Margrethe Vestager al CESE: per la tassazione del digitale ci vuole una soluzione globale

La commissaria europea per la Concorrenza Margrethe Vestager ha dichiarato al Comitato economico e sociale europeo (CESE) riunito, a maggio, in sessione plenaria che "la Commissione sta spingendo a favore di una tassazione del digitale perché c'è bisogno di una soluzione globale: è inaccettabile infatti che alcune imprese paghino le tasse mentre altre non lo fanno". La commissaria ha però precisato che l'UE deve, prima, trovare una soluzione europea.

Il Presidente del CESE Luca Jahier ha presentato Margrethe Vestager come la paladina europea della concorrenza, un aspetto, questo, cruciale per la democrazia economica, aggiungendo che "se lasciamo i dati nelle mani di pochi, questi controlleranno anche l'economia e la democrazia, e allora il nostro stesso futuro sarà in pericolo". In linea con questa affermazione, la commissaria Vestager ha dichiarato che "ingenti quantità di informazioni possono dare alle grandi imprese un vantaggio insuperabile rispetto alle loro rivali più piccole che, pur in possesso di un prodotto migliore, potrebbero aver difficoltà a sostenere la concorrenza se non dispongono di una massa critica di dati o di utenti". Come rimedio a questa distorsione del mercato, la commissaria Vestager ha dichiarato che "per una concorrenza più aperta, la Commissione potrebbe trovarsi nella necessità di imporre alle imprese di fornire alle loro rivali un accesso ai dati al fine di garantire condizioni di concorrenza eque".

La commissaria ha sottolineato che la concorrenza dovrebbe anche accrescere la fiducia dei cittadini in un mondo digitale: "Alcune piattaforme raccolgono dati provenienti da milioni o addirittura miliardi di utenti, e sanno di noi cose che neanche i nostri cari conoscono, quindi dobbiamo essere certi di addomesticare i lati oscuri del mondo digitale". In quest'ottica, ha aggiunto la Vestager, la Commissione tutelerà il multi-homing (che consente ai consumatori di utilizzare più di una piattaforma digitale) e "vigilerà contro le piattaforme online che sono talmente forti da svolgere un ruolo di arbitro del mercato stabilendo le regole per le imprese che vi vogliono partecipare". (dgf)