You are here

Capire l'Europa nella propria lingua madre

Per celebrare il 60° anniversario dell'adozione del primo atto giuridico dell'Unione europea, il regolamento n. 1/1958, che stabilisce le lingue da utilizzare nelle istituzioni dell'UE, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha organizzato una mostra intitolata L'UE parla la tua lingua. L'esposizione è un omaggio all'Europa multilingue e alla sua ricchezza.

All'inaugurazione, che si è svolta mercoledì 19 settembre, hanno partecipato il Presidente del CESE Luca Jahier e la filologa e filosofa francese Barbara Cassin, membro dell'Académie Française e direttrice del Centro nazionale francese di ricerca scientifica (CNRS). Nel corso della cerimonia si è tenuto un dibattito sul ruolo delle lingue nell'UE, che è stato moderato da Isabel Caño, vicepresidente del CESE, responsabile della Comunicazione.

Nel discorso di inaugurazione della mostra, Luca Jahier si è soffermato sul ruolo della cultura nell'integrazione europea, definendola "un faro di speranza per il futuro dell'Europa". "Le lingue sono parte del patrimonio e della cultura e ci aiutano a trovare la nostra anima", ha dichiarato Jahier. Possono essere "fonte di conflitto, ma anche di ascolto e di dialogo". Isabel Caño ha osservato che, grazie al sistema multilingue, i cittadini hanno il diritto di comunicare con l'Europa e di capire l'Europa nella propria lingua madre. "La diversità inizia dalle lingue", ha spiegato la vicepresidente. Per parte sua, Barbara Cassin ha sottolineato che "la traduzione può contribuire a migliorare la qualità dell'integrazione europea". Nel corso del dibattito si è parlato anche di temi quali la complessità della traduzione, il ruolo del "globish" e le lingue regionali europee.

La mostra si articola in una serie di pannelli che illustrano la storia del regolamento n. 1/1958 e il modo in cui, con il passare del tempo, l'Unione europea che si è andata sviluppando ha sostenuto valori fondamentali quali l'uguaglianza, la diversità e il multilinguismo. La mostra, che si svolge in collaborazione con il Comitato delle regioni, fa parte delle iniziative organizzate per l'Anno europeo del patrimonio culturale e rimarrà aperta al pubblico fino al 12 ottobre 2018. (ab/dm)