I consigli economici e sociali europei ai nuovi leader dell'UE: l'agenda per lo sviluppo sostenibile potrebbe costituire la base per il contratto sociale del XXI secolo

This page is also available in

Alla vigilia di decisioni fondamentali che determineranno la nuova leadership e l'agenda strategica dell'Unione per i prossimi cinque anni, i consigli economici e sociali nazionali e il Consiglio economico e sociale europeo si sono riuniti a Roma il 13 e 14 giugno per discutere del loro ruolo nello sviluppo sostenibile dell'Europa e nel pilastro europeo dei diritti sociali e inviare un messaggio ai leader dell'UE.

Il dibattito si è svolto nell'ambito della riunione annuale dei Presidenti e dei Segretari generali del CESE e dei consigli economici e sociali degli Stati membri dell'UE, organizzata congiuntamente dal CESE e dal Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL). Il CESE era rappresentato dal Presidente Luca Jahier e dal Segretario generale Gianluca Brunetti.

Tra gli oratori principali alla sessione di apertura, cui ha presenziato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, figuravano il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e il Presidente del CNEL Tiziano Treu.

Le conclusioni della riunione, che saranno inviate alle principali istituzioni dell'UE il 17 giugno, sono le seguenti:

  • l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite deve essere la priorità generale e incontestabile dell'Unione europea per il prossimo decennio, in quanto può fornire risposte alle cinque transizioni fondamentali che dobbiamo affrontare, ossia:
    • una trasformazione economica,
    • una trasformazione energetica ed ecologica,
    • un'ampia trasformazione sociale,
    • una trasformazione democratica e partecipativa e
    • una transizione geopolitica nelle relazioni internazionali.
  • L'Agenda 2030 costituisce una strategia vantaggiosa per tutti:
    • per i datori di lavoro, in quanto la vera battaglia per la competitività si svolgerà a livello mondiale nei settori collegati all'agenda per lo sviluppo sostenibile: mobilità verde, auto elettriche, energie rinnovabili, trasformazione della plastica e batterie.
    • per i lavoratori, in quanto diversi OSS sono legati alla dimensione sociale dell'Europa: sradicamento della povertà (OSS 1); eliminazione della fame (OSS 2); salute e benessere (OSS 3); istruzione di qualità (OSS 4); parità di genere (OSS 5); lavoro dignitoso e crescita economica (OSS 8); riduzione delle disuguaglianze (OSS 10). L'Agenda 2030 rappresenta pertanto un baluardo estremamente solido per arginare le disuguaglianze sociali, e potrebbe costituire la base per il contratto sociale del XXI secolo.
    • per la società civile, a condizione che essa sia pienamente coinvolta nel processo di governance. La società civile potrebbe rivelarsi decisiva ai fini di un adeguato monitoraggio dell'attuazione degli OSS.
  • Elementi significativi del pilastro europeo dei diritti sociali non sono stati, in gran parte, ancora affrontati e rimangono da attuare, come il capitolo "Protezione sociale e inclusione sociale". Occorre mettere a punto una tabella di marcia per imprimere slancio all'attuazione.
  • Il processo del semestre europeo dovrebbe essere adattato all'Agenda 2030
  • Il prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027 dovrebbe fare dello sviluppo sostenibile il proprio obiettivo fondamentale, assegnando a esso il 40 % del bilancio complessivo. Anche a livello nazionale devono essere stanziate risorse adeguate, adattando i sistemi fiscali dei nostri paesi alla nuova strategia di sviluppo sostenibile.
  • Se l'UE vuole offrire una leadership politica risoluta la prossima Commissione dovrebbe comprendere un vicepresidente responsabile dell'integrazione degli OSS in tutte le politiche dell'UE.
  • Nel discorso annuale sullo stato dell'Unione il Presidente della Commissione europea dovrebbe presentare i progressi compiuti e delineare altre azioni per realizzare gli OSS.
  • Dare il segnale di partenza per un percorso collettivo dell'UE verso un'Europa sostenibile consentirà di mobilitare la società civile e i cittadini europei, in particolare i giovani. Si tratta di un progetto all'insegna della speranza e della resilienza che può consolidare l'unità e la solidarietà all'interno dell'UE.
  • I consigli economici e sociali devono essere pienamente impegnati in quanto, grazie al loro prezioso know-how e al loro peso politico, essi potrebbero contribuire a realizzare processi di transizione sostenibili.
  • Infine l'UE, in quanto maggiore economia mondiale, deve svolgere, attraverso la sua politica commerciale, un ruolo fondamentale nel promuovere l'agenda per lo sviluppo sostenibile a livello globale.

Il testo integrale delle conclusioni della riunione sono disponibili qui.

Per maggiori informazioni sulla riunione consultare https://bit.ly/2KVQEVh.

 

 

Downloads

Sustainable Development Agenda could be basis for social contract of 21st century, say Europe's Economic and Social Councils to new EU leaders