Tellervo Kylä-Harakka-Ruonala: dalla guerra d'inverno alla poesia

Era l'80º anniversario della fine della guerra d'inverno tra l'Unione Sovietica e la Finlandia. Le cerimonie di commemorazione nazionali erano state annullate a causa del coronavirus, ma alle 11 del 13 marzo di quest'anno le campane di tutte le chiese luterane, ortodosse e cattoliche hanno suonato a distesa in tutta la Finlandia. Sono uscita all'aperto per ascoltarle e ho visto una Helsinki quasi deserta.

 

La guerra d'inverno era durata 105 giorni - tanto quanto il mio auto-isolamento, cominciato proprio il giorno dell'anniversario della sua fine. Pur stando io bene da sola, l'isolamento mi è apparso talvolta difficile. Allora mi sono detta: i miei genitori sono sopravvissuti alle condizioni spaventose della guerra, con mio padre che combatteva al fronte a 30 gradi sotto zero e mia madre a casa da sola con un bimbo appena nato... e io? Di cosa mi lamento, io?

 

A dire il vero, sono stata pure fortunata, visto che potevo uscire di casa quando volevo. E ne ho approfittato per farmi centinaia di chilometri a piedi - per lo più lungo la costa.

 

La mia organizzazione di appartenenza ha seguito passo passo la situazione nelle aziende e ha presentato al governo finlandese alcune proposte su come salvare le aziende stesse e i relativi posti di lavoro. Le prospettive a breve termine erano piuttosto tetre e il futuro resta tuttora incerto, ma quando i dirigenti delle aziende hanno iniziato a pianificare i provvedimenti necessari per un'uscita responsabile dalla crisi, si è cominciato a intravedere una nuova speranza.

 

Insieme ai colleghi, ho preparato le proposte del gruppo Datori di lavoro del CESE su come far fronte alla crisi scatenata dal coronavirus, su come aiutare le aziende europee a sopravvivere e a conservare i loro posti di lavoro e su come incentivare la ripresa economica dell'UE. Grazie alle tecnologie digitali, le mie attività per il CESE sono continuate pressoché normalmente, nonostante le condizioni eccezionali. Ho visto con piacere la mia biblioteca di casa trasformarsi in uno dei luoghi d'incontro dei miei colleghi da tutta l'UE.

 

Il confinamento mi ha anche dato qualcosa di nuovo sul piano personale. Ho avuto l'onore di diventare una musa a distanza e di ricevere poesie, una più deliziosa dell'altra. Vorrei condividere con voi una di queste poesie per darvi un'idea dello spirito d'incoraggiamento e di sostegno che spero ciascuno di noi possa offrire al suo prossimo:

 

Non offro un giorno della settimana, offro la domenica.

Non le faccende quotidiane, che richiedono grandi fatiche.

Offro la domenica, che con il suo cielo alto spinge oltre la nostra quotidianità.

(traduzione libera della versione inglese di un testo originale finlandese)