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rEUnaissance: il nuovo Presidente del CESE Luca Jahier promette di ridare slancio all'impegno civico per un'Europa sostenibile

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Brussels , 09/04/2018 eesc nouvelle présidence + Cabinet. Credit : Frederic Sierakowski / Isopix

Il membro italiano Luca Jahier è stato eletto quale 32esimo Presidente del Comitato economico e sociale europeo (CESE), e per i prossimi due anni e mezzo sarà alla guida di questo organo dell'UE che rappresenta la società civile organizzata. Le due nuove vicepresidenti sono Milena Angelova (Bulgaria), per il Bilancio, e Isabel Caño Aguilar (Spagna), per la Comunicazione.

Nell'appassionato e stimolante intervento pronunciato il 18 aprile alla sessione plenaria del CESE, che ha segnato la fine del mandato di Georges Dassis e l'inizio della nuova presidenza, il neoeletto Presidente Jahier ha indicato le quattro priorità del suo programma: lo sviluppo sostenibile, la promozione della pace, un ruolo più incisivo per la cultura e l'impegno a dar voce ai giovani europei.

Vi invito tutti a partecipare con me ad un impegno civico forte per un nostro futuro europeo sostenibile. Vi invito a immaginare con me un'Europa percorsa da nuove energie e a lavorare insieme per un secondo Rinascimento europeo! Queste le parole rivolte da Jahier ai 350 membri che compongono il CESE, organo che, dopo la nomina del nuovo Ufficio di presidenza, offre un eccellente esempio di parità di genere, dato che al suo interno molte cariche importanti sono ricoperte da donne.

L'Europa - tuttora afflitta da elevati livelli di povertà, da una crisi migratoria ancora lontana da una soluzione, nonché da scarsa fiducia nelle istituzioni democratiche – trarrebbe vantaggio da una potente rivoluzione umanistica e da un processo di trasformazione simile a quello del Rinascimento, ha aggiunto Jahier, auspicando che le sue quattro priorità "per un'agenda unificante per il futuro" possano offrire una reale opportunità per questa "rEUnaissance".

Il programma del nuovo Presidente pone l'accento anzitutto sullo sviluppo sostenibile, che dovrebbe essere sotteso a tutte le trasformazioni che plasmeranno l'Europa di domani, come la quarta rivoluzione industriale, un'economia circolare e a basse emissioni di carbonio, le sfide sempre più forti ai valori dell'UE, le minacce per la pace e la stabilità alle frontiere dell'Unione e altri mutamenti ancora.

Iniziative dal basso che coinvolgano i governi locali e regionali, i cittadini e la società civile ricopriranno un ruolo chiave in questa agenda volta a conseguire la prosperità economica, la quale deve andare di pari passo con la sostenibilità ambientale e l'inclusione sociale.

La seconda priorità del mandato di Jahier è la promozione della pace: quest'ultima non andrebbe data per scontata oggi che l'UE deve fronteggiare sfide quali la Brexit, le crescenti tensioni nei Balcani occidentali, l'ascesa del terrorismo e il diffondersi di pratiche non democratiche in alcuni Stati membri.

La terza priorità della nuova presidenza è un ruolo più incisivo per la cultura, considerata da Jahier una forza unificante e trainante per un'Europa che condivide un patrimonio, una storia e valori comuni. La cultura può aiutarci a superare la crisi sistemica, politica e di identità in atto in Europa, e può incitarci a sognare, a creare nuove prospettive, ha sottolineato Jahier.

La quarta e ultima priorità consiste nel fare dei giovani i veri e principali promotori del cambiamento e nel dare loro lo spazio e la voce in capitolo che meritano.

Nel pronunciare parole di elogio per il lavoro svolto da suo predecessore, Georges Dassis, su temi importanti quali la migrazione, il pilastro sociale e il futuro dell'Europa, Jahier ha assicurato che proseguirà il cammino così iniziato e si adopererà affinché il CESE si trovi ad affrontare da una posizione migliore la lotta alle tendenze nazionaliste e populiste - in crescita in molti Stati membri - e il problema di uno spazio civico che si va riducendo.

