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La lotta al populismo riguarda ciascuno di noi

a cura del gruppo Diversità Europa del CESE

Il progresso economico e la stabilità sociale sono due ottime armi per combattere l'euroscetticismo, ma non bastano. In occasione di un convegno tenutosi a Feldkirch (Austria) in cooperazione con la Camera del lavoro del Land Vorarlberg l'11 ottobre 2018, il gruppo Diversità Europa del CESE ha esaminato modalità e ragioni dell'emersione del populismo nell'UE e ha insistito sul ruolo chiave che la società civile può svolgere nel contrastarlo.

L'evento ha riunito membri del CESE ed esponenti austriaci di organizzazioni della società civile intorno ad un dibattito sulle principali conclusioni dello studio Societies outside Metropolises: the role of civil society organisations in facing populism ("Le società al di fuori delle Metropoli: il ruolo delle organizzazioni della società civile nel far fronte al populismo"), realizzato su commissione del gruppo Diversità Europa dal Servizio d'azione per i cittadini europei (ECAS). Temi centrali delle discussioni sono stati l'ascesa del populismo in quattro Stati membri e i confronti tra due territori situati a livelli diversi di sviluppo economico in ciascuno di questi paesi:

  • Austria: Klagenfurt-Villach e Bassa Austria meridionale;
  • Francia: dipartimenti della Drôme e dell'Aisne;
  • Italia: Udine e Reggio Calabria;
  • Polonia: Płocki e Nowosądecki.

"L'UE non deve solo parlare con i cittadini, ma deve anche prestare loro un orecchio attento e avviare un vero dialogo con essi", ha dichiarato il presidente del gruppo Diversità Europa Arno Metzler. "La società civile europea dovrebbe aiutare l'Unione a entrare in contatto con i cittadini. In qualità di membri del CESE, dobbiamo farci carico di una duplice responsabilità: dobbiamo intensificare le nostre azioni per collegare il livello europeo e quello nazionale, e dobbiamo collaborare ancora più strettamente tra di noi. Solo in questo modo riusciremo ad attenuare le paure ingiustificate che i populisti cavalcano oggi con tanto successo", è la conclusione del presidente Metzler. (cl)