You are here

La società civile dovrebbe essere in prima linea nella difesa dei valori europei oggi sotto attacco

Dodici oratori, tra i quali giornalisti ed esponenti del mondo accademico, provenienti da altrettanti paesi dell'UE hanno partecipato al 12º seminario della società civile sui media organizzato dal CESE e dedicato al tema Riaffermare i valori dell'Europa, che si è tenuto ad Atene il 22 e 23 novembre.

Il Presidente del CESE Luca Jahier ha ricordato ai presenti l'importanza dei valori dell'Europa per la gente comune: datori di lavoro e lavoratori, giovani e anziani, disoccupati e persone con esigenze particolari, migranti e altre minoranze. "Per me è chiaro che i valori dell'Europa devono prevalere sulle ideologie illiberali e su qualsiasi fattore erosivo, perché è grazie ai nostri valori che abbiamo fatto dell'Europa un luogo migliore". Per la sua presidenza Jahier ha scelto il motto "rEUnaissance", perché "dobbiamo avere fiducia nell'Europa: non esiste una soluzione migliore della collaborazione di tutti per un'Europa sostenibile e prospera", ha concluso.

La vicepresidente del CESE responsabile della comunicazione Isabel Cano, che ha aperto l'evento, ha ricordato i valori europei sanciti dai Trattati, dichiarando che "l'Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli. Ma dobbiamo chiederci se abbiamo preso abbastanza sul serio questi impegni. Siamo facendo abbastanza per la coesione sociale ed europea? Stiamo facendo abbastanza per promuovere l'uguaglianza, per garantire che i nostri giovani abbiano prospettive concrete per il futuro e per rendere più facile la vita quotidiana dei cittadini? La solidarietà tra gli Stati membri è sufficientemente forte? Dato che alla maggior parte di questi interrogativi non si può rispondere con un chiaro sì, dobbiamo anche chiederci se siamo sempre coscienti e consapevoli di questi valori nelle nostre deliberazioni e decisioni politiche.

Georgios Katrougkalos, segretario di Stato greco agli Affari europei, ha dichiarato che i migranti sono diventati il capro espiatorio dei tempi moderni, sfruttato dai demagoghi per distogliere l'attenzione dai problemi reali che la società europea si trova ad affrontare, vale a dire le politiche di austerità e l'aumento delle disuguaglianze che rendono i ricchi più ricchi e i poveri più poveri. "Negli anni '60 l'aliquota fiscale più elevata per i redditi superiori al milione di euro era pari al 60 %, mentre oggi è al 30 %. Ciò costituisce un duro colpo alla capacità dello Stato sociale di mantenere le sue strutture sociali", ha dichiarato.

Nelle prossime settimane sarà pubblicata e messa a disposizione sul sito web del CESE una relazione contenente le principali conclusioni del convegno. (sma)