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SEPTEMBER 2024 | IT

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Editoriale

Editoriale

I valori dello sport rimangono senza tempo: uniscono persone e paesi 

Care lettrici e cari lettori,

Il CESE ha lanciato l'iniziativa Più forti insieme per i valori dello sport per sostenere i valori promossi dai Giochi olimpici di Parigi del 2024 dal punto di vista della società civile. L'iniziativa pone al centro dell'attenzione i lavori del Comitato, che è sempre stato in prima linea nel promuovere lo sport come forza positiva che favorisce valori sani in tutti i settori della società. 

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I valori dello sport rimangono senza tempo: uniscono persone e paesi

Care lettrici e cari lettori,

Il CESE ha lanciato l'iniziativa Più forti insieme per i valori dello sport per sostenere i valori promossi dai Giochi olimpici di Parigi del 2024 dal punto di vista della società civile. L'iniziativa pone al centro dell'attenzione i lavori del Comitato, che è sempre stato in prima linea nel promuovere lo sport come forza positiva che favorisce valori sani in tutti i settori della società. 

Con questa iniziativa vorremmo evocare simbolicamente l'idea di tregua introdotta per la prima volta nei Giochi olimpici dell'antica Grecia che risalgono al nono secolo. La tregua, o ekecheiria in greco, durante lo svolgimento dei giochi olimpici era un periodo di pace tra le città-Stato in guerra tra loro, che consentiva agli atleti e agli spettatori di partecipare in sicurezza all'evento.

Alla luce del fragile panorama geopolitico attuale, dominato da conflitti e turbolenze politiche sia in Europa che in altre parti del mondo, l'idea di tregua appare più attuale che mai.

Inoltre, vorremmo sostenere i valori dello sport che rimangono senza tempo. Come affermava Nelson Mandela, lo sport può creare speranza laddove prima c'era solo disperazione. I valori che difendiamo hanno il potere di cambiare il mondo e unire i popoli e i paesi portando pace e armonia, in modo che prevalgano il rispetto e l'amicizia.

In questo contesto abbiamo lanciato una breve campagna che riflette i tre valori originali di eccellenza, rispetto e amicizia, che si sono evoluti nel corso degli anni per tenere conto delle persone con disabilità.

La società civile organizzata ha sostenuto la costruzione di un mondo pacifico e migliore educando i giovani alla pratica dello sport senza alcun tipo di discriminazione, il che richiede una comprensione reciproca in uno spirito di amicizia, solidarietà e fair play.

Sin dall'apertura dei Giochi olimpici di Parigi il CESE ha pubblicato sul proprio sito web e sulle proprie piattaforme social articoli, grafici, videomessaggi e dichiarazioni dei suoi membri. La campagna è proseguita durante i Giochi paralimpici, sottolineando che questa grande celebrazione sportiva lascia un'impronta indelebile sulla società e diffondendo messaggi forti a favore delle pari opportunità e della parità di trattamento.

I valori sportivi dei Giochi di Parigi sono profondamente in sintonia con i valori europei di libertà, pace, diversità e inclusione, che dovrebbero essere i principi guida della nostra vita quotidiana, in cui le differenze e i conflitti dovrebbero essere affrontati attraverso il dialogo e il rispetto reciproco.

Il CESE, in quanto casa della società civile organizzata, ha sempre difeso questi valori, sostenendo una società più inclusiva, equa e coesa, che assicuri le pari opportunità e la partecipazione attiva di tutti i suoi membri.

#Paris2024

Con i miei migliori saluti, 

Laurenţiu Plosceanu

Vicepresidente responsabile della comunicazione 

Date da ricordare

23 settembre 2024 

Consegna dei premi dell'UE per la produzione biologica 2023 

24 settembre 2024 

Convegno annuale del gruppo ad hoc Semestre europeo 

17-18 ottobre 2024 

Seminario sul tema Collegare l'UE 

23-24 ottobre 2024 

Sessione plenaria del CESE e forum ad alto livello sull'allargamento dell'UE

Una domanda a …

Qual è il valore dei giochi paralimpici e in che modo essi ed altre competizioni sportive contribuiscono ad abbattere i muri per le persone con disabilità? 

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Qual è il valore dei giochi paralimpici e in che modo essi ed altre competizioni sportive contribuiscono ad abbattere i muri per le persone con disabilità? 

Il membro del CESE Pietro Barbieri ci racconta la storia delle competizioni sportive per le persone con disabilità e ci spiega come due Olimpiadi, Seoul 1988 e Londra 2012, sono riuscite a realizzare un obbiettivo così a lungo atteso, ossia il cambiamento nella percezione della disabilità. Ed è stato così che siamo finalmente entrati nel mondo dello sport di tutti e per tutti. 

NON PIÙ COMPLETAMENTE INVISIBILI: COME LE OLIMPIADI DI SEOUL E DI LONDRA SONO RIMASTE NELLA STORIA

Di Pietro Barbieri

L’attività sportiva per persone con disabilità nasce in campo riabilitativo nel primo dopo guerra, come spazio per rendere più interessante e gradevole lo sforzo fisioterapico. Attraverso il gioco e il divertimento si riscopriva infatti anche il piacere della vita nella propria condizione nuova, in caso di evento traumatico, oppure naturale perché dalla nascita.

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Di Pietro Barbieri

L’attività sportiva per persone con disabilità nasce in campo riabilitativo nel primo dopo guerra, come spazio per rendere più interessante e gradevole lo sforzo fisioterapico. Attraverso il gioco e il divertimento si riscopriva infatti anche il piacere della vita nella propria condizione nuova, in caso di evento traumatico, oppure naturale perché dalla nascita.

Si configurava un’attività con due finalità precise: rafforzare le proprie autonomie fisiche e recuperare una propria identità autentica e solida. Si potrebbe oggi dire che si è passati dal gioco abilitativo all’empowerment, ossia il conferimento di potere a chi pensa di non averlo o di averlo perso. Potere su di sé e sulle proprie decisioni. Il fulcro essenziale dei diritti umani.

Lo sbocco naturale è nell’immagine sociale, ovvero quella percepita dagli altri. Il passaggio del recupero di sé stessi transita immediatamente verso la comunità in cui si vive. La pratica sportiva diviene una forma di rivendicazione dei propri diritti fondamentali e della propria dignità.

C’è stato un lungo passaggio nel deserto: i pionieri degli anni '60 sono stati degli eroi rispetto al loro tempo. Nondimeno lo sono stati nel lungo percorso tra quegli anni e la nostra contemporaneità. Lo stesso valore atletico delle gesta dei Paralimpici è stato riconosciuto con molta difficoltà.

Una data rimarrà nella storia: 1988, Olimpiadi di Seul. Quell’occasione fu il culmine della battaglia per raggiungere il riconoscimento all’interno del mondo sportivo, dove lo stigma della perfezione fisica, sensoriale e mentale era talmente forte da rappresentare un ostacolo maggiore rispetto persino all’inclusione nel mondo del lavoro dove invece vige un pregiudizio di improduttività. Lo fu perché il Comitato Olimpico Internazionale volle introdurre gare per atleti con disabilità alternati a quelli senza disabilità. Fu un esperimento che durò solo in quell’occasione poiché ragioni organizzative, in particolare relative alle questioni dell’accessibilità, rendevano complesso al limite dell’impraticabile proseguire in quella direzione. Seppur discutibile, comunque, quella scelta fece nascere le Paralimpiadi per come le conosciamo oggi. Con un serio riconoscimento dello sforzo atletico di ogni paralimpico. Si era finalmente entrati nel mondo dello sport di tutti e per tutti. Una nuova era.

Da lì in poi era necessario far diventare lo sport paralimpico appetibile al vasto mondo delle persone che seguono lo sport dal vivo o in televisione. Proprio nel 1988, a Seul, i commentatori televisivi erano del tutto ignari persino di quali fossero i favoriti per ogni singola gara. Il risultato, come si può immaginare, fu abbastanza disastroso. Nel tempo si sono formati giornalisti sportivi che seguono le attività degli sportivi con disabilità. Questo è stato un passaggio fondamentale per il cambio di narrazione.

Si arriva quindi a un’altra data fondamentale: 2012, olimpiadi di Londra. Organizzate in maniera impeccabile, con una imponente campagna televisiva, soprattutto in Gran Bretagna. Il risultato: stadi pieni in ogni settore dello sport. Fu anche il momento in cui grazie alla nuova narrazione giornalistica, alcuni atleti con disabilità diventarono molto famosi. Esattamente come i loro colleghi olimpici.

Dagli anni '50 ad oggi il mondo è cambiato. La sensazione di non essere più completamente invisibili è ora patrimonio collettivo del mondo della disabilità. Ecco, questa narrazione è un percorso che speriamo avvenga in ogni campo della vita delle persone, così come afferma la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità: è necessario un cambio di paradigma. Nello sport, nonostante tutto, c’è sicuramente stato.

L'ospite a sorpresa

Il nostro ospite a sorpresa di questa edizione è l'ex campione greco di sollevamento pesi Pyrros Dimas, tre volte medaglia d'oro alle olimpiadi, che ci ha spiegato cosa lo colpisce di più quando assiste ai Giochi olimpici. Sebbene con il tempo i Giochi olimpici siano cambiati sotto molti aspetti, i principi dell'olimpismo e le emozioni degli atleti in gara sono rimasti gli stessi di sempre. 

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Il nostro ospite a sorpresa di questa edizione è l'ex campione greco di sollevamento pesi Pyrros Dimas, tre volte medaglia d'oro alle olimpiadi, che ci ha spiegato cosa lo colpisce di più quando assiste ai Giochi olimpici. Sebbene con il tempo i Giochi olimpici siano cambiati sotto molti aspetti, i principi dell'olimpismo e le emozioni degli atleti in gara sono rimasti gli stessi di sempre.

Dimas è vicepresidente della Federazione internazionale sollevamento pesi, nonché allenatore della squadra nazionale degli Stati Uniti. Alle olimpiadi ha vinto tre medaglie d'oro e una di bronzo. È stato membro del parlamento greco e presidente della Federazione ellenica di sollevamento pesi.

 

 

Cosa vedo nelle Olimpiadi

Sono un uomo fortunato. I Giochi olimpici di Parigi sono la nona edizione di questo evento cui ho partecipato, dalla prima volta a Barcellona nel 1992. A quattro Olimpiadi ho partecipato come atleta, raggiungendo il podio. Alle altre cinque edizioni ho assistito in una varietà di ruoli: spettatore, membro della Federazione internazionale sollevamento pesi, allenatore della squadra nazionale degli Stati Uniti d'America. 

