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La nuova proposta della Commissione sul mercato digitale tutelerà le PMI

Il nuovo regolamento sul mercato unico digitale, proposto dalla Commissione europea, proteggerà non soltanto i consumatori dell'e-commerce ma, per la prima volta in assoluto, anche le PMI. Le imprese che operano su piattaforme online e motori di ricerca potranno risolvere eventuali conflitti in modo extragiudiziale. Questo è il passo avanti che viene messo in luce nel parere che è stato adottato dal CESE nella sessione plenaria del 19 settembre 2018 e di cui è relatore Marco Vezzani.

Secondo uno studio della Commissione, quasi il 50 % delle imprese europee che operano su piattaforme online incontra problemi. Nel 38 % dei casi, i problemi connessi a relazioni contrattuali restano irrisolti, mentre nel 26 % dei casi vengono risolti ma con difficoltà. Fino ad oggi, la legislazione europea si è concentrata sull'esigenza di definire il rapporto tra aziende e consumatori nel commercio online (B2C), mentre non è stato mai affrontato con decisione il rapporto tra aziende e piattaforme online (B2B).

Per questa ragione e con l'obiettivo di migliorare l'equità e la trasparenza, la Commissione ha deciso di affrontare, nel quadro del riesame della strategia per il mercato unico digitale, il rapporto commerciale che intercorre tra le PMI e le piattaforme online. "Accogliamo con favore la proposta della Commissione perché rappresenta un primo tentativo di regolare i rapporti B2B relativi all'e-commerce e di tutelare gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online", ha dichiarato Vezzani. "Tuttavia, questo regolamento non può da solo risolvere tutti i problemi del mercato unico digitale", ha proseguito il relatore. "In questo mercato estremamente dinamico e complesso, la forza dei player globali è ben diversa da quella degli utenti commerciali, specie le PMI. La Commissione deve stabilire confini e rapporti chiari tra le parti e contrastare gli abusi di posizione dominante." (mp)