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Il CESE chiede l'adozione di un nuovo approccio più integrato nel settore dei trasporti

I trasporti svolgono un ruolo chiave nella realizzazione dello sviluppo sostenibile: essi contribuiscono all'economia, al commercio e all'occupazione, ma, d'altro canto, rischiano di dover affrontare delle sfide in materia di ambiente, traffico e sicurezza. Nel parere d'iniziativa elaborato da Tellervo Kylä-Harakka-Ruonala, il CESE passa in rassegna gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (OSS) e, presentando un approccio trasversale che riunisce gli aspetti economici, sociali e ambientali, esorta la Commissione ad elaborare un nuovo quadro integrato per la futura politica dei trasporti dell'UE.

L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, adottata nel 2015, comprende 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) che coprono le attuali sfide economiche, sociali e ambientali, ma nessuno degli OSS riguarda specificamente i trasporti e la mobilità, e solo pochi indicatori utilizzati per monitorare i progressi sono connessi ai trasporti. Tuttavia, i trasporti permettono di realizzare numerosi OSS: per citare solo alcuni esempi, essi favoriscono lo sviluppo economico, le attività industriali, il commercio e gli investimenti, e contribuiscono a promuovere l'occupazione e il benessere e a ridurre le disuguaglianze e l'esclusione.

A loro volta, alcuni OSS fanno indirettamente riferimento ai trasporti, ad esempio per quanto riguarda l'energia, mentre altri stabiliscono requisiti e restrizioni per il settore, quali la necessità di ridurre l'impatto climatico e ambientale, migliorare i sistemi di trasporto e la sicurezza del traffico, nonché affrontare le preoccupazioni riguardanti l'occupazione e il lavoro dignitoso.

Nel parere adottato nella sessione plenaria di luglio, il CESE invita la Commissione europea a considerare tutti questi aspetti simultaneamente e a definire un nuovo quadro integrato per la prossima generazione della politica dei trasporti che affronti le dimensioni economica, sociale e ambientale. "Quella dei trasporti è una politica fondamentale dell'Unione europea, ma purtroppo la sua definizione si basa ancora su un approccio "a compartimenti stagni", che fa sì le strategie e le iniziative siano alquanto frammentate. Per esempio, gli aspetti relativi al mercato rientrano nell'ambito d'intervento della politica dei trasporti, mentre quelli relativi al clima e all'energia sono affrontati nel quadro dell'Unione dell'energia", ha dichiarato Kylä-Harakka-Ruonala.

Inoltre, occorre gestire correttamente le opportunità e le sfide poste dalla digitalizzazione e dall'automazione. "I trasporti devono essere accessibili, abbordabili, agevoli ed efficaci, nonché sicuri e protetti, per consentire la mobilità delle persone e delle merci. A tal fine, in linea con gli OSS, abbiamo bisogno di notevoli investimenti in infrastrutture adeguate, nell'innovazione e in sistemi di trasporto efficienti, compresi i trasporti pubblici", ha concluso Kylä-Harakka-Ruonala.

Il parere sottolinea inoltre che è fondamentale coinvolgere la società civile nella preparazione e nell'attuazione della politica dei trasporti. Al settore pubblico spetta un ruolo centrale, ma è necessario facilitare anche le iniziative dal basso e i partenariati.

Infine, il CESE incoraggia la Commissione a valutare gli indicatori OSS dal punto di vista dei trasporti e a promuovere lo sviluppo di nuovi indicatori che siano veramente pertinenti e in linea con il nuovo approccio integrato.

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