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Sono un uomo fortunato. I Giochi olimpici di Parigi sono la nona edizione di questo evento cui ho partecipato, dalla prima volta a Barcellona nel 1992. A quattro Olimpiadi ho partecipato come atleta, raggiungendo il podio. Alle altre cinque edizioni ho assistito in una varietà di ruoli: spettatore, membro della Federazione internazionale sollevamento pesi, allenatore della squadra nazionale degli Stati Uniti d'America. In questi decenni di presenza nell'ambiente olimpico ho assistito a molti cambiamenti. Oltre alle città in cui di volta in volta sono ospitati i Giochi olimpici, sono cambiate varie altre cose. I progressi nella copertura televisiva hanno consentito agli spettatori di avvicinarsi agli atleti, fino al punto di riuscire a vedere le emozioni sui loro volti. L'introduzione di nuovi sport nel programma olimpico ha attirato un pubblico giovane e ci ha familiarizzato con discipline di cui prima non avevamo neppure sentito parlare. Al tempo stesso, il concetto di sicurezza ci ricorda che viviamo in un mondo imprevedibile, in tempi turbolenti.

Insomma, tutto sta cambiando nei Giochi olimpici, ad eccezione dei principi delle Olimpiadi e dei sogni degli atleti che vi partecipano. Nel mondo odierno, gli ideali olimpici sono più importanti che mai, oltre ad essere spesso in anticipo sui tempi. Concetti quali l'inclusione, l'accettazione della diversità e la coesistenza armoniosa fanno parte dello spirito olimpico da decenni, da molto prima di essere discussi nelle società. Tuttavia, come atleta e come olimpionico che conosce le difficoltà associate alla partecipazione a uno sport competitivo a così alti livelli, devo concentrarmi principalmente sugli atleti. Per molti di questi giovani i Giochi olimpici rappresentano lo scopo della loro esistenza, ciò che dà un significato alla loro vita e una forma ai loro sogni. Per questo motivo, per quanto mi riguarda, vedo nelle Olimpiadi molto più del tabellone del punteggio o della classifica: le espressioni sul volto degli atleti, la loro esultanza e la loro tristezza le loro lacrime e il loro entusiasmo, il loro sforzo di superare sé stessi.

VENIAMO AL PUNTO!

Nella rubrica "Veniamo al punto" di questa edizione, il relatore del parere del CESE sul tema Idrogeno – infrastrutture, esigenze di sviluppo, finanziamenti, utilizzo e limiti, Thomas Kattnig, elenca le condizioni essenziali che dovranno essere soddisfatte affinché l'industria europea dell'idrogeno abbia un futuro brillante. 

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Nella rubrica "Veniamo al punto" di questa edizione, il relatore del parere del CESE sul tema Idrogeno – infrastrutture, esigenze di sviluppo, finanziamenti, utilizzo e limiti, Thomas Kattnig, elenca le condizioni essenziali che dovranno essere soddisfatte affinché l'industria europea dell'idrogeno abbia un futuro brillante. 

Espandere, certificare, finanziare – L'idrogeno come elemento costitutivo di un futuro verde

di Thomas Kattnig

L'idrogeno verde è uno degli elementi costitutivi della nostra transizione energetica, e la sua rapida diffusione è estremamente importante per il futuro sistema energetico e per il benessere economico e sociale dell'UE. 

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di Thomas Kattnig

L'idrogeno verde è uno degli elementi costitutivi della nostra transizione energetica, e la sua rapida diffusione è estremamente importante per il futuro sistema energetico e per il benessere economico e sociale dell'UE.

Tuttavia, creare l'offerta, la domanda, le infrastrutture e la produzione dell'idrogeno comporta una serie di sfide. L'idrogeno è costoso e necessita di condizioni quadro adeguate. Da un lato, occorre concentrare la sua utilizzazione nei settori difficili da elettrificare e come mezzo di stoccaggio dell'energia. Dall'altro, bisogna creare le condizioni necessarie per un'espansione rapida ed efficiente delle infrastrutture per l'idrogeno.

Tre aspetti sono particolarmente importanti in questo contesto:

  1. occorre garantire il necessario finanziamento dell'infrastruttura. Poiché la costruzione di un'infrastruttura di trasporto comporterà costi significativi, il CESE sottolinea l'importanza di un'allocazione efficiente delle risorse. Ciò richiederà una pianificazione intelligente e integrata, anche a livello transfrontaliero, e un regime normativo che consenta i necessari investimenti nelle infrastrutture e, nel contempo, promuova la sostenibilità ambientale del sistema energetico nel suo insieme e protegga gli utenti della rete da oneri di rete eccessivi. Allo stesso tempo, occorre senz'altro evitare oneri aggiuntivi sotto forma di sovvenzioni incrociate delle reti dell'idrogeno da parte degli utenti della rete del gas. Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante, perché i futuri utenti dell'infrastruttura di rete dell'idrogeno sono molto diversi dagli attuali utenti della rete del gas. È pertanto importante applicare per quanto possibile il principio "chi utilizza paga", garantendo così che le infrastrutture per l'idrogeno siano finanziate anzitutto dai relativi utenti.
  2. Oltre al finanziamento, occorre garantire la manodopera necessaria per l'espansione e la produzione. In aggiunta alla creazione di nuovi posti di lavoro di qualità, è particolarmente importante la riassegnazione dei lavoratori già in servizio. Ciò vuol dire che servono misure adeguate di formazione, riqualificazione e perfezionamento professionale per gli addetti attuali, e buone condizioni di lavoro che li incoraggino a rimanere nel settore. Ad esempio, gli operatori di rete devono essere vincolati dai contratti collettivi comunemente applicati, e occorre migliorare le condizioni di lavoro per attrarre manodopera qualificata. Il CESE chiede pertanto un dialogo sociale efficiente e conclusivo nel settore del gas a livello sia europeo che nazionale.
  3. Occorre garantire una certificazione uniforme, tracciabile e obbligatoria dell'idrogeno prodotto attraverso un regime centralizzato dell'UE. Oltre ai criteri ambientali, tali regimi di certificazione devono anche garantire degli standard sociali, comprendenti condizioni di lavoro eque e sicure e il rispetto dei diritti sociali, sindacali e del lavoro.

Il CESE invita pertanto la Commissione a rivedere la strategia per l'idrogeno, che è stata giustamente criticata dalla Corte dei conti europea. In collaborazione con la società civile a livello nazionale ed europeo, occorre garantire l'elaborazione di una strategia globale che tenga conto della certificazione, del finanziamento, dei requisiti relativi alla mano d'opera, della promozione e della protezione dei consumatori. Solo così si può garantire il successo futuro dell'industria europea dell'idrogeno.

New publications

Scopri il Passaporto per la democrazia europea – la tua guida alla cittadinanza attiva!

Sei pronto a intraprendere un viaggio che ti consentirà di diventare un cittadino europeo maggiormente informato, impegnato e attivo? Che tu sia uno studente, un giovane professionista o un membro attivo della comunità, il Passaporto per la democrazia europea creato dal CESE è la chiave che ti consentirà di dischiudere tutto il potenziale dei tuoi diritti civili. 

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Sei pronto a intraprendere un viaggio che ti consentirà di diventare un cittadino europeo maggiormente informato, impegnato e attivo? Che tu sia uno studente, un giovane professionista o un membro attivo della comunità, il Passaporto per la democrazia europea creato dal CESE è la chiave che ti consentirà di dischiudere tutto il potenziale dei tuoi diritti civili.

Il passaporto fornisce schede, note informative e altri ausili per orientarsi tra i vari aspetti della moderna democrazia europea, tra cui un insieme di strumenti per le risorse destinate alla partecipazione e un manuale dettagliato sull'iniziativa dei cittadini europei.

Ti interessa scoprire la nuova edizione (2023-2024) dell'opuscolo sul Passaporto per la democrazia europea? Scrivici e te la invieremo: ora è disponibile in tutte le 24 lingue dell'UE.

La versione interattiva online è disponibile in inglese, francese e tedesco (altre lingue saranno aggiunte via via). Entra subito in un mondo in cui la tua voce è davvero importante!  (ep)

Notizie dal CESE

Sono 24 i progetti finalisti per i Premi dell'UE per la produzione biologica

Sono stati annunciati i finalisti dell'edizione 2024 dei Premi dell'UE per la produzione biologica: si tratta di 24 progetti, suddivisi in otto categorie, che rappresentano 12 Stati membri dell'UE. La proclamazione dei vincitori avverrà nel corso di una cerimonia che si terrà a Bruxelles il prossimo 23 settembre, in concomitanza con le celebrazioni annuali per la Giornata europea della produzione biologica.

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Sono stati annunciati i finalisti dell'edizione 2024 dei Premi dell'UE per la produzione biologica: si tratta di 24 progetti, suddivisi in otto categorie, che rappresentano 12 Stati membri dell'UE. La proclamazione dei vincitori avverrà nel corso di una cerimonia che si terrà a Bruxelles il prossimo 23 settembre, in concomitanza con le celebrazioni annuali per la Giornata europea della produzione biologica. 

Questo concorso a premi, arrivato alla terza edizione, ricompensa i progetti che sono innovativi e sostenibili e che apportano un valore aggiunto significativo alla produzione e al consumo di alimenti biologici. Esso offre ai vincitori una vetrina in cui possono presentare le loro buone pratiche a un pubblico più ampio. 

I Premi dell'UE per la produzione biologica sono assegnati dalla Commissione europea, dal Comitato economico e sociale europeo, dal Comitato europeo delle regioni, da Copa-Cogeca e IFOAM Organics Europe, dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'UE. La giuria del concorso si compone di sette membri, uno per ciascuno degli enti organizzatori. 

I finalisti, suddivisi per categoria di premio, sono i seguenti: 

  • per la migliore agricoltrice biologica: Blagovesta Vasilieva (Bulgaria), Caroline Devillers (Belgio), Reinhild Frech-Emmelmann (Austria) 
  • per il migliore agricoltore biologico: Gianpaolo Mancini (Italia), Tommi Hasu (Finlandia), Benny Schöpf (Germania) 
  • per la migliore regione biologica: Consorzio intermunicipale dell'Alto Tâmega e Barroso (Portogallo), Castiglia-La Mancia (Spagna), Savo meridionale (Finlandia) 
  • per la migliore città biologica: BioStadt Bremen (Germania), Cascais (Portogallo), Las Rozas (Spagna) 
  • per il miglior "biodistretto" biologico: Distretto del cibo Monregalese (Italia), Bioregione di São Pedro do Sul (Portogallo), Biodistretto del Sörmland (Svezia) 
  • per la migliore PMI di trasformazione alimentare biologica: Biologon GmbH (Austria), Gino Girolomoni Cooperativa Agricola (Italia), Organic veggie food GmbH (Germania) 
  • per il miglior rivenditore di alimenti biologici: BIOGAST GmbH (Austria), Coolanowle Organic Meats (Irlanda), SAiFRESC (Spagna) 
  • per il miglior ristorante / servizio di ristorazione biologico: B2 Bio pur GmbH (Germania), Biohotel St. Daniel (Slovenia), Kalf & Hansen (Svezia). 

