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Società civile per rEUnaissance

Discorso di apertura tenutosi all'evento del CESE Società Civile per rEUnaissance [Verifica contro consegna]

Buongiorno a tutti i membri del CESE, Buongiorno a tutti gli ospiti

Vi ringrazio tutti di essere qui oggi,

Oggi è una giornata importante. A poco più di 90 giorni dalle elezioni europee siamo qui riuniti per chiederci: se siamo abbastanza coraggiosi per cogliere l'urgenza del momento?

Elezioni dell'ultima chance

Cinque anni fa il Presidente Jean-Claude Juncker, che avremo l'onore di ospitare in questa giornata, ha detto che la sua sarebbe stata la Commissione "dell'ultima chance". Cinque anni dopo non voglio dire che questa volta saranno le elezioni "dell'ultima chance", ma certamente questo tornante segnerà in modo dirimente per il futuro dei nostri paesi e per il progetto di pace, progresso e democrazia che abbiamo costruito per oltre 60 anni.

La democrazia è sotto attacco ovunque. L'euroscetticismo, il razzismo e il crescente devastante antisemitismo galoppano con grande preoccupazione. I nostri valori sono messi in discussione, e il diritto di fare la cosa giusta non è considerato da molti come il fulcro della nostra azione politica.

I sondaggi registrano un aumento delle intenzioni di voto per i partiti populisti e nazionalisti e le voci che si levano in tanti paesi diversi sembrano concordare su un unico punto: accusare l'élite, siano esse nazionali o europee, di "non ascoltare la gente" evocando un vago e indistinto appello a un bisogno di "riprendere il controllo".

Come ha recentemente sottolineato Francis Fukuyama le crescenti divisioni e rivendicazioni che crescono ovunque nel mondo sono sempre più fondate sulla richiesta di dignità o di riconoscimento, e accompagnate da un ritorno potente delle domande identitarie, che si intrecciano con un diffuso processo di narcisismo sociale basato sul piccolo mondo delle molte esperienze particolari, perdendo così la concezione stessa del bene commune e del collettivo.

Si alzano i muri contro gli stranieri, si torna al protezionismo, l'isolazionismo, la ricerca del nemico, si rifiutano le solidarietà, persino talora si dislocano le truppe su alcune frontier interne dell'Unione europea, e si arriva anche alla  separazione… il caso drammatico della Brexit.

Viviamo in un tempo di un conflitto sempre più acceso tra passioni e ragioni. Sembra che la ragione oggi sia più derisa che ascoltata.

Il sonno della ragione genera mostri, Il grande pittore spagnolo Francisco Goya immortalò questa frase in una celebre immagine. Ma lo stesso pittore pensava anche che le grandi meraviglie della civiltà umana nascano solo dall'unione feconda tra la logica della ragione e la fantasia delle passioni. Un connubio che è parte fondativa della storia e della civiltà europea, e che trova da sempre nella cultura e nei valori il fondamento, l'origine, l'alimentazione generative.

Voce dei buoni

Questo non è il tempo della rassegnazione e della depressione, e ancora meno del dilagare delle paure, delle invidie distruttive o delle troppe divisioni sulle piccole patrie.

Ma è il tempo della scommessa, della vita, della capacità di osare, di rischiare, di sognare. Il tempo non è domani, è ora. E' il tempo della responsabilità, delle convergenze e delle alleanze forti tra le forze più diverse.

E' il tempo di una nuova intelligenza emotiva, di innovazione e investimenti, di un nuovo patto tra le forze produttive, tra le generazioni e tra i territori.

Invece degli estremisti, dobbiamo riuscire a far sentire le "voci dei buoni", come ha affermato di recente Sergio Mattarella, il Presidente della Repubblica italiana nel messaggio di inizio anno. Dobbiamo ascoltare le persone le cui speranze e opinioni sono soffocate dall'incessante violenza degli slogan gridati.

Forza Buoni, parafrasando il presidente della Repubblica Italiana. Oggi, qui si susseguiranno dopo il mio intervento, tante 'voci dei buoni,' le voci di chi ogni giorno, in ogni parte d'Europa si rimbocca le maniche per costruire un'Europa migliore.

Tra queste voci, ho invitato oggi quella che credo essere una di queste "voci dei buoni", Greta Thunberg. La ringrazio di aver accolto l'invito. Si è fatta un lungo viaggio in treno per essere oggi qui con noi.

