Per il CESE, senza i migranti, il modello economico e sociale europeo è in pericolo

Il 13 dicembre 2018 il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha adottato un parere di iniziativa sui costi della non immigrazione e non integrazione, che ha per tema l'impatto dell'immigrazione e dell'integrazione dei migranti sulla società dell'UE nella vita di tutti i giorni.

"Dobbiamo modificare il discorso dell'UE sulla migrazione facendo leva su argomenti concreti", ha affermato il relatore del parere Pavel Trantina, secondo il quale le storie senza fondamento possono essere agevolmente smontate presentando i fatti concreti.

Come ricordato nel parere, con uno scenario senza immigrazione in Europa la produzione agricola calerebbe, le industrie subirebbero un tracollo, si creerebbero tensioni nei mercati del lavoro, i sistemi pensionistici e di assistenza sanitaria diventerebbero insostenibili, lo spopolamento delle zone rurali si accelererebbe e verrebbe compromessa la coesione sociale.

La migrazione non può funzionare correttamente se i migranti non vengono adeguatamente integrati nella società di accoglienza. Nel suo parere, il CESE individua i rischi e i costi risultanti da uno scenario di "non integrazione dei migranti": non riconoscimento delle qualifiche dei migranti e impennata del lavoro sommerso; assenza di parità e di un accesso adeguato ai servizi; segregazione spaziale che potrebbe alla fine portare a una ghettizzazione; aumento del tasso di criminalità; diffusione del razzismo e della xenofobia, e sostegno alle ideologie estreme (da parte sia delle comunità di migranti che della società ospitante).

Secondo il CESE, "l'investimento nell'integrazione dei migranti costituisce la migliore assicurazione contro potenziali costi, tensioni e problemi in futuro".

"È necessario alimentare il dibattito sociale con argomentazioni e dati che smentiscano le notizie false e gli stereotipi sulla migrazione" ha aggiunto il correlatore del parere José Antonio Moreno Díaz. "Dobbiamo mostrare ai cittadini dell'UE l'apporto che gli immigrati forniscono attualmente e che ci si attende forniranno nel prossimo futuro alla nostra società. Si tratta di un compito comune e collettivo che deve riguardare tutti i settori della società civile".

Nel contesto dell'adozione, a Marrakech, del patto mondiale per una migrazione sicura, ordinata e regolare, l'invito rivolto dal CESE agli Stati membri affinché ridiano alla migrazione la sua importanza e il suo significato assume una rilevanza anche maggiore. Alle forze estremiste non dovrebbe essere permesso di trasformare il fenomeno della migrazione in un problema: la migrazione è una risorsa, e spetta agli Stati membri farne l'uso che si conviene. (ddl)