Nell'UE 17 milioni di ettari (pari al 10,5 % dei terreni agricoli dell'UE nel 2022) sono coltivati con colture biologiche e l'obiettivo - stabilito nel Green Deal europeo - consiste nell'arrivare a destinare all'agricoltura biologica il 25 % dei terreni agricoli dell'Unione entro il 2030. È essenziale sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica e far aumentare la domanda di alimenti biologici da parte dei consumatori. I Premi dell'UE per la produzione biologica, istituiti nel 2022 nel quadro del piano d'azione per lo sviluppo della produzione biologica, assegnano un riconoscimento all'eccellenza lungo tutta la catena del valore del biologico, dall'agricoltura ai servizi di ristorazione, migliorando la visibilità e la conoscenza delle pratiche biologiche. (ks)

Vietare i tirocini non retribuiti: basta con i tirocinanti che lavorano gratis

Quasi la metà degli oltre tre milioni di tirocinanti nell'UE non riceve alcun compenso e quasi un terzo non ha accesso alla protezione sociale.

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Quasi la metà degli oltre tre milioni di tirocinanti dell'UE non riceve alcun compenso e quasi un terzo non ha accesso alla protezione sociale

Lo scorso luglio si è svolto al CESE un dibattito ad alto livello su come migliorare la legislazione europea sui tirocini, nel corso del quale si sono levati gli appelli della società civile e delle organizzazioni giovanili a porre fine alla diffusa pratica dei tirocinanti che lavorano senza alcun compenso e non beneficiano della protezione sociale né di altri diritti sociali e del lavoro.

Nel dibattito che si è tenuto alla sessione plenaria con il commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali Nicolas Schmit, il Comitato ha espresso apprezzamento per le ultime proposte presentate dalla Commissione per migliorare i tirocini in Europa: la direttiva sui tirocini e il quadro di qualità rafforzato per i tirocini.

Il CESE ha tuttavia esortato i colegislatori a rafforzare queste proposte per lottare contro l'uso improprio dei tirocini come fonte di manodopera a buon mercato o in sostituzione di regolari posti di lavoro al livello di base. Ha ricordato che è importante corrispondere ai tirocinanti un equo compenso e anche un'indennità che copra le loro spese di sostentamento per la durata del tirocinio.

Il Presidente del CESE Oliver Röpke ha dichiarato che "i tirocini sono uno strumento fondamentale per permettere ai giovani di avere un'esperienza diretta del mondo del lavoro. Dobbiamo fare in modo che nessun giovane sia tagliato fuori da queste opportunità a causa di difficoltà finanziarie. Ecco perché chi svolge un periodo di tirocinio deve ricevere un'equa retribuzione. Dobbiamo affrontare il problema dei tirocini che sfruttano i tirocinanti in Europa, e ringrazio la Commissione per le sue proposte volte a conseguire questo obiettivo."

Il commissario Schmit ha aggiunto che "i tirocini possono essere, per i giovani, un ottimo modo di fare una prima esperienza lavorativa, acquisire nuove competenze e costruire una rete di contatti. Ma è necessario che siano di buona qualità: in altre parole, il tirocinio deve perseguire un obiettivo di apprendimento ben preciso, deve essere retribuito e prevedere un tutoraggio e un orientamento per aiutare il tirocinante nella transizione verso il mondo del lavoro".

Nel parere sul tema Direttiva sui tirocini e quadro di qualità rafforzato per i tirocini, il CESE ha messo l'accento sul ruolo chiave svolto dalle autorità competenti nella lotta contro i rapporti di lavoro regolari camuffati da tirocini. Le parti sociali possono avere un ruolo decisivo in questa azione di contrasto, in linea con le prassi esistenti a livello nazionale.

"È essenziale migliorare il quadro di qualità per i tirocini in tutta Europa, in particolare per quanto riguarda il rafforzamento dei contenuti di apprendimento e formazione e la lotta contro l'abuso e l'uso improprio dei tirocini. Chiediamo quindi alla Commissione di migliorare le proposte che ha presentato sul tema, in modo da garantire il raggiungimento di questi obiettivi", ha concluso la relatrice del parere Nicoletta Merlo. (ll)

 

Il CESE è pronto a collaborare con la presidenza ungherese del Consiglio dell'UE

Alla sessione plenaria di luglio del CESE si è tenuto un dibattito con il ministro ungherese per gli Affari dell'Unione europea János Bóka, il quale ha presentato le priorità principali del semestre di presidenza ungherese del Consiglio dell'UE.

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Alla sessione plenaria di luglio del CESE si è tenuto un dibattito con il ministro ungherese per gli Affari dell'Unione europea János Bóka, il quale ha presentato le priorità principali del semestre di presidenza ungherese del Consiglio dell'UE. 

L'Ungheria assume la presidenza di turno in un momento delicato per l'Europa, in una fase di transizione politica all'interno delle istituzioni e di sfide senza precedenti per l'Unione. "La presidenza ungherese del Consiglio nella seconda metà del 2024 si colloca in un periodo di crisi su vari fronti", ha dichiarato il ministro Bóka. "Oggi siamo alle prese con una guerra in corso nel vicinato dell'UE, una competitività europea in calo, crescenti tensioni nelle nostre relazioni commerciali, sfide demografiche, una migrazione incontrollata e prospettive sempre più magre per gli agricoltori europei". 

Nel sottolineare che il CESE vanta una lunga esperienza di proficua cooperazione con le presidenze di turno del Consiglio, il Presidente del CESE Oliver Röpke si è soffermato sulla missione delle istituzioni in quanto custodi dei valori europei: "Il nostro Comitato è impegnato a collaborare strettamente con la presidenza ungherese per garantire che l'UE intervenga su quelle che i cittadini europei considerano come le priorità più urgenti da affrontare. Saremo vostri partner insostituibili, ma anche critici aperti e costruttivi. La società civile si esprime con voce forte, e noi faremo in modo che sia ascoltata." 

Alcuni membri del CESE hanno espresso preoccupazione in merito alla posizione dell'Ungheria sulla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, al rispetto dello Stato di diritto nell'UE e alla riduzione dello spazio concesso alla società civile ungherese. János Bóka ha ribattuto che la presidenza ungherese ha piena consapevolezza delle proprie responsabilità e aderisce sia alla posizione comune dell'UE sull'Ucraina sia al rispetto dello Stato di diritto e dei valori europei. La presidenza ungherese ha già preso contatto con il CESE chiedendogli di elaborare dieci pareri esplorativi. Maggiori informazioni sulle attività del Comitato durante il semestre di presidenza ungherese sono disponibili sul sito web del CESE. (mp)

Il CESE lancia un preallarme per l'impatto dell'allargamento dell'UE sull'agricoltura

Il CESE ha lanciato un preallarme in merito all'impatto del prossimo allargamento dell'Unione sul settore agricolo. Questa ulteriore espansione dell'UE si colloca in un contesto di importanti sfide globali: dai mutamenti geopolitici ai cambiamenti climatici fino alle transizioni nelle politiche energetiche e ambientali. Il CESE sottolinea quanto sia importante che i nuovi paesi si preparino e aderiscano ai valori dell'UE in modo scrupoloso.

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Il CESE ha lanciato un preallarme in merito all'impatto del prossimo allargamento dell'UE sul settore agricolo. Questa ulteriore espansione dell'UE si colloca in un contesto di importanti sfide globali: dai mutamenti geopolitici ai cambiamenti climatici fino alle transizioni nelle politiche energetiche e ambientali. Il CESE sottolinea quanto sia importante che i nuovi paesi si preparino e aderiscano ai valori dell'UE in modo scrupoloso. 

Nella sessione plenaria di luglio il CESE ha adottato un parere in cui sottolinea la complessità del processo di allargamento, evidenziando che è necessario garantirne la preparazione e la sostenibilità, nonché assicurare un sostegno equilibrato al settore agricolo sia negli attuali Stati membri che nei paesi candidati. L'allargamento mira a rafforzare l'autonomia strategica dell'UE e a ridurre l'impatto ambientale dell'agricoltura. In passato, però, gli allargamenti hanno prodotto risultati contrastanti, andando spesso a vantaggio delle aziende agricole più grandi anziché di quelle più piccole situate in contesti rurali. 

Tutto ciò è stato messo in evidenza dal relatore del parere Stoyan Tchoukanov, il quale ha osservato che gli allargamenti precedenti, per quanto vantaggiosi sul piano generale, non hanno prodotto benefici per le zone rurali e i piccoli agricoltori, e ha quindi posto l'accento sulla necessità di gestire attentamente il sistema agricolo onde evitare perturbazioni. 

Per contrastare la potenziale diffusione di informazioni errate e garantire un'integrazione agevole, il CESE raccomanda di raccogliere dati in modo esaustivo e di monitorare le riforme agricole. I paesi candidati dovranno adattarsi all'evoluzione della politica agricola comune (PAC), che è ora incentrata sui servizi ecosistemici piuttosto che sugli aiuti tradizionali. L'allargamento dovrebbe portare a un aumento considerevole della superficie agricola dell'UE, specie con l'adesione dell'Ucraina, che da sola farebbe aumentare di un quarto tale superficie. 

Il CESE raccomanda un approccio di integrazione graduale, con dotazioni di bilancio specifiche per sostenere i rami più colpiti del settore agricolo e in particolare le PMI. Le future riforme della PAC dovrebbero concentrarsi sulla sostenibilità, sostituendo le sovvenzioni per ettaro con incentivi basati sui benefici ambientali e sociali. 

Nel complesso, il CESE chiede un processo di allargamento attento e ben sostenuto per garantire che tutti gli Stati membri ne traggano vantaggio e che le pratiche agricole dell'UE rimangano sostenibili ed eque in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche.

Il CESE chiede misure supplementari per rafforzare le capacità dell'UE nel settore dei materiali avanzati

Il CESE ha criticato l'attuale piano della Commissione europea sui materiali avanzati per la mancanza di finanziamenti, di obiettivi quantificabili e di indicatori di sostenibilità. Nel parere sulla comunicazione della Commissione in materia, il Comitato raccomanda una strategia globale tesa ad assicurare all'UE la leadership mondiale in questo settore chiave.

