I nuovi fondi per la migrazione e la gestione delle frontiere dovrebbero concentrarsi sull'integrazione dei migranti

Il CESE appoggia i nuovi fondi per l'asilo e la migrazione e per la gestione delle frontiere e i visti. Nel suo parere in merito, elaborato da Giuseppe Iuliano e adottato nella sessione plenaria di ottobre, il Comitato concorda con la decisione della Commissione di aumentare il bilancio per entrambi questi settori di intervento, ma reputa che il termine "integrazione" debba continuare a figurare nella denominazione del Fondo Asilo e migrazione (AMF) e che occorra provvedere a garantire l'ingresso dei migranti regolari nell'UE.

"L'eliminazione del termine 'integrazione' dal titolo del Fondo Asilo e migrazione suscita preoccupazione", ha dichiarato Iuliano, avvertendo che "l'omissione potrebbe essere interpretata come il segnale di una minore attenzione per tale questione. Non va dimenticato che la parità di trattamento e le politiche di lotta alla discriminazione sono i pilastri delle politiche europee, comprese quelle relative all'integrazione dei cittadini di paesi terzi". Il relatore ha quindi concluso che "il termine 'integrazione' va reinserito nella denominazione dell'AMF, dato che l'inclusione costituisce una sfida per gli Stati membri".

Inoltre, la proposta della Commissione si concentra specificamente sugli arrivi irregolari ai punti di controllo delle frontiere, senza menzionare alcun canale regolare di accesso dei migranti all'Unione europea. Analogamente, non vi è alcun riferimento specifico alla protezione dei diritti fondamentali in tali punti di controllo. Il Comitato difende il diritto all'asilo e invoca una politica migratoria comune, con strumenti che facilitino una migrazione regolare e ordinata. È necessario compiere passi avanti e innovare in direzione di un sistema europeo integrato in materia di migrazione, ed è per questo motivo che dobbiamo riformare il sistema di Dublino. (mp)