Azione per il clima: bisogna inviare un segnale forte agli attori non statali

Nel parere sul tema Promuovere azioni a favore del clima da parte di attori non statali, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) propone un dialogo europeo volto in primo luogo a fare in modo che l'impegno sul fronte dei cambiamenti climatici sia più interessante per i diversi soggetti non statali e divenga così un fatto di ordinaria amministrazione.

"Esiste già un gran numero di piccoli progetti nei settori dell'energia, dei trasporti, dell'agricoltura, della silvicoltura ecc. Noi dobbiamo dare loro maggiore visibilità e maggiore sostegno, attraverso una migliore regolamentazione o un accesso più agevole ai finanziamenti. È importante inviare un messaggio forte e positivo alle piccole imprese e alla società civile", ha dichiarato il relatore Mindaugas Maciulevičius.

Secondo un'indagine realizzata dal CESE tra gli attori non statali, le loro esigenze più urgenti sono:

  • un contesto politico/legislativo favorevole;
  • l'accesso ai fondi pubblici e a incentivi fiscali;
  • lo scambio di conoscenze e di buone pratiche/esempi da seguire, sviluppo delle capacità;
  • una collaborazione più efficace tra i diversi attori del settore privato e di quello pubblico.

"Nonostante la sua forte leadership a livello mondiale, l'UE non dispone di un quadro interno capace di creare un contesto favorevole per le azioni in materia di clima da parte di attori non statali", ha aggiunto il correlatore Josep Puxeu Rocamora, "ed è nostro compito rammentare alla Commissione le sue responsabilità".

Il dialogo europeo dovrebbero rispondere alle esigenze degli attori non statali, dare la priorità al collegamento strategico tra i programmi, le iniziative e le istituzioni esistenti e fornire una visione d'insieme delle azioni per il clima. Tale dialogo dovrebbe essere lanciato nel 2018 con un evento che riunisca intorno a un tavolo le reti degli attori interessati con i rappresentanti delle istituzioni dell'UE e degli Stati membri. (sma)