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Il CESE ha criticato l'attuale piano della Commissione europea sui materiali avanzati per la mancanza di finanziamenti, di obiettivi quantificabili e di indicatori di sostenibilità. Nel parere sulla comunicazione della Commissione in materia, il Comitato raccomanda una strategia globale tesa ad assicurare all'UE la leadership mondiale in questo settore chiave. 

"I materiali avanzati sono fondamentali per l'industria, la crescita economica e la sostenibilità nell'UE. Abbiamo bisogno di indicatori di sostenibilità in tutti i processi di produzione e dobbiamo garantire le competenze adeguate e una manodopera qualificata", ha dichiarato Anastasis Yiapanis, relatore del parere. 

Il Comitato avverte che il piano della Commissione manca dell'ambizione e degli obiettivi specifici necessari per garantire la leadership industriale dell'UE. Il correlatore Gerardo Luis Arroyo Herranz sottolinea l'assenza di obiettivi quantificabili, di scadenze e di indicatori chiave di prestazione. Il CESE chiede un approccio strategico e ambizioso per rafforzare le capacità dell'UE relative ai materiali avanzati e propone di includere l'assistenza sanitaria tra i settori strategici a causa del suo significativo impatto industriale. 

Una raccomandazione essenziale è quella di realizzare la transizione verso un'economia circolare per ridurre la dipendenza dalle materie prime. Ciò richiede una cooperazione rafforzata tra l'industria, il mondo accademico e i responsabili politici, investimenti sostanziali nella ricerca e nello sviluppo, come pure la creazione delle competenze. "In assenza di lavoratori adeguatamente qualificati, ogni azione rischia di fallire. L'UE deve attuare programmi di miglioramento delle competenze e di riqualificazione per l'attuale forza lavoro, unitamente a iniziative di istruzione e formazione professionale", ha dichiarato Arroyo Herranz. 

Il CESE ritiene che i 250 milioni di EUR proposti per il settore dei materiali avanzati nell'ambito di Orizzonte Europa siano insufficienti, e chiede finanziamenti più consistenti, incentivi fiscali e procedure burocratiche semplificate per stimolare gli investimenti e l'innovazione. Un aspetto che desta preoccupazione è anche la necessità di garantire un approvvigionamento stabile di materie prime critiche. 

A tale riguardo, il CESE raccomanda di rafforzare la capacità interna dell'UE e diversificare le fonti, anche creando partenariati con la Corea del Sud e gli Stati Uniti e stipulando contratti a lungo termine con paesi più piccoli, in modo da attenuare le perturbazioni nelle forniture. (gb)

Appello a considerare il ruolo dei prestatori di assistenza

Il CESE chiede alla Commissione di porre il tema dei prestatori di assistenza informale tre le priorità politiche e di istituire una piattaforma per lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri.

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Il CESE chiede alla Commissione di porre il tema dei prestatori di assistenza informale tre le priorità politiche e di istituire una piattaforma per lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri.

Nella sessione plenaria di luglio il CESE ha adottato un parere in cui chiede l'adozione di misure aggiuntive, a livello sia dell'UE che degli Stati membri, per proteggere meglio i caregiver informali e riconoscere il loro contributo essenziale alla società.

Tra le misure invocate figurano l'istituzione da parte della Commissione europea di una piattaforma per lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri, la fornitura di servizi di assistenza di base comunitaria accessibili e di elevata qualità per alleviare l'onere che grava sui caregiver familiari, e la messa a disposizione di servizi di sollievo. È inoltre fondamentale che i prestatori di assistenza possano accedere a condizioni di lavoro flessibili, in modo da non essere costretti a lasciare il lavoro per prendersi cura dei familiari.

Il relatore del parere Pietro Barbieri ha sottolineato che "il CESE è pronto a dare voce a un gruppo di persone che nella nostra società sono per lo più invisibili: i prestatori di assistenza informale. Queste persone sono spesso costrette a lasciare il lavoro, perdendo così il loro reddito e molti dei loro diritti. I prestatori di assistenza informale svolgono la loro attività nell'ombra. È giunto il momento di puntare i riflettori sui loro sforzi".

Il CESE invita gli Stati membri ad adottare misure adeguate per garantire che la decisione di ricorrere all'assistenza informale sia volontaria, che si affrontino le disparità di genere, che i prestatori di assistenza informale possano mantenere la loro occupazione e la loro retribuzione grazie a condizioni di lavoro più flessibili e possano facilmente reinserirsi nel mercato del lavoro se sono stati costretti a lasciarlo. È importante garantire loro un adeguato equilibrio tra attività professionale e vita privata.

La prestazione di assistenza informale non grava nella stessa misura sugli uomini e sulle donne. Un'enorme percentuale di prestatori di assistenza informale è costituita da donne, di cui circa il 70 % si occupa di figli, coniugi o fratelli. Oltre a essere esposte a rischi più elevati di burnout e disturbi psicofisici, queste donne sono minacciate da un grave rischio di povertà. "Il nostro è uno dei migliori sistemi di protezione sociale al mondo, ma in molti casi fa affidamento sul corpo, sulle braccia e sulla forza di volontà delle donne", ha aggiunto.

Per poter monitorare l'impatto delle norme e dei regolamenti pertinenti è essenziale disporre di dati qualitativi e quantitativi descrittivi delle effettive condizioni di vita dei prestatori di assistenza informale. Il CESE sollecita l'adozione di ulteriori strategie di ricerca, in particolare con la cooperazione di Eurofound e con il coinvolgimento delle parti interessate.

Rilanciare la democrazia in Europa: agire al più presto per colmare le lacune e promuovere il cambiamento

Le elezioni europee hanno dimostrato che vi è ancora una solida maggioranza a favore dell'Europa, ma anche che gli elettori di tutta l'UE chiedono risposte politiche e legislative urgenti alle sfide sollevate in campagna elettorale. Il rischio, altrimenti, è che la maggioranza europeista perda sostegno, in quanto i cittadini potrebbero sempre più voltare le spalle alle forze politiche tradizionali.

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Le elezioni europee hanno dimostrato che vi è ancora una solida maggioranza a favore dell'Europa, ma anche che gli elettori di tutta l'UE chiedono risposte politiche e legislative urgenti alle sfide sollevate in campagna elettorale. Il rischio, altrimenti, è che la maggioranza europeista perda sostegno, in quanto i cittadini potrebbero sempre più voltare le spalle alle forze politiche tradizionali. 

Nella sessione plenaria di luglio il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha ospitato un dibattito sullo stato della democrazia in Europa, con la partecipazione della Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e dei rappresentanti dei gruppi politici della nuova Eurocamera. 

Nel suo intervento, il Presidente del CESE Oliver Röpke ha dichiarato che "le elezioni europee di giugno sono state un campanello d'allarme: dopo questi risultati, è nostro dovere riflettere sullo stato attuale della democrazia. Siamo uniti nella convinzione che l'Unione europea sia l'unica risposta possibile, in grado di realizzare una forma di democrazia che migliora visibilmente la qualità della vita in tutta Europa". 

Al fine di consolidare il sostegno alla democrazia in Europa, l'UE, come ha sottolineato Roberta Metsola, deve dimostrare che la politica è ancora il principale fattore di cambiamento positivo nelle società e nelle comunità. "I datori di lavoro, i lavoratori e la società civile sono indispensabili per costruire l'Europa in tutte le nostre città, piccole e grandi, e nelle nostre regioni. Perché è lì che l'Europa prende forma, ed è lì che la democrazia diventa azione concreta".

Nel dibattito con i rappresentanti dei gruppi politici, Željana Zovko, vicepresidente del Partito popolare europeo (PPE), il gruppo più numeroso al Parlamento europeo, ha affermato che il suo gruppo si aspetta che le politiche avviate durante il precedente mandato siano portate avanti. Per parte sua, Ana Catarina Mendes, vicepresidente del gruppo Socialisti e Democratici (S&D), ha dichiarato che è essenziale concentrarsi sull'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e sulla lotta alla povertà. Dan Barna, vicepresidente del gruppo Renew, ha esortato invece la nuova Commissione europea a difendere lo Stato di diritto utilizzando più efficacemente gli strumenti esistenti. Kira-Marie Peter-Hansen, vicepresidente del gruppo Verdi/ALE, è intervenuta sull'importanza di mantenere il Green Deal quale politica fondamentale dell'UE. Infine, Martin Schirdewan, copresidente del gruppo della Sinistra, ha precisato che il suo gruppo chiederà alla nuova Commissione di affrontare i costi della crisi abitativa. (mt)

Digitalizzazione dell'energia – I consumatori devono poter continuare ad avere la scelta tra la modalità digitale e quella "pre-digitale"

Nella sessione plenaria del CESE dello scorso luglio è stato adottato anche il parere sul tema Digitalizzazione dell'energia: bilanciare le opportunità e i rischi per i consumatori europei.

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Nella sessione plenaria del CESE dello scorso luglio è stato adottato anche il parere sul tema Digitalizzazione dell'energia: bilanciare le opportunità e i rischi per i consumatori europei. 

Nel parere, che è stato elaborato dal membro del CESE Kęstutis Kupšys, si sottolinea che l'energia dovrebbe rimanere economicamente accessibile, adattabile e di facile utilizzo per i consumatori. Digitalizzare l'energia non significa che i sistemi debbano essere "esclusivamente digitali". 

I consumatori devono rimanere la priorità assoluta e bisogna preservare le modalità tradizionali del fare impresa. L'UE deve compiere passi avanti nello sviluppo di strumenti digitali facili da utilizzare che rispondano a esigenze diverse e promuovano la parità di accesso ai servizi energetici digitali. 

Gli utenti, tuttavia, dovrebbero comunque poter scegliere tariffe, contratti e servizi al cliente in modalità "pre-digitale". "La digitalizzazione dell'energia offre delle opportunità, ma comporta anche delle sfide. Dobbiamo lavorare insieme per garantire che la transizione verso l'energia digitale sia inclusiva, sicura e realmente vantaggiosa per tutti i consumatori europei, trasformando i punti di forza in opportunità", ha dichiarato Kupšys. 

Il recente guasto informatico, che ha gettato nel caos i trasporti e le imprese in tutto il mondo, ha reso evidente quanto sia importante non dipendere eccessivamente dalla tecnologia. 

