Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) si compiace che la Commissione stia valutando di aumentare il numero di settori della politica sociale soggetti al sistema di votazione a maggioranza qualificata, secondo cui il Consiglio è tenuto ad adottare in codecisione con il Parlamento europeo le proposte presentate.

È di particolare importanza che in questo campo il Parlamento europeo si trovi su un piano di parità con il Consiglio nel quadro del processo legislativo dell'UE, dato che le questioni sociali riguardano direttamente il cittadino comune e incidono sulla coesione sociale, la quale è essenziale per la sopravvivenza dell'Unione europea, come ha affermato il CESE in un parere adottato nella sessione plenaria dello scorso settembre.

In alcuni settori della politica sociale le decisioni richiedono ancora un voto all'unanimità in seno al Consiglio.

"Il Parlamento europeo dovrebbe diventare un partner reale e partecipare su un piede di parità al processo decisionale dell'UE in materia di politica sociale. Si tratta di presupposti importanti per accrescere la giustizia sociale e la democrazia. Se un trattato fornisce i mezzi per farlo, perché aspettare?", ha affermato il relatore del parere Christian Bäumler.

Il CESE ha sottolineato che l'UE resterebbe vincolata al principio di sussidiarietà pur passando a un sistema di votazione a maggioranza qualificata.

Il CESE si è dichiarato favorevole al pieno passaggio al voto a maggioranza qualificata per quanto concerne la non discriminazione e le raccomandazioni sulla sicurezza sociale e la protezione dei lavoratori, nonché per le decisioni che disciplinano le condizioni di impiego dei cittadini di paesi terzi che soggiornano legalmente nell'UE. (ll)