I diritti e la cittadinanza dell'UE non dovrebbero essere in vendita

Negli ultimi anni diversi Stati membri dell'UE hanno istituito programmi di cittadinanza e di soggiorno per investitori volti ad attirare investimenti e incrementare le entrate. Secondo un parere adottato dal CESE nella sessione plenaria di ottobre, questa prassi comporta gravi rischi e dovrebbe essere vietata in tutti gli Stati membri.

Un gran numero di Stati membri ha istituito programmi che consentono ai cittadini di paesi terzi di accedere più rapidamente alla cittadinanza dell'UE o al permesso di soggiorno in cambio di investimenti significativi nel paese in questione, una prassi nota come “passaporti d’oro” o “visti d’oro”. Il CESE mette in discussione la legittimità di queste prassi nel suo parere sul tema Programmi di soggiorno e di cittadinanza per investitori nell'Unione europea, ed esorta gli Stati membri a rinunciarvi o a presentare argomentazioni ragionevoli per la loro continuazione.

Il parere del CESE si allinea a una recente relazione elaborata dal servizio di ricerca del Parlamento europeo, che chiede anch’essa di porre fine al più presto a tutti i regimi esistenti. Inoltre, una relazione pubblicata dalla Commissione europea segnala che questi programmi presentano rischi in relazione alla sicurezza, al riciclaggio di denaro, all'evasione fiscale e all'elusione delle norme dell'UE.

Il relatore del parere del CESE Jean-Marc Roirant ha dichiarato che “spesso questi regimi non rispettano i diritti fondamentali alla base della cooperazione europea”, sottolineando la necessità che essi vengano aboliti in tutta l’UE: “Il CESE nutre forte preoccupazione per la promozione dei diritti dell'UE e della cittadinanza dell'UE come prodotti messi in vendita”. (dgf)