I vantaggi del passaggio all'energia digitale non devono far dimenticare l'altra faccia della medaglia, cioè i rischi e le sfide. Per questo motivo, la protezione dei consumatori e il sostegno ai lavoratori devono rimanere ai primi posti dell'agenda. 

È importante non solo creare norme dinamiche in materia di protezione dei consumatori che siano adattate ai nuovi contesti e ai nuovi partecipanti al settore, ma anche offrire ai lavoratori programmi di formazione e di riqualificazione, oltre a un'assistenza finanziaria. (mp)

L'edificio Van Maerlant (VMA) ha aperto le porte al pubblico in occasione delle Giornate del patrimonio 2024

Il Comitato economico e sociale europeo, in collaborazione con il Comitato delle regioni, ha deciso di includere l'edificio Van Maerlant (VMA) nell'edizione di quest'anno delle Giornate del patrimonio, organizzate da Urban Brussels nel fine settimana del 14 e 15 settembre.

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Il Comitato economico e sociale europeo, in collaborazione con il Comitato delle regioni, ha deciso di includere l'edificio Van Maerlant (VMA) nell'edizione di quest'anno delle Giornate del patrimonio, organizzate da Urban Brussels nel fine settimana del 14 e 15 settembre.

In occasione dell'evento si sono svolte visite guidate dell'edificio durante le quali i visitatori hanno potuto salire i gradini di marmo della "rotonda" per ammirare l'architettura originale dell'inizio degli anni '80, il quarto piano dell'edificio completamente ristrutturato e ammodernato con alcune soluzioni innovative ed ecocompatibili, nonché la parte più emblematica dell'edificio: il ponte pedonale a due piani sulla Rue Belliard con la celebre scultura Il filo di Arianna, realizzata nel 1991 dallo scultore belga Jean-Paul Laenen.

Le Giornate del patrimonio di Bruxelles (Journées du Patrimoine/Open Monumentendagen) si tengono ogni anno per celebrare la ricca storia dell'Art Nouveau nella città. Sia i residenti che i turisti sono invitati a scoprire vari edifici in tutta la capitale, con particolare attenzione a quelli solitamente chiusi al pubblico.

Maggiori informazioni (in inglese e francese) sono disponibili nella pagina web dedicata: Giornate europee del patrimonio | Giornate europee del patrimonio (cw)

Il baluardo della democrazia: l'evento più importante del CESE in materia di comunicazione sarà dedicato al giornalismo

Il 17 e 18 ottobre 2024 si terrà a Bruxelles il seminario Collegare l'UE, che è organizzato ogni anno dal CESE e riunisce i professionisti della comunicazione delle organizzazioni della società civile. L'edizione di quest'anno verterà sul giornalismo e sull'importanza di preservarne l'indipendenza e la rilevanza nel contesto della crescente pressione politica esercitata sui media e del rapido diffondersi dell'IA generativa.

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Il 17 e 18 ottobre 2024 si terrà a Bruxelles il seminario Collegare l'UE, che è organizzato ogni anno dal CESE e riunisce i professionisti della comunicazione delle organizzazioni della società civile. L'edizione di quest'anno verterà sul giornalismo e sull'importanza di preservarne l'indipendenza e la rilevanza nel contesto della crescente pressione politica esercitata sui media e del rapido diffondersi dell'IA generativa. 

Il seminario, che avrà per titolo "Il baluardo della democrazia: aiutare il giornalismo a sopravvivere e prosperare", si articolerà in due tavole rotonde e una sessione di networking:

  • Un giornalismo responsabile nell'epoca della "post-verità": Il livello della democrazia si sta deteriorando in tutto il mondo e i giornalisti sono alle prese con nuove sfide, come l'utilizzo sempre più sofisticato dell'IA per diffondere notizie false. Queste sfide si sommano a quelle esistenti ormai da tempo e che sembrano destinate a rimanere, come la mancanza di trasparenza nella proprietà dei media o l'insufficienza dei finanziamenti. Di cosa c'è bisogno affinché il giornalismo rimanga un caposaldo della democrazia? Un giornalismo responsabile è ancora praticabile oggigiorno? In un mondo in cui gli organi di informazione devono competere con influencer e social media come fonti di notizie, il giornalismo dovrà reinventarsi per rimanere un bene pubblico? I recenti interventi normativi dell'UE possono contribuire a rendere l'IA un alleato della libertà di stampa? 
  • Giornalismo investigativo: un mestiere vissuto pericolosamente – Il giornalismo d'inchiesta ha una lunga tradizione nel chiamare il potere a rendere conto e nel dar voce a coloro che cercano di denunciare abusi d'ufficio e privilegi. Con quali tipi di sfide i giornalisti investigativi devono destreggiarsi per portare la verità alla luce? Su che tipo di protezione possono contare per ripararsi dalle minacce? La nuova legislazione dell'UE può assicurare loro più libertà e capacità d'azione? 
  • Lavorare come addetto/a stampa o responsabile della comunicazione nell'era di Instagram e TikTok e dell'IA: in che modo trasmettere il proprio messaggio? (sessione di networking e seminari) – Attraverso presentazioni e seminari con esercitazioni, la sessione è intesa a fornire una rapida panoramica del "mirabile nuovo mondo" della comunicazione rivolta a tipologie di pubblico diverse, compresi i giovani. 

Il seminario Collegare l'UE offre una piattaforma in cui professionisti della stampa e della comunicazione delle organizzazioni della società civile possono entrare in contatto per discutere di questioni di attualità di comune interesse che riguardano l'Europa. L'evento riunisce e coinvolge, in un dibattito sui temi caldi del momento, membri del CESE e altri rappresentanti dell'Unione europea, esponenti di organizzazioni partner degli Stati membri, giornalisti e ricercatori. Il programma completo e l'elenco degli oratori sarà disponibile a breve sul sito Internet del CESE. Per maggiori informazioni scrivere all'indirizzo e-mail: pressofficers@eesc.europa.eu. (ll)

Notizie dai gruppi

Competitività: un compito arduo per la prossima Commissione von der Leyen

A cura del gruppo Datori di lavoro del CESE

Il gruppo Datori di lavoro si congratula con la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen per la sua rielezione lo scorso luglio e accoglie con favore i suoi orientamenti politici. I nuovi orientamenti indicano un cambiamento di rotta significativo, teso ad affrontare la sfida posta dal calo della competitività, riconoscendo che si tratta di una questione cruciale al pari dei cambiamenti climatici e della sicurezza.

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A cura del gruppo Datori di lavoro del CESE

Il gruppo Datori di lavoro si congratula con la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen per la sua rielezione lo scorso luglio e accoglie con favore i suoi orientamenti politici. I nuovi orientamenti indicano un cambiamento di rotta significativo, teso ad affrontare la sfida posta dal calo della competitività, riconoscendo che si tratta di una questione cruciale al pari dei cambiamenti climatici e della sicurezza. 

La competitività e la prosperità sono finalmente considerate priorità fondamentali. Il nuovo piano europeo di prosperità è inteso ad agevolare le attività commerciali in Europa, ad approfondire il mercato unico e a stimolare la produttività attraverso tecnologie innovative. Accogliamo con particolare favore l'obiettivo di facilitare la vita delle imprese attraverso la riduzione degli oneri amministrativi, la semplificazione dell'attuazione e la proposta di affidare a un(a) vicepresidente il coordinamento di questo aspetto. 

Come indicato nel documento che delinea le nostre priorità (Promuovere la prosperità per tutti: l'agenda dell'UE per la competitività), il gruppo Datori di lavoro del CESE chiede da tempo questo approccio, ed è pienamente disponibile a collaborare per allineare l'attuazione alle condizioni reali. La competitività dell'UE è da tempo gravemente minacciata. Anche se rimane una delle regioni più innovative, sicure e prospere del mondo, l'Europa è in ritardo rispetto agli Stati Uniti e perde terreno nei confronti della Cina per quanto riguarda vari parametri chiave, come la crescita del PIL pro capite, in cui negli ultimi dieci anni gli Stati Uniti hanno conseguito risultati migliori rispetto al nostro continente. Questa tendenza è evidenziata anche da segnali più granulari, ad esempio il numero di brevetti relativi alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e i livelli di investimenti esteri diretti (IED). 

Per questo motivo accogliamo con particolare favore le seguenti priorità indicate negli orientamenti politici per la prossima Commissione:

  •  una verifica della competitività rinnovata e un accordo interistituzionale "Semplificare e legiferare meglio" 
  • un forte impulso agli investimenti grazie a un'Unione europea dei risparmi e degli investimenti 
  • un aumento della spesa per la ricerca da concentrare sulle priorità strategiche, sulla ricerca innovativa e sull'eccellenza scientifica 
  • l'istituzione di un nuovo status giuridico a livello dell'UE per aiutare le imprese innovative a crescere 
  • un patto per l'industria pulita per investire nelle infrastrutture e nell'industria, abbassando i prezzi dell'energia e sostenendo le imprese nei loro sforzi per diventare più ecologiche.

Il progresso sociale è il futuro dell'Unione europea

a cura del gruppo Lavoratori del CESE 

Vi è la tendenza a classificare troppo facilmente alcuni eventi come momenti salienti di questo secolo, abusando pertanto di quest'espressione. Tuttavia, ora che la nuova Commissione europea sta per essere formata, sì che ci troviamo in uno di questi momenti: l'estrema destra è in ascesa e il malcontento si sta diffondendo in tutto il continente, la guerra in Ucraina prosegue con immutata violenza e il conflitto a Gaza rischia di trasformarsi in una guerra aperta su scala regionale. 

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a cura del gruppo Lavoratori del CESE 

Vi è la tendenza a classificare troppo facilmente alcuni eventi come momenti salienti di questo secolo, abusando pertanto di quest'espressione. Tuttavia, ora che la nuova Commissione europea sta per essere formata, sì che ci troviamo in uno di questi momenti: l'estrema destra è in ascesa e il malcontento si sta diffondendo in tutto il continente, la guerra in Ucraina prosegue con immutata violenza e il conflitto a Gaza rischia di trasformarsi in una guerra aperta su scala regionale. 

Benché sull'altra sponda dell'Atlantico il dado non sia ancora tratto, fenomeni quali l'aumento delle tariffe e l'inasprimento della guerra commerciale con la Cina persistono, il che finirà molto probabilmente per provocare un susseguirsi di shock alle catene di approvvigionamento e ai prezzi al consumo che ricadranno, in ultima istanza, sulla popolazione.

