I tagli al bilancio della politica di coesione inviano il segnale sbagliato.

Il CESE è fermamente convinto che la politica di coesione sia un elemento cruciale per il futuro dell'Europa, e quindi necessita di risorse sufficienti e di una riforma adeguata. Una riduzione del bilancio per il periodo di programmazione 2021-2027 invierebbe il segnale sbagliato ai cittadini e potrebbe risultare dannosa per la politica di coesione. Il bilancio deve essere mantenuto allo stesso livello di quello attuale e va aumentato per la cooperazione territoriale.

In un parere adottato di recente il CESE, pur esprimendo un giudizio critico sulle disposizioni finanziarie contenute nelle proposte della Commissione sulla futura politica di sviluppo regionale e di coesione, ne accoglie tuttavia con favore l'impegno ad introdurre delle riforme e riconosce i miglioramenti sostanziali apportati sul piano della semplificazione, della flessibilità e dell'efficacia. Il Comitato si rammarica tuttavia che il nuovo regolamento non costituisca un corpus unitario di norme.

Secondo il CESE, le nuove regole per la politica di coesione dovrebbero essere in linea con la nuova strategia Europa 2020. Esse dovrebbero portare avanti l'impegno a realizzare gli OSS e il pilastro europeo dei diritti sociali, oltre a tener conto a ogni livello della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Il CESE respinge le proposte riguardanti la condizionalità macroeconomica, la regola di disimpegno "n + 2" e la riduzione dei tassi di cofinanziamento. Queste proposte darebbero origine a un quadro economico troppo rigido e potrebbe nuocere agli investimenti. Per tener conto della situazione specifica in ogni regione, sarebbe necessaria una flessibilità maggiore.

Poiché la politica di coesione deve permettere alle zone che presentano svantaggi strutturali e permanenti di affrontare efficacemente le loro sfide, il CESE accoglie con favore il meccanismo proposto per eliminare gli ostacoli giuridici e amministrativi nelle questioni transfrontaliere. Questo meccanismo deve garantire la certezza del diritto per gli utilizzatori potenziali e compensare eventuali squilibri tra partner.

Per quanto riguarda l'obiettivo della cooperazione territoriale europea, il CESE propone che venga rafforzata la partecipazione dei giovani. La riduzione del divario digitale dovrebbe rappresentare una priorità per tutti i programmi di cooperazione territoriale europea, e bisognerebbe considerare di inserire tra le priorità anche la protezione civile e l'attenuazione dei rischi principali.

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