Ha inoltre dichiarato che il CESE prenderà attivamente parte ai prossimi "appuntamenti strategici", come il vertice dell'UE sul futuro dell'Europa e la partecipazione alle "consultazioni dei cittadini" proposte dal Presidente francese Macron. Il Comitato deve anche migliorare la cooperazione con le altre istituzioni dell'UE e rafforzare il dialogo con la società civile in senso lato in tutti i paesi dell'Unione.

Abbiamo l'opportunità di dare un nuovo impulso all'impegno della società civile europea. Per l'Europa di domani, dobbiamo averne il coraggio; dobbiamo avere l'ardire di immaginare un mondo nuovo. Non c'è tempo da perdere, dato che in molti casi le sconfitte che punteggiano il corso della Storia si possono riassumere in due sole parole: troppo tardi, ha concluso Jahier.

Nei loro discorsi di insediamento le due nuove vicepresidenti si sono soffermate sull'importanza e il valore dell'attività del CESE.

Milena Angelova, vicepresidente responsabile del Bilancio del CESE, ha sottolineato che il Comitato ha un ruolo unico ed essenziale da svolgere, poiché si trova nella posizione giusta per presentare una visione equilibrata delle parti sociali e della società civile organizzata su come collaborare in modo più efficace alla costruzione di un'Europa più unita e più federale …Sono convinta che il motto dell'attuale presidenza bulgara del Consiglio dell'Unione europea - "L'Unione fa la forza" - abbia per noi una rilevanza diretta e meriti la nostra piena adesione.

La neoeletta vicepresidente responsabile della Comunicazione Isabel Caño Aguilar ha dichiarato: Noi siamo la voce dei lavoratori, dei datori di lavoro, degli attivisti, di chi fa volontariato, dei consumatori, dei disabili, degli agricoltori. Noi siamo il cemento con cui sono state realizzate le fondamenta dell'Europa, lo siamo oggi e continueremo a costituirne le fondamenta anche in futuro. Il Comitato è l'autentico luogo del dialogo, il ponte tra le istituzioni europee e i meccanismi che assicurano il funzionamento di ogni singolo elemento. E, investiti di questo ruolo, noi abbiamo il compito di prestare ascolto e di esprimere il nostro punto di vista.

Qualche informazione di base

  • A differenza dei membri del CESE, eletti per un mandato quinquennale, il Presidente e i due vicepresidenti sono nominati secondo un principio di rotazione da ciascuno dei tre gruppi del CESE (Datori di lavoro, Lavoratori e Attività diverse) per un periodo di due anni e mezzo. Il Presidente e i vicepresidenti del Comitato sono eletti a maggioranza semplice nel corso della sessione costitutiva dell'Assemblea, che, in occasione dell'attuale procedura di "rinnovo di metà mandato", si è svolta il 18 aprile. Non appena eletto, il Presidente presenta il programma di lavoro per il suo mandato. Il Presidente è responsabile del regolare svolgimento dell'attività del Comitato, e lo rappresenta nelle relazioni con altre istituzioni e organi. I due vicepresidenti, scelti fra i membri dei due gruppi ai quali non appartiene il Presidente, sono responsabili rispettivamente della comunicazione e del bilancio.
  • Il CESE è composto da 350 membri, provenienti dai 28 Stati dell'UE, designati dai governi del loro paese e nominati dal Consiglio dell'Unione europea per un periodo di cinque anni. I membri esercitano le proprie funzioni in piena indipendenza, nell'interesse di tutti i cittadini dell'Unione. Essi non sono rappresentanti politici, bensì datori di lavoro, sindacalisti e rappresentanti di varie componenti della società civile, come le organizzazioni di agricoltori, di consumatori o per la protezione dell'ambiente, l'economia sociale, le PMI, le libere professioni, le associazioni di tutela delle persone con disabilità o di promozione della parità di genere, il volontariato, i giovani, il mondo accademico ecc.

Leggi il discorso di insediamento

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