Energia nucleare: il CESE approva la proposta della Commissione sullo smantellamento delle centrali nucleari, ma chiede un più stretto monitoraggio

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Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) appoggia pienamente la proposta della Commissione riguardante la disattivazione degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi. Tuttavia, raccomanda di adottare un approccio più sostenibile e di effettuare un monitoraggio più stretto delle attività in settori sensibili come la radioprotezione dei lavoratori. È essenziale coinvolgere la società civile nel processo di monitoraggio, come pure valutare le conseguenze sociali ed economiche di questi interventi.

Nel parere sullo smantellamento dei reattori nucleari, adottato nella sessione plenaria di dicembre e redatto da Rudy De Leeuw, il CESE esorta la Commissione ad adottare un approccio più incentrato sullo sviluppo sostenibile nella scelta energetica e chiede una gestione sicura e sostenibile dei rifiuti prodotti. La chiusura delle centrali non segna la fine del ciclo dell'energia nucleare, ha dichiarato De Leeuw. Lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti nucleari rappresenta una sfida fondamentale per l'UE. La disattivazione nucleare e la gestione dei rifiuti radioattivi dovrebbero avvenire secondo un approccio fondato su un mix energetico sostenibile, in linea con l'accordo di Parigi, ha proseguito.

  • Migliorare il processo di monitoraggio, compresa la dimensione sociale

È essenziale rafforzare gli indicatori chiave di prestazione utilizzati per misurare i progressi compiuti nella disattivazione e nella gestione dei rifiuti radioattivi, nonché i relativi costi finanziari e rischi. Devono essere considerati anche i risultati ottenuti in relazione alla radioprotezione dei lavoratori. Le attività finanziate dall'UE devono promuovere un'occupazione di qualità elevata e, al tempo stesso, rispettare il massimo livello di sicurezza e radioprotezione. Oltre agli esperti e alle autorità, è necessario coinvolgere anche le organizzazioni della società civile, fornendo loro un'assistenza affinché partecipino a questo processo di monitoraggio.

  • Impatto a livello sociale ed economico

Il CESE sottolinea anche l'importanza di misurare le conseguenze economiche e sociali dello smantellamento, ad esempio valutando l'impatto sul mercato del lavoro, sugli indicatori sanitari e sullo sviluppo strutturale delle regioni degli Stati membri. Inoltre, occorre cogliere l'occasione offerta da queste attività di smantellamento per offrire una formazione teorica e pratica supplementare ai lavoratori locali in settori di attività essenziali per il futuro. Tuttavia, la formazione necessita di finanziamenti. Le conoscenze acquisite in materia di smantellamento e nel campo della formazione dei lavoratori dovrebbero quindi essere diffuse in tutta l'UE.

  • Preoccupazioni per lo smantellamento del reattore in Lituania

Il Comitato esprime particolare preoccupazione per lo smantellamento della centrale di Ignalina in Lituania. Il bilancio fissato dalla Commissione copre solo il 70 % del fabbisogno per il periodo successivo al 2020, il che denota una mancanza di solidarietà e di assistenza finanziaria per un progetto che risulta importante anche per gli Stati limitrofi. Riuscire a smantellare questo reattore rappresenta la sfida principale in materia di sicurezza nucleare per l'Unione europea, e la priorità dovrebbe essere quella di garantire una diminuzione dei rischi per i cittadini dell'UE.

 

 

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