Nel frattempo, in primavera il Parlamento europeo e il Consiglio dell'UE hanno concordato nuove norme di austerità per l'UE, mentre gli Stati membri "frugali" continuano a bloccare le risorse proprie aggiuntive e le opzioni di prestito. L'Unione europea si trova di fronte a crescenti pressioni climatiche, disordini sociali, estremismo e fascismo, il discredito della democrazia e l'ascesa dell'autoritarismo che, insieme alla minaccia dell'annientamento nucleare e di una guerra aperta alle sue frontiere, dovrebbero indurre i suoi leader ad abbandonare il loro atteggiamento miope e le lotte interne. Qualsiasi politica che ignori la disuguaglianza e la giustizia (o si limiti a combatterle "a parole") è destinata a fallire. I cittadini sono stanchi di ascoltare gli stessi discorsi e le stesse parole altisonanti, solo per trovarsi sempre più in difficoltà e stentare ad arrivare alla fine del mese, e per assistere alla scomparsa dei loro posti di lavoro e al crollo del loro reddito. Il populismo di estrema destra trae profitto da questa situazione ed evita di affrontare le questioni di fondo attribuendo la responsabilità agli immigrati.

Senza giustizia sociale non vi possono essere stabilità o partner affidabili in nessuno degli Stati membri, e senza giustizia non si può raggiungere l'unità necessaria per affrontare le sfide cui l'Unione europea è confrontata. Facciamo in modo che il progresso sociale diventi la forza unificante alla base di questa nuova legislatura dell'UE.

Nuovo studio del CESE: Come eliminare la povertà di competenze tra i più vulnerabili?

A cura del gruppo "Organizzazioni della società civile" del CESE

I posti di lavoro di domani richiederanno le competenze necessarie per condurre in porto le transizioni verde e digitale e affrontare i cambiamenti demografici. Quando investiamo nella formazione e nella riqualificazione, come possiamo assicurarci che queste misure raggiungano anche i più vulnerabili? Quali sono gli attuali divari di competenze e in che modo sono legati alla povertà?

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A cura del gruppo "Organizzazioni della società civile" del CESE

I posti di lavoro di domani richiederanno le competenze necessarie per condurre in porto le transizioni verde e digitale e affrontare i cambiamenti demografici. Quando investiamo nella formazione e nella riqualificazione, come possiamo assicurarci che queste misure raggiungano anche i più vulnerabili? Quali sono gli attuali divari di competenze e in che modo sono legati alla povertà?

Il 10 luglio il gruppo Organizzazioni della società civile del CESE ha esaminato tutte queste questioni in un dibattito tematico nel corso del quale è stato anche presentato un nuovo studio del CESE, intitolato Come eliminare la povertà di competenze tra i più vulnerabili?. Lo studio, commissionato dal CESE su richiesta del gruppo "Organizzazioni della società civile" nel quadro dell'Anno europeo delle competenze (2023), analizza il nuovo concetto di "povertà di competenze" e ne propone una definizione, indagando sulle cause del problema e indicando le possibili soluzioni, nonché aprendo la strada a ulteriori ricerche su questo tema. Una delle sue conclusioni è che le organizzazioni della società civile sono chiamate a svolgere un ruolo di particolare rilievo nell'individuare e sostenere le persone vulnerabili che hanno bisogno di migliorare le proprie competenze. Tali organizzazioni dovrebbero lavorare a stretto contatto con le comunità e le autorità locali, sfruttando le loro reti e garantendo che, in fatto di istruzione ma anche di sviluppo delle competenze, nessuna persona sia lasciata indietro.

Nel dibattito tematico sono intervenute anche Juliana Wahlgren, direttrice della Rete europea contro la povertà (EAPN), che ha parlato dei fattori alla base dell'accesso alle competenze, e Agnieszka Maj, ricercatrice presso il Centro per la ricerca sociale ed economica (CASE), al quale il CESE ha commissionato lo studio in questione.

Per un più ampio articolo dedicato al dibattito tematico e un'intervista agli autori dello studio, vi invitiamo a consultare il sito web dell'evento.

Il testo integrale e la sintesi dello studio sono disponibili qui.

RIFLETTORI PUNTATI SULLO SPORT

Insieme a sostegno dei valori dei Giochi olimpici di Parigi 2024

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) prende l'iniziativa di sostenere, dalla prospettiva della società civile, i valori fondativi dei Giochi olimpici di Parigi del 2024.

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Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) prende l'iniziativa di sostenere, dalla prospettiva della società civile, i valori fondativi dei Giochi olimpici di Parigi del 2024.

Nell'instabile panorama geopolitico attuale, il CESE lancia simbolicamente la proposta di una tregua durante lo svolgimento dei Giochi, tenendo fede ai tre valori di base dell'olimpismo che sono l'eccellenza, il rispetto e l'amicizia. La società civile organizzata ha sostenuto l'ideale di costruire un mondo pacifico e migliore educando i giovani attraverso l'attività sportiva praticata senza discriminazioni di alcun tipo, in uno spirito di amicizia, solidarietà e fair play.

Oliver Röpke, Presidente del CESE, ha dichiarato: "Le Olimpiadi incarnano lo spirito di unità e di pace, superando le frontiere e riunendo persone di ogni estrazione sociale. Nel difendere questi valori, il nostro auspicio è ispirare la nascita di un movimento globale per la pace e la solidarietà."

Laurenţiu Plosceanu, vicepresidente del CESE responsabile per la Comunicazione, ha aggiunto: '"Con questa iniziativa intendiamo sostenere i valori dello sport, che sono e rimangono senza tempo. I valori che difendiamo hanno il potere di cambiare il mondo e di unire le persone e i paesi."

Krzysztof Pater, vicepresidente del CESE responsabile per il Bilancio, ha dichiarato: "I Giochi olimpici di Parigi sono la dimostrazione che tutti, senza alcuna discriminazione, hanno il diritto di partecipare a questa grande celebrazione dello sport. Le persone con disabilità offrono uno straordinario esempio agli spettatori di tutto il mondo, mettendo in risalto i valori di coraggio, determinazione e uguaglianza."

Dimitris Dimitriadis, ex Presidente del Comitato e presidente della sezione Relazioni esterne del CESE, ha osservato: "La tregua olimpica, o "Ekecheiria" in greco antico, oggi cadrebbe più che mai a proposito. Dobbiamo rilanciare l'idea di una tregua e metterla in pratica, come una speranza che sia di ispirazione per l'umanità e favorisca la pace e il dialogo."

Giulia Barbucci, ex vicepresidente del CESE responsabile per il Bilancio e membro del Comitato, ha sottolineato: "Per la prima volta nella storia ai Giochi olimpici di Parigi parteciperà un pari numero di atleti e di atlete. Dobbiamo però ricordare che la parità nella partecipazione non è l'uguaglianza, e che per raggiungere questo obiettivo nello sport la strada è ancora lunga."

Isabel Caño Aguilar, ex vicepresidente del CESE responsabile per la Comunicazione e membro del Comitato, ha concluso: "Il mio auspicio è che alle Olimpiadi di Parigi siano equamente rappresentate tutte le categorie di disabilità, in particolare le persone con disabilità intellettive, e che abbiano il diritto di partecipare alla competizione e di essere tutelate!". (mt)

"The revived" - la prima squadra olimpionica digitale della storia dell'Ucraina

Per quasi 500 atleti ucraini rimasti uccisi nella guerra che la Russia sta conducendo contro il loro paese, il sogno di partecipare alle Olimpiadi o ad altre future competizioni sportive si è infranto per sempre. Per mantenere vivo il loro ricordo, l'ONG ucraina BRAND UKRAINE ha elaborato una narrazione sulla tragica storia di sei atleti deceduti riportandoli in vita - anche se solo per un breve momento - grazie all'intelligenza artificiale. Abbiamo intervistato Tim Makarov, capo del Team Digital & Content di BRAND UKRAINE, il quale ci ha svelato che l'idea definitiva alla base del progetto, presentato ai Giochi olimpici di Parigi, consiste nell'indurre gli spettatori a fermarsi e riflettere sul valore della vita umana.

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Per quasi 500 atleti ucraini rimasti uccisi nella guerra che la Russia sta conducendo contro il loro paese, il sogno di partecipare alle Olimpiadi o ad altre future competizioni sportive si è infranto per sempre. Per mantenere vivo il loro ricordo, l'ONG ucraina BRAND UKRAINE ha elaborato una narrazione sulla tragica storia di sei atleti deceduti riportandoli in vita - anche se solo per un breve momento - grazie all'intelligenza artificiale. Abbiamo intervistato Tim Makarov, capo del Team Digital & Content di BRAND UKRAINE, il quale ci ha svelato che l'idea definitiva alla base del progetto, presentato ai Giochi olimpici di Parigi, consiste nell'indurre gli spettatori a fermarsi e riflettere sul valore della vita umana.

Come è nata l'idea di questo progetto?

Da un'iniziativa dell'agenzia creativa BBDO di Berlino: ci hanno proposto un concetto di massima, un'idea, per illustrare il tragico destino degli atleti ucraini che non hanno potuto gareggiare alle Olimpiadi. Ci hanno presentato l'idea di base e noi l'abbiamo sviluppata e abbiamo coinvolto altri partner, stabilendo connessioni con il ministero ucraino della Gioventù e dello sport, quello degli Affari esteri e l'ufficio del Presidente dell'Ucraina. Abbiamo lavorato insieme alla fase finale di elaborazione del progetto, mentre BBDO continuava a occuparsi della parte tecnica. Abbiamo definito una strategia di comunicazione e assicurato un'assistenza legale e la distribuzione dei contenuti. Il progetto è stato presentato alla Volia House, la sede ufficiale dell'Ucraina alle Olimpiadi di Parigi, anche con la partecipazione di alcuni influencer.

Quali difficoltà avete incontrato nel raccogliere le storie e realizzare il video? Quali tecniche sono state utilizzate per "far rivivere" gli atleti protagonisti?

L'idea in sé è semplicissima e di luminosa chiarezza: raccontare le storie di atleti ucraini morti tragicamente e creare i loro avatar digitali. Abbiamo realizzato un lavoro incredibile, utilizzando registrazioni vocali che abbiamo digitalizzato, immagini d'archivio e materiali video, trattando il tutto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Il nostro obiettivo era creare una copia digitale della persona dall'aspetto molto "umano", tracciandone un ritratto misterioso e inquietante che fosse al tempo stesso realistico e irrealistico. Questo era il significato che volevamo trasmettere. Le storie di questi atleti sono di per sé estremamente forti e potenti e, aumentate come sono dalla tecnologia dell'IA, non possono lasciare nessuno indifferente. Voglio essere onesto - questo è un progetto davvero "sull'orlo del precipizio". Nelle discussioni che abbiamo avuto sul progetto è emerso il timore di non essere compresi, ossia che non venissero percepiti la messa a nudo, la vulnerabilità, il dolore e la disperazione che, dietro la spiacevole sensazione di disagio suscitata dal video, abbiamo voluto infondere alle parole degli atleti deceduti. Il progetto presenta un'idea molto semplice: persone che amano sinceramente il loro paese, che vogliono vivere e raggiungere dei risultati, diventano vittime delle circostanze quando i loro sogni, i loro piani e le loro vite vengono ridotti in fumo. Ma sono persone che dovrebbero essere ricordate. Ogni azione ha un costo, e spesso viene calcolato in vite umane e in destini.

