Le PMI diventano digitali: come sostenere le imprese nell'era digitale

A cura del gruppo Datori di lavoro del CESE

Scarsa consapevolezza, infrastrutture troppo poco sviluppate, costi di investimento elevati, ma anche carenza di competenze e squilibri tra domanda e offerta: sono queste alcune delle sfide cui le PMI devono far fronte quando cercano di trarre beneficio dalla rivoluzione digitale. I partecipanti al convegno "Le PMI diventano digitali: come sostenere le imprese nell'era digitale" - svoltosi a Vienna il 24 ottobre scorso - hanno cercato di individuare i potenziali ostacoli e proporre soluzioni per affrontarli in futuro .

"Non possiamo far finta che la trasformazione digitale non esista. Dobbiamo invece assicurarci che le nostre imprese possano trarre vantaggio da questo processo" ha dichiarato nel suo discorso di apertura Ulrike Rabmer-Koller, vicepresidente della Camera federale austriaca dell'economia e presidente dell'Unione europea dell'artigianato e delle piccole e medie imprese (UEAPME). Rabmer-Koller ha spiegato che l'UEAPME è impegnata nella raccolta di buone pratiche in materia di digitalizzazione delle PMI al fine di fornire alle imprese informazioni sufficienti.

Da parte sua Jacek Krawczyk, presidente del gruppo Datori di lavoro, ha sottolineato che la digitalizzazione è sempre più importante per le PMI, la metà delle quali ravvisa in tale processo un'opportunità per ampliare il proprio portafoglio di prodotti e servizi e ritiene che esso favorisca lo sviluppo di nuovi modelli imprenditoriali. Per il 79% delle PMiI, la digitalizzazione consente l'ottimizzazione dei prodotti.

Tuttavia, benché le PMI siano consapevoli dei cambiamenti indotti dalla digitalizzazione, molte di essi non sono ancora in grado di individuare quale tipo di opportunità ne derivino nel loro caso specifico. La rapidità con cui avanza la rivoluzione digitale crea un potenziale enorme di miglioramento in tutti i settori economici, ad esempio in quelli dell'artigianato e dei trasporti.

Inoltre, sarebbe utile semplificare ulteriormente l'interazione elettronica tra le imprese, come pure tra queste ed i servizi pubblici; e a tal proposito il rappresentante della Commissione europea intervenuto al convegno ha tratteggiato le potenzialità offerte alle PMI dal regolamento eIDAS (sui servizi fiduciari e l'identificazione elettronica).

La carenza di competenze digitali è un altro fattore che ostacola la digitalizzazione delle PMI. Il modello di istruzione duale - che in Austria è ormai ben sperimentato - potrebbe contribuire a risolvere questo problema. Individuando nuove professioni legate alla digitalizzazione e creando programmi di apprendistato adatti, le imprese e le scuole possono contribuire ad adeguare i programmi di studio alle necessità del mercato.

Il convegno è stato organizzato congiuntamente dal gruppo Datori di lavoro del Comitato economico e sociale europeo e dalla Camera federale austriaca dell'economia. (lj)