Balkans Beyond Borders: dare libero corso al potere della creatività giovanile per guarire le ferite della guerra

L'obiettivo del festival cinematografico Balkans Beyond Borders (BBB), che permette a giovani di tutti i paesi dei Balcani di riunirsi e conoscere le rispettive culture, è di lasciare alle spalle il passato turbolento della regione. Se qualcosa è destinato a cambiare, sarà per mano e a vantaggio dei giovani, afferma Veroniki Krikoni a nome degli organizzatori del festival.

CESE Info: Che cosa significa, per Lei e per la Sua associazione, aver vinto questo premio?

BBB: Nel 2019 il festival celebrerà il suo 10º anniversario, e il riconoscimento del CESE, oltre a dare un forte impulso al nostro lavoro, avrà anche un valore simbolico. Figurare tra i vincitori del premio CESE ci ricompensa di dieci anni di duro lavoro. Il premio darà al festival la spinta necessaria per estenderne le attività e allargarne gli orizzonti, oltre ad accrescerne la visibilità in ai quattro angoli d'Europa e presso un pubblico più vasto, che potrà partecipare recandosi a selezionati eventi culturali oppure collegandosi per via elettronica attraverso la nostra piattaforma web; verrà così promosso il dialogo attraverso l'arte. Inoltre, questo premio ci consentirà sia di creare occasioni d'incontro per la comunità del festival che di organizzare seminari su tematiche e tecniche innovative, oltre a fornire una piattaforma concreta in grado di contribuire alla creazione di uno spazio pubblico europeo in cui condividere i valori, le identità e il patrimonio culturale che unisce i popoli d'Europa.

Secondo Lei, per ottenere i risultati voluti con questo tipo di attività e programmi, cosa dovrebbero fare le altre associazioni con finalità simili?

Darei loro due consigli: da un lato, essere tenaci e perseveranti, e lavorare in maniera metodica, dall'altro, mantenere sempre un atteggiamento di apertura, che è l'ingrediente essenziale. L'unione fa la forza, quindi dobbiamo fare del nostro meglio per trovare i partner giusti, in sintonia con la nostra visione e i nostri obiettivi, in grado di apportare competenze complementari alle nostre e di contribuire a perfezionare il nostro lavoro.

Come userete la dotazione del premio per continuare ad aiutare la collettività?

La nostra associazione è imperniata sull'idea di condivisione, che è anche il tema conduttore del festival di quest'anno. Come condividiamo idee e culture, così condividiamo le nostre risorse con chiunque ne abbia bisogno. Pertanto la dotazione del premio aumenterà la nostra efficacia nel condividere con un maggior numero di persone il nostro sogno di un'Europa migliore, dedicando anche più attenzione alle giovani generazioni. Perché non dobbiamo mai dimenticare che, se qualcosa è destinato a cambiare, sarà per mano e a vantaggio dei giovani.

Balkans Beyond Borders si rivolge specificamente ai giovani, ma che cosa propone alle generazioni più anziane, su cui le ferite della guerra hanno lasciato cicatrici più profonde? Ritiene che con loro il vostro approccio funzionerebbe?

È una sfida che dobbiamo raccogliere. I giovani sono il futuro dell'Europa, ma sono le generazioni più anziane ad aver subito le ferite della guerra. Tuttavia, il fatto stesso di dare spazio ai giovani affinché possano far sentire la loro voce e si sentano liberi di creare e ripensare il loro passato può costituire un valore aggiunto anche per chi ha parecchi anni più di loro. Il motto dell'Anno europeo del patrimonio culturale è "quando il passato incontra il futuro", e questo è esattamente quello che noi cerchiamo di fare gettando un ponte tra le diverse epoche e puntando alle generazioni più anziane attraverso la forza dei giovani.