Il piano di investimenti deve essere all'altezza delle ambizioni del Green Deal

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La società civile organizzata europea chiede il riadeguamento del piano di investimenti del Green Deal europeo e del Fondo per una transizione giusta

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) esorta tutte le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a continuare a dare una risposta rapida e allineata, basata sulla solidarietà, alla pandemia da coronavirus e ad adottare misure aggiuntive che promuovano gli investimenti sostenibili nella prospettiva del Green Deal europeo. Gli Stati membri devono raggiungere rapidamente un accordo sul quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027, in linea con le ambizioni del Green Deal.

Il 10 giugno 2020 il CESE ha adottato una serie di pareri sul finanziamento del Green Deal europeo, la tabella di marcia dell'UE verso un'economia sostenibile. In questi pareri, il Comitato afferma che la dotazione di bilancio per il Green Deal, gli investimenti privati e pubblici e l'efficienza della risposta dell'UE al coronavirus sono tutti elementi fondamentali per realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (OSS) e del Green Deal. Il CESE chiede pertanto un'adeguata dotazione di bilancio, un quadro globale che promuova gli investimenti sostenibili e una risposta continuativa e solidale dell'UE al coronavirus.
 
Carlos Trias Pintó, relatore del parere del CESE sul piano di investimenti del Green Deal europeo, ha osservato che: La pandemia da coronavirus avrà un impatto significativo sulla nostra economia, sul raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e del Green Deal e sul bilancio dell'UE. Gli sforzi di ripresa dovrebbero pertanto concentrarsi su questi obiettivi. Il Green Deal deve diventare la spina dorsale della nostra economia.

Il CESE chiede un bilancio UE rafforzato per il periodo 2021-2027

Il Comitato ritiene che il piano di investimenti del Green Deal europeo sia la primissima misura politica globale per raggiungere gli obiettivi molto ambiziosi del Green Deal, ma, indipendentemente dal possibile impatto della crisi causata dal coronavirus sul futuro QFP, è preoccupato per la dotazione destinata al Green Deal nell'ambito del futuro bilancio a lungo termine.

La dotazione di bilancio per il Green Deal nell'ambito del nuovo QFP è insufficiente, ha dichiarato Petr Zahradník, correlatore dei pareri del CESE sui temi Piano di investimenti del Green Deal europeo e Fondo per una transizione giusta e modifiche al regolamento recante disposizioni comuni. Il prossimo bilancio dell'UE deve essere all'altezza delle ambizioni del Green Deal e di un piano di ripresa. Deve essere rafforzato, e il suo massimale di spesa deve essere aumentato temporaneamente portandolo al 2 %. Secondo il CESE, questo adeguamento fornirebbe le risorse finanziarie necessarie e potrebbe sostenere l'emissione di obbligazioni comunitarie nel quadro di un solido piano di rilancio dell'economia.

Ester Vitale, relatrice del parere del CESE sul Fondo per una transizione giusta e modifiche al regolamento recante disposizioni comuni, ha spiegato che: L'aumento del bilancio potrebbe essere realizzato o introducendo nuove risorse proprie o aumentando il contributo degli Stati membri.

Oltre alle misure temporanee di solidarietà destinate ad attenuare l'impatto della pandemia da coronavirus, il Comitato chiede un rafforzamento della funzione europea di stabilizzazione degli investimenti e l'applicazione immediata dello strumento di bilancio per la convergenza e la competitività, aumentandone la dotazione nell'ambito del prossimo QFP. Altrettanto importante è aumentare le risorse di bilancio destinate al meccanismo per una transizione giusta, che comprende il Fondo per una transizione giusta.

La società civile propone misure per aumentare gli investimenti a favore di una transizione equa

A giudizio del CESE, il quadro finanziario del Fondo per una transizione giusta deve essere più chiaro. La dotazione di bilancio di questo fondo deve essere compensata da trasferimenti dal Fondo europeo di sviluppo regionale/Fondo sociale europeo+, dal cofinanziamento da parte degli Stati membri e da ingenti investimenti privati, nonché dallo strumento di prestito per il settore pubblico gestito dalla BEI. La complementarità di questi strumenti deve essere garantita.

