La ripresa avrà buon esito solo se la società civile organizzata europea sarà coinvolta in maniera sistematica

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Nella sua risoluzione sul coinvolgimento della società civile organizzata nell'attuazione e nel monitoraggio dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR), il Comitato economico e sociale europeo (CESE) chiede norme chiare per un efficace coinvolgimento delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile nelle strategie degli Stati membri volte a riportare l'economia sulla buona strada.

Nel quadro dello strumento dell'UE per la ripresa Next Generation EU, gli Stati membri devono presentare i cosiddetti piani nazionali per la ripresa e la resilienza al fine di beneficiare del sostegno a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Con la sua dotazione di 560 miliardi di euro, tale dispositivo rappresenta il più grande programma di sostegno finanziario mai messo in campo fino ad oggi dall'UE. Il regolamento che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza stabilisce chiaramente che la società civile organizzata deve essere sufficientemente coinvolta nelle fasi di attuazione, monitoraggio e adeguamento dei PNRR. Il CESE ha ora esaminato per la seconda volta come tale coinvolgimento avviene concretamente negli Stati membri. Il risultato non è del tutto positivo: sebbene, nel complesso, la consultazione delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile sia migliorata, il loro coinvolgimento e il loro impatto rimangono spesso insufficienti. Il Comitato chiede pertanto norme vincolanti in materia di consultazione della società civile a livello nazionale e, in ultima analisi, una riforma del processo del semestre europeo.

Nell'aprire il dibattito, la Presidente del CESE Christa Schweng ha insistito sulla necessità di soluzioni solide a lungo termine alle nuove sfide che l'UE si trova ad affrontare nel quadro della ripresa post-COVID e della guerra in Ucraina. La Presidente ha riconosciuto che il dispositivo per la ripresa e la resilienza costituisce un passo nella giusta direzione per rendere l'Europa più resiliente e autonoma. Tuttavia, ha sottolineato che coinvolgere la società civile organizzata nelle riforme stabilite nei piani nazionali per la ripresa e la resilienza è indispensabile per migliorare la qualità, la trasparenza e l'attuazione delle nuove politiche.

La consultazione da parte del CESE si è svolta tra ottobre 2021 e aprile 2022 in tutti gli Stati membri attraverso le organizzazioni della società civile. In totale, sono pervenuti 23 contributi nazionali. Nel corso del dibattito, i relatori della risoluzione hanno presentato i punti salienti, hanno evidenziato alcune buone pratiche replicabili e hanno formulato raccomandazioni per aumentare il coinvolgimento della società civile organizzata.

Gonçalo Lobo Xavier, vicepresidente del gruppo Semestre europeo (GSE), ha illustrato alcuni dei principali risultati della consultazione: Il contenuto finale dei PNRR viene generalmente valutato in maniera positiva dalla società civile organizzata. Tuttavia, la dimensione sociale è spesso poco sviluppata nonostante la sua importanza di primo piano. I risultati evidenziano inoltre che, a livello di attuazione, si possono riscontrare casi di buone pratiche in cui esiste una cooperazione stretta, trasparente e costruttiva tra le diverse parti interessate, anche se questa non è affatto la maggioranza dei casi.

Javier Doz Orrit, presidente del GSE, ha quindi presentato le principali raccomandazioni: Proponiamo di istituire una norma giuridica europea che disciplini la partecipazione delle parti sociali e della società civile organizzata al semestre europeo. Ha inoltre invitato gli Stati membri a porre urgentemente rimedio alla situazione attuale e a conformarsi alle norme stabilite nel dispositivo per la ripresa e la resilienza, e ha chiesto alla Commissione europea e al Parlamento di garantire tale rispetto. Doz Orrit ha sottolineato che è urgente approvare una nuova strategia energetica per l'UE e che è necessario un nuovo strumento finanziario.

Infine, Luca Jahier, vicepresidente del GSE, ha presentato alcune buone pratiche, menzionando l'Austria, la Francia, il Lussemburgo, la Spagna e la Svezia come buoni esempi di cooperazione stretta e costruttiva tra le parti interessate. La Cechia, l'Estonia, la Finlandia, l'Italia e la Spagna hanno istituito un portale con informazioni trasparenti per il pubblico, mentre il Portogallo ha creato un comitato nazionale di monitoraggio per coinvolgere meglio la società civile organizzata. In Italia è stata istituita una tavola rotonda permanente a livello governativo, con gruppi di lavoro specifici che monitorano la direzione e la qualità dell'attuazione del PNRR.

Jahier ha concluso affermando che la mancanza di una partecipazione efficace e di qualità della società civile organizzata alla governance economica dell'UE non sarà risolta in modo soddisfacente fino a quando non vi sarà una riforma del semestre europeo che garantisca tale partecipazione mediante una direttiva o un regolamento.

Al dibattito ha partecipato anche Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, il quale ha sottolineato l'impatto dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia sulla ripresa economica mondiale e sull'UE. Ha dichiarato che, per far fronte a eventuali shock futuri e sostenere l'economia nel far fronte all'aumento dei prezzi dell'energia e ad altre conseguenze della guerra, è essenziale mantenere la stabilità, rafforzare la resilienza e gettare le basi per una solida posizione di bilancio. Intendiamo fornire all'UE un approvvigionamento energetico maggiormente affidabile, sicuro e sostenibile, riducendo la dipendenza europea dalle importazioni di combustibili fossili russi. Per realizzare questo obiettivo confidiamo sul sostegno delle parti sociali e della società civile in quanto anello di congiunzione fondamentale tra i cittadini europei e le loro istituzioni.

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Recovery will succeed only if the European organised civil society is systematically involved

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