europa e oltre, organizzati da varie istituzioni, ONG, rappresentanti delle imprese, università, scuole, amministrazioni locali, regionali e nazionali ed altri partner.  

Il tema di questi eventi nel 2024 sarà la resilienza idrica. L'obiettivo è stimolare una discussione a livello europeo sul presente e sul futuro dell'acqua nell'UE, ponendo l'accento sulla sensibilizzazione e sulla promozione di soluzioni positive e collaborative.  

Sono ben accetti tutti i tipi di eventi, dai seminari ai dibattiti pubblici, dalle mostre alle iniziative di sensibilizzazione per le famiglie. Le attività possono svolgersi a livello locale, regionale, nazionale o europeo. Maggiori informazioni, compreso il calendario della procedura di presentazione ed esame delle candidature, sono disponibiliqui

Dato che il Blue Deal dell'UE è una delle iniziative faro del CESE, la scelta di questo tema per gli eventi associati rappresenta una buona occasione per far conoscere le proposte presentate nell'ottobre scorso dal CESE nella sua dichiarazione per un Blue Deal dell'UE, in cui invoca una nuova e ambiziosa strategia idrica per l'Europa, che sia alla pari con il Green Deal europeo.  (gb)

Risoluzione alternativa delle controversie

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L'Europa è in ritardo in termini di competitività e deve affrontare le carenze del suo mercato unico con urgenza, ma facendo in modo di apportare benefici sia alle imprese che ai cittadini.

L'Europa è in ritardo in termini di competitività e deve affrontare le carenze del suo mercato unico con urgenza, ma facendo in modo di apportare benefici sia alle imprese che ai cittadini.

Alla sessione plenaria del CESE di gennaio si è svolto un dibattito sulla competitività europea e il futuro del mercato interno. Il parere del CESE al centro di tale dibattito è stato richiesto dalla presidenza belga del Consiglio dell'UE, che si è impegnata a utilizzare i sei mesi del suo mandato per concentrarsi sulla competitività e sul mercato unico. Il parere contribuirà inoltre alla relazione ad alto livello di Enrico Letta sul futuro del mercato unico, che sarà presentata al Consiglio europeo di marzo.

Il CESE sottolinea che il mercato interno deve affrontare le sfide di un mondo molto diverso da quello per il quale è stato creato negli anni '90 del secolo scorso. L'UE è pertanto soggetta a molteplici pressioni: mantenere condizioni di parità mentre sovvenziona le sue industrie per contribuire a finanziare la transizione verde; trattenere i posti di lavoro in Europa sia pure garantendo la competitività delle imprese; assicurarsi le materie prime applicando al tempo stesso le norme in materia di lavoro e di ambiente.

La relatrice Sandra Parthie ha dichiarato: "Il mercato unico ha contribuito a fare dell'UE uno dei principali blocchi commerciali del mondo, ma questa importante posizione non è destinata a durare. Ciò che proponiamo nel nostro parere è concentrarsi sullo sviluppo di una politica industriale europea che non sia la somma di 27 politiche industriali nazionali, ma piuttosto una visione realmente europea del nostro potenziale industriale".

Intervenendo nel corso del dibattito, il direttore generale di Business Europe Markus Beyrer ha affermato: "Abbiamo un problema di competitività. Stiamo restando indietro rispetto ai nostri concorrenti globali, e il mercato unico è uno degli strumenti a nostra disposizione per rimediare a questa situazione. L'obiettivo è produrre il margine necessario per alimentare il modello europeo come lo conosciamo, compresi gli aspetti sociali".

Ludovic Voet, segretario confederale della Confederazione europea dei sindacati (CES), ha sottolineato che il contratto sociale europeo è la base del mercato unico e deve essere rafforzato, e ha aggiunto che "nel nostro sistema competitivo, le imprese devono pagare salari equi, offrire buoni posti di lavoro ed evitare di danneggiare l'ambiente. L'Europa deve mantenere lo slancio necessario per una transizione verde che sia anche giusta".

Nel parere del CESE figura la proposta di nominare un commissario per i servizi di interesse economico generale (SIEG) nella prossima Commissione, con un piano quinquennale per lo sviluppo di SIEG sicuri, di buona qualità e sostenibili. Tali servizi rappresentano il 25 % del PIL dell'UE e il 20 % dell'occupazione totale e comprendono settori chiave quali i trasporti, l'energia, le comunicazioni, l'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari. Sono inoltre molto importanti anche nel settore dell'assistenza sanitaria e dei servizi sociali. (dm)

a cura del gruppo Lavoratori del CESE

Le preoccupazioni e il benessere dei cittadini e dei lavoratori devono sempre essere al centro del processo decisionale politico.

a cura del gruppo Lavoratori del CESE

Le preoccupazioni e il benessere dei cittadini e dei lavoratori devono sempre essere al centro del processo decisionale politico. Si tratta di fattori umani importanti di cui occorre tenere conto, poiché è l'unico modo per garantire condizioni di vita dignitose. L'adozione di politiche che garantiscano tali condizioni a tutti consente di accrescere la fiducia e rafforzare l'accettazione generalizzata delle misure politiche attuali e future, oltre a evitare la disillusione popolare che crea un terreno fertile per il populismo e l'estremismo di destra.

Queste preoccupazioni sono state alla base della definizione delle priorità del gruppo Lavoratori per il periodo 2023-2025, che invitano chiaramente i futuri leader dell'UE ad adottare un'agenda progressista imperniata su una dimensione più sociale e umana. Dopo decenni di crisi, i cui costi sono stati sostenuti in modo inequivocabile dai cittadini e dai lavoratori europei, ci auguriamo che il dibattito europeo possa tornare a orientarsi verso ciò che conta veramente: il progresso sociale.

Le nostre priorità definiscono la visione del gruppo Lavoratori di un'Europa che non è solo sociale e sostenibile, ma che difende anche lo Stato di diritto, i diritti umani, la parità di genere, la solidarietà e la diversità. Abbiamo bisogno di un'Europa che dia priorità alla lotta contro la disuguaglianza, la povertà e l'emergenza climatica, assicuri una duplice transizione verde e digitale giusta e garantisca un lavoro dignitoso per tutti. Si tratta del modo migliore per dare forza alla nostra democrazia e alla nostra società, e a tutti gli individui che ne fanno parte. Auspichiamo che si tenga conto di questa nostra visione.

Revisione della direttiva 92/106/CEE sul trasporto intermodale

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Prevenzione delle dispersioni di pellet di plastica per ridurre l'inquinamento da microplastiche

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Verso una strategia a vasto raggio per l'industria del legno dell'UE

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