Il CESE è consapevole del fatto che il successo del piano di investimenti del Green Deal europeo e del Fondo per una transizione giusta dipende da un nuovo tipo di partenariato sociale tra il settore privato e quello pubblico per quanto riguarda i finanziamenti e la responsabilità condivisa. Per questo motivo il Comitato accoglie positivamente gli incentivi proposti a favore degli investimenti e dei finanziamenti pubblici e privati e sostiene il miglioramento della governance di bilancio dell'UE.

Per quanto riguarda possibili soluzioni per aumentare ulteriormente gli investimenti, Petr Zahradník ha sottolineato che: Per completare la politica di incentivi si rende necessario un trattamento fiscale appropriato per i finanziatori collettivi e i donatori. Un ruolo importante lo potrebbe svolgere anche l'integrazione dell'Unione dei mercati dei capitali e dell'Unione bancaria. Il CESE raccomanda pertanto di completare l'Unione economica e monetaria.

Accogliendo con favore la flessibilità proposta per le regole sugli aiuti di Stato, Ester Vitale ha sottolineato che: Gli aiuti di Stato dovrebbero sostenere la transizione verso un'economia più verde e più inclusiva e dovrebbero essere utilizzati per promuovere l'occupazione tra coloro che sono spesso tagliati fuori dal mercato del lavoro aperto. Gli investimenti pubblici per la protezione dell'ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici dovrebbero essere esclusi dai vincoli imposti dal patto di stabilità.

Un quadro favorevole agli investimenti deve inoltre garantire la parità di accesso alle informazioni, migliori dati statistici pubblici e un sostegno all'individuazione, alla strutturazione e all'esecuzione di progetti sostenibili per migliorare ulteriormente gli investimenti privati sostenibili e gli appalti pubblici socialmente responsabili. Anche la standardizzazione della tassonomia e delle informazioni non finanziarie nel settore pubblico e privato potrebbe facilitare un ulteriore impegno.

La società civile deve avere voce in capitolo nella transizione giusta

 

Per quanto riguarda il Fondo per una transizione giusta, il CESE tiene in considerazione e sostiene l'importante ruolo delle regioni nel processo di programmazione, governance e attuazione. Raccomanda tuttavia di tenere conto dei diversi livelli di preparazione dei singoli Stati membri e delle singole regioni, del differente potenziale di produzione di energia pulita nell'UE e dei diversi atteggiamenti dei singoli cittadini e delle regioni nei confronti di un contributo attivo alla protezione del clima.

Le parti sociali e le organizzazioni della società civile potrebbero fare pressione a favore di una spesa in linea con gli obiettivi climatici e dovrebbero pertanto essere coinvolte nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche e delle strategie. Tale coinvolgimento comprende la partecipazione attiva e reale alla pianificazione territoriale, agli eventuali programmi specifici del Fondo per una transizione giusta e al semestre europeo. Quest'ultimo dovrebbe essere concentrato sugli obiettivi di sviluppo sostenibile e sul Green Deal e dovrebbe applicare una tassonomia UE più completa.

L'istruzione e la formazione sono fondamentali per la transizione verso un'economia giusta e verde

Le risorse della politica di coesione volte a rafforzare e rinvigorire il sistema di istruzione secondaria e universitaria dovrebbero essere aumentate, e una parte consistente delle risorse del Fondo per una transizione giusta dovrebbe essere destinata a generare gli investimenti necessari per accompagnare i lavoratori nella transizione da un'occupazione a un'altra.

Gli Stati membri dovrebbero inoltre potenziare i programmi di educazione finanziaria includendovi la finanza sostenibile, ha aggiunto Carlos Trias Pintó. In questo modo si potrebbero incoraggiare ulteriormente le amministrazioni pubbliche a introdurre incentivi fiscali per gli investimenti pubblici e privati nelle iniziative ecologiche, che sono di interesse pubblico e hanno un impatto sociale positivo, e si potrebbero garantire scelte di investimento informate da parte di investitori privati e pubblici.

Infine, il CESE evidenzia anche la necessità di investimenti in materia di ambiente e di clima per sostenere azioni al di fuori dell'UE, specialmente nel quadro della strategia per l'Africa.

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