Per le famiglie degli atleti uccisi deve essere stato molto doloroso partecipare al progetto e guardare i video con i loro cari. Quali riscontri vi hanno dato, al termine del progetto?

Ovviamente un progetto di questo tipo può essere realizzato solo con il consenso dei parenti più stretti. Questo è un punto estremamente importante: alle famiglie abbiamo illustrato, spiegato e dimostrato quello che avremmo fatto. Il lungo elenco che avevamo preparato conteneva decine di storie, ma alla fine - dopo settimane di complesse trattative - ci siamo accordati solo su sei di queste. Ma quando abbiamo mostrato loro il risultato finale, i genitori degli atleti non sono riusciti a trattenere le lacrime e ci hanno ringraziato: "State facendo un lavoro straordinario, che servirà a mantenere vivo il ricordo di nostro figlio o di nostra figlia". Per quel che ne so, nessun familiare si è pentito di aver partecipato al progetto. Abbiamo apposto le firme su tutta la documentazione giuridica necessaria, e solo dopo il progetto ha ottenuto il via libera. Era tutto pronto per l'inizio delle Olimpiadi, e così siamo andati a Parigi per due settimane, illustrando e ripercorrendo sei storie straordinarie. Non avevamo previsto un tale successo: la risposta del pubblico al progetto ha superato tutte le nostre aspettative. Eppure non ci sorprende, perché nel mondo moderno delle comunicazioni globali le storie autentiche suscitano emozioni complesse e contrastanti.

Qual è il messaggio di fondo del progetto? In altre parole, cosa si augura che gli spettatori portino a casa dopo aver guardato i vostri video?

Il nostro impegno a BRAND UKRAINE è quello di diffondere la verità sull'Ucraina e sulle realtà del nostro paese nel contesto dell'aggressione russa. Per farlo ci serviamo di storie di donne e uomini: sono convinto, infatti, che siano le più adatte a raccontare il nostro dolore, il nostro orgoglio, la nostra dedizione, i nostri guadagni e le nostre perdite, quello che fa di noi degli esseri umani, e una nazione forte e coraggiosa. Questa è la nostra missione - non solo parlare dell'Ucraina, ma fare del nostro paese un "lovemark" (un brand con una profonda connessione emotiva) per il mondo intero. Stiamo lavorando a questo obiettivo, affinché si moltiplichino i progetti potenti come il nostro, capaci di toccare il cuore delle persone e di dar loro l'occasione di fermarsi un momento e riflettere sul valore della vita umana.

I video e le foto del progetto sono disponibili qui e su Instagram:

https://www.instagram.com/p/C-Dd7B7tueo/

https://www.instagram.com/p/C-SkUtONRJR/

https://www.instagram.com/p/C-VHXOdtdps/

https://www.instagram.com/p/C-YG_wHtNke/

https://www.instagram.com/p/C-ajpwSN7A6/

https://www.instagram.com/p/C-dWm1vNzDW/

Tim Makarov è capo del Team Digital & Content di BRAND UKRAINE. Vanta un'esperienza ventennale nel campo del giornalismo, del marketing e delle comunicazioni digitali. La sua vocazione è raccontare storie e creare progetti che cambino in meglio il mondo in cui viviamo.


 

Photo by Tomislav Štuka

Bambini con disabilità: possiamo fare tutto, ma alcune cose le facciamo in maniera un pochino diversa

Jan Štuka, 11 anni, di Zagabria (Croazia), ha la spina bifida e può camminare solo con l'aiuto di tutori e di un deambulatore, ma ciò non gli impedisce di essere un atleta completo. Vincitore nel 2023 del premio per il miglior giovane giocatore croato di pallacanestro in carrozzina, Jan ha anche partecipato a gare di nuoto e ora pratica lo sci nordico. Nel tempo libero gioca a calcio con gli amici, segnando goal con la mano. Jan e sua madre Jasmina Bogdanović ci hanno parlato di opportunità sportive per i bambini con disabilità e hanno spiegato perché è importante trattarli il meno possibile come persone con bisogni speciali.

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Jan Štuka, 11 anni, di Zagabria (Croazia), ha la spina bifida e può camminare solo con l'aiuto di tutori e di un deambulatore, ma ciò non gli impedisce di essere un atleta completo. Vincitore nel 2023 del premio per il miglior giovane giocatore croato di pallacanestro in carrozzina, Jan ha anche partecipato a gare di nuoto e ora pratica lo sci nordico. Nel tempo libero gioca a calcio con gli amici, segnando goal con la mano. Jan e sua madre Jasmina Bogdanović ci hanno parlato di opportunità sportive per i bambini con disabilità e hanno spiegato perché è importante trattarli il meno possibile come persone con bisogni speciali.

JAN:

Quando hai iniziato a fare sport e quali sport hai praticato finora?

Ho iniziato a nuotare alla scuola di nuoto all'età di due anni. A quattro anni mi sono iscritto al club di nuoto per disabili Natator, dove ho imparato tutti gli stili di nuoto e ho partecipato ad alcune gare. Poi, all'età di undici anni ho smesso, perché mi annoiavo un po'.

A otto anni, ho iniziato a praticare lo sci nordico paralimpico e ho iniziato a giocare a pallacanestro in carrozzina. Questi due sport li pratico ancora e sono i miei preferiti.

Ho anche provato un paio di volte l'arrampicata che ho trovato fantastica, anche se purtroppo non ho il tempo di praticare anche questo sport. Poi ho seguito un corso estivo di Krav Maga, che mi ha molto appassionato e che mi piacerebbe ripetere ogni tanto in futuro.

Quali premi hai vinto e quale di questi è più importante per te?

Ho vinto diversi premi con la squadra di pallacanestro ma il mio preferito è quello che ho ricevuto nel 2023, dall'associazione sportiva per disabili di Zagabria, come migliore giovane atleta disabile della mia categoria.

Com'è organizzata la tua giornata quando ti alleni? Quanto ti alleni solitamente ogni settimana?

La mattina vado a scuola. Dopo la scuola, prima faccio i compiti a casa, poi esco con i miei amici e la sera mi alleno. Finora mi sono allenato una volta alla settimana per lo sci, su piste sintetiche, e per la pallacanestro, mentre una o due volte la settimana per il nuoto. Da questo anno scolastico smetterò il nuoto e aumenterò a due-tre volte la settimana lo sci.

In inverno partecipo a dei ritiri sciistici a Planica, in Slovenia, e in alcune località sciistiche austriache. Lo faccio molto volentieri perché vengono anche i miei amici, quindi, oltre ad allenarci, abbiamo anche molto tempo per socializzare.

Con la squadra di pallacanestro, a volte andiamo a giocare in trasferta in altre città della Croazia. Lo scorso autunno siamo stati anche a Roma e abbiamo giocato contro la squadra di pallacanestro della Lazio.

Ci sono atleti o atlete che ammiri? Vorresti partecipare a un'importante competizione sportiva internazionale un giorno?

Il mio atleta preferito era Luka Modrić, ma al momento non ho idoli, quindi non seguo nessuno in particolare.

Sì certo, mi piacerebbe partecipare a qualche competizione sportiva internazionale... spero sia di pallacanestro che di sci.

JASMINA:

Quanta attenzione viene rivolta allo sport per i bambini con disabilità in Croazia?

A me, come genitore, sembra che venga effettivamente prestata molta attenzione. Purtroppo però, i genitori non sono sufficientemente informati in merito alle possibilità e i club hanno disperatamente bisogno di nuove adesioni, ed è un peccato che le cose stiano così. Naturalmente, la situazione è decisamente migliore nelle grandi città.

Per un bambino con disabilità ci sono sufficienti opportunità e incentivi per fare sport o è necessario un ampio coinvolgimento dei genitori?

Sì, le opportunità e gli incentivi esistono...se i bambini e i loro genitori desiderano approfittarne. Come dicevo, i genitori sono meno informati e alcuni di loro non vogliono assumere ulteriori impegni o temono che i loro figli possano subire infortuni praticando uno sport... È un vero peccato che la pensino in questo modo. Infatti, le attività sportive per le persone con disabilità sono gratuite e, a mio avviso, molto stimolanti per la salute sia fisica che mentale, e certamente per l'integrazione sociale. E non direi che il coinvolgimento dei genitori sia maggiore rispetto a quello richiesto per i figli senza disabilità della stessa età. Vi sono ovviamente eccezioni nel caso di diagnosi particolari: ad esempio, Jan deve ancora essere accompagnato da uno di noi quando si reca ai ritiri sciistici invernali o quando va in trasferta, ma quando sarà più grande, questa nostra presenza probabilmente diminuirà e si spera diventerà facoltativa per noi. L'obiettivo è che possa diventare indipendente in tutto questo. Attualmente, ad esempio, si allena regolarmente senza la nostra assistenza.

Cos'altro aggiungerebbe dal suo punto di vista di genitore di un figlio con bisogni speciali?

Considerarli il meno possibile soggetti con bisogni speciali e includerli nelle attività quotidiane in funzione della loro età e delle loro capacità, in modo che possano percepirsi come tali, ovvero come bambini normali che fanno qualcosa "in maniera un pochino diversa", ma che comunque la fanno! Jan usa una bicicletta non con due ma con tre ruote; nuota e si tuffa come tutti i suoi coetanei, ma utilizza le gambe meno degli altri o per niente; gioca a calcio con la squadra ma "calcia" la palla con la mano. "Possiamo fare tutto, ma alcune cose le facciamo in maniera un pochino diversa" - se si accettano in questo modo, anche gli altri li accetteranno in questo modo.

Jan Štuka è uno studente di 11 anni di Zagabria, attualmente al quinto anno della scuola primaria. È stato membro del club di nuoto Natator. Attualmente fa parte del KKI Zagreb (pallacanestro in carrozzina) e dello sci club per persone con disabilità Monoski Zagreb, dove si allena regolarmente nel programma di sci nordico per le persone con disabilità.

