Una politica agricola comune (PAC) forte e interamente finanziata è fondamentale, afferma il CESE

Il CESE ritiene fondamentale una politica agricola comune (PAC) forte e interamente finanziata e si oppone a qualsiasi taglio al bilancio della PAC. Accoglie con favore le proposte legislative sulla PAC, con il nuovo accento posto su obiettivi più ambiziosi in materia di ambiente e cambiamenti climatici, oltre che di sussidiarietà e semplificazione, ma gli preme garantire che la PAC resti una politica comune con un mercato unico forte.

Niente tagli al bilancio della PAC

La dotazione finanziaria della PAC dovrebbe conservare l'attuale quota di finanziamento del 38 % a carico del bilancio dell'UE, e quest'ultimo dovrebbe essere aumentato fino all'1,3 % del reddito nazionale lordo (RNL). "Qualsiasi riduzione del bilancio della PAC è inaccettabile", sottolinea il membro del CESE John Bryan "poiché comprometterebbe gli obiettivi e le ambizioni di questa politica. Il bilancio della PAC contribuisce largamente non solo alla sicurezza del reddito e dell'occupazione nel settore agricolo, ma anche alla produzione di beni ambientali di cui tutti noi beneficiamo."

È importante mantenere l'attuale struttura a due pilastri della PAC, con i pagamenti a sostegno dei redditi agricoli nell'ambito del primo pilastro, e le misure di sviluppo rurale a titolo del secondo. Tuttavia, i pagamenti diretti dovrebbero essere destinati soltanto agli agricoltori veri e propri.

Per una PAC sostenibile, semplificata e perfettamente funzionante

È di vitale importanza che la PAC per il periodo 2021-2027 soddisfi le esigenze dell'ampio ventaglio di soggetti attivi nel settore dell'agricoltura, dalle aziende agricole a conduzione familiare alle cooperative, ai gruppi di produttori e alle altre forme di produzione agricola e alimentare. Essa deve anche tener conto della diversità dell'agricoltura europea, come pure della varietà del patrimonio culinario e delle prospettive di mercato in Europa, e offrire tutta una serie di canali per la promozione della qualità. Quanto alla proposta che il 40 % della spesa agricola venga destinato a contribuire all'obiettivo dell'UE in materia di cambiamenti climatici, agli agricoltori dovrebbe essere offerta la scelta all'interno di un "menù" di misure mirate alle loro circostanze specifiche. È essenziale ridurre gli oneri burocratici che gravano sugli agricoltori, mantenendo al tempo stesso controlli completi e adeguati.