Il CESE si oppone ai tagli al FSE+, il principale fondo dell'UE per investire nelle persone

Il CESE critica fortemente la proposta di ridurre del 6 % gli stanziamenti per il nuovo Fondo sociale europeo plus, che, nel prossimo periodo di finanziamento pluriennale (2021-2027), accorperà diversi fondi e programmi già esistenti intesi a rafforzare la dimensione sociale dell'Unione.

Il CESE si oppone alla soppressione della quota minima di finanziamenti destinati alla politica di coesione nel quadro del FSE+, attualmente fissata al 23,1%, come pure alla proposta di ridurre il tasso di cofinanziamento europeo del Fondo.

Il CESE chiede che il 30 % delle risorse per le politiche di coesione economica, sociale e territoriale sia assegnato al FSE+ e raccomanda che il 30 % delle risorse del Fondo sia destinato a misure di inclusione sociale.

 "Il taglio previsto del 6 % ai finanziamenti del FSE+ è inaccettabile, se si considera che nell'UE continua a registrarsi un elevato tasso di povertà, superiore al 23 %", ha dichiarato Krzysztof Balon, relatore del parere del CESE sulla proposta della Commissione relativa al FSE+.

Pur criticando la riduzione dei finanziamenti, il CESE accoglie con favore la proposta, anche perché essa è in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali e accorpa dei fondi esistenti al fine di rendere più efficace la lotta alla povertà, all'esclusione sociale e alla disoccupazione.

Secondo il Comitato, il FSE+ dovrebbe destinare un importo prestabilito di fondi alla lotta contro la disoccupazione giovanile e allo sviluppo delle capacità delle organizzazioni della società civile. La società civile dovrebbe essere pienamente coinvolta nella pianificazione e nell'attuazione dei progetti del FSE+. (ll)