Le organizzazioni della società civile chiedono alla Serbia di rafforzare lo Stato di diritto

La 7a la riunione del comitato consultivo misto (CCM) della società civile UE-Serbia, tenutasi a Belgrado il 23 di ottobre, ha consentito alle organizzazioni della società civile di entrambe le parti di esaminare l'andamento del processo di adesione della Serbia.

Nonostante i considerevoli progressi compiuti in molti ambiti, tra cui quello della crescita economica, nella dichiarazione congiunta il CCM ha espresso preoccupazione per "l'assenza di progressi nell'ambito della libertà di espressione" e ha incoraggiato le autorità serbe a "intensificare gli sforzi per assicurare il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, la riforma del sistema giudiziario, la lotta alla corruzione e la libertà di stampa".

I membri del CCM hanno espresso soddisfazione per l'apertura da parte della Serbia di due nuovi capitoli dei negoziati di adesione (Pesca e Disposizioni finanziarie e di bilancio). Le notizie sono state buone anche sul piano economico, visto che nel 2018 si sono registrati un calo della disoccupazione e un'accelerazione della crescita. Tuttavia, il testo finale della dichiarazione congiunta ha sottolineato la necessità di adottare misure efficaci per affrontare il problema dell'attività economica informale, lottare contro le disuguaglianze e la povertà e fare un uso più efficiente e trasparente delle piattaforme di dialogo con la società civile. (dgf)