Assicurare l'equipaggiamento protettivo per i lavoratori e l'installazione di 300 letti per l'assistenza post-ospedaliera

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Giuseppe GUERINI
Confederazione europea delle cooperative industriali e di servizi – CECOP-CICOPA Europa

A partire dal 23 febbraio, quando ci siamo resi conto che il virus si stava diffondendo, ho dovuto occuparmi di diversi fronti di crisi con cui erano alle prese le cooperative che rappresento.

Le nostre cooperative a Bergamo occupano, nei servizi sociali e di assistenza sanitaria, oltre 9 000 lavoratori e gestiscono servizi di cura e assistenza domiciliare, centri residenziali e diurni per anziani e disabili. Poi nei giorni e nelle settimane successive è stato un continuo crescendo di tensione e ansia: la frenetica corsa per recuperare i dispositivi di protezione per le nostre lavoratrici e i nostri lavoratori, unita alla preoccupazione di dover garantire la continuità di alcuni servizi di cura e assistenza domiciliare, malgrado la scarsità di mezzi e risorse.

Abbiamo anche assistito alla graduale sospensione o chiusura di aziende e altre attività: abbiamo cominciato con le scuole e gli altri istituti di istruzione, poi via via anche altri settori hanno dovuto chiudere. Oltre 180 delle nostre cooperative sono state costrette ad attivare gli "ammortizzatori sociali" per circa 2 500 persone, e ora sono fortemente esposte al rischio di non riuscire a ripartire.

Ma non perdiamo la speranza e un fortissimo incoraggiamento ci viene dalla incredibile spinta solidale e dalla capacità di reazione delle comunità locali, delle associazioni di volontariato e delle organizzazioni sociali, che hanno realizzato cose straordinarie sia per la raccolta delle donazioni che per le attività messe in campo. La mobilitazione della società è stata generale. In soli 10 giorni a Bergamo (ma è accaduto anche in altre città) sono stati allestiti ospedali da campo usando i padiglioni delle fiere, e a realizzarli è stata una grande mobilitazione di volontari che hanno lavorato senza sosta perché fossero pronti. Sempre a Bergamo, abbiamo organizzato in pochi giorni l'allestimento di tre alberghi, per un totale di oltre 300 posti letto, nei quali sono ospitati i pazienti dimessi dagli ospedali, non appena stabilizzati, in modo da poter liberare letti nei reparti. In questi alberghi l'assistenza e la cura dei pazienti sono assicurate dalle nostre cooperative sociali. Tutte queste iniziative hanno richiesto una forte mobilitazione, dimostrando che siamo capaci di lavorare uniti nella lotta alla Covid-19.