Ha solo 16 anni e in meno di sei mesi ha dato vita, con incredibile coraggio e determinazione, a un movimento per il clima che sta raccogliendo consenso in tutto il pianeta.

Oltre 3 000 scienziati hanno dato il loro sostegno esplicito alle azioni avviate da Greta Thunberg, e sono ormai 200 le città in cui si realizzano ogni settimana scioperi per il clima.

Con la forza dell'adolescenza ci dice che il futuro è oggi e che non possiamo sacrificare il domani per la nostra non azione di oggi.

Saldare sviluppo sostenibile, gioventu' ed impegno civile

Greta hai ragione. E' la voce della nostra coscienza, dei nostri figli. Il miglior modo per fronteggiare coloro che oggi si oppongono ovunque al progetto europeo senza proporre nulla di concreto, è affermare con forza che l'Europa dispone di una strategia chiara per il prossimo decennio.

È l'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile che si fonda sul Trattato dell'Unione Europea, l'articolo 3 del trattato votato e approvato da tutti. È la matrice di questa strategia. E se questa strategia verrà  abbracciata in maniera risoluta dai suoi Stati membri e dalla società civile europea, le consentirebbe di imboccare un sentiero economico, sociale, ambientale ed istituzionale virtuoso, di rinnovamento, di futuro.

L'Agenda 2030 è ormai diventata un imperativo, capace di esaltare e rendere sinergici gli sforzi degli imprenditori, dei lavoratori e della società civile tutta. l'Agenda 2030 potrebbe costituire il Contratto sociale ed economico del XXI secolo, finalizzato ad eradicare la povertà, ad assicurare condizioni di vita e lavoro decenti per tutti ed a ridurre le diseguaglianze sociali, garantire la sostenibilità del pianeta e soprattutto una nuova stagione di innovazione e progresso in ogni campo per un'Europa aperta al mondo.

I nostri giovani tramite Greta ce lo stanno dicendo chiaro e tondo: la ricetta vincente è saldare sviluppo sostenibile, gioventu' ed impegno civile.

È un compito difficile ma dobbiamo assumerlo con responsabilità perché l'Unione europea continui ad essere il miglior regalo che possiamo lasciare ai nostri figli, il miglior posto al mondo in cui vivere, fondare una famiglia, fare impresa, essere curati, essere protetti e avere una diversità del convivere in modo fecondo.

CESE ruolo fondamentale

In questo momento così critico, sono convinto che al CESE e a tutti noi rappresentanti della società civile spetti un ruolo fondamentale. Questa istituzione è nata 60 anni fa dallo spirito più genuino delle nostre democrazie europee. È una forza di intermediazione, che dà voce a esigenze e aspettative dei mille volti di questa Europa che lavora, #Europeatwork nei nostri contesti locali e nazionali

È una sede di dibattito, consultazione e compromesso, di passione civile e di ragionamento.

E noi dobbiamo garantire che l'attuale crescente polarizzazione dei contesti nazionali non comprometta questa capacitá di dialogo, di compromesso, di passione civile e di ragionamento

Per dirla con il filosofo ebreo, rumeno e statunitense Elie Wiesel, " Dobbiamo vedere in ogni persona un universo (...) Come la disperazione può essere trasmessa solo da un altro essere umano, così la speranza può esserci data solo da un'altra persona".

Perché la speranza non rimanga solo una evocazione verbale essa deve farsi AZIONE. Per questo NOI SIAMO qui, oggi, come "Società civile per la rEUnaissance".

Il Rinascimento fu una potente e vasta rivoluzione umanistica, che diede il via alla trasformazione moderna dell'Europa.

Ha dato ai cittadini gli strumenti culturali, tecnologici, di mobilitazione, di impegno civile e di nuova governance per vedersi come i protagonisti delle proprie vite, e per agire come tali.

La cosa peggiore per noi per noi sarebbe restare in silenzio.

Qualche anno fa, nel pieno della crisi finanziaria, facendosi un giro nella City di Londra, il Presidente della Banca Centrale Mario Draghi disse che avrebbe agito a qualunque costo per preservare la sicurezza economica dell'Europa.

Per il bene dei nostri figli facciamolo anche noi.

#Whateverittakes we will dare a sustainable Europe.

We promise today to stay engaged for a real #rEUnaissance.

And this time we will ask to vote for this #futureofEurope

Grazie a tutti.