Il CESE propone nuove idee per migliorare la governance economica nell'UE

EU economic governance

In ottobre il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha adottato una serie di pareri sulla governance economica dell'UE, in cui offre ai decisori europei nuovi spunti per i dibattiti in corso sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria (UEM) e sul prossimo semestre europeo.

In questi pareri il Comitato approva le proposte della Commissione di istituire un programma di sostegno alle riforme (PSR) e una Funzione europea di stabilizzazione degli investimenti (EISF) nell'ambito del nuovo bilancio dell'UE (2021-2027). Questi due strumenti rappresenterebbero un positivo passo avanti verso il miglioramento dell'integrazione e della governance economiche dell'Unione.

Sarebbe tuttavia auspicabile monitorare l'impatto sociale delle riforme strutturali realizzate con il sostegno del PSR ed estendere il programma a progetti di livello paneuropeo. Il successo del nuovo programma dipenderà dall'accurata messa a punto di una serie di aspetti: la definizione delle riforme strutturali, le procedure per valutarle e le condizioni di erogazione dei fondi.

Il CESE esprime inoltre la sua preoccupazione quanto alla portata della nuova Funzione europea di stabilizzazione degli investimenti, che potrebbe rivelarsi insufficiente qualora due o più Stati membri siano colpiti da shock. Ritiene che considerare la disoccupazione quale unico criterio di attivazione del sostegno possa rendere lo strumento meno tempestivo ed efficace.

Altri indicatori complementari potrebbero infatti indicare, prima ancora di quello della disoccupazione, l'incombere di shock di grandi proporzioni, permettendo così di attivare il sostegno in anticipo sul verificarsi di questi forti shock. Il CESE raccomanda poi di sviluppare ulteriormente l'EISF e di studiare il possibile funzionamento di un meccanismo di assicurazione in tutta l'UE.

Per quanto riguarda la politica economica dell'area dell'euro nel 2018, il Comitato chiede un orientamento di bilancio aggregato positivo nell'eurozona. L'aumento della spesa per gli investimenti nei paesi eccedentari sarebbe una necessità di politica economica. Tra le priorità di politica economica dovrebbe figurare anche la creazione di ambienti favorevoli agli investimenti e all'innovazione da parte delle imprese, come pure la riduzione della precarietà del lavoro e la lotta alla povertà e alla disuguaglianza. (jk)