#Brexit: Il CESE appoggia il regolamento di emergenza proposto in materia di sicurezza aerea per il caso di Brexit senza accordo

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Un parere del Comitato economico e sociale europeo (CESE) affronta una serie di problemi specifici che potrebbero insorgere nel campo della sicurezza aerea nel caso di un recesso "senza accordo" del Regno Unito dall'UE, e appoggia la proposta della Commissione di prorogare in via provvisoria l'applicazione della normativa unionale.

Il trasporto aereo internazionale svolge un ruolo cruciale nel garantire una crescita economica sostenibile, ma soltanto se vengono mantenuti livelli massimi di sicurezza prescritti da norme uniformi, applicate da tutte le parti interessate sotto il controllo delle agenzie competenti. Il recesso del Regno Unito dall'UE ("Brexit") potrebbe compromettere le norme in materia di sicurezza aerea e la loro applicazione uniforme in Europa, dato che, a partire dal 30 marzo 2019, i pertinenti regolamenti UE non potrebbero più applicarsi alle parti interessate del settore del trasporto aereo del Regno Unito.

Nel parere elaborato da Thomas McDonogh e adottato dal CESE nella sessione plenaria di febbraio, il Comitato mette in guardia contro tali pericoli e appoggia la proposta della Commissione di un piano di emergenza per il settore del trasporto aereo nell'eventualità di una Brexit senza accordo. Occorre adottare urgentemente misure di emergenza per attenuare i possibili effetti negativi sul trasporto aereo tra l'Unione europea e il Regno Unito, spiega il relatore McDonogh, precisando che il regolamento dell'UE dovrebbe servire soltanto per risolvere problemi in materia di sicurezza aerea per i quali non esista una soluzione alternativa: l'obiettivo del regolamento non è quello di prorogare lo status quo, bensì quello di offrire una soluzione temporanea per far sì che il settore continui a rispettare i più elevati standard di sicurezza fintantoché il Regno Unito non avrà istituito gli organi e adottato la legislazione nazionali necessari per l'assunzione delle funzioni di agenzia per la sicurezza aerea.

Se l'accordo di recesso stipulato tra UE e Regno Unito non sarà ratificato e non sarà stata introdotta un'altra base giuridica, dopo la Brexit non sarà possibile stabilire con certezza:

  • se i certificati rilasciati dal Regno Unito ai sensi del diritto dell'UE saranno ancora validi;
  • in che modo le compagnie aeree registrate nel Regno Unito potranno ottenere la certificazione richiesta dal diritto dell'UE;
  • e in che modo le imprese di riparazione e manutenzione del Regno Unito potranno continuare a fornire pezzi di ricambio e servizi con le licenze obbligatorie ai sensi di tale diritto.

Per tener conto di uno scenario di questo tipo e ovviare a questi inconvenienti, la Commissione ha elaborato un piano d'azione di emergenza che offrirebbe una base giuridica idonea a garantire una transizione senza intoppi verso l'applicazione del diritto del Regno Unito. Tale piano prevede infatti l'adozione di misure specifiche volte ad assicurare la continuità della validità dei certificati per determinati prodotti, parti, pertinenze e società del settore aeronautico. In tal modo si forniranno al settore in questione le necessarie garanzie che il processo di certificazione non sarà messo a rischio nel periodo di transizione del Regno Unito dallo status di Stato membro a quello di paese terzo.

Se è vero che, in molti comparti del settore, le parti interessate potrebbero cercare di risolvere i problemi relativi al mantenimento della validità dei certificati rivolgendosi a un'autorità dell'aviazione civile dell'UE27, o richiedendo un certificato di paese terzo rilasciato dall'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea (AESA), in altri comparti, tuttavia, non potrà esservi spazio per una soluzione di questo tipo senza una base giuridica.

Il CESE esorta il Regno Unito a concludere quanto prima accordi bilaterali in materia di sicurezza con l'UE e con altri paesi, in modo da creare il necessario consenso sul riconoscimento reciproco dei certificati rilasciati dal Regno Unito e da queste altre parti.

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