Il CESE formula proposte per migliorare il contributo delle PMI alla bioeconomia

"Le sfide che dobbiamo raccogliere riguardano sia l'obiettivo della lotta ai cambiamenti climatici che quello della disponibilità di prodotti alimentari per un pianeta che presto accoglierà 10 miliardi di persone. La bioeconomia, che comprende la produzione di risorse biologiche rinnovabili e la loro trasformazione in alimenti, mangimi e bioprodotti, può svolgere un ruolo di rilievo per tutti e due questi obiettivi," hanno dichiarato Mindaugas Maciulevičius e Udo Hemmerling, rispettivamente relatore e correlatore del parere del CESE sulla Comunicazione che aggiorna la strategia 2012 per la bioeconomia, adottato il 15 maggio.

Il rispetto dei principi di sostenibilità è essenziale per una bioeconomia "nuova", e se si vuole garantire la produttività delle risorse naturali, occorre preservarle.

Le PMI svolgono un ruolo importante nella bioeconomia. Perché possano migliorare il loro contributo, hanno bisogno di servizi di consulenza migliori e di poter accedere ai finanziamenti. È essenziale istituire servizi di consulenza individuali e flessibili per aiutare le PMI del settore agroalimentare ad avviare progetti innovativi e a lungo termine. Inoltre, la cooperazione pubblico-privati potrebbe svolgere un ruolo importante nel migliorare l'efficienza e dare impulso allo scambio di conoscenze, competenze specifiche e buone pratiche.

I collegamenti tra aree diverse, collegamenti urbani-rurali, rurali-rurali, terraferma-mare, potrebbero dare un contributo alle catene di valore sostenibili e ai cluster del settore della bioeconomia e aiuterebbero in particolare i paesi dell'Europa centrale e orientale a aumentare la loro produzione e a incrementare in tal modo la crescita e l'occupazione, specie nelle zone rurali. Questa regione è ricca di biomassa in ragione delle attività estensive nei settori dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca, con una capacità di biomassa elevata, ma sottoutilizzata (sma)