Semestre europeo: il ciclo 2020 deve incentrarsi sulla crescita sostenibile e inclusiva

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Con lo sguardo rivolto al futuro, il CESE trae le conclusioni dal semestre 2019 e dalle consultazioni della società civile che ha condotto negli Stati membri

Nel 2020 il coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri dovrà permettere di scongiurare il rischio di recessione e indirizzare l'economia dell'UE verso un percorso di crescita sostenibile e inclusiva. Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) raccomanda a questo fine un maggior impegno per le riforme, un aumento degli investimenti pubblici e privati, il rispetto della procedura per gli squilibri macroeconomici (PSM) e la garanzia di un coinvolgimento più strutturato della società civile nel processo del semestre a livello europeo e nazionale. 

L'organo consultivo ha fornito il suo contributo politico al prossimo ciclo del semestre europeo in due supplementi di parere, rispettivamente sull'analisi annuale della crescita e sulla politica economica della zona euro, come pure in una relazione informativa riguardante le visite condotte in alcuni paesi per valutare il coinvolgimento della società civile organizzata nel processo del semestre europeo.

I tre documenti, adottati nella sessione plenaria del CESE di ottobre, sono rivolti non solo alla Commissione europea e al Consiglio, ma anche ai singoli Stati membri. Pur accogliendo con favore gli ulteriori sviluppi del semestre europeo nel 2019, come ad esempio il nuovo accento posto sugli investimenti e il ruolo più ampio assegnato agli obiettivi sociali e ambientali, i documenti chiedono anche una serie di ulteriori adeguamenti che potrebbero migliorare il semestre europeo, attenuare i rischi attuali e aumentare la resilienza e il potenziale di crescita delle economie dell'UE e della zona euro.

Uno degli adeguamenti proposti riguarda le politiche di bilancio della zona euro. A questo proposito, il relatore del CESE Petr Zahradník ha dichiarato che la politica di bilancio accomodante della Banca centrale europea deve essere accompagnata da un orientamento di bilancio aggregato positivo nella zona euro, nel rispetto dei principi della disciplina di bilancio.

A questo dovrebbero aggiungersi, nel prossimo ciclo del semestre europeo, altre misure importanti che:

  • incoraggino riforme strutturali efficaci mediante strategie di investimento mirate;
  • siano incentrate, in egual misura, sugli obiettivi sociali, ambientali, macroeconomici e di bilancio (i quadri di valutazione devono essere sviluppati di conseguenza);
  • promuovano ulteriori investimenti pubblici e privati;
  • affrontino il problema dello scarso rispetto della PSM da parte degli Stati membri.

Per quanto riguarda le strategie di riforma e di investimento, il CESE accoglie con favore la proposta di uno strumento di bilancio per la convergenza e la competitività e il suo stretto collegamento con il programma di sostegno alle riforme. Chiede, tuttavia, che nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale per l'UE siano garantite risorse sufficienti per un adeguato finanziamento di tali strumenti. Nel contempo, il Comitato sottolinea l'importanza cruciale degli investimenti privati e ritiene che il rapido completamento dell'Unione bancaria e dell'Unione dei mercati dei capitali potrebbe contribuire ad accelerare questo tipo di investimenti e a convogliarli laddove siano più necessari.

Per il CESE, maggiori investimenti renderanno le imprese europee più competitive e ridurranno le differenze tra regioni e paesi. Investimenti produttivi e nelle infrastrutture sociali sarebbero fondamentali per promuovere la crescita sostenibile. Servirebbero anche investimenti volti a dare attuazione al pilastro sociale, al fine di evitare un aumento delle disuguaglianze. La fiscalità dovrebbe favorire questo tipo di investimenti.

Riguardo al rispetto della PSM, la relatrice Anne Demelenne ha dichiarato che, nell'interesse della stabilità economica e politica dell'Unione europea e della zona euro, è essenziale che i paesi con un avanzo delle partite correnti rispettino i propri impegni.

Infine, il CESE ribadisce la richiesta di un maggiore coinvolgimento della società civile nel semestre europeo. È convinto che questa partecipazione potrebbe dare luogo a un maggiore impegno nei confronti delle riforme e a una loro più forte titolarità a livello nazionale, rendendo l'esercizio più efficace e sostenibile.

Nel suo parere, la relatrice Anne Demelenne raccomanda di introdurre norme minime sulla consultazione delle parti sociali dei vari paesi da parte dei governi nazionali nelle diverse fasi del processo del semestre europeo.

Nella relazione informativa sulle consultazioni della società civile tenute in alcuni Stati membri il CESE si spinge ancora oltre, chiedendo che le raccomandazioni specifiche per paese (RSP) incoraggino gli Stati membri a consultare la società civile nel suo complesso e a definire la procedura di consultazione per migliorare l'attuale livello di informazione sulla governance economica dell'UE in alcuni di essi.

La relatrice Reine-Claude Mader ha dichiarato che i governi nazionali devono garantire che le organizzazioni della società civile dispongano delle risorse e delle competenze necessarie per avviare un dialogo costruttivo e di alto livello. Essi dovrebbero creare delle strutture, come un consiglio economico e sociale nazionale, per facilitare il dialogo a livello nazionale.

Il CESE raccomanda di organizzare una consultazione annuale della società civile, sotto la sua egida, in ogni Stato membro e a livello dell'UE. In questo modo il Comitato potrebbe svolgere il proprio ruolo di rappresentante della società civile e contribuire a un suo maggiore coinvolgimento nel semestre europeo.

Informazioni generali

I supplementi di parere del CESE sull'analisi annuale della crescita e sulla politica economica della zona euro rappresentano il contributo della società civile europea al prossimo pacchetto d'autunno del semestre europeo e ai successivi dibattiti interistituzionali. I pareri sono basati sull'esperienza del semestre europeo 2019 e sui precedenti lavori svolti dal CESE in materia, sull'attuale situazione economica e sulle prospettive per la zona euro e l'Unione europea. La relazione informativa attinge dalle consultazioni della società civile condotte dal Comitato in 12 Stati membri tra il 2018 e il 2019.