Jasmina Bogdanović è laureata in design presso la Scuola di design della facoltà di architettura di Zagabria. Ha collaborato con diverse agenzie di marketing per 20 anni. Attualmente lavora part time e a distanza per un piccolo studio di grafica e questo le consente di accompagnare Jan ai ritiri sciistici e di seguirlo negli altri impegni sportivi. È anche appassionata di ciclismo e va dovunque in bicicletta.

Accessibilità dello sport: verso uno sport inclusivo per le persone con disabilità visive in tutta Europa

L'Associazione olandese per la vista (Oogvereniging), con l'aiuto della rete dell'Unione europea dei ciechi (European Blind Union, EBU), ha lanciato l'iniziativa per l'accessibilità dello sport, che mira a offrire soluzioni pratiche per eliminare gli ostacoli che dissuadono le persone non vedenti e ipovedenti dall'aderire a club e associazioni sportive nell'UE. Peter van Bleijswijk, attivista e volontario di Oogvereniging ed EBU, ci parla di questo progetto collaborativo innovativo, che apre la strada a uno sport realmente inclusivo. Contribuisci anche tu rispondendo al sondaggio sull'accessibilità delle attività sportive e ricreative per le persone con disabilità visive nel tuo angolo d'Europa.

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L'Associazione olandese per la vista (Oogvereniging), con l'aiuto della rete dell'Unione europea dei ciechi (European Blind Union, EBU), ha lanciato l'iniziativa per l'accessibilità dello sport, che mira a offrire soluzioni pratiche per eliminare gli ostacoli che dissuadono le persone non vedenti e ipovedenti dall'aderire a club e associazioni sportive nell'UE. Peter van Bleijswijk, attivista e volontario di Oogvereniging ed EBU, ci parla di questo progetto collaborativo innovativo, che apre la strada a uno sport realmente inclusivo. Contribuisci anche tu rispondendo al sondaggio sull'accessibilità delle attività sportive e ricreative per le persone con disabilità visive nel tuo angolo d'Europa.

Di Peter van Bleijswijk

Nel perseguire una reale inclusività nello sport, l'iniziativa per l'accessibilità dello sport avviata nei Paesi Bassi apre nuove prospettive concentrandosi sulle sfide specifiche cui devono far fronte le persone non vedenti e ipovedenti. Questo progetto lungimirante è teso ad affrontare e abbattere le barriere che impediscono alle persone con disabilità visive di partecipare pienamente alle attività sportive e fisiche nei club e nelle associazioni sportive.

Il progetto si basa su una profonda comprensione degli ostacoli che queste persone si trovano ad affrontare. A seguito di ricerche approfondite e di precedenti esperimenti, l'iniziativa ha individuato 10 barriere importanti, tra cui la disponibilità di allenatori specializzati e programmi di sostegno personalizzato, l'accessibilità fisica delle strutture sportive e problemi connessi ai trasporti. Questi ostacoli sono spesso trascurati, ma hanno un ruolo decisivo nell'impedire alle persone con disabilità visive di trarre vantaggio dai benefici dello sport.

Per affrontare con determinazione queste sfide, l'iniziativa ha introdotto il concetto di "Sport Proeftuinen" o "Laboratori dello sport". Tali laboratori sono creati nelle società sportive esistenti o in partenariato con fornitori di servizi sportivi, creando un ambiente reale per mettere alla prova potenziali soluzioni. Per ciascun ostacolo individuato vengono proposte e sperimentate tre diverse soluzioni. Quella più efficace viene poi perfezionata e testata più volte per garantirne la praticità e l'efficacia.

I risultati di tali esperimenti sono inseriti in un "Piano digitale per lo sport", una guida completa che sarà messa a disposizione delle società sportive, dei fornitori di servizi e dei comuni. Il fine del piano è quello di servire da risorsa per migliorare l'accessibilità e l'inclusività nello sport, fornendo soluzioni pratiche che possano essere attuate in vari contesti.

L'ambizione del progetto non è limitata ai Paesi Bassi. Di recente, si è deciso di consultare i partner europei, compresa l'EBU, per raccogliere spunti, informazioni e buone pratiche da diversi paesi. L'iniziativa è stata accolta con entusiasmo e numerose organizzazioni in vari paesi hanno espresso la volontà di partecipare. Questo progetto di collaborazione europeo è teso a migliorare l'accessibilità e l'inclusività dello sport su scala più ampia, garantendo che possano beneficiarne le persone con disabilità visive in tutto il continente.

La forza dell'iniziativa risiede nel suo approccio collaborativo: è sostenuta da una coalizione di enti locali, l'associazione Oogvereniging, il Centro di conoscenze per lo sport e l'attività fisica, l'Unione dell'atletica leggera e altre organizzazioni impegnate nella promozione dell'inclusività. Riunendo questi diversi partner, l'iniziativa si avvale di un'ampia gamma di competenze e risorse per creare soluzioni sostenibili e incisive.

Man mano che il progetto continua ad acquisire slancio, si auspica una maggiore partecipazione degli istituti di istruzione europei e delle organizzazioni per la salute della vista. Gli organizzatori ritengono che si tratti di un passo fondamentale verso la promozione di una cultura sportiva realmente inclusiva in tutta Europa, in cui tutti, indipendentemente dalle loro capacità visive, possano partecipare e godere dello sport.

È qualcosa di più di un semplice progetto: si tratta di un movimento verso un futuro in cui nessuno è lasciato a margine. Attraverso gli sforzi congiunti di partner dedicati in tutta Europa, l'iniziativa ha il fine di produrre un impatto duraturo sull'accessibilità dello sport, aprendo la strada a un ambiente più inclusivo ed equo per tutti.

Chi sia interessato a partecipare a questo viaggio trasformativo o ad apprendere di più è invitato a partecipare all'iniziativa per l'accessibilità dello sport e a far sì che tutti abbiano l'opportunità di vivere le gioie e i benefici dello sport. Puoi contribuire compilando il questionario sull'accessibilità delle attività sportive e ricreative per le persone non vedenti e ipovedenti nella tua città o regione entro il 27 settembre.

Già direttore dell'innovazione, della gestione delle infrastrutture e delle TIC e dirigente di organizzazioni sia a scopo di lucro che senza scopo di lucro, negli ultimi anni Peter van Bleijswijk si è concentrato sulla promozione degli interessi dei clienti. È attivamente impegnato a favore dell'inclusione e del miglioramento dell'accessibilità dello sport per le persone non vedenti e ipovedenti. Lavora inoltre come volontario per l'associazione Oogvereniging e l'EBU, ed è coinvolto attivamente nei gruppi di lavoro che collaborano con le autorità locali e nazionali. Il suo lavoro è profondamente radicato nella dedizione al miglioramento della qualità della vita e alla creazione di pari opportunità per i gruppi vulnerabili della società.

CESE: promuovere lo sport come forza positiva per la difesa dei valori dell'UE

Il CESE è sempre stato in prima linea nella promozione dello sport come forza positiva per coltivare valori sani in tutti gli ambiti della società.

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Il CESE è sempre stato in prima linea nella promozione dello sport come forza positiva per coltivare valori sani in tutti i settori della società.

Nel parere sul tema Lo sport e i valori europei, di cui è relatore Bernardo Hernández Bataller, il CESE afferma che lo sport contribuisce alla realizzazione degli obiettivi strategici dell'Unione, pone in rilievo valori pedagogici e culturali fondamentali e costituisce un vettore di integrazione nella misura in cui si rivolge a tutti i cittadini, indipendentemente dal sesso, dall'origine etnica, dalla religione, dall'età, dalla nazionalità, dalla condizione sociale o dall'orientamento sessuale. Lo sport riveste un ruolo fondamentale come strumento per combattere l'intolleranza, la xenofobia e il razzismo.

Nel 2022 il CESE ha sintetizzato il suo lavoro sul tema dello sport nel parere intitolato L'azione dell'UE per il periodo post COVID 19: migliorare la ripresa attraverso lo sport, elaborato dal relatore Pietro Vittorio Barbieri. Dopo il lungo periodo della pandemia, che ha avuto un impatto particolarmente pesante su tutta la filiera dello sport e dell'associazionismo sportivo di base, il Comitato ha sostenuto la necessità di un approccio strategico per rilanciare e valorizzare il ruolo dello sport e dell'attività fisica nella costruzione di una società più resiliente e sostenibile, nel quadro del più ampio processo di ripresa economica e sociale.

Il CESE ha inoltre sottolineato il suo forte impegno a favore della bicicletta come modo di trasporto sano e rispettoso del clima in diversi pareri, come quelli sui temi Promozione del trasporto ciclistico transfrontaliero e Trasporti nelle aree urbane e metropolitane.

Il Lessico europeo della bicicletta, pubblicato dal CESE (ultima edizione nel 2023), è un esempio concreto del sostegno del Comitato alla mobilità ciclistica. Si tratta di un piccolo glossario che raccoglie la terminologia del ciclismo in tutte le lingue dell'UE, utile per chiunque desideri circolare in bicicletta in un altro paese europeo e non solo.

Negli ultimi anni il CESE ha inoltre organizzato e sostenuto alcuni eventi ciclistici. Nel maggio 2024, ad esempio, il membro del CESE Bruno Choix è stato l'ideatore di un evento ciclistico in Francia e Belgio per promuovere le elezioni europee e incoraggiare i cittadini ad andare a votare. Nel 2019, in occasione della Grande Partenza del Tour de France 2019 da Bruxelles (1-7 luglio 2019), il Comitato ha promosso il ruolo e la crescente popolarità della bicicletta quale modo di trasporto pulito. (mp)

Redazione

Ewa Haczyk-Plumley (editor-in-chief)
Laura Lui (ll)

Hanno collaborato a questo numero

Christian Weger (cw)
Daniela Vincenti (dv)
Ewa Haczyk-Plumley (ehp)
Giorgia Battiato (gb)
Jasmin Kloetzing (jk)
Katerina Serifi (ks)
Katharina Radler (kr)
Laura Lui (ll)
Marco Pezzani (mp)
Margarita Gavanas (mg)
Margarida Reis (mr)
Millie Tsoumani (mt)
Pablo Ribera Paya (prp)
Simran Grewal (sg)
Thomas Kersten (tk)

Coordinamento

Agata Berdys (ab)
Giorgia Battiato (gb)

 

 

Indirizzo

European Economic and Social Committee
Jacques Delors Building,
99 Rue Belliard,
B-1040 Brussels, Belgium
Tel. (+32 2) 546.94.76
Email: eescinfo@eesc.europa.eu

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September